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martedì 18 febbraio 2020

Native Son (2019)

Titolo Originale: Native Son
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Drammatico
Produttore: Matthew Perniciaro, Michael Sherman
Regia: Rashid Johnson
Sceneggiatura: Suzan-Lori Parks
Cast: Ashton Sanders, Jerod Haynes, Lamar Johnson, David Alan Grier, Elizabeth Marvel
Sanaa Lathan, Bill Camp, KiKi Layne, Nick Robinson, Margaret Qualley
Durata: 103 minuti

Ashton Sanders (Moonlight soprattutto, ma anche Captive State) in un dramma HBO.
Un giovane afroamericano viene assunto come autista da un ricco uomo d'affari, ma rimane coinvolto in un tragico evento.

lunedì 1 luglio 2019

American Assassin (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/02/2019 Qui - Già con La regola del gioco il regista Michael Cuesta aveva mostrato di avere buone doti di narratore di genere, messe a servizio di un cinema muscolare che non bada alle sottigliezze. Qui, tra torture, scazzottate e sparatorie, le quasi ore di film scorrono in un attimo, grazie soprattutto alla fluidità del plot narrativo (tratto dal romanzo di Vince Flynn), all'efficacia del montaggio e alla varietà di location, tra le quali va segnalata quella romana, ripresa sia nel centro storico che al serpentone di Corviale, che si aggiudica la sezione più consistente del film. Un film, appunto American Assassin, dal forte sapore rétro quando delinea le dinamiche che lo costruiscono, ma che mostra anche una marcata componente attuale nella sua "confezione", perfettamente in linea con gli standard dei film action contemporanei, ovvero con concetti forti ma semplici, che appunto sono il cardine attorno a cui ruotano tutti gli elementi del film (la vendetta, il patriottismo, l'amore, il sangue), tutti elementi ovviamente conditi con un bel po' di ignoranza, caratteristica stilistica di questo genere di pellicole. E com'è quindi facile immaginare la struttura narrativa si basa su una sinossi abbastanza semplice e, se vogliamo, un po' banale: Mitch Rapp (Dylan O'Brien) è un giovane innamorato che si vede assassinare la fidanzata sotto gli occhi durante un attentato terroristico a Ibiza. La storia si apre proprio su questa scena che risulta abbastanza d'impatto, con una sovrabbondanza di proiettili, sangue e cadaveri in ogni dove. Ovviamente l'accaduto segna nel profondo Mitch che da quel momento vota la vita completamente alla vendetta, intenzionato a rintracciare la cellula terroristica responsabile dell'attacco in cui ha perso la vita il suo amore ed eliminarla. Da lì all'essere scoperto dalla CIA e reclutato per entrare in un corpo speciale e super segreto di soldati addestrati (da Michael Keaton) per essere dei veri e propri assassini, a quanto pare, il passo è breve. Come breve sarà il passo per entrare subito in azione, quando la squadra speciale se la dovrà vedere con un trafficante d'armi conosciuto col nome in codice di "Ghost" (Taylor Kitsch) e ovviamente le cose si complicheranno.

sabato 25 maggio 2019

Alien vs. Predator (2004)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/06/2018 Qui - Nel 1997 si chiudeva la celebre saga Alien con appunto Alien 4: La Clonazione mentre nel lontano 1991 terminava la serie (di soli due film) Predator. Nel 2004, il "cerchio mitologico" delle due puntate delle creature spaziali più "paurose" e di successo dello schermo, vengono riunite (forse imprudentemente, anche se la storia del cinema di genere è ricca di "contro" spesso improbabili ma tuttavia riusciti), ancora una volta, sotto la produzione della 20th Century Fox. Ne esce un crossover, anzi prequel (non canonico) della saga di Alien e spin-off di entrambe, che forse dal punto di vista cinematografico poteva essere migliore, molto migliore (dopotutto incrociare due film di cassetta non è certo garanzia di successo, semmai è indice di scarsa creatività), ma certamente un prodotto di puro intrattenimento. Un prodotto sicuramente fracassone e di bassa lega, anche perché uno che vuole vedere Alien vs. Predator deve essere preparato al peggio, tuttavia anche se il risultato di questa operazione (con gli umani a fare letteralmente la parte delle vittime sacrificali) non è proprio esaltante, ha delle frecce al suo arco. Certo, la confezione da B-movie non gliela toglie nessuno, non bastasse la presenza di Raoul Bova (poteva morire anche un po' prima di fare questo film, che poi sinceramente non capisco che ci sta a fare), si considerino gli effetti speciali (di qualità altalenante, ma, a volte, più che discreti) e la sceneggiatura che, al di là della succulenta idea di far scontrare Aliens con Predators, e gli umani come cavie, è fin troppo semplificata, quando non addirittura deprimente, ma, a parte il fatto che il film scorre via abbastanza velocemente (quindi quasi non c'è il tempo per annoiarsi), la seconda parte, a parte che si stacchi la spina cerebrale è condizione imprescindibile, offre lo spettacolo sufficientemente vibrante e truculento che ci si aspetta e quindi, in definitiva, consente al film di raggiungere, sempre nei limiti dei generi, la sufficienza.

venerdì 22 marzo 2019

Now You See Me 2 (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/08/2017 Qui - Now You See Me 2, film del 2016 diretto da Jon M. Chu, si presenta sin da subito molto diverso dal primo film, di cui questo è appunto il sequel, però nel senso negativo del termine. Infatti mentre il primo era bellissimo e coinvolgeva in continuazione lo spettatore, in quanto appena si svolgeva un trucco vi era una rapida spiegazione seguita a ruota da un'altra magia, questo secondo proprio non lo è. La trama difatti risulta forzata e abbastanza prevedibile fin dall'inizio e laddove nel primo capitolo comunque alla fine tutto risultava almeno credibile, qui appare quasi tutto palesemente non fattibile e impossibile. E quindi come quasi tutti i sequel, non si dimostra all'altezza del precedente. Giacché il primo Now you see me aveva un grande potenziale, non si era mai vista infatti una squadra di maghi tanto abile e tanto coinvolgente (tanto che fu come sottolineato anche spesso nella mia recensione di più di un anno fa, qui, uno dei miei preferiti del genere), ma adesso questo grande potenziale si perde totalmente. Partendo dalla trama, essa non ha coerenza, cose fin troppo approssimate e irreali (specialmente nelle scene finali) anche per un film del genere in cui è l'immaginazione del regista l'unico limite. Ed è appunto il regista che non sa gestire la cinepresa, tranne per qualcosina, anche se in questo caso le riprese non riescono a catturare l'attenzione e la voglia di continuare si affievolisce.

domenica 13 gennaio 2019

The Perfect Guy (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - The Perfect Guy è uno di quei classici thriller per la televisione, in questo caso statunitense, di stalking e ossessione verso le donne. Una trama vista probabilmente tante volte ma qui al contrario dei classici o di tante altre pellicole simili ("Obsessed", "David the stepfather", "Ossessione omicida"), c'è una certa originalità, non propriamente nel racconto, ma nel modo in cui viene raccontata e per alcuni ribaltamenti di ruolo davvero accattivanti e imprevedibili ad un certo punto, non ovviamente per quello dello psicopatico che non si discosta tanto da altri suoi simili. Comunque la pellicola racconta di Leah Vaughn, che sembra avere una vita ideale, gode infatti di una stimolante carriera e ama, ricambiata, il fidanzato Dave. A 36 anni Leah (Sanaa Lathan, classica e sensuale ragazza tutta curve di colore) si sente pronta per il matrimonio e le famiglie di entrambi sembrano felici, ma Dave (Morris Chestnut, classico omone palestrato) non è sicuro del passo. La sua fobia verso gli impegni e i suoi numerosi dubbi lo portano a rompere dolorosamente la relazione. Quando poi all'orizzonte appare il tenebroso Carter Duncan, Leah crede di avere trovato l'uomo perfetto (premuroso, romantico e focoso amante sotto le lenzuola), ignara però di come questi diventerà il suo peggiore nemico, perché basta un piccolo incidente a scatenare la sua vera natura, e di punto in bianco il principe azzurro tira fuori uno sconcertante lato oscuro che costringe Leah a prendere le distanze. Ma Carter non accetta di essere messo da parte e inizia una meticolosa e fastidiosa opera di stalking.