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sabato 30 luglio 2022

Tutto quella notte (1987)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Uno dei tantissimi film cult anni '80 per ragazzi alla prese con la voglia di scappare di casa e godersi avventure inaspettate. Colpito da un adattamento del titolo discutibile, come la maggior parte delle pellicole di quel periodo, Tutto quella notte (una sorta di versione per tutta la famiglia di "Fuori Orario" di Martin Scorsese e "Tutto in una notte" di John Landis) è il primo film diretto da Chris Columbus, un mago del cinema per ragazzi, più conosciuto per altri (grandi) lavori (come regista soprattutto uno, come sceneggiatore tanti altri). In questo film la sua regia si vede tantissimo, specialmente anche nelle piccole trovate che ritroveremo in suoi lavori successivi. Il cast è in gamba (spicca ovviamente la bella Elisabeth Shue, a quei tempi indimenticabile, particine per Penelope Ann Miller, quasi irriconoscibile sotto il trucco da nerd, e Vincent "Palla di Lardo" D'Onofrio, irriconoscibile magro) e anche i giovanissimi attori sono a proprio agio, per un ora e mezza circa di divertimento leggero e senza pensieri. Mette in scena una storia semplice, con personaggi stereotipati, ma non piatti, in una storia che magari vederla con gli occhi di adesso risulta un po' assurda ed ingenua, ma che risulta sempre molto divertente (e con la dose giusta di "zucchero"). Tanto ritmo, gag all'acqua di rose ma che spesso fanno sorridere (come la simpatica sequenza del babysitting blues) e una colonna sonora adeguata (apertura e chiusura perfetta). Tutto per una pellicola (che si trova su Disney Plus con i sottotitoli) rocambolescamente godibile. Voto: 6+

lunedì 8 aprile 2019

The Birth of a Nation: Il risveglio di un popolo (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/11/2017 Qui - A metà tra 12 Anni Schiavo e Django UnchainedThe Birth of a Nation: Il risveglio di un popolo (The Birth of a Nation), film del 2016 scritto e diretto da Nate Parker (anche protagonista), è la storia di una presa di coscienza di un individuo prima e di un intero popolo successivamente. Il film infatti, presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2016 (dove ha vinto il premio del pubblico e il gran premio della giuria), significativo già dal titolo, dato che il regista riprende in modo totalmente audace e impavido il titolo della vergognosa pellicola di Griffith sulle "epiche" gesta dei "coraggiosi" incappucciati del Ku Klux Klan, anche se ne ribalta il contenuto, ci racconta su quali fondamenta è nata l'America, battezzata nel sudore e nel sangue di milioni di esseri umani costretti a perdere la propria umanità, raccontando la storia della rinascita dell'America attraverso le battaglie della popolazione afro-americana in cerca di uguaglianza, riscatto e anche di vendetta, ma sopra ogni cosa, in cerca di giustizia (parola e concetto che spesso viene soffocato e annientato con le torture, le sevizie, il calpestamento dei diritti umani). E lo fa ripercorrendo la vicenda di Nat Turner (un personaggio veramente esistito e di cui si è fatto di tutto per cancellarne le tracce e la memoria), schiavo, predicatore, ribelle. E lo fa restituendo il significato dell'istituzione schiavista in tutto il suo intollerabile abominio, la sua crudele quotidianità capace di annichilire negli uomini e nelle donne ogni rispetto di sé, ogni sentimento, ogni speranza. Certo, la struttura del racconto è classica e non si discosta in maniera particolare da altre pellicole che hanno trattato il tema della schiavitù, ed anzi, non apporta particolari novità sull'argomento, e addirittura la sceneggiatura ha delle evidenti lacune, ma qui ci troviamo di fronte ad un prodotto discretamente riuscito che ne fotografa, sapientemente la vita e le azioni.