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lunedì 30 giugno 2025

I film del mese (Giugno 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/06/2025 Qui - Dieci i film visti in questo mese da Sky, più precisamente on demand, mentre due sono quelli visti su Infinity PlusGiurato numero 2 nella settimana tra il 23 e 29 maggio scorso e La stanza accanto in questa settimana che va dal 27 giugno al prossimo 3 luglio. E poi uno quello visto su TimVisionHatching, che tuttavia era disponibile fino al 31 maggio, ed uno infine su Prime VideoBoy Kills World, anch'essi scaduto, uscito dal catalogo il 26 giugno, pochi giorni fa. Per quanto riguarda invece i film (6 stavolta) dello speciale cinematografico di questo mese, incentrato nuovamente sull'animazione giapponese, ecco infatti la Parte 3 della rassegna "Anime Generation", sono quattro i film visti da piattaforme legali e due trovati in streaming su Internet. Dei primi, Dragon's Heaven disponibile su YouTube con i sottotitoli, Jujutsu kaisen 0 - Il filmThe First Slam Dunk e Mobile Suit Gundam III: Incontro nello spazio disponibili su Netflix (quest'ultimo tuttavia lo è stato fino al 17 giugno).

[Infinity Plus] Giurato numero 2 (Dramma/Thriller 2024) - Clint Eastwood torna (dopo il deludente Cry Macho) con un dramma giudiziario potente, che esplora le crepe del sistema legale americano. La tensione è costante, ben costruita grazie a una regia sicura e interpretazioni solide. Il finale, apparentemente brusco, si rivela coerente e privo di compromessi, scelta che rafforza l'impatto dell'opera. Qualche elemento della sceneggiatura fa storcere il naso (in particolare la presenza forzata di un certo giurato e il tema razziale inserito in modo poco organico) ma il film resta avvincente e soprattutto riuscito,  capace di far riflettere e tenere incollati fino all'ultimo. Voto: 7

[Tim Vision] Hatching - La forma del male (Dramma/Horror 2022) - Interessante debutto per una giovane regista nordica, che unisce body horror e racconto di formazione in una storia intima e disturbante. La protagonista è oppressa da una madre ossessionata dall’apparenza, mentre la tensione cresce grazie a ottimi effetti pratici. Sebbene alcune situazioni risultino curiose e i personaggi maschili abbiano un ruolo marginale, il film sorprende per originalità, atmosfera e profondità emotiva. Voto: 6+

[Sky] Conclave (Dramma/Thriller 2024) - Dopo Niente di nuovo sul fronte occidentaleEdward Berger cambia campo di battaglia e ci porta tra le mura del Vaticano, raccontando il conclave come una silenziosa guerra di potere. Il film affronta un tema delicato con rigore narrativo e tensione costante, grazie a dialoghi affilati, interpretazioni solide (Ralph Fiennes in particolare) e a una messa in scena che sfrutta con efficacia la maestosità della Reggia di Caserta. Qualche archetipo narrativo è prevedibile e il finale rischia di uscire dai binari, ma il tutto si regge su un ritmo misurato e una regia che cattura l'occhio e la mente. Voto: 6,5

[Sky] La memoria dell'assassino (Dramma/Thriller 2023) - Thriller-noir asciutto e privo di facili effetti, che predilige un tono intimo e riflessivo. La sceneggiatura coinvolge nel seguire la lenta discesa del protagonista nella demenza e il suo disperato piano per salvare il figlio. Michael Keaton, anche regista e produttore, suscita empatia per un personaggio moralmente ambiguo, ben sostenuto da un cast solido, anche se Al Pacino sorprende meno del previsto. Qualche lunghezza, ma il film lascia il segno. Voto: 6

[Sky] Non sono quello che sono (Dramma 2023) - Edoardo Leo abbandona la commedia (romantica di Lasciarsi un giorno a Roma) e si cimenta con una sfida audace: portare Otello nella periferia criminale romana. L'adattamento resta fedele al testo shakespeariano ma si rinnova nell'ambientazione, conferendo nuova forza ai temi dell'ossessione e del tradimento. Il rischio di scadere nel kitsch viene evitato grazie a un cast efficace, brillano Antonia Truppo e lo stesso Leo, nei panni di un Iago ambiguo e disturbante. Qualche lentezza e una certa teatralità affiorano qua e là, ma il film mantiene coerenza e intensità, offrendo una riflessione amara sull'estremismo dei sentimenti. Voto: 6

venerdì 13 agosto 2021

Tenet (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/08/2021 Qui - Esperimento riuscito a metà: nel senso che Christopher Nolan ancora una volta ha voluto sperimentare qualcosa mai visto prima, nella sua fissa col tempo e le costruzioni temporali presenta qualcosa volutamente ingarbugliato e di difficile fruizione, e in questo c'è riuscito, ma non è riuscito nel successo perché aldilà del progetto ambizioso quel che resta dello spettatore a fine visione è l'inebetimento di un sonoro martellante, la sensazione del vuoto e del WTF che lascia il film (un film non riuscito ma non per il suo essere troppo complicato ma per volerlo essere per forza). Insomma dal mio punto di vista "tanto fumo e poco arrosto", i capolavori di Nolan restano altri, questo resterà un esperimento originale al quale però difficilmente ci si affezionerà. Questa volta egli infatti nel ricercare il rompicapo perfetto è uscito un po' fuori tema confezionando un prodotto certamente originale ma poco avvincente. Come se non bastasse, egli riesce a costruire un muro invisibile fra lo spettatore e i personaggi. Tutto risulta freddo, asettico, privo di umanità. Non ci è consentito empatizzare con nessuna delle vicende dei protagonisti. Potrebbe succedergli qualsiasi cosa e non ne saremmo colpiti. Al regista manca proprio la capacità di farci sentire fisicamente i corpi degli attori. Come delle bellissime statue esposte in un museo che non possono essere toccate (in questo senso la  caratterizzazione dei personaggi non è delle migliori, nonostante le ottime prove attoriali, e di tutti). La sensualità è quindi bandita, perché altrimenti tutto potrebbe risultare "vero". Lo spettatore deve quindi essere sovrastato dalla potenza di fuoco del cinema Nolaniano, ricco di budget ma povero di cuore. Dopo il bellissimo Dunkirk mi aspettavo un altro approccio dal regista inglese che con questo Tenet firma sicuramente il suo film peggiore, anche se resta una pellicola interessante e di qualità, che merita la visione. Voto: 6

lunedì 2 dicembre 2019

Stonehearst Asylum (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/12/2019 Qui
Tema e genere: Thriller psicologico dalle ambientazioni gotiche che sviscera il tema della pazzia.
Trama: Recentemente laureatosi alla scuola di medicina di Harvard, il giovane medico Edward Newgate (Jim Sturgess) fa il suo apprendistato presso un istituto di igiene mentale. Qui, ha modo di conoscere Eliza Graves (Kate Beckinsale), una delle pazienti. Innamorandosi di lei, si ritroverà coinvolto in una serie di circostanze molto più complicate e pericolose di ciò che sembrano.
Recensione: La storia, come detto, è ambientata in un fittizio manicomio inglese di fine ottocento dove, casualmente, il nostro protagonista si troverà immischiato in strani avvicendamenti, causati a quanto pare dal direttore nel tentativo di mascherare la verità. La trama non è una delle più fresche ed innovative (Shutter Island ad esempio) ma riesce comunque nell'intento di intrattenere e convincere durante l'intera durata. L'opera di Brad Anderson (regista non di primo pelo, ha diretto per esempio il discreto L'uomo senza sonno), basata su di un racconto di Edgar Allan Poe (Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma), passa dalla parvenza horror al thriller psicologico con la (riuscita) pretesa della denuncia socio-politica, dove i veri pazzi sono coloro che ci governano. Addobbato con tanto di twist finale, questo thriller (perché di questo alla fine parliamo), difficilmente può fare impazzire i non amanti del genere, ma può convincere coloro che amano manicomi, omicidi e le trame assurde (come me). La durata non eccessiva e il cast stellare (quest'ultimo vanta tra gli altri, i nomi di Jim Sturgess e Kate Beckinsale, il primo all'epoca reduce dalla più che discreta interpretazione ne La Migliore Offerta, la seconda eroina romantica di film come Pearl Harbor e The Aviator, ma soprattutto eroina feroce nel mondo di Underworld, ad accompagnarli mostri sacri come Ben Kingsley, che, guarda caso, aveva già interpretato il ruolo del gestore di un manicomio in Shutter Island di Martin Scorsese, nel ruolo di un medico folle e distrutto dai dolori della guerra e Michael Caine, come sempre all'altezza dell'interpretazione breve ma essenziale) fanno di Stonehearst Asylum un buon titolo, nulla di più. Un film interessante e riuscito, non privo di colpi di scena, atmosfera "riuscita" per raccontare una storia sulla follia e sulla mente umana.

giovedì 18 aprile 2019

Insospettabili sospetti (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/12/2017 Qui - Commedia semplice e abbastanza leggera, condita con quel pizzico di critica sociale utile per imbastire una storiella fluida e rendere ancora più simpatici i protagonisti è Insospettabili sospetti (Going in Style), film del 2017 diretto da Zach Braff, alla sua terza regia dopo il riuscito Wish I Was Here, e remake del film Vivere alla grande del 1979, scritto e diretto da Martin Brest. Sì perché la pellicola si manifesta come una (ben riuscita) commedia godibile ed intelligente, dove a farla da padrone è un umorismo leggero, intelligente, che non si accosta minimamente alla volgarità (la pellicola, infatti, cerca di essere il più divertente possibile senza però esagerare) e che sa cogliere con ironia il mondo d'oggi, piegato da una crisi che non conosce fine e che colpisce tutti indiscriminatamente lavoratori e pensionati. Sì perché Joe, Willie e Albert lo sono. Sono ottantenni tutt'altro che ladri che come i sociologi ben direbbero sono stati spinti dalla società sulla cattiva strada. Dopotutto quando si perde tutto, si è disposti a fare qualsiasi cosa per riprendersi ciò che è nostro di diritto. È proprio questo che accade a tre amici di vecchia data, impersonati da tre grandissimi attori Morgan FreemanMichael Caine e Alan Arkin (discreta la loro prova, giacché mimica e battute strappano qualche sorriso), i quali decidono di abbandonare per la prima volta la retta via quando vedono i loro fondi pensione andare in fumo. Furiosi per non poter pagare i conti e preoccupati per il futuro delle loro famiglie, vogliono vendicarsi della banca che si è dileguata con i loro soldi. Come? I tre organizzano una rapina da manuale, pensando anche a un alibi perfetto per il giorno dell'evento. Ma spesso, come sappiamo, quello che sembra essere un piano perfetto nasconde un errore madornale. Sarà il loro caso?

venerdì 22 marzo 2019

Now You See Me 2 (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/08/2017 Qui - Now You See Me 2, film del 2016 diretto da Jon M. Chu, si presenta sin da subito molto diverso dal primo film, di cui questo è appunto il sequel, però nel senso negativo del termine. Infatti mentre il primo era bellissimo e coinvolgeva in continuazione lo spettatore, in quanto appena si svolgeva un trucco vi era una rapida spiegazione seguita a ruota da un'altra magia, questo secondo proprio non lo è. La trama difatti risulta forzata e abbastanza prevedibile fin dall'inizio e laddove nel primo capitolo comunque alla fine tutto risultava almeno credibile, qui appare quasi tutto palesemente non fattibile e impossibile. E quindi come quasi tutti i sequel, non si dimostra all'altezza del precedente. Giacché il primo Now you see me aveva un grande potenziale, non si era mai vista infatti una squadra di maghi tanto abile e tanto coinvolgente (tanto che fu come sottolineato anche spesso nella mia recensione di più di un anno fa, qui, uno dei miei preferiti del genere), ma adesso questo grande potenziale si perde totalmente. Partendo dalla trama, essa non ha coerenza, cose fin troppo approssimate e irreali (specialmente nelle scene finali) anche per un film del genere in cui è l'immaginazione del regista l'unico limite. Ed è appunto il regista che non sa gestire la cinepresa, tranne per qualcosina, anche se in questo caso le riprese non riescono a catturare l'attenzione e la voglia di continuare si affievolisce.

giovedì 7 febbraio 2019

The Last Witch Hunter: L'ultimo cacciatore di streghe (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/11/2016 Qui - Durante la settimana ho visto un po' di film a tema Halloween, tra questi proprio la sera di questa festa pagana ho visto anche un altro, ma siccome il livello e la qualità è quasi una spanna sopra a quei 4, ho deciso di farne un pezzo apposito, anche se il film in questione non riesce del tutto a convincere appieno, perché quello che manca in The Last Witch Hunter: L'ultimo cacciatore di streghe, film americano del 2015, è la forza emotiva e l'epicità, non riuscendo così in parte a brillare. Eppure nonostante io mi aspettassi molto meno, mi ha invece sorpreso, e devo ammettere che per messa in scena e regia il film è più che discreto, certo sommando i pro e contro la produzione forse ha 'toppato', ma non è proprio un disastro totale come tanti l'hanno definito. Al timone del progetto, troviamo Breck Eisner (figlio di un noto dirigente della Walt Disney), il quale nel 2010 aveva diretto dignitosamente il remake de La città verrà distrutta all'alba del maestro Romero. Anche in questo dirige in maniera onesta, una pellicola che in ogni caso, non è un horror e neppure un ingenuo fantasy, ma un film d'azione (action-horror-fantasy in ogni caso) in cui le stesse sono gestite abbastanza bene, dove però emerge il vero problema, la sceneggiatura, che nonostante abbia dalla sua un cast stellare e discretamente assortito (dove oltre al protagonista Vin Diesel troviamo il grande Michael Caine, Elijah Wood e Rose Leslie, nota agli amanti de Il trono di Spade), è rovinata dalla poca caratterizzazione dei suoi personaggi, buttati nella mischia quasi a casaccio, mi riferisco ad esempio al personaggio di Elijah Wood, quasi inutile, che qui sembra Frodo che ingenuamente segue Gollum che lo porta nelle fauci di un ragno gigante, ma lì almeno si salvava. Ma nonostante questa carenza l'alternare il medioevo con la realtà attuale non è male inoltre la costruzione di un mondo alternativo e parallelo noto solamente a chi possiede poteri magici è alquanto interessante ed intrigante (mi ha ricordato Blade), peccato che tale elemento sia stato solamente abbozzato e troppo presto abbandonato dal regista. Regista che ci fa sapere che le streghe vivono tra noi, e nascondono i loro poteri per mantenere la tregua siglata con la Chiesa. Infatti da secoli il consiglio delle streghe collabora con un ordine sacerdotale segreto (denominato dell'Ascia e della Croce) per vegliare sulla fragile pace, arrestando e imprigionando quelle streghe che vorrebbero invece ritornare ai fasti della magia più oscura. Lo "strumento" con cui l'ordine caccia le streghe ribelli è Kaulder, un guerriero laico interpretato da un perfetto Vin Diesel (calatosi straordinariamente nel ruolo) che nel medioevo ebbe la l'occasione di affrontare la malvagia strega regina, per vendicare l'orribile morte di sua figlia e di sua moglie. La missione di Kaulder era di fatto una missione disperata, quasi suicida, infatti egli desiderava morire non riuscendo a sopportare la propria perdita, eppure riuscirà a sconfiggere la potente strega (no non è uno spoiler, beh a dir la verità un po' lo è, ma dopo) che, conoscendo il desiderio di morire di Klauder, lo punirà trasferendogli il dono della vita eterna. Reso immortale il guerriero attraverserà i secoli servendo la Chiesa e affiancato dall'ormai anziano padre Dolan XXXVI (i Dolan si succedono, sacerdoti che assumono questo nome e giurano fedeltà a Kaulder) nella lotta alla streghe, maturando nel frattempo un cinico distaccamento edonistico e una grande solitudine, finché nella moderna New York qualcuno non tenterà di riportare in vita la strega regina con l'intento di flagellare di nuovo l'umanità con la peste nera. Ciò darà così inizio a un'epica battaglia nella quale è in gioco la sopravvivenza della razza umana.

domenica 27 gennaio 2019

Mister Morgan (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/09/2016 Qui - Mister Morgan (Mr. Morgan's Last Love) è un delicato ed elegante film drammatico del 2013 scritto e diretto da Sandra Nettelbeck. Il film, tratto dal romanzo La Douceur Assassine di Françoise Dorner, affida nelle mani di uno straordinario Michael Caine, tutto il suo potenziale riuscendo a regalarci una pellicola bella, forse troppo malinconica ma poetica. Caine interpreta infatti Matthew Morgan, un americano che vive a Parigi, come il protagonista del celebre film. Un ex professore di filosofia che, depresso dalla morte di sua moglie (avvenuta 2 anni, 2 mesi e 11 giorni prima), prova a 'sopravvivere' alla perdita. Da allora infatti si trascina (trovando l'unico piacere in immaginari dialoghi con la moglie, Jane Alexander) per la città (in un atmosfera plumbea e desolante in linea con lo stato d'animo del protagonista) e nella vita, aspettando soltanto il momento giusto per farla finita. Cocciuto e refrattario al prossimo quanto alla lingua francese, nonostante aiuti una signora parigina insegnandole l'americano in cambio di apprendere, inutilmente, da lei qualche parola di francese, non riesce a riprendersi ed a trovare alcun entusiasmo e scopo per vivere. La sua triste quotidianità viene però e fortunatamente interrotta da un fortuito incontro con una giovane e bella insegnante di ballo (Clèmence Poèsy), anch'essa schiacciata da una solitudine che il suo sorriso e la danza cercano di nascondere. Da subito tra loro nasce un'amicizia, una simpatia, un intesa, lunghe promenade, pranzi in panchina e cene solenni, dove di tanto aprono i loro cuori e confrontano le rispettive paure. Non c'è niente di erotico o tentativo di emulare un rapporto padre figlia. Due persone sole cercano di farsi coraggio l'uno con l'altro, ma per Mister Morgan una vita senza sua moglie, non ha più senso. Tenterà il gesto estremo senza riuscirci. I figli accorrono al suo capezzale ovviamente preoccupati. Morgan non è stato un buon padre. Lui stesso riconosce di non aver mai avuto lo spirito paterno. Il rapporto conflittuale in particolare con il figlio Miles (Justin Kirk), viene ben descritto e raccontato durante il film. Ma mentre lui ritroverà ancora una volta l'entusiasmo alla vita riuscendo piano piano ad uscire dall'isolamento in cui si era chiuso, lei, si abitua all'idea di prendersi cura di qualcuno, grazie a lei Morgan difatti si avvicina al figlio, piacevolmente colpito dai suoi cambiamenti.

lunedì 21 gennaio 2019

Interstellar (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/09/2016 Qui - Per colpa e per fortuna di Mediaset che la Champions è loro, sono stato costretto a mettere Premium. Fatto che mi da la possibilità di vedere tanti film e serie usufruendo di Play, per cui nonostante il poco tempo a disposizione dato che stava scadendo (nel loro catalogo oggi è l'ultimo giorno) e che durava tantissimo (l'ho visto in 3 parti) ho deciso di scegliere come primo film un gioiellino della fantascienza, Interstellar, uno dei film (del 2014) più visti e scaricati (soprattutto illegalmente) dello scorso anno. Questo perché questo incredibile e straordinario film, diretto da Christopher Nolan, uno dei registi più apprezzati e conosciuti al mondo soprattutto per la trilogia del Cavaliere Oscuro, senza dimenticare The Prestige e Inception di cui questo film ne riprende la sua natura complicata e difficile da spiegare e capire per la sua complessità, è probabilmente uno dei più innovativi film che si sia mai visto. La storia di questo film infatti (interamente scritto da Nolan insieme al fratello) è diversa e molto lontana dai soliti cliché, perché il film va oltre l'impossibile (davvero oltre), fatto che da un lato da un effetto positivo in termine estetici e visivi, meno da quello narrativo, dato che proprio per la sua ambizione (comunque alta ma accettabile) eccede troppo in paroloni scientifici non chiari o semplici da capire ma soprattutto orchestra una trama davvero particolare e difficilissima da capire alla fine. Ma nonostante ciò il film grazie anche alla colonna sonora del grandissimo Hans Zimmer, che ha ricevuto una candidatura all'Oscar (più altri due dello stesso settore), grazie alla prova ancora convincente di uno spettacolare Matthew McConaughey (e anche di tutti gli altri), e grazie alla fantastica scenografia (anch'essa ha ricevuto una candidatura) e soprattutto agli effetti speciali (vincitori invece di un Oscar) convince ed entusiasma, emoziona e diverte, almeno nella straordinaria seconda parte, perché nella prima molto non mi ha convinto. Interstellar infatti parte da un presupposto abbastanza confuso e caotico, ovvero ci troviamo sulla Terra in un tempo imprecisato (come se metterlo preclude il risultato) dove senza una spiegazione (in 160 minuti si poteva anche trovare un momento) una piaga sta uccidendo i raccolti, da diversi decenni infatti, l'umanità è in crisi da cibo e quasi tutti sono diventati agricoltori per supplire a queste esigenze. La scienza poi è ormai dimenticata, la tecnologia non esiste quasi più e addirittura ai bambini viene insegnato che l'uomo non è mai andato sulla Luna, era solo di propaganda. Tra la disperazione ormai dilagante facciamo la conoscenza dell'ex astronauta Cooper, mai andato nello spazio e costretto a diventare agricoltore, che cerca di andare avanti. Ma un giorno, grazie all'intuito della figlia scopre che la NASA è ancora attiva in gran segreto, che il pianeta Terra non si salverà, che è comparso un wormhole (una specie di Stargate intergalattico) vicino Saturno in grado di condurli in altre galassie e che qualcuno deve andare lì a cercare l'esito di tre diverse missioni partite anni fa. E sarà proprio lui nonostante le reticenze della figlia ad andare e tornare da questa missione (poiché forse una di quelle tre ha scoperto un pianeta buono per trasferire la razza umana e in quel caso è già pronto un piano di evacuazione) l'unica maniera che Cooper ha di dare un futuro ai propri figli, ma quello che lui non sa è che quel che troverà sarà qualcosa di incredibilmente assurdo e meraviglioso.

giovedì 27 dicembre 2018

Youth: La giovinezza (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/04/2016 QuiYouth: La giovinezza (Youth) è un film del 2015 scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Il regista dopo l'Oscar per La Grande Bellezza ci riprova, ma come il precedente film, secondo me, fa un gigantesco buco nell'acqua. Personalmente molto deludente anche se visivamente bello. Ma cercando di trovare qualcosa di positivo infatti devo purtroppo affossare questo film che ritengo sopravvalutato come l'illustre pellicola precedente. E' chiaro che quando parliamo di Sorrentino e i suoi film c'è una spaccatura enorme, tra chi piace o no, tra chi lo giudica un grande regista chi un'accattone, uno che senza un'idea chiara confeziona film senza una logica, senza una vera trama, riuscendo però in modo abbastanza incredibile, agli occhi di sopraffini intellettuali, ad essere così tanto apprezzato. Secondo me lui è un furbetto, si avvale di trucchetti che ad un certo numero di persone può piacere ad altri no, come me. Si avvale infatti di un cast eccezionale, qualche scena bollente e qualche nudo (non solo femminile), ambientazioni favolistiche e naturali impagabili, musiche sopraffine, recitazioni di tutto rispetto e qualche altro mezzuccio per imbastire un tavola ricca ma vuota e senza senso, riuscendo comunque a farsi apprezzare. Ritroviamo praticamente lo stesso incipit della Grande Bruttezza italiana, personaggi vuoti interiormente ed esteriormente senza una direzione, tristi che non sanno più vivere, che si lasciano andare in modo inesorabile al tempo che passa. Come due amici da moltissimo tempo che ora, ottantenni, stanno trascorrendo un periodo di vacanza in una specie di hotel nelle Alpi svizzere. Questa "Spa" di lusso nascosta tra le montagne svizzere fa da sfondo alle umane vicende di ospiti non proprio comuni: Fred (Michael Caine), un compositore e direttore d’orchestra famoso ma in pensione, che non ha alcuna intenzione di tornare a dirigere un'orchestra anche se a chiederglielo fosse la regina Elisabetta d'Inghilterra, un attore hollywoodiano (Paul Dano) in cerca di ispirazione, Mick (Harvey Keitel) un regista affermato ma ormai al capolinea, che sta lavorando al suo nuovo e presumibilmente ultimo film per il quale vuole come protagonista la vecchia amica e star internazionale Brenda Morel (Jane Fonda), ma anche una giovane moglie tradita e lasciata e, addirittura, “Miss Universo” in soggiorno speciale. Soprattutto i due amici, che hanno una forte consapevolezza del tempo che sta passando, sanno che il loro futuro si va velocemente esaurendo e decidono di affrontarlo insieme. Guardano con curiosità e tenerezza alla vita confusa dei propri figli, all'entusiasmo dei giovani collaboratori di Mick, agli altri ospiti dell’albergo, a quanti sembrano poter disporre di un tempo che a loro non è dato. Ma la vita riserverà ai due un futuro non proprio luminoso.

martedì 18 dicembre 2018

Kingsman: Secret Service (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/03/2016 Qui - Questo non è il classico film di spionaggio, non è il classico film alla James Bond in cui un megalomane cattivo usa stratagemmi strampalati per uccidere l'eroe di turno che a sua volta si impegna con un piano altrettanto strampalato e d'effetto che immancabilmente riesce, non è il classico film con un finale scontato e prevedibile o dove prima di morire un discorso strappalacrime serve, questo non è quel tipo di film, questo è Kingsman: Secret Service (2014), uno spettacolare, ironico, imprevedibile e incredibile thriller action, veramente pazzo e divertente oltre che di grande impatto visivo. La pellicola è l'adattamento cinematografico di un famoso e recente fumetto (che non conosco per niente, e non sapevo neanche fosse tratto da un fumetto) The Secret Service di Mark Millar realizzato per l'etichetta Millarworld. Si tratta del quarto lungometraggio tratto dai fumetti Millarworld, dopo Wanted, Kick-Ass e Kick-Ass 2. Proprio da questi due ultimi film, la pellicola sembra prendere ispirazione o almeno prendere a esempio per costruire, una storia, un film di un certo livello, di un certo stile, di un particolare modo, quello grottesco e fumettistico che fa della pellicola uno dei migliori del suo genere, anche se un particolare genere non c'è, è qualcosa di diverso, qualcosa di meglio, di epico. Non ho mai visto niente del genere, ecco perché questo folle film è qualcosa di unico e nuovo. La pellicola racconta le mitiche avventure di Eggsy, che in passato, era un ragazzo promettente, ha lasciato la scuola, l'accademia dei marines, l'atletica, nonostante avesse le potenzialità per eccellere. È abituato a vivere ai margini della società, a vedere sua madre sfruttata dal boss della banda locale, ed è dovuto crescere senza suo padre. Non sa che suo padre era un Kingsman ed è morto da eroe. Tutto ciò che ha di lui è un medaglione con un numero di telefono, da chiamare in caso di guai. Proprio attraverso quel numero di telefono Eggsy entrerà in contatto con Harry Hart (Colin Firth), un esperto Kingsman con un debito di vita nei confronti del padre del ragazzo. Harry, nome in codice Galahad, prenderà Eggsy sotto la sua ala, conducendolo alla selezione per entrare nell'agenzia segreta e farlo diventare un Kingsman, un gentleman addestrato al combattimento, alla sopravvivenza, all'uso delle armi, a compiere ogni genere di missione senza entrare mai nel merito e senza comparire mai sui giornali, offrendogli l'occasione di una nuova vita, una vita da spia, una vita da Kingsman. Ma la selezione sarà spietata (a tratti un po' prevedibile) e la minaccia vera è dietro l'angolo.

giovedì 29 novembre 2018

Now you see me (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/02/2016 Qui - Volete passare un po di tempo, 106 minuti, di distrazione e di divertimento puro? Allora vedete Now you see me: I maghi del crimine, e se ve lo siete persi su canale5, solo 2 settimane fa, recuperatelo, e in fretta. Immergetevi senza pregiudizi e senza preconcetti, lasciatevi trasportare da questa bella storia raccontata con leggerezza, dinamicità, ritmo, fantasia, creatività, estro ed ottima invettiva. Quattro giovani e abili illusionisti ricevono un giorno una misteriosa chiamata e formano il gruppo dei Quattro Cavalieri, che tiene incredibili spettacoli a Las Vegas, finanziati da un ricco magnate. Durante una serata compiono il numero di magia più grande, dal palcoscenico rapinano una banca a Parigi e ricompensano il pubblico con una pioggia di banconote. Come hanno fatto? E, soprattutto, cos'altro hanno in serbo per i prossimi spettacoli? All'indagine dell'FBI, che naturalmente non sarà magra di colpi di scena, partecipa un’agente dell’Interpol e controvoglia, il detective Hobbs (Ruffalo). Fermati e poi rilasciati per mancanze di prove, i maghi proseguiranno nella loro 'misteriosa' missione. Ma il più grande smascheratore di maghi-truffatori (Freeman) non rimane a guardare. La regia affidata a Louis Leterrier è fin troppo attenta e curata, tutto è curato ai minimi dettagli, il ritmo c'è, è presente e si fa sentire. L'idea è originalissima, la sceneggiatura abilmente studiata. Dimostrando il suo grande talento, il regista oltre a raccontare una storia avvincente, riesce a rendere in maniera incredibile i trucchi di magia che avvengono sullo schermo e il grande gioco di prestigio che si nasconde nella trama. Come? Adottando esattamente la tecnica degli illusionisti, ovvero dirigendo altrove l’attenzione dello spettatore. Anche i nostri occhi verranno tratti in inganno, come è successo a me nella prima incredibile scena della carta. Ma il film funziona soprattutto per la grande capacità di amalgamare un cast eterogeneo e di talento, i Quattro Cavalieri protagonisti del film infatti sono tutti attori bravissimi e in ottima sintonia recitativa, ed il cast di star hollywoodiane che li circondano ne rendono la sceneggiatura ancora più convincente e coinvolgente, senza mai dimenticare la parola d'ordine per operazioni di questo tipo: intrattenimento. Un eccellente prodotto cinematografico che inesorabilmente ci cattura e ci catapulta per tutto il film in scene divertenti, dinamiche e pirotecniche come deve riuscire a fare un buon film che poggia le sue  basi narrative e percettive sulla magia e sull'illusionismo.