Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Un tributo affascinante e giocoso al giallo classico, che, nell'immaginare una versione cinematografica di "Trappola per topi" di Agatha Christie, si diverte con i cliché del genere, ripresentandoli con fedeltà (compreso il prevedibile colpo di scena finale). Nonostante aspiri a superare il solito giallo, alla fine si rivela proprio tale. La trama poliziesca è ben costruita, ma ancora più efficace è quella comica, arricchita da un umorismo sottile e tagliente. Le numerose citazioni cinematografiche costituiscono un altro piacevole gioco di riconoscimento. Anche se alcuni momenti risultano superflui, le scenografie e la ricostruzione storica sono impeccabili (trasportando lo spettatore direttamente negli anni '50), e il cast brilla nelle proprie interpretazioni, con una Saoirse Ronan particolarmente meticolosa e coinvolgente nel ruolo dell'assistente di polizia. Un intrattenimento leggero, ma assolutamente gustoso. Voto: 6 [Disney Plus]
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mercoledì 31 luglio 2024
Omicidio nel West End (2022)
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sabato 30 aprile 2022
Sono la bella creatura che vive in questa casa (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Il talentuoso Oz Perkins gioca più sulla costruzione di un horror di
suggestioni, distanziandosi dalla classica pellicola piena di Jumpscare.
Un merito quello di girare un film in cui regia e sceneggiatura puntano
su ambientazioni ed atmosfera (anche se non è questa la prima volta).
Un'altra freccia all'arco del film è che non mancano le suggestioni: i
brividi invece meno. La pellicola si prende i suoi tempi: poco male se
si tratta di una ghost story. Il vero problema stavolta (successivamente
il regista dirigerà infatti il suggestivo e certamente più riuscito
Gretel e Hansel) è la mancanza di presa sullo spettatore. Colpa di una
sceneggiatura un po' ripetitiva che non coinvolge pienamente e che
giunge ad un finale poco incisivo. Ben girato, paga infatti una mancanza
di sviluppo della trama che, alla fine, pesa in maniera significativa
sulla riuscita del film. Un film penalizzato da un ritmo inutilmente
lento e appesantito dai continui monologhi della protagonista (una
comunque brava e convincente Ruth Wilson). Una specie di horror
d'autore, sfortunatamente non particolarmente coinvolgente e per niente memorabile, al contrario del ben più affascinante A Ghost Story, simile ma più efficace. Voto: 5
sabato 22 dicembre 2018
Suite francese (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/04/2016 Qui - Suite francese (Suite française) è un film del 2014 diretto da Saul Dibb e basato dall'omonimo romanzo di Irène Némirovsky, pubblicato postumo nel 2004, a più di sessant'anni dalla sua stesura. Oltre cinquant'anni dopo la morte di Irene Nemirovsky in un campo di concentramento, la figlia trova infatti il coraggio di leggere i diari della madre scoprendo una storia incredibile accaduta nella Francia degli anni Quaranta del Novecento. Una storia pensata e scritta in francese da una scrittrice ebrea nata a Kiev che aveva fatto della Francia la sua patria (e da un suo compatriota è stata tradita e mandata a morire a Auschwitz). La trama è incentrata sulla storia d'amore tra una donna francese e un soldato tedesco, interpretati da Michelle Williams e Matthias Schoenaerts, durante i primi anni della occupazione tedesca della Francia. Del cast fanno parte anche Kristin Scott Thomas, Sam Riley, Ruth Wilson, Lambert Wilson e Margot Robbie. Il racconto di un'amore bruciante di un uomo e una donna travolti dalla Storia. Protagonista di tale storia, raccontata in una chiave drammatico-sentimentale, è la bella Lucile Angellier (Michelle Williams) che, in attesa di notizie del marito prigioniero di guerra (che non ha mai veramente amato), trova conforto nel suo pianoforte, che vive in un piccolo villaggio un'esistenza soffocante sotto l'occhio della suocera, donna dispotica, prepotente e meschina (Kristin Scott Thomas), fino a quando, la vita della tranquilla cittadina viene sconvolta dall'occupazione dei nazisti. Con l'arrivo dei profughi parigini e di un reggimento di soldati tedeschi che prendono possesso delle abitazioni dei residenti, fa la conoscenza dell'ufficiale tedesco Bruno (Matthias Schoenaerts). Nonostante le iniziali resistenze di lei, nonostante l'iniziale diffidenza e i pericoli connessi al fraternizzare con il nemico tra i due nasce un'appassionata ma tragica storia d'amore e passione. Perché complice la musica, tra Bruno, giovane raffinato, e Lucile nascerà un vero amore. Il tenente prima della guerra era, in effetti, un musicista e inizia a comporre al pianoforte l'aria (Dolce) che darà il titolo al film. Nel corso delle giornate che passano si innamora, ricambiata, dall'ufficiale nazista. La vicenda narra anche e soprattutto la presa di coscienza politica di Lucile che, al contrario delle posizioni ideologiche aprioristiche, cresce giorno dopo giorno attraverso episodi di vita vissuta, in reazione alle ingiustizie e violenze subite dall'amico ingiuriato, all'amica molestata fino alla donna ebrea deportata. Lucile è quello che gli altri francesi non sono più: non è una delatrice (come i suoi concittadini, che non perdono occasione per vendette personali), non è un'avida, né un'ingrata. È una donna che resta umana e anzi si schiude veramente solo ora al suo essere donna e creatura umana.
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