Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/03/2019 Qui - Anche la Disney può sbagliare. Lo sappiamo da sempre (è già successo, ricordate Alice attraverso lo specchio? No? Meglio) eppure si rimane
ancora sconcertati di fronte alla possibilità della casa dei sogni di
fallire. Questa volta poi si rischia di toccare il punto più basso del
percorso cinematografico del mondo immaginifico creato agli inizi degli
anni Venti, una caduta rovinosa in cui nessuno, davvero nessuno, riesce
ad uscirne illeso. La
colpa di tali ferite è causata dall'ultimo lungometraggio targato Disney del 2018, intitolato
Nelle pieghe del tempo (A Wrinkle in Time), pellicola
tratta dal romanzo omonimo del 1963 scritto da Madeleine L'Engle e diretta da Ava DuVernay, che dai fatti reali di Selma - La strada per la libertà passa all'inverosimile e all'astratto in questo suo ultimo
lavoro. Un lavoro che non soddisfa (ma per niente proprio) le
aspettative, dimostrandosi fallimentare sotto molteplici punti di vista.
Perché sì, senza mezzi termini, Nelle Pieghe del Tempo (che va
avanti tra scenari ridicoli, personaggi
inutili e momenti completamente piatti) è sia un film brutto sia un film
sbagliato, non c'è scampo. Anche
capire da dove partire per descrivere il fallimento del film è compito
arduo, perché davvero non c'è un aspetto che si salvi. Manca
il grande senso di avventura e scoperta dei film per ragazzi, manca
l'intrattenimento puro, con le scene allungate fino a che il già poco
senso di esse non diventi autentica e inspiegabile tortura. Forse
a dare più fastidio è la costante ripetitività del nulla che il film
propone. I protagonisti sono sballottati
avanti e indietro senza che se ne capisca il senso. Se l'emozione
latita, la tensione manca totalmente, ed assistiamo ad un carrozzone di
colori e CGI tirato avanti col pilota automatico. Insomma un film, che
si fa quasi fatica a definirlo un vero film,
davvero sconclusionato, malfatto e goffo. Un film che pecca di
un'eccessiva noncuranza dei dettagli. Giocando senza logica
con lo spazio e il tempo, il film dimentica spesso la
basilare regola della consequenzialità causa-effetto, alternando eventi
incoerenti tra loro con improbabili deus ex machina risolutivi. Tra
enormi lacune narrative e mancanze para-sintattiche, la storia si
snoda pertanto con fatica, rendendo la visione non eccessivamente
difficile ma indubbiamente fastidiosa. A peggiorare la situazione, non
manca poi il classico buonismo della Disney che, nonostante in altre
pellicole sia perfettamente equilibrato, qui produce una perenne e
paternalista atmosfera moraleggiante.
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domenica 7 luglio 2019
Nelle pieghe del tempo (2018)
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domenica 14 aprile 2019
La vita immortale di Henrietta Lacks (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2017 Qui - Basato sull'omonimo best seller di Rebecca Skloot e candidato come Miglior film per la televisione agli Emmy 2017, La vita immortale di Henrietta Lacks, film drammatico targato HBO e diretto da George C. Wolfe (Come un uragano, Qualcosa di Buono), ripercorre la disperata ricerca di informazioni che la figlia (Deborah, interpretata da Oprah Winfrey) di una donna che a sua insaputa rivoluzionò la storia della medicina, condusse grazie all'aiuto della scrittrice (una funzionale ed efficace Rose Byrne), per provare a scoprire come la raccolta non autorizzata delle cellule della madre abbia attuato un'innovazione medica senza precedenti. Attraverso numerosi flashback infatti, vengono mostrati sia i dettagli sulla storia di Henrietta Lacks, una donna afro-americana diventata lo strumento inconsapevole (tramite raccolta non autorizzata) di scoperte mediche sensazionali e rivoluzionarie, giacché nei primi Anni Cinquanta le sue cellule (tumorali) sono state utilizzate difatti per creare la prima linea cellulare umana immortale, sia le conseguenze che la notizia ebbe su Deborah e la sua famiglia, tenuta all'oscuro dei fatti per più di vent'anni. Le cellule della donna infatti, morta nel 1951 e denominate in seguito "HeLa" continuano a vivere e a riprodursi tutt'ora, trovando utilizzo in numerose ricerche scientifiche. Ma questo film, nato per omaggiare la memoria di Henrietta, è soprattutto una denuncia alle pratiche poco ortodosse che i familiari della donna hanno dovuto subire dai medici del tempo.
lunedì 19 novembre 2018
Selma: la strada per la libertà (2014)
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