Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2023 Qui - Garbata commedia d'altri tempi, leggera eppure con un suo preciso messaggio d'incoraggiamento nel perseguire i propri sogni. L'andamento è quasi quello di una fiaba, in cui bisogna accettare gli avvenimenti incredibili e lasciarsi cullare dalla tranquillità della sceneggiatura. Messa in scena discreta, che ricostruisce bene l'epoca con colori e costumi, discreta anche la regia, convincenti le interpretazioni: la Lesley Manville sembra sospesa tra una Amélie un po' agee e una suffragetta dal carattere dolce ma deciso, mentre il resto del cast si adopera per adeguarsi all'atmosfera che il film intende ricreare. Un film fatto con un certo gusto, un film personalmente non proprio nelle mie corde, comunque godibile. Voto: 6
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venerdì 29 settembre 2023
giovedì 27 ottobre 2022
Matrix Resurrections (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - La "resurrezione" dell'universo di Matrix affidata ad uno degli ex fratelli, ora sorelle Wachowski, inizia con un interessante esperimento meta-cinematografico in cui il personaggio di Keanu Reeves è un ideatore di videogiochi. Questo prologo lascia poi spazio ad una storia che ricalca i due poco riusciti sequel della pellicola originale, con una trama praticamente incomprensibile, azione confusa e ripetitiva e scelte di casting sbagliata degli interpreti comprimari. Troppi personaggi mediocri e inutili, chiacchiere inutili, idee abbozzate che non vanno da nessuna parte. In definitiva un film (che pare un'episodio mediocre di Animatrix) inutile (di una durata oggettivamente esagerata) nonostante la prova matura del suo carismatico protagonista. Voto: 5,5
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lunedì 11 gennaio 2021
Dalle 5 alle 7 - Due ore per l'amore (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/01/2021 Qui - Pur nell'ambito di un film tendenzialmente sentimentale quale è, 5 to 7 nasconde una certa grazia e talvolta una originalità che lo fa apprezzare più di quanto ci si aspetti. Non mancano difetti, quali ad esempio alcuni luoghi comuni sul modo di vivere dei francesi, che a mio avviso sono ampiamente superati da altri aspetti del film. Curiosa la scelta dell'attore protagonista, certamente assai meno "charmant" della signora, da cui appare poco credibile l'attrazione alla fine sincera di lei (ma, si sa, l'amore "ci vede poco bene"). Belle le interpretazioni dei personaggi di contorno, tra cui Glenn Close e la simpaticissima Olivia Thirlby, la ragazza che ha una relazione con il marito della donna. Curiosamente, durante uno degli incontri tra Brian e Arielle, compare suggestivamente come colonna sonora "il cielo in una stanza" di Gino Paoli cantata in francese da una interprete femminile. Sufficienza decisamente meritata, e sia la bravura di Anton Yelchin (scomparso anni fa) che la bellezza della Berenice Marlohe ne vale una visione. Voto: 6
domenica 14 aprile 2019
L'Odissea (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2017 Qui - Ho sempre saputo chi fosse Jacques Cousteau, il suo lavoro e i suoi traguardi raggiunti, qualcosa di lui scoprì anche nel film Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson, poiché il personaggio dell'oceanografo e documentarista Steve Zissou, interpretato da Bill Murray era al tempo stesso una parodia del grande oceanografico e un omaggio alla sua memoria (il berretto rosso era il richiamo più evidente), ma di tutt'altro proprio non sapevo, ovvero che da regista di documentari vinse anche un Oscar e la Palma d'Oro, ma soprattutto non sapevo fosse un uomo "particolare", giacché con il film biografico L'Odissea (The Odyssey), film del 2016 di Jérôme Salle, il suo lato umano, ricco di pregi ma anche di molti difetti, viene a galla. La pellicola infatti racconta non solo la sua vita del comandante, i suoi successi, i suoi sogni ma anche le sue contraddizioni, le sue ossessioni, e, poi, il difficile rapporto con la moglie e i figli, in particolare con l'amato Philippe, morto nel 1979 in un incidente aereo alle Azzorre. Perché anche se grazie ai suoi filmati (e alle sue rivoluzionarie invenzioni) egli divenne un mito mediatico, un protagonista, una star internazionale, non era proprio un uomo perfetto, anzi, era pieno di debiti, in crisi esistenziale con la sua famiglia, con la moglie, che vendette tutto per costruire la sua Calypso, famigerata nave che lo affiancò in tutte le sue strabilianti avventure. Avventure che dal 1946 impegnarono la sua vita, tanto che, finiti sul lastrico, lui e sua moglie (i bambini mandati in collegio, cosa che rovinò il rapporto con i figli) furono costretti a vivere sulla nave. L'Odissea ritrae infatti il periodo storico che lo vede nascere come regista, come esploratore e accompagna la vita di Cousteau per un arco lungo 40 anni. Anni in cui, come detto, la sua natura irascibile lo portò a distaccarsi totalmente dal figlio Philippe, dapprima i due si affiancarono per realizzare i lungometraggi, ma per divergenze lavorative e visioni del mondo totalmente opposte si divisero per anni.
martedì 8 gennaio 2019
Barbecue (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/07/2016 Qui - Barbecue, una raffinata e corale commedia (tipica del cinema francese del 2014) dove non si ride, ma si sorride alle ironiche avventure di un gruppo di amici di mezz'età che regolarmente si riuniscono, per organizzare delle cene, per andare alla partita a vedere la propria squadra del cuore, per trascorrere le vacanze. Il cosiddetto "capo" del gruppo o, meglio, colui che organizza i vari programmi, è il cinquantenne e donnaiolo Antoine, perfettamente interpretato da Lambert Wilson, il quale nel corso della vicenda viene colpito da un infarto in seguito al quale egli deciderà di cominciare a vivere la propria esistenza godendosela, seguendo solamente i propri desideri ed assaporando sino in fondo le gioie che gli si presentano dalla frequentazione dei propri cari amici e dalle giornate trascorse in loro compagnia. Un atteggiamento che inizialmente rianima il sodalizio, ma poi, non essendo più sostenuto dalla giusta dose di buonumore, finisce coll'essere corrosivo e persino violento. Tuttavia c'è sempre spazio per una redenzione ed una corale soluzione positiva di tutte le vicendevoli ed eterogenee storie dei protagonisti.
sabato 22 dicembre 2018
Suite francese (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/04/2016 Qui - Suite francese (Suite française) è un film del 2014 diretto da Saul Dibb e basato dall'omonimo romanzo di Irène Némirovsky, pubblicato postumo nel 2004, a più di sessant'anni dalla sua stesura. Oltre cinquant'anni dopo la morte di Irene Nemirovsky in un campo di concentramento, la figlia trova infatti il coraggio di leggere i diari della madre scoprendo una storia incredibile accaduta nella Francia degli anni Quaranta del Novecento. Una storia pensata e scritta in francese da una scrittrice ebrea nata a Kiev che aveva fatto della Francia la sua patria (e da un suo compatriota è stata tradita e mandata a morire a Auschwitz). La trama è incentrata sulla storia d'amore tra una donna francese e un soldato tedesco, interpretati da Michelle Williams e Matthias Schoenaerts, durante i primi anni della occupazione tedesca della Francia. Del cast fanno parte anche Kristin Scott Thomas, Sam Riley, Ruth Wilson, Lambert Wilson e Margot Robbie. Il racconto di un'amore bruciante di un uomo e una donna travolti dalla Storia. Protagonista di tale storia, raccontata in una chiave drammatico-sentimentale, è la bella Lucile Angellier (Michelle Williams) che, in attesa di notizie del marito prigioniero di guerra (che non ha mai veramente amato), trova conforto nel suo pianoforte, che vive in un piccolo villaggio un'esistenza soffocante sotto l'occhio della suocera, donna dispotica, prepotente e meschina (Kristin Scott Thomas), fino a quando, la vita della tranquilla cittadina viene sconvolta dall'occupazione dei nazisti. Con l'arrivo dei profughi parigini e di un reggimento di soldati tedeschi che prendono possesso delle abitazioni dei residenti, fa la conoscenza dell'ufficiale tedesco Bruno (Matthias Schoenaerts). Nonostante le iniziali resistenze di lei, nonostante l'iniziale diffidenza e i pericoli connessi al fraternizzare con il nemico tra i due nasce un'appassionata ma tragica storia d'amore e passione. Perché complice la musica, tra Bruno, giovane raffinato, e Lucile nascerà un vero amore. Il tenente prima della guerra era, in effetti, un musicista e inizia a comporre al pianoforte l'aria (Dolce) che darà il titolo al film. Nel corso delle giornate che passano si innamora, ricambiata, dall'ufficiale nazista. La vicenda narra anche e soprattutto la presa di coscienza politica di Lucile che, al contrario delle posizioni ideologiche aprioristiche, cresce giorno dopo giorno attraverso episodi di vita vissuta, in reazione alle ingiustizie e violenze subite dall'amico ingiuriato, all'amica molestata fino alla donna ebrea deportata. Lucile è quello che gli altri francesi non sono più: non è una delatrice (come i suoi concittadini, che non perdono occasione per vendette personali), non è un'avida, né un'ingrata. È una donna che resta umana e anzi si schiude veramente solo ora al suo essere donna e creatura umana.
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