Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - La "resurrezione" dell'universo di Matrix affidata ad uno degli ex fratelli, ora sorelle Wachowski, inizia con un interessante esperimento meta-cinematografico in cui il personaggio di Keanu Reeves è un ideatore di videogiochi. Questo prologo lascia poi spazio ad una storia che ricalca i due poco riusciti sequel della pellicola originale, con una trama praticamente incomprensibile, azione confusa e ripetitiva e scelte di casting sbagliata degli interpreti comprimari. Troppi personaggi mediocri e inutili, chiacchiere inutili, idee abbozzate che non vanno da nessuna parte. In definitiva un film (che pare un'episodio mediocre di Animatrix) inutile (di una durata oggettivamente esagerata) nonostante la prova matura del suo carismatico protagonista. Voto: 5,5
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giovedì 27 ottobre 2022
venerdì 30 settembre 2022
Il talento di Mr. C (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/09/2022 Qui - Commedia intelligente che sfrutta al meglio l'autoironia del suo protagonista che si prende in giro nel miglior modo possibile, citando e sbeffeggiando i suoi film più famosi. Un omaggio alla (bizzarra) carriera di Nicolas Cage che, nel bene e nel male, sfrutta tutti i cliché e le situazioni più viste del filone action comedy degli anni passati. Niente di nuovo quindi, ma il meccanismo narrativo a scatole cinesi (la reale carriera di Cage, il suo personaggio-eroe e il film dentro al film che lo vede coinvolto) funziona, così come funziona la stravagante coppia formata con il sempre bravissimo Pedro Pascal, qui mesto e adorabile signore della droga e fanboy. Essi infatti ci regalano momenti di puro divertimento, come quando cercano di depistare alcuni curiosi. Grande partenza, tra citazioni, gigionerie (volontarie) e frasi da film, esilarante in alcuni momenti, peccato che nell'ultima parte diventi un po' troppo convenzionale e banalotto. Ma questo sguardo dissacratorio sulla passione per il cinema, spiritoso e stravagante, personalmente mi ha divertito, e questo basta. Voto: 6
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mercoledì 5 gennaio 2022
Natale a 8 Bit (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/01/2022 Qui - Uno sguardo nostalgico verso l'adolescenza, un tempo che non tornerà
più, con i piccoli problemi di un ragazzino, e dei suoi amici, alla
continua ricerca nel realizzare il sogno di possedere un Nintendo. 8 Bit
Christmas è un film per famiglie che ha lo scopo di esaltare la
famiglia come l'unica cosa veramente importante, al di là dei piccoli ed
effimeri desideri di fanciullo, che va oltre le festività e che
promuove, anche con evidente leggerezza, la forza, l'unione e la
spensieratezza, anche a fronte di qualche sacrificio. Una morale non
nuova ma sempre efficace, soprattutto in periodi come questi. A conti
fatti un buon prodotto, che avrà anche tutti i difetti tipici di questo
tipo di film, ma svolge il suo compito degnamente. Come degnamente
svolge il compito il cast, forse poco sfruttata la comicità di Neil
Patrick Harris, che più di un sorriso me l'ha strappato. Colonna sonora
niente male e regia nella media, per un film che probabilmente non
rimarrà nella storia, ma che nella playlist delle prossime festività un
posto sempre avrà, come in queste d'altronde, in cui bene sta. Voto: 6,5
sabato 6 luglio 2019
Downsizing - Vivere alla grande (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/03/2019 Qui - Ci sono registi che non deludono mai, nemmeno per sbaglio. Alexander Payne, autore di pellicole splendide come Nebraska e A proposito di Schmidt, era tra questi. Downsizing - Vivere alla grande (Downsizing), film del 2017 co-sceneggiato e diretto dal regista americano, sembrava quindi promettere molto bene: una storia fantascientifica proposta in chiave realistica, l'aura da commedia, un Matt Damon convinto. C'era tutto. Eppure, a fine visione, Downsizing si rivela per quello che, effettivamente, è: un film che parte da un'idea di base interessante e a tratti geniale (più per com'è sfruttata nella prima parte, che per l'originalità) ma privo di una reale sostanza, con un ritmo discontinuo e un cambio di rotta esagerato, che lo rende pesante da seguire. Una pellicola drammatico-scientifica tinteggiata di una ironia molto acida che però rimane non poco superficiale. Un lavoro che non solo non osa ma addirittura non sceglie una direzione in cui andare, vagando erraticamente in un oceano di spunti potentissimi, il cui approfondimento è però sempre inspiegabilmente schivato con esperienza. Un lavoro con uno straordinario potenziale che soccombe a un'irrimediabile indecisione in fase di scrittura e alla più totale assenza di una visione registica. Il soggetto è infatti accattivante. Per affrontare il problema della sovrappopolazione, degli scienziati (tra questi Rolf Lassgard del sorprendente Mr. Ove) inventano un modo per rimpicciolire gli esseri umani: quando sei alto dodici centimetri, puoi permetterti una vita da nababbo lasciando un'impronta ambientale quasi nulla. Il protagonista (Matt Damon) decide per l'appunto di sottoporsi a miniaturizzazione insieme alla moglie (Kristen Wiig). La donna però cambia idea all'ultimo, quando il compagno è già rimpicciolito, e così la coppia chiude rapidamente la propria relazione senza che la cosa abbia grandi effetti sul prosieguo della pellicola. Da quel momento le potentissime idee suggerite in apertura diventano una chimera, e lo script si trasforma in qualcosa di irrimediabilmente generico e confuso. Gli ingredienti per un mix emozionante ci sono: Damon inizia la sua vita di lusso da single affranto, e nell'arco di pochi mesi il divorzio lo riduce in condizioni di quasi indigenza (in quel mini-mondo in cui tutti sono ricchi). Per una serie di vicissitudini a dir poco pretestuose scopre che esiste la povertà estrema anche in quella colonia di ometti abbienti e si lega senza motivazioni comprensibili a una poverissima vietnamita burbera e idealista. Tra un amore per nulla convincente con la ragazza (anzi, alquanto stucchevole) e un'altrettanto immotivata amicizia con un ricco contrabbandiere donnaiolo (un Christoph Waltz sempre magnetico ma ormai caratterista), finirà per navigare verso una fine del mondo (in senso letterale) improvvisa e sostanzialmente inutile ai fini narrativi.
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giovedì 14 febbraio 2019
Un milione di modi per morire nel West (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/12/2016 Qui - Un milione di modi per morire nel West (A Million Ways to Die in the West), pellicola del 2014 scritta, diretta ed interpretata da Seth MacFarlane, è una divertente commedia (anche geniale), ma tremendamente demenziale e infantile nonché forzata. Questo perché il creatore dei Griffin, al contrario di Ted e il suo seguito (Ted 2) dove era riuscito a trasformare in cinema, in una commedia semplice e divertente, la sua comicità e il suo nonsense unico, non riesce a fare la stessa cosa. Qua infatti ci sono moltissimi difetti a cominciare dalla prima cosa, il suo personaggio, personaggio che proprio per la scelta di interpretarlo lui stesso non funziona alla perfezione anche perché lui non è un attore. Anche gli altri personaggi però sono costruiti malissimo e ultra-stereotipati e la sceneggiatura definirla banale è dire poco. Certo, cosa vuoi di più, è pur sempre una commedia demenziale, però pure se vuoi fare cinema demenziale deve esserci sempre una sceneggiatura (anche stupida) che regga e dei personaggi che facciano cose inerenti alla storia che vivono. Qui invece si lascia andare alla sua comicità lasciando da parte ogni credibilità e inevitabilmente il suo film perde ritmo e sinceramente questi 110 minuti (troppi per un film del genere) non scorrono con ritmo come in Ted. Tre cose però funzionano nel film che racconta la semplice storia di un vile contadino, che appena lasciato dalla sua ragazza, si allena per diventare un asso del grilletto con l'aiuto della moglie di un noto pistolero, sperando così di riconquistare la sua amata, anche se pian piano comincerà a nutrire nei suoi confronti sentimenti che vanno ben al di là dell'amicizia, ovvero Charlize Theron, non tanto il suo personaggio solo lei, il fatto che i due personaggi principali parlino e critichino continuamente il loro periodo storico come se fosse già passato e fossero nel presente (colpo di genio classico nella sua comicità) e il montaggio di due o tre scene che mi ha fatto capire che la sua comicità con flashback o stacchi veloci di regia potrebbe funzionare anche al cinema oltre che in tv, anche se le scene splatter di "visceri e sangue" non hanno lo stesso effetto comico che possono avere nelle animazioni virtuali.
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