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giovedì 27 giugno 2019

Tutto quello che vuoi (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2019 Qui - Diretto da Francesco BruniTutto quello che vuoi, è un film (del 2017) garbato e rassicurante, tuttavia non particolarmente originale e del tutto prevedibile. Dopo il successo del film francese Quasi amici di Olivier Nakache del 2011, la tematica del rapporto tra anziano e badante va di moda, anche qui è evidenziato il contrasto tra l'educazione (all'antica, ahimè) dell'anziano Giorgio (il bravissimo Giuliano Montaldo) e la rozzezza del ragazzo Alessandro (il bravo ed efficace Andrea Carpenzano). Il film è girato con un budget ridottissimo, un villino a Roma che ben rispecchia la differenza tra la tipologia residenziale "signorile" e quella popolare. Giorgio è un poeta elegante intellettuale, nato a Pisa 85 anni fa, colpito da una forma di Alzheimer. Era stato amico di Sandro Pertini (di cui porta sempre con sé una sua foto) e aveva combattuto a fianco degli Alleati nell'ultima guerra mondiale. Alessandro, invece, è un ragazzo di 22 anni, rozzo e ignorante (l'unica cosa che legge è il Corriere dello Sport) che ha smesso di studiare e non ha ancora deciso cosa fare della sua vita e, nel frattempo, spaccia nel quartiere. Suo padre (Antonio Gerardi), stufo di vederselo ciondolare dentro casa e incapace a educarlo, gli trova il lavoro di accompagnamento del vecchio signore, diventato ormai un po' sbadato. Alessandro dalle prime ritrosie, poco a poco si incuriosisce delle cose strane e del mondo sconosciuto che Giorgio rappresenta: la storia, la cultura ma anche la fantasia. Nasce e si sviluppa, in tal modo, un'amicizia transgenerazionale e interclassista grazie anche alla disponibilità di Giorgio che accoglie perfino gli amici (inseparabili e nullafacenti) di Alessandro, contento di spezzare così la solitudine causata dalla morte della moglie cinque anni prima.

domenica 13 gennaio 2019

Torno indietro e cambio vita (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - I protagonisti di Torno indietro e cambio vita, commedia del 2015, sono una coppia di coniugi, interpretati da Raoul Bova e Giulia Michelini, i quali stanno attraversando un periodo di profonda crisi e pertanto la moglie ha deciso di lasciare il marito per un altro uomo. Non essendo quest'ultimo dello stesso parere in quanto ancora molto innamorato della consorte, al fine di non volere mai più soffrire in futuro così tanto per un tale tipo di abbandono, desidererebbe ardentemente tornare indietro nel tempo e riuscire così di evitare di conoscere e mettersi insieme a quella che sarebbe poi diventata la propria futura moglie. In seguito ad un incidente stradale e ad una sorta di "incantesimo" il desiderio si avvera ed il protagonista, insieme al suo carissimo amico (Ricky Memphis), riesce a ritornare indietro negli anni, e precisamente agli anni '90, all'epoca del liceo e dell'incontro con la futura moglie. Da qui si succederanno una serie di avvenimenti più o meno importanti ed esilaranti. Eccoci di fronte a un film che merita due giudizi ben distinti. Se considerato infatti in termini assoluti, "Torno indietro e cambio vita" è da bocciare senza remissione di peccati, perché, ammettiamolo, è ben poca sostanza e ancor meno comicità. Se considerato però all'interno della modesta filmografia vanziniana, siamo di fronte a una delle migliori pellicole del figlio del grande Steno. E questo nonostante il soggetto abusato del film, cioè il salto temporale all'indietro (od anche al futuro) in modo tale da poter cambiare il proprio destino. Un soggetto ampiamente e precedentemente trattato nella cinematografia italiana e soprattutto straniera, ma usato in modo banale, poiché quest'opera risulta non solo, ovviamente, irreale ma anche piuttosto superficiale e semplicistica nel presentare la vicenda in se. Anziché distaccarsi appunto dal "già visto" e creare un prodotto con qualche spunto originale, il film rimane completamente in superficie raccontando situazioni ed avvenimenti scontati di cui si intuisce già in precedenza lo svolgersi e la conclusione.