Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Provate a mischiare "Halloween" e "Ritorno al Futuro" (entrambi citati nel film, tra l'altro) e avrete questo teen-comedy-horror leggero ma godibile, originale seppur non indimenticabile. Si segue la sceneggiatura con curiosità per l'identità del killer ma nel frattempo ci si delizia con i rimandi a decine di altre opere e con un umorismo che mette simpaticamente a confronto gli anni '80 con la cultura odierna (in primis per quanto riguarda il politicamente corretto). Di horror c'è poco (niente spaventi, sangue moderato), ma il meccanismo va che è una bellezza. Nel complesso infatti, e nonostante le sbavature di sceneggiatura e le forzature di una trama abbastanza scontata, il film scorre anche in alcuni momenti in maniera divertente, grazie a un cast ben affiatato (tra questi la "recente" versione di Sabrina la strega impersonata dalla spigliata Kiernan Shipka). Demenziale ma simpatico. Voto: 6 [Prime Video]
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venerdì 29 marzo 2024
venerdì 16 dicembre 2022
The Adam Project (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Un film che è la naturale continuazione del sodalizio che
si è
formato da Shawn Leavy come regista e Ryan Reynolds come attore, già in
coppia nel precedente Free guy. Questo film non è sicuramente
all'altezza del precedente, più riuscito, ma assicura comunque un
discreto
intrattenimento. L'influenza del filone supereroistico si fa sentire anche
per il design e la presenza di comprimari di lusso come la Zoe Saldana e
Mark Ruffalo più la Jennifer Garner, ma sono appunto
comprimari dello
stesso Reynolds
con un'opera cucita su misura e dove tutto sommato fa sempre il solito
personaggio a cui siamo abituati ultimamente. Trama fluida non
originalissima (le citazioni si sprecano) ma senza dubbio sa toccare le
corde giuste: il tono è quello scanzonato ed ironico ma non manca il
lato tenero che sa emozionare e far scendere una lacrimuccia. Una
visione godibile che si porta a termine senza nessuna fatica. Voto: 6,5
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mercoledì 31 agosto 2022
La guerra di domani (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - Un action fantascientifico (un po' Terminator e un po' Starship Trooper) che fa bene il suo dovere, non nascondendo la sua natura di puro intrattenimento. Seppur non presenti nulla di nuovo, ed il pretesto temporale venga sfruttato con poca originalità dalla sceneggiatura, ciò che rimane negli occhi sono i momenti delle battaglie con queste idre bianche, delle specie di Alien cattive almeno come il lucertolone di Ridley Scott, che anziché avere sangue acido, sparano spuntoni a rotta di collo. Un gran bel momento di azione selvaggia, l'incursione nel palazzo abbandonato per recuperare una squadra e qualche altro espediente (il piano sequenza in digitale iniziale, la regina madre), fiumi di piombo e missili. Poi nell'epilogo il regista Chris McKay si lascia prendere un po' la mano calcando una battaglia finale sopra le righe (per lui è comunque un deciso passo indietro questo, soprattutto ripensando al bellissimo ed iconico LEGO Batman - Il film). Si rivedono Betty Gilpin e Yvonne Strahovski, ma soprattutto J. K. Simmons, in un ruolo di giusta cafoneria. Un action banale nella scrittura (specie dei caratteri), ma tecnicamente di buon livello. Ci si può mediamente accontentare. Voto: 5,5
martedì 31 agosto 2021
Timecrimes (2007)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2021 Qui - Pellicola spagnola costruita con sagace ingegno (nonostante la penuria di mezzi), Timecrimes stupisce per l'incredibile efficacia con cui il regista (quel Nacho Vigalondo di cui si è sempre parlato bene da questo punto in poi, e giustamente, anche se il suo ultimo Colossal non mi ha convinto) riesce a catalizzare l'attenzione dello spettatore mediante un processo di scrittura che, seppur tutto fuorché originale, mantiene un livello di tensione pressoché costante. Con l'ausilio di una manciata di attori (4, tra cui egli stesso, ma bravo è soprattutto Karra Elejalde) e di un numero limitato di location (due interni e qualche ripresa esterna in mezzo ai boschi), l'autore mette in scena una storia fatta di loop temporali e di meccanismi di scrittura che disegnano con apprezzabile equilibrio una discreta concatenazione degli eventi (sebbene, nelle battute finali, una leggera confusione inizi a palesarsi). La fotografia desaturata, dal canto suo, viaggia a braccetto con una regia essenziale ma attenta, dove il montaggio, semplice e solido, funge quasi da narratore, ogni inquadratura, difatti, sarà utile al fruitore per decifrare lo sviluppo degli eventi che si dipaneranno per tutto l'arco della durata. Minimale ma affascinante, Timecrimes è quindi un più che riuscito thriller fantascientifico, nonché la dimostrazione di come non servano ingenti somme di denaro per realizzare qualcosa di sorprendente. Voto: 7
domenica 7 luglio 2019
Nelle pieghe del tempo (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/03/2019 Qui - Anche la Disney può sbagliare. Lo sappiamo da sempre (è già successo, ricordate Alice attraverso lo specchio? No? Meglio) eppure si rimane
ancora sconcertati di fronte alla possibilità della casa dei sogni di
fallire. Questa volta poi si rischia di toccare il punto più basso del
percorso cinematografico del mondo immaginifico creato agli inizi degli
anni Venti, una caduta rovinosa in cui nessuno, davvero nessuno, riesce
ad uscirne illeso. La
colpa di tali ferite è causata dall'ultimo lungometraggio targato Disney del 2018, intitolato
Nelle pieghe del tempo (A Wrinkle in Time), pellicola
tratta dal romanzo omonimo del 1963 scritto da Madeleine L'Engle e diretta da Ava DuVernay, che dai fatti reali di Selma - La strada per la libertà passa all'inverosimile e all'astratto in questo suo ultimo
lavoro. Un lavoro che non soddisfa (ma per niente proprio) le
aspettative, dimostrandosi fallimentare sotto molteplici punti di vista.
Perché sì, senza mezzi termini, Nelle Pieghe del Tempo (che va
avanti tra scenari ridicoli, personaggi
inutili e momenti completamente piatti) è sia un film brutto sia un film
sbagliato, non c'è scampo. Anche
capire da dove partire per descrivere il fallimento del film è compito
arduo, perché davvero non c'è un aspetto che si salvi. Manca
il grande senso di avventura e scoperta dei film per ragazzi, manca
l'intrattenimento puro, con le scene allungate fino a che il già poco
senso di esse non diventi autentica e inspiegabile tortura. Forse
a dare più fastidio è la costante ripetitività del nulla che il film
propone. I protagonisti sono sballottati
avanti e indietro senza che se ne capisca il senso. Se l'emozione
latita, la tensione manca totalmente, ed assistiamo ad un carrozzone di
colori e CGI tirato avanti col pilota automatico. Insomma un film, che
si fa quasi fatica a definirlo un vero film,
davvero sconclusionato, malfatto e goffo. Un film che pecca di
un'eccessiva noncuranza dei dettagli. Giocando senza logica
con lo spazio e il tempo, il film dimentica spesso la
basilare regola della consequenzialità causa-effetto, alternando eventi
incoerenti tra loro con improbabili deus ex machina risolutivi. Tra
enormi lacune narrative e mancanze para-sintattiche, la storia si
snoda pertanto con fatica, rendendo la visione non eccessivamente
difficile ma indubbiamente fastidiosa. A peggiorare la situazione, non
manca poi il classico buonismo della Disney che, nonostante in altre
pellicole sia perfettamente equilibrato, qui produce una perenne e
paternalista atmosfera moraleggiante.
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mercoledì 15 maggio 2019
Doraemon: il Film - Nobita e la Nascita del Giappone (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/03/2018 Qui - Il simpatico gatto spaziale Doraemon ed il suo amico Nobita compaiono sugli schermi delle tv di tutto il mondo nel 1989. Da allora il suo successo, dovuto soprattutto all'uso dei gadget del futuro che spuntano magicamente dal suo marsupio, è stato inarrestabile, tanto da generare uno dei brand più famosi per i ragazzini giapponesi, superando persino Hello Kitty. Da qui la volontà di trasporre le sue avventure sul grande schermo. Operazione completamente riuscita, dato che questo lungometraggio del 2016 diretto da Shinnosuke Yakuwa è il trentaseiesimo film di una lunga serie, anche se solo il quarto ad uscire al cinema dopo Doraemon: il film, Doraemon - Il film: Le avventure di Nobita e dei cinque esploratori e Doraemon - Il film: Nobita e gli eroi dello spazio (che però non ho ancora visto). Tutte pellicole certamente ad uso e consumo di un pubblico infantile, giacché non manca di veicolare una serie di messaggi positivi e didattici, anche perché la maggior parte delle storie di Doraemon sono commedie che insegnano ai bambini i valori dell'integrità, della perseveranza, del coraggio, della famiglia e del rispetto, inoltre, sono spesso affrontati temi ambientalisti come il riscaldamento globale, le specie di animali in via di estinzione, il disboscamento e l'inquinamento, con una particolare attenzione appunto per argomenti didattici tratti dalla storia o dalla letteratura, e non fa eccezione Doraemon: il Film – Nobita e la Nascita del Giappone, che in ogni caso è però il remake dell'omonimo film diretto nel 1989 da Tsutomu Shibayama, tuttavia grazie a particolari elementi è altamente fruibile ai nostalgici e a chi non si stanca mai di vedere film d'animazione.
lunedì 11 marzo 2019
400 Giorni: Simulazione spazio (2015)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2017 Qui - 400 GIORNI: SIMULAZIONE SPAZIO (Fantascienza Usa 2015): 4 astronauti sono sottoposti ad un curioso e intrigante esperimento, vengono rinchiusi in un sotterraneo per 400 giorni, allo scopo di simulare un lungo viaggio spaziale. Ma costretti a uscire dalla loro navicella, il gruppo scoprirà che la missione potrebbe non essere stata una simulazione, anzi, qualcosa di imprevedibile. Il film è molto ambizioso, parte bene, ci sono molte idee e tanta fantasia, ma poi tradisce le aspettative. Ad un certo punto infatti il meccanismo sembra incepparsi, la storia s'ingarbuglia e imbocca un vicolo cieco, e il film si rivela niente di più che uno scadente film di fantascienza, dignitoso nella messa in scena ma mai realmente appassionante. Un thriller fantascientifico dalle buone premesse, vanificate da un pessimo sviluppo narrativo che si apre in modo convenzionale e interlocutorio, e naufragate dalla fragilità della sceneggiatura di Matt Ostermann, che produce personaggi piatti, bidimensionali e privi di spessore, affossati ulteriormente dalle scialbe prove degli attori principali (tra cui stranamente tre dell'Universo DC, Caity Lotz-DC's Legends of Tomorrow, Brandon Routh-Superman e poi Arrow, Tom Cavanagh-Flash ma anche Grant Bowler della serie Defiance). Certo, fra flashback, allucinazioni, ambiguità e colpi di scena, il film assesta qualche buon colpo, senza però riuscire a compensare i suoi svariati difetti, ovvero falle di sceneggiatura, abuso di stereotipi e un inopportuno sentimentalismo. Sembra infine che il regista non sappia che impronta dare al film conducendo inevitabilmente a un finale monco e inconcludente. Film perciò solo capace di fare presa esclusivamente su un pubblico occasionale e poco esigente. Voto: 5
venerdì 8 marzo 2019
Ruby Red III: Verde smeraldo (2016)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - RUBY RED III: VERDE SMERALDO (Fantasy, Germania 2016): Ho visto questo film perché avevo visti i primi due, un po' assurdi e sciocchi, capitoli (qui e qui), ma qui oltre alla storia di una viaggiatrice del tempo che pensa più all'amore che a proteggere la Storia, che se all'inizio sembrava interessante alla fine s'è rivelata banalissima, dove addirittura si aggiunge la possibilità dell'immortalità, insomma non c'è praticamente niente da ricordare. Dialoghi banali e futili, attori davvero mediocri, situazioni e avvenimenti imbarazzanti. Per fortuna era l'ultimo capitolo di una trilogia letteraria che sì ha avuto un discreto successo ma anche detronizzato i viaggi nel tempo, appiccicandoci sopra una storia assurda. Voto: 4
venerdì 8 febbraio 2019
Edge of Tomorrow (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2016 Qui - Quando ho saputo che avrebbero mandato in onda Edge of Tomorrow mi sono sorpreso che nessuno ne parlava male, il rischio come ovvio in questi casi è la temuta classica americanata (che a me piace, tra l'altro), e poi c'era Tom Cruise, possibile che qualcosa non è andato storto? (anche se nei suoi due precedenti film, Mission Impossible: Rogue Nation e Oblivion fa la sua buona figura, è comunque un buon attore che apprezzo) anch'io infatti ho pensato subito ad un'ennesima variante di Robocop con armature biomeccaniche, o un Transformers dei poveri che sfruttasse qualche intreccio sentimentale tra soldati, e invece no. Perché anche se in effetti c'è anche questo nel film, il tutto è condito magistralmente da un curioso e geniale incantesimo che costringe il nostro eroe ad un'estenuante battaglia in stile videogame che ricorda tanto il geniale Il giorno della marmotta con Bill Murray, ma anche a Ritorno al futuro ed alle numerose varianti viste in tanti film, dalla dolente 'circolarità' temporale de L'esercito delle 12 scimmie, alla frenesia di Source Code, giusto per fare qualche esempio. Espediente qui usato invece in maniera principalmente 'giocosa' e per la prima volta, almeno a mia memoria, nell'ambito prettamente action di un campo di battaglia fantascientifico. Espediente in ogni caso usato magnificamente per raccontare la storia del protagonista, anche se in Edge of Tomorrow (film di fantascienza del 2014), il protagonista è sicuramente la trama, basata quasi esclusivamente sul protagonista del film stesso, il tenente Bill Cage (un credibile Tom Cruise, all'inizio non il classico soldato super fortissimo e intoccabile), che dopo una disperata battaglia contro degli spietati invasori e dopo averne ucciso un essere particolare della loro specie, si accorge di essere in grado di 'resettare' il giorno e tornare indietro nel tempo (lo si capisce dopo appena 10 minuti). Da qui il soldato inizierà un percorso di apprendimento e coscienza che sfonderanno il proprio io precedente per trasformarlo, grazie all'aiuto di una soldatessa (la straordinaria, sempre più bella e sempre più sexy Emily Blunt), che ha vissuto la stessa situazione, nell'eroe che rovescerà le sorti della guerra. Edge of Tomorrow è tratto da un romanzo del giapponese Hiroshi Sakurazaka ma il regista Doug Liman (Fair Game, Mr e Mrs Smith, The Bourne Identity) riesce a realizzare un film che malgrado la trama potrebbe sembrare ripetitiva (un soldato che rivive sempre lo stesso giorno) è invece piena di adrenalina ed incolla lo spettatore alla sedia perché i due protagonisti è come se viaggiassero in un labirinto dove ad ogni svolta cambia lo scenario. E tutto all'interno dello stesso identico giorno e ai ripetitivi movimenti ed azioni che vengono compiute.
giovedì 31 gennaio 2019
Predestination (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/10/2016 Qui - I viaggi nel tempo hanno costituito, soprattutto dagli anni '80, un presupposto stimolante e intelligente per sviluppare una serie di pellicole che, da Ritorno al futuro in avanti, sono divenuti un vero e proprio genere nel genere. Predestination, opera dei due fratelli registi Spierig, segue questo filone e ha una trama la cui vicenda ufficiale forse la dirò tra poco. La sua 'vera' storia tuttavia è un ingarbugliato via vai temporale che non può proprio essere raccontato, se non si vuole svelare il nodo cruciale della vicenda, bruciando lo stesso film e devastandone la visione. Diciamo che, mettiamo il caso sognate di poter viaggiare nel tempo, sognate il più grande paradosso temporale possibile e troverete questo film. Posso solo dire perciò che tutta la complessa (e pure molto macchinosa vicenda) si basa sull'enigma principe che affligge l'uomo allorquando egli si interroghi sulle incognite inerenti la nascita della vita sulla Terra: ovvero 'è nato prima l'uovo o la gallina?'. Comunque per chiarezza, questo thriller fantascientifico del 2014, adattamento cinematografico del racconto Tutti voi zombie (...All You Zombies...) del 1959 di Robert A. Heinlein, parla di un viaggiatore del tempo che si sposta freneticamente da un anno all'altro per dare la caccia a un attentatore dinamitardo che sconvolge gli Stati Uniti. Il suo viaggiare però lo porta a incrociare persone e storie che lentamente dispiegano il loro significato, in un quadro surreale denso di incognite temporali che minerà le sue residue certezze sul significato da attribuire al tempo ed alla sua stessa identità. Come detto in precedenza Predestination è un film con una trama all'apparenza complessa, ma che grazie ad un'ottima regia riesce a farsi capire alla perfezione e ad apparire allo stesso tempo prevedibile ed improbabile, rischiando anzi di cadere nel banale, salvo poi stupirci poi effettivamente con tutta una serie di avvenimenti che è davvero pressoché impossibile indovinare dall'inizio, scoprendo nel finale altarini che per un'osservatore attento erano visibili fin da subito, ma che alla fine rendono rocambolesco ed eccessivamente convulso il via vai temporale.
domenica 13 gennaio 2019
Torno indietro e cambio vita (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - I protagonisti di Torno indietro e cambio vita, commedia del 2015, sono una coppia di coniugi, interpretati da Raoul Bova e Giulia Michelini, i quali stanno attraversando un periodo di profonda crisi e pertanto la moglie ha deciso di lasciare il marito per un altro uomo. Non essendo quest'ultimo dello stesso parere in quanto ancora molto innamorato della consorte, al fine di non volere mai più soffrire in futuro così tanto per un tale tipo di abbandono, desidererebbe ardentemente tornare indietro nel tempo e riuscire così di evitare di conoscere e mettersi insieme a quella che sarebbe poi diventata la propria futura moglie. In seguito ad un incidente stradale e ad una sorta di "incantesimo" il desiderio si avvera ed il protagonista, insieme al suo carissimo amico (Ricky Memphis), riesce a ritornare indietro negli anni, e precisamente agli anni '90, all'epoca del liceo e dell'incontro con la futura moglie. Da qui si succederanno una serie di avvenimenti più o meno importanti ed esilaranti. Eccoci di fronte a un film che merita due giudizi ben distinti. Se considerato infatti in termini assoluti, "Torno indietro e cambio vita" è da bocciare senza remissione di peccati, perché, ammettiamolo, è ben poca sostanza e ancor meno comicità. Se considerato però all'interno della modesta filmografia vanziniana, siamo di fronte a una delle migliori pellicole del figlio del grande Steno. E questo nonostante il soggetto abusato del film, cioè il salto temporale all'indietro (od anche al futuro) in modo tale da poter cambiare il proprio destino. Un soggetto ampiamente e precedentemente trattato nella cinematografia italiana e soprattutto straniera, ma usato in modo banale, poiché quest'opera risulta non solo, ovviamente, irreale ma anche piuttosto superficiale e semplicistica nel presentare la vicenda in se. Anziché distaccarsi appunto dal "già visto" e creare un prodotto con qualche spunto originale, il film rimane completamente in superficie raccontando situazioni ed avvenimenti scontati di cui si intuisce già in precedenza lo svolgersi e la conclusione.
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Questione di tempo (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - Questione di tempo (About Time) è una delicata, raffinata ed emozionante commedia romantica del 2013 scritta e diretta da Richard Curtis, regista tra gli altri di Love Actually e I Love Radio Rock, e soprattutto sceneggiatore di Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones, insomma una grande firma per un bellissimo film (andato in onda in prima visione su Italia Uno il 7 luglio). Film che narra di Tim, giovane e impacciato ventunenne interpretato da Domhnall Gleeson, che scopre dal padre di avere la possibilità di viaggiare a ritroso nella sua vita. Tim però non può cambiare la sua intera storia, ma può modificare i singoli avvenimenti per correggere il proprio futuro. Il ragazzo decide così di far tesoro di questo potere per incontrare l'amore, anche se non tutti i tentativi andranno a buon fine, specialmente i primi. Nel corso del film il ragazzo si troverà infatti a rivivere spesso gli stessi momenti assumendosi importanti responsabilità sui risvolti positivi o negativi delle vicende, cancellando spesso la linea temporale della propria vita e quando a un certo punto l'obiettivo diventa Mary, conosciuta in un ristorante al buio, e quando i giochi sembrano fatti, un errore nel passaggio temporale sembra rimettere tutto in discussione. Questa storia (un po') bizzarra ma gradevole ruota quindi intorno a Tim, il giovane protagonista della pellicola, che può fare qualcosa di straordinario, qualcosa che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sognato di poter fare (non ci stancheremo mai di fantasticare su questa possibilità), ovvero come il protagonista chiudendosi in un luogo buio e stringendo forte i pugni, Tim può tornare indietro nel tempo e rimediare ai propri errori o a quelli commessi da altri. Questo dono, tramandato da generazioni tra gli uomini della sua famiglia, consente all'esitante e impacciato ragazzo di conquistare nel migliore dei modi la sua futura moglie Mary e di realizzare che rivivere dei momenti passati come vorremmo non sempre conduce ad una vita perfetta. Nel bene o nel male dovrà però decidere cosa è meglio per lui e per la sua famiglia, spinto dal succedersi di avvenimenti imprevisti e che non riservano sorprese. I viaggi nel tempo, i paradossi temporali, la macchina per tornare indietro nella notte dei tempi o magari per vedere il futuro della nostra irrequieta umanità, sono tematiche che hanno sempre affascinato l'uomo e attratto la fantasia di autori e narratori di molta letteratura fantastica. Da parte sua il cinema non è mai stato indifferente a questi stimolanti argomenti, trovando anche il modo di affrontare la materia in generi non strettamente e naturalmente indicati per queste tematiche, come per esempio questa bella commedia. Richard Curtis ovviamente, non scopre certo nulla di nuovo, ma se la trama non brilla per originalità, stupisce invece la rapidità e il modo con cui evolve, Curtis decide infatti di muoversi su un piano differente, Tim non è l'utilizzatore di una macchina del tempo alla Wells e neppure un americano alla corte di re Artù nato dalla penna di Mark Twain, i suoi sono piuttosto dei 'ritorni al futuro' il cui arco temporale ristretto consente al protagonista di tentare di sistemarsi la vita grazie alla consapevolezza acquisita in precedenza.
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sabato 29 dicembre 2018
Tomorrowland: Il mondo di domani (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/05/2016 Qui - Tomorrowland: Il mondo di domani (Tomorrowland) è un film d'avventura fantascientifico del 2015 della Disney, scritto, diretto e prodotto da Brad Bird (Gli incredibili e Ratatouille), con protagonisti Britt Robertson (vista giorni fa in La risposta è nelle stelle qui) e George Clooney (che non ha bisogno di presentazioni). Il film racconta la storia di Frank, un ex enfant prodige ormai disilluso, e Casey (figlia di un ingegnere aerospaziale), un'adolescente ottimista e intelligente che trabocca di curiosità scientifica. La ragazza sogna un futuro di speranza e di avventura, ma dopo l'ennesimo blitz nella fabbrica del padre per impedire che venga dismessa, Casey finisce in gattabuia. Ma tra gli effetti personali trova una spilla misteriosa che, al solo tocco, la trasporta in un mondo collocato in uno spaziotempo imprecisato, Tomorrowland. Per 'colpa' e grazie all'aiuto di una misteriosa ragazzina, i due, legati da un destino comune, intraprendono così una pericolosa missione insieme, per svelare i segreti di una misteriosa ed enigmatica dimensione spazio-temporale (che esiste nella loro collettiva memoria) nota appunto come "Il mondo di domani". Le loro imprese cambieranno sia il mondo che la propria vita, per sempre. Tomorrowland è un film di quelli che lasciano un attimo perplessi anche se in parte riesce a coinvolgere. Certamente però non lo si può collocare come film di pura fantascienza, ma certo al confine di questa con il fantasy. Certe scene sono un po' troppo inverosimili anche per la fantascienza, per cui sfociano nel fantasy di conseguenza. Una parte su tutte: la torre Eiffel che ha una stanza con un mini museo delle cere di cui nessuno ha mai scoperto l’esistenza, un meccanismo di apertura della torre stessa che nessuno aveva mai notato, un’ astronave stile Verne che viaggia nell'iperspazio con un vetro semi rotto ecc. Tutto questo comunque ci può stare, vista anche la casa di produzione che propone il film. Una volta accettato il fatto che non sia fantascienza e basta, lo si può fare già durante il film, tutto diventa più verosimile. Acquista così un senso nella sua gestione dei tempi, nelle animate dinamiche action da cartoon. Gente che cade-vola-rimbalza e non solo, risultano divertenti diverse sequenze, a partire da quella che vede il bimbo-Clooney mentre testa il suo Jet pack, così come creano la giusta dose di attrazione la gadgettistica e la costruzione scenografica dell'immaginario di questa dimensione parallela ove sono raccolte le menti più ingegnose della specie. Poi, chiaro, gli effetti speciali, la CGI, e i soliti cliché conducono l'opera sui binari prevedibili che un prodotto del genere impone.
giovedì 27 dicembre 2018
Terminator Genisys (2015)
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giovedì 6 dicembre 2018
Ruby Red II (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2016 Qui - Ruby Red II: Il segreto di Zaffiro (Saphirblau, 2014) è il secondo capitolo della Trilogia delle gemme e seguito del film Ruby Red, basato sul romanzo Blue. Purtroppo hanno fatto il seguito, e anche il terzo è già in produzione. Già il titolo è tutto un programma, nessun riferimento o citazione nel film che riporti il blu e il zaffiro, una cosa veramente imbarazzante. Se l'inizio è così figuriamoci la fine, e infatti un altro grande buco nell'acqua. Gwendolyn Shepherd ha appena scoperto di essere il membro finale del Circolo dei Dodici, ancora non a suo agio nel nuovo ruolo, dovrà combattere contro le insidie del passato, rivedere la sua relazione con Gideon, confrontarsi con gli oscuri segreti che attorniano il gruppo dei Dodici e ricercare uno dei due cronografi segreti rubato da Lucy e Paul. Praticamente stesso modus operandi del primo, unica eccezione gli attori leggermente più grandi e a più agio ma il film, la storia, la narrazione non cambia registro, rimanendo invischiata in un turbinio di situazioni buffe, sceme e inutili, e l'inserimento di un nuovo simpatico personaggio cartoonesco non migliora un pessimo film. Poteva essere una grande intuizione questa storia ma cinematograficamente mi sembra inadeguato, potrà sicuramente, forse, piacere alle ragazzine o lettori del libro, ma per me abituato da sempre ad avere come punto di riferimento Ritorno al Futuro, questo film, questa saga è veramente sempre più imbarazzante. Voto: 5,5
Ruby Red (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/02/2016 Qui - Il film Ruby Red è un film tedesco del 2013, basato sul romanzo fantasy Red di Kerstin Gier, primo capitolo della Trilogia delle gemme, che a quanto si dice, sta riscuotendo un discreto successo letterario, ma il cinema è un'altra cosa, perché sinceramente questo primo film fa rabbrividire per la sua evidente stupidità. Trattare poi un'argomento serio come i viaggi del tempo in modo così superficiale è assurdo, infilarci poi un mistero strano e indecifrabile e la classica storia d'amore non fa che riciclare gli stereotipi del genere. Ma andiamo con ordine, Gwendolyn Shepherd è una sedicenne come tante altre, ma la sua famiglia nasconde un segreto che si tramanda di generazione in generazione, grazie a un particolare gene, infatti, alcuni prescelti hanno la possibilità di viaggiare attraverso il tempo. Una volta scoperta la sua vera natura, Gwendolyn si troverà costretta ad affrontare un pericoloso salto nel passato in compagnia di un amico, l'arrogante Gideon de Villieres. Un viaggio per svelare e risolvere i misteri legati alla storia della sua famiglia e di una loggia segreta. All'inizio appare come un film nuovo, coinvolgente e teso, fresco e divertente, invece alla fine è probabilmente una delle saghe fantasy più ridicole di sempre. Non c'è brivido, non c'è suspense, poco mistero, c'è irritazione e disgusto per una pellicola, troppo lunga, troppo scema, che si poteva francamente evitare di produrre. Un film senza senso, inizio sconclusionato, finale inguardabile, storia caotica con l'inserimento di personaggi che non c'entrano niente. Come se viaggiare nel tempo fosse una cosa da niente, nessuna spiegazione o informazione sulla macchina ma soprattutto una storia confusa e insensata. Tutto veramente assurdo, ed è solo l'inizio, meglio lasciar perdere. Voto: 5,5
giovedì 15 novembre 2018
Doraemon: il film (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/01/2016 Qui - Doraemon: il film è il trentacinquesimo film d'animazione di Doraemon, il primo al cinema. Il film (del 2014) prende spunto dal primo capitolo del manga e da due delle storie più famose. Dal 1969 è uno dei personaggi manga preferiti in Giappone e in Italia rappresenta il cartone animato TV più seguito di sempre, lo vedevo anch'io. Il simpatico e protettivo gatto robot approda per la prima volta sul grande schermo con una nuova avventura, in uno spettacolare 3D stereoscopico, peccato però che non ho un televisore adatto. Protagonista è sempre Nobita, un bambino di 10 anni destinato ad un futuro di insuccessi a causa della sua natura pigra a indolente. Inetto, perdigiorno, lamentoso e vittimista Nobita riceve la visita di un suo pronipote che tramite una macchina del tempo gli consegna Doraemon, un gatto robot proveniente dalla sua epoca che ha il compito di aiutarlo a diventare una persona migliore, un adulto responsabile, a difendersi dai bulli, un ragazzino assennato, per evitare che diventi un vero e proprio perdente. Per riuscire nell'intento, Doraemon utilizza una serie di incredibili e magici gadget, i "chiusky". Dopo una prima fase in cui grazie a Doraemon e ai suoi strumenti tecnologici Nobita mette una pezza ad ogni guaio combinato (e si vendica delle angherie di amici e compagni che lo prendono in giro), arriverà un'avventura così importante da non necessitare aiuti esterni, provando a modificare una sorte che si preannuncia non proprio felice soprattutto sul lato sentimentale, riuscire a conquistare finalmente Shizuka, la dolce amica che ama da sempre.
mercoledì 7 novembre 2018
Project Almanac (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/01/2016 Qui - Project Almanac: Benvenuti a ieri è un film d'avventura (del 2015) a tema fantascientifico incentrato su una macchina del tempo. David, per ottenere una borsa di studio decide, su suggerimento dei suoi amici, di realizzare un progetto scientifico che possa essere sperimentato. Aiutato dalla sorella, che riprende tutto con una videocamera (l'intero film è girato in stile documentario, con riprese effettuate dalla videocamera o dal cellulare dal gruppo dei protagonisti per riprendere gli "esperimenti temporali", l'effetto però è frammentario, spesso disarticolato e rende la visione a tratti fastidiosa), cerca in soffitta tra i vecchi progetti del padre, scienziato a tempo perso, e trova un progetto riguardante una macchina del tempo. Un po' per scherzo, un po' per gioco, David insieme alla sorella e agli amici si lanciano nella costruzione di quella che potrebbe essere la svolta delle loro vite. Mantenendo segreta la loro incredibile scoperta, e dopo averla costruita, il gruppo, affiatato, inizia a viaggiare indietro nel tempo, portando dei piccoli ritocchi negli avvenimenti del passato, che alla fine vanno a cambiare il corso delle loro vite future. Senza pensare troppo alle conseguenze e agli effetti i 4 adolescenti faranno quello che vogliono, in preda a ormoni e testosterone, come ballare e divertirsi, ma hanno veramente coscienza di cosa vanno incontro? Ad ogni viaggio infatti l'avventura per loro cresce, ma aumentano anche i rischi e la posta in gioco si fa sempre più alta. Nel tentativo di piegare il mondo ai loro voleri, le loro azioni iniziano a creare effetti a livello globale che si ritorcono loro contro, cominciano infatti a scatenarsi indirettamente disastrose conseguenze. Fino a giungere alla parte finale del film, sicuramente la più interessante, nella quale si svela anche l'enigma iniziale (il più importante) con la strana immagine scovata in un filmino amatoriale fatto in casa per il settimo compleanno di David (quello che spingerà il gruppo a risolvere il rebus). I protagonisti quindi si troveranno ad affrontare una corsa contro il tempo, passato e futuro, per poter correggere i propri errori e mettere la propria vita di nuovo in pista.
mercoledì 10 ottobre 2018
Ritorno al "presente"
Retrospettiva pubblicata su Pietro Saba World il 21/10/2015 Qui - Il 21 ottobre 2015 è una data speciale per gli amanti del cinema e della saga fantascientifica Ritorno al Futuro, oggi ci sarà il raduno mondiale al cinema, infatti nella mitica saga che ha esordito sul grande schermo esattamente 30 anni fa Christopher Lloyd e Michael J.Fox arrivano nel futuro proprio il 21 ottobre 2015. La Nexo Digital celebra l'avvenimento con mostre, appuntamenti speciali, gadget esclusivi e contenuti inediti, in un maestoso ed irripetibile evento al cinema, la lista dei cinema è visibile sul sito della Nexo Digital. Ci sarebbero tante cose da scrivere su questa incredibile saga che ha avuto un successo planetario, ma oggi voglio mettere a confronto il 21 ottobre 2015 immaginato da Robert Zemeckis nel suo film di trent'anni fa e quello reale.
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