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venerdì 30 agosto 2024

Un altro ferragosto (2024)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/08/2024 Qui - Non è chiaro perché Paolo Virzì abbia scelto di realizzare un sequel del suo film di successo dopo quasi trent'anni, alterandone significativamente l'essenza. Il cast è quasi lo stesso, esclusi coloro che, sfortunatamente, non ci sono più, lasciando così il segno del tempo. Christian De Sica entra a colmare una delle assenze, riproponendo il suo solito personaggio senza grande inventiva. Il risultato finale è deludente: non si comprende bene la trama e ancor meno le ragioni di tale scelta, nonostante non manchino spunti di riflessione. Il film è quindi realmente brutto, insensato e privo di contenuto. Voto: 4 [Sky/Netflix]

lunedì 31 gennaio 2022

Lovely Boy (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Giovane musicista promettente affonda in un mare di droga, ce la farà a riemergere? Si rimane un po' sconcertati di fronte alla limitatezza di idee di questo film che (esclusa l'ambientazione moderna nel mondo della musica trap, che comunque aborro) racconta la solita storia col medesimo iter successo/dipendenza/recupero. Andrea Carpenzano fornisce di certo una convincente prova ma, a parte il classico messaggio incoraggiante sulla possibilità di uscire fuori dal tunnel in qualsiasi momento, viene da chiedersi cosa ci sia di veramente coinvolgente in una storia come tante. Regia (di Francesco Lettieri) che cerca di fare qualcosa e si appoggia in prevalenza ai suoni, ma non basta, anche perché questi (insieme ad insensate canzoni) irritano non poco. Voto: 4,5

venerdì 17 settembre 2021

Guida romantica a posti perduti (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2021 Qui - Un'occasione sprecata, specie se hai disposizione nel cast attori come Clive Owen e Jasmine Trinca. Un road movie che sembra il genere perfetto per sviluppare ed evolvere questi due personaggi, ma le situazioni procedono per accumulo senza che venga a crearsi una vera e propria sintonia tra i due caratteri che evolvono molto meno di quello che potrebbero fare, perlomeno a livello potenziale. Un film sbagliato (capisco i luoghi perduti ma il romanticismo è totalmente campato in aria) di una regista (Giorgia Farina) che aveva fatto intravedere lavori (poco) migliori di questo come Amiche da morire o Ho ucciso Napoleone. In questo caso è la noia che lentamente e gradualmente sale fino alla fine. Eppure il film ha i suoi bei momenti, con comprimari come la brava Irene Jacob che qui interpreta la moglie di Owen. Non così brutto come pare, ma si poteva e si doveva fare di più. Voto: 5+

martedì 7 aprile 2020

La terra dell'abbastanza (2018)

Titolo Originale: La terra dell'abbastanza
Anno e Nazione: Italia 2018
Genere: Drammatico
Produttore: Ivan D'Ambrosio
Regia: Fabio e Damiano D'Innocenzo
Sceneggiatura: Fabio e Damiano D'Innocenzo
Cast: Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini
Max Tortora, Giordano De Plano, Michela De Rossi
Walter Toschi, Luca Zingaretti, Yan Lovga
Durata: 95 minuti

L'acclamata opera prima dei fratelli D'Innocenzo è un viaggio nell'inferno della criminalità.
Due ragazzi della periferia romana investono per sbaglio un pentito ed entrano in un clan.

giovedì 27 giugno 2019

Tutto quello che vuoi (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2019 Qui - Diretto da Francesco BruniTutto quello che vuoi, è un film (del 2017) garbato e rassicurante, tuttavia non particolarmente originale e del tutto prevedibile. Dopo il successo del film francese Quasi amici di Olivier Nakache del 2011, la tematica del rapporto tra anziano e badante va di moda, anche qui è evidenziato il contrasto tra l'educazione (all'antica, ahimè) dell'anziano Giorgio (il bravissimo Giuliano Montaldo) e la rozzezza del ragazzo Alessandro (il bravo ed efficace Andrea Carpenzano). Il film è girato con un budget ridottissimo, un villino a Roma che ben rispecchia la differenza tra la tipologia residenziale "signorile" e quella popolare. Giorgio è un poeta elegante intellettuale, nato a Pisa 85 anni fa, colpito da una forma di Alzheimer. Era stato amico di Sandro Pertini (di cui porta sempre con sé una sua foto) e aveva combattuto a fianco degli Alleati nell'ultima guerra mondiale. Alessandro, invece, è un ragazzo di 22 anni, rozzo e ignorante (l'unica cosa che legge è il Corriere dello Sport) che ha smesso di studiare e non ha ancora deciso cosa fare della sua vita e, nel frattempo, spaccia nel quartiere. Suo padre (Antonio Gerardi), stufo di vederselo ciondolare dentro casa e incapace a educarlo, gli trova il lavoro di accompagnamento del vecchio signore, diventato ormai un po' sbadato. Alessandro dalle prime ritrosie, poco a poco si incuriosisce delle cose strane e del mondo sconosciuto che Giorgio rappresenta: la storia, la cultura ma anche la fantasia. Nasce e si sviluppa, in tal modo, un'amicizia transgenerazionale e interclassista grazie anche alla disponibilità di Giorgio che accoglie perfino gli amici (inseparabili e nullafacenti) di Alessandro, contento di spezzare così la solitudine causata dalla morte della moglie cinque anni prima.