Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/09/2018 Qui - Ogni cosa è segreta (Thriller, Usa 2014): Ho visto questo film in quanto ammiratore di Dakota Fanning e seppur parzialmente le mie valutazioni possono essere segnate da questo elemento, ho trovato l'intera pellicola poco convincente e troppo psicologica. Difficile è sentirsi davvero coinvolti infatti da Every Secret Thing, diretto da Amy Berg, con Diane Lane, Elizabeth Banks e appunto Dakota Fanning, tratto dal romanzo di Laura Lippman, primo film prodotto dall'attrice Frances McDormand, e vivere di quella tensione sana di un thriller d'alto rango. Innanzitutto perché la vittima di questo film è una bambina, della cui morte vengono colpevolizzate a sua volta due bambine, internate fino ai 18 anni. I protagonisti del film (quasi tutte donne) soffrono di alcuni disturbi psicologici precedenti o successivi all'evento in questione e la sparizione di una bambina anni dopo riporta alla luce gli echi dell'omicidio, vecchie turbe e antichi sospettati. Il lato investigativo è piuttosto povero (anche perché giallo che poi tanto giallo non è viste le poche sorprese che portano allo "svelamento" finale) e si lega soprattutto a interrogatori o flashback. In tal senso Ogni cosa è segreta tenta di rispondere a quesiti molto importanti senza però mai approfondire nulla, e quindi anche se ogni personaggio (odiosa la ragazza interpretata da Danielle Macdonald) è un meccanismo del thriller, esso non basta a rendere il film integro sotto ogni aspetto (l'esito finale orbita difatti attorno a dei personaggi senza una reale temperatura emotiva e ad un'estetica mai appagante), un film che dilapidando gli ingredienti più allettanti risulta (come la recitazione, anche sfortunatamente della Fanning) piatto e freddo. Voto: 4
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venerdì 7 giugno 2019
Ogni cosa è segreta (2014)
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Diane Lane,
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Frances McDormand,
Giallo poliziesco,
Nate Parker,
Romanzo,
Thriller drammatico
lunedì 11 febbraio 2019
Janis (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/12/2016 Qui - Dopo quello su Amy Winehouse, Amy, ecco un altro film che racconta la biografia di una famosa ed eccellente cantante, anch'ella purtroppo morta per overdose. Janis, infatti, parla e presenta il ritratto di Janis Joplin, cantante blues estremamente dotata ed affermatasi più o meno nel decennio degli anni '60 fino al 1970 che costituisce l'anno della sua morte, anche se la regista Amy Berg e il produttore Alex Gibney guardano oltre la Janis del rock 'n roll, svelando dietro la leggenda una donna gentile, sensibile e al contempo potente, che con la sua breve, turbolenta ed epica esistenza ha contribuito all'evoluzione del mondo della musica rock. La regista difatti, in questo ritratto appassionato, dolce ed emozionante, assai delicatamente e con un profondo atteggiamento psicologico, rifacendosi alle interviste di vari personaggi che la conobbero ed interagirono con lei e soprattutto alle lettere reali (nella versione italiana lette dalla cantante Gianna Nannini, non proprio una scelta saggia) che la cantante nel corso della sua carriera e negli anni immediatamente prima scriveva ai propri genitori, non entra nei particolari tecnici dei dischi, non indaga troppo sulle sue influenze musicali, e ci permette, in maniera splendida e implacabile, di cadere nel vortice di vita e dolore che ha accompagnato la cantante texana nella sua breve esistenza. Dagli accenni alla nascita a Port Arthur, da una famiglia borghese (il padre ingegnere, la madre insegnante), primogenita dal carattere ribelle, incerta sulle sue aspirazioni, ma sorridente e amabile nelle molte foto esibite, nonostante oggetto di bullismo dai compagni di scuola, per la sua scarsa avvenenza rispetto ai canoni dell'epoca, si passa attraverso la high school, dove predilige il disegno, all'Università di Austin dove interrompe gli studi per completarli in Scienze Sociali, con ottimi voti, presso l'università di Houston/Lamark. Ma invece di fare l'insegnante, secondo il desiderio dai genitori, si sente attratta dalla musica, scopre di avere una bella voce e comincia cimentarsi nel Blues e nel Folk con alcuni amici, è da lì tutto comincerà e finirà. Un racconto forte, dove si evince la figura di una donna estremamente dotata dal punto di vista artistico, più precisamente del canto, ma assai insicura, bisognosa d'affetto e molto sofferente per svariati problemi, legati anche al suo aspetto fisico presenti in lei sin dall'adolescenza, che credeva di riuscire a superare con l'uso smodato e frequente di sostanze alcoliche e droghe di ogni tipo.
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