Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/08/2022 Qui - Nicholas McCarthy il talentaccio c'è l'ha e la sua opera prima (da un suo precedente cortometraggio) può dirsi un lusinghiero biglietto da visita (vedremo successivamente con Oltre il male, Holidays nel segmento "Easter" e The Prodigy - Il figlio del male, anche meglio e/o peggio esprimerlo), seppur il tentativo lodevole del regista statunitense di divincolarsi dalla classicità e dai cliché, riesce a metà. The Pact sarebbe potuto essere davvero un film avvincente e invece il suo potenziale non viene sfruttato al meglio, infatti nella sceneggiatura sono presenti dei buchi enormi che destabilizzano e confondono lo spettatore, quando invece dando maggiori spiegazioni sarebbe potuto essere un esperimento importante, un misto tra ghost story, dramma famigliare e follia reale. Il risultato è sufficiente, piacevole e basato su buone idee. Nonostante il basso budget a disposizione e attori non proprio di livello (ma Caity Loitz è sempre un piacere da vedere, al contrario di Casper Van Dien) si riesce a creare, tuttavia, un bel filmetto che intrattiene bene e che riserva qualche discreta sorpresa. I dubbi su alcuni passaggi rimangono e resta il rimpianto per un'occasione sprecata, detto ciò questo The Pact è un horror discreto, senza infamia ne lode, ma godibile. Voto: 6
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sabato 20 agosto 2022
lunedì 11 marzo 2019
400 Giorni: Simulazione spazio (2015)
Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2017 Qui - 400 GIORNI: SIMULAZIONE SPAZIO (Fantascienza Usa 2015): 4 astronauti sono sottoposti ad un curioso e intrigante esperimento, vengono rinchiusi in un sotterraneo per 400 giorni, allo scopo di simulare un lungo viaggio spaziale. Ma costretti a uscire dalla loro navicella, il gruppo scoprirà che la missione potrebbe non essere stata una simulazione, anzi, qualcosa di imprevedibile. Il film è molto ambizioso, parte bene, ci sono molte idee e tanta fantasia, ma poi tradisce le aspettative. Ad un certo punto infatti il meccanismo sembra incepparsi, la storia s'ingarbuglia e imbocca un vicolo cieco, e il film si rivela niente di più che uno scadente film di fantascienza, dignitoso nella messa in scena ma mai realmente appassionante. Un thriller fantascientifico dalle buone premesse, vanificate da un pessimo sviluppo narrativo che si apre in modo convenzionale e interlocutorio, e naufragate dalla fragilità della sceneggiatura di Matt Ostermann, che produce personaggi piatti, bidimensionali e privi di spessore, affossati ulteriormente dalle scialbe prove degli attori principali (tra cui stranamente tre dell'Universo DC, Caity Lotz-DC's Legends of Tomorrow, Brandon Routh-Superman e poi Arrow, Tom Cavanagh-Flash ma anche Grant Bowler della serie Defiance). Certo, fra flashback, allucinazioni, ambiguità e colpi di scena, il film assesta qualche buon colpo, senza però riuscire a compensare i suoi svariati difetti, ovvero falle di sceneggiatura, abuso di stereotipi e un inopportuno sentimentalismo. Sembra infine che il regista non sappia che impronta dare al film conducendo inevitabilmente a un finale monco e inconcludente. Film perciò solo capace di fare presa esclusivamente su un pubblico occasionale e poco esigente. Voto: 5
martedì 26 febbraio 2019
The Machine (2013)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/02/2017 Qui - Prima di Ex-Machina e Westworld c'era The Machine, film del 2013 diretto da Caradog W. James, che per certi versi li ricorda molto, anche nello stile chic del secondo o claustrofobico del primo, oltre ovviamente al binomio uomo-macchina che torna puntuale, anche se un po' fuori tempo, ma non certo così in ritardo da risultare superato, come è prassi e costume che accada nei pressi della più gloriosa serie B, alla quale in qualche modo appartiene questa produzione inglese a basso budget, ma di buona fattura e costruzione. Il film infatti, ambientato nel futuro, che narra la storia di due scienziati impegnati nella creazione di una intelligenza artificiale e combattuti tra le crudeli esigenze della committenza militare e la propria coscienza, riesce a farsi rispettare, anche se qualitativamente povero. Povero come l'introduzione che ci informa solo che due superpotenze si sfidavano (e, stando al film, si sfideranno ancora fino a sfiorare la collisione più nefasta e apocalittica) tenendo in ostaggio il resto del mondo. Per questo un brillante scienziato mette a punto una 'macchina' che possa costituire un connubio, una sintesi integrata tra la mente umana e la meccanica più sofisticata. Le ragioni del brillante e giovane studioso si annidano in vicende strettamente private e drammatiche, che in qualche modo trovano una giustificazione anche morale, ma che tuttavia finiscono in secondo piano rispetto agli interessi ben più stolti e calcolati che guidano i finanziatori biechi e sordidi di quel rivoluzionario ed avveniristico progetto. Una avvenente e giovane ricercatrice finisce così per divenire, causa un drammatico incidente, da primaria collaboratrice dell'uomo, a vera e propria cavia di un progetto che travalica i confini dell'etica e della ragionevolezza, fino ad una ribellione (prevedibile ma mai così giustificata) che nasce dal fondo di una coscienza che finisce per avere la meglio sui più amorali fini economico-bellici che guidano invece i 'cattivi'.
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