Visualizzazione post con etichetta Britt Robertson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Britt Robertson. Mostra tutti i post

venerdì 30 agosto 2019

Cake (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2019 Qui
Tema e genere: Un dramma intimistico che interseca due tragedie, con una brava Jennifer Aniston.
Trama: Claire Bennett è una ricca losangelina nevrastenica affetta da dolore cronico, dipendente dai farmaci e con un tragico passato alle spalle. Vive in simbiosi con la sua colf ispanica Silvana e frequenta le riunioni di un gruppo di sostegno: durante uno di questi incontri viene informata del suicidio di una conoscente, Nina. Attratta dalla vicenda, si insinua poco a poco nella famiglia della defunta.
Recensione: Una performance rilevante quella di Jennifer Aniston in Cake, che racconta la vita di una donna di Los Angeles e della sua lotta contro il dolore cronico. In questo film la famosa protagonista della serie televisiva Friends e di numerose altre commedie americane, stupisce infatti interpretando un ruolo difficile e altamente drammatico che le ha comportato anche una sorta di imbruttimento fisico, necessario ovviamente alla parte sostenuta. La parte di una persona che dice tutto ciò che le passa per la testa senza preoccuparsi della reazione degli altri. Cinica e burbera, con il suo atteggiamento fa sorridere lo spettatore più volte ma il suo è solo un modo per proteggersi, per non mostrare le sue sofferenze e le sue paure più profonde. Il film infatti presenta molti personaggi che soffrono, ognuno per un motivo diverso, ma Claire rifiuta l'idea di essere come loro reagendo con il suo "caratteraccio". E' così che il regista e lo sceneggiatore, in modo anche umoristico, si avvicinano a questioni pesanti come il suicidio, il dolore, la separazione e la dipendenza dai farmaci. Quest'ultima si evince dal modo compulsivo con cui Claire tiene sotto controllo la sua scorta di farmaci segreti o la sua abitudine di reclinare completamente indietro il sedile del passeggero perché per lei il dolore è troppo grande per sedersi normalmente. Queste ripetizioni non sono altro che indizi, che guidano appunto lo spettatore verso la verità e che mostrano l'antieroina Aniston sotto una luce più compassionevole. Solo gradualmente veniamo a conoscenza del suo passato e soprattutto del perché è così attratta dalla famiglia di una donna del suo gruppo di sostegno che si è suicidata. A proposito della Aniston, lei che in ogni respiro e cipiglio di Claire, anche se costruiti, colpisce al cuore. Azzeccata è quindi la scelta del cast (anche se è qui anche produttrice). In tal senso bellissimo e toccante è il rapporto che si sviluppa tra lei e la sua domestica Silvana che sopporta il sua comportamento maleducato e le continue richieste, ma in più di una scena sono mostrati accenni di gentilezza da parte della protagonista che rivelano quanto in fondo sia buona e fragile. Inoltre, anche il titolo del film stesso, Cake, di cui verrà svelato il significato alla fine del film, risulta quanto mai azzeccato in seno a tutta la vicenda e soprattutto quanto mai emblematico e consono alla sua stessa atmosfera. All'atmosfera di un film in cui non succede apparentemente nulla di rilevante nella sua ora e mezza, ma che riesce a colpire alquanto forte.

giovedì 9 maggio 2019

Qua la zampa! (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/02/2018 Qui - Qua la zampa! (Commedia, Usa 2017): Se i gatti hanno 9 vite (come il film qui sopra), i cani si reincarnano di continuo. E' questo l'incipit di questa favola per tutta la famiglia, sentimentale e simpatica quanto basta per assicurare una visione, nonostante alcune enfatizzazioni che servono a far montare il magone e l'emozione nei confronti di personaggi e vicende che si susseguono, leggera e tenera. Peccato che in A Dog's Purpose, basato sul romanzo di W. Bruce Cameron "Dalla parte di Bailey" e diretto da Lasse Hallström, regista del bellissimo Hachiko, non ci sia mai un "quid" che coinvolga o emozioni per davvero. Certo, si segue bene e senza sforzi, soprattutto se si nutre amore e rispetto per i cani, ma questa storia d'affetto tra un cane e il proprio padrone "nel tempo", molte volte è stucchevole, noiosa e superficiale. Soprattutto sbagliata è la scelta, come avevo già asserito ai tempi del trailer italiano, di far doppiare il cane a Gerry Scotti. Per carità, bravo e simpatico quando conduce i suoi programmi ma poco efficace quando si cimenta nella recitazione. Ed è un peccato, perché il cast comprendente Dennis Quaid e Britt Robertson fanno quello che possono, e la storia è anche tanto carina, ma in definitiva è davvero poca cosa. Voto: 5,5

sabato 29 dicembre 2018

Tomorrowland: Il mondo di domani (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/05/2016 Qui - Tomorrowland: Il mondo di domani (Tomorrowland) è un film d'avventura fantascientifico del 2015 della Disney, scritto, diretto e prodotto da Brad Bird (Gli incredibili e Ratatouille), con protagonisti Britt Robertson (vista giorni fa in La risposta è nelle stelle qui) e George Clooney (che non ha bisogno di presentazioni). Il film racconta la storia di Frank, un ex enfant prodige ormai disilluso, e Casey (figlia di un ingegnere aerospaziale), un'adolescente ottimista e intelligente che trabocca di curiosità scientifica. La ragazza sogna un futuro di speranza e di avventura, ma dopo l'ennesimo blitz nella fabbrica del padre per impedire che venga dismessa, Casey finisce in gattabuia. Ma tra gli effetti personali trova una spilla misteriosa che, al solo tocco, la trasporta in un mondo collocato in uno spaziotempo imprecisato, Tomorrowland. Per 'colpa' e grazie all'aiuto di una misteriosa ragazzina, i due, legati da un destino comune, intraprendono così una pericolosa missione insieme, per svelare i segreti di una misteriosa ed enigmatica dimensione spazio-temporale (che esiste nella loro collettiva memoria) nota appunto come "Il mondo di domani". Le loro imprese cambieranno sia il mondo che la propria vita, per sempre. Tomorrowland è un film di quelli che lasciano un attimo perplessi anche se in parte riesce a coinvolgere. Certamente però non lo si può collocare come film di pura fantascienza, ma certo al confine di questa con il fantasy. Certe scene sono un po' troppo inverosimili anche per la fantascienza, per cui sfociano nel fantasy di conseguenza. Una parte su tutte: la torre Eiffel che ha una stanza con un mini museo delle cere di cui nessuno ha mai scoperto l’esistenza, un meccanismo di apertura della torre stessa che nessuno aveva mai notato, un’ astronave stile Verne che viaggia nell'iperspazio con un vetro semi rotto ecc. Tutto questo comunque ci può stare, vista anche la casa di produzione che propone il film. Una volta accettato il fatto che non sia fantascienza e basta, lo si può fare già durante il film, tutto diventa più verosimile. Acquista così un senso nella sua gestione dei tempi, nelle animate dinamiche action da cartoon. Gente che cade-vola-rimbalza e non solo, risultano divertenti diverse sequenze, a partire da quella che vede il bimbo-Clooney mentre testa il suo Jet pack, così come creano la giusta dose di attrazione la gadgettistica e la costruzione scenografica dell'immaginario di questa dimensione parallela ove sono raccolte le menti più ingegnose della specie. Poi, chiaro, gli effetti speciali, la CGI, e i soliti cliché conducono l'opera sui binari prevedibili che un prodotto del genere impone.

La risposta è nelle stelle (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/05/2016 QuiLa risposta è nelle stelle (The Longest Ride) è un film del 2015 diretto da George Tillman Jr., tratto dall'omonimo romanzo di Nicholas Sparks. Tra gli interpreti principali figurano Britt Robertson, Scott Eastwood (figlio del grande Clint), Jack Huston (Richard Harrow nella serie Boardwalk Empire) e Oona Chaplin (figlia di Geraldine Chaplin e nipote del celebre Charlie Chaplin, Talisa Maegyr nella serie Il Trono di Spade). Il film è incentrato sulla storia d'amore tra Luke, un ragazzo che ama cavalcare tori, gareggiando nei rodei, che dirige un ranch con sua mamma e Sophia, la classica brava ragazza che alloggia in una confraternita e che sta per intraprendere il lavoro dei suoi sogni nel mondo dell'arte a New York. Proprio mentre il loro rapporto viene messo a dura prova da ambizioni e ideali contrastanti, Sophia e Luke, che appartengono a due mondi apparentemente lontani si imbattono inaspettatamente in Ira Levinson (Alan Alda), un anziano con una grande storia d'amore alle spalle, il cui ricordo della decennale storia d'amore con l'adorata moglie, ispirerà e scuoterà profondamente la giovane coppia. Mettendo a confronto due generazioni e conseguentemente due diversi intrecci amorosi, La risposta è nelle stelle esplora così le sfide e le infinite ricompense di una lunga e duratura storia d'amore. Di regola questi tipi di film non fanno proprio per me però certamente questo è molto diverso da tanti altri del genere, la trama e il finale non sono così scontati come farebbe pensare, il film si lascia vedere, conferma le aspettative (non tanto altissime), e si distingue (si fa per dire) per dolce innocuità. Comunque premettendo che non avendo letto il libro da cui è tratto il film non ho un termine di paragone, l'inizio è abbastanza "sciocco". Trovo un po' banale la conoscenza tra i due protagonisti, lei la classica secchiona studiosa che si fa trascinare ad un rodeo e improvvisamente esulta come se fosse il più bello spettacolo mai visto...un tantino esagerata, come reazione. I due cominciano a frequentarsi, anche se lei tra un paio di mesi dovrebbe partire per New York, ma ovviamente saltano fuori i problemi, due mondi diversi che si incontrano lui è il classico cowboy, lei la ragazza di città che si adatta alla vita di campagna per amore.