Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/06/2018 Qui - Nel 1997 si chiudeva la celebre saga Alien con appunto
Alien 4: La Clonazione mentre nel lontano 1991 terminava la serie (di soli due film)
Predator. Nel 2004, il "cerchio mitologico" delle due puntate delle creature spaziali più "paurose" e di successo dello schermo, vengono riunite (forse imprudentemente, anche se la storia del cinema di genere è ricca di "contro" spesso improbabili ma tuttavia riusciti), ancora una volta, sotto la produzione della
20th Century Fox. Ne esce un crossover, anzi prequel (non canonico) della saga di Alien e spin-off di entrambe, che forse dal punto di vista cinematografico poteva essere migliore, molto migliore (dopotutto incrociare due film di cassetta non è certo garanzia di successo, semmai è indice di scarsa creatività), ma certamente un prodotto di puro intrattenimento. Un prodotto sicuramente fracassone e di bassa lega, anche perché uno che vuole vedere
Alien vs. Predator deve essere preparato al peggio, tuttavia anche se il risultato di questa operazione (con gli umani a fare letteralmente la parte delle vittime sacrificali) non è proprio esaltante, ha delle frecce al suo arco. Certo, la confezione da B-movie non gliela toglie nessuno, non bastasse la presenza di
Raoul Bova (poteva morire anche un po' prima di fare questo film, che poi sinceramente non capisco che ci sta a fare), si considerino gli effetti speciali (di qualità altalenante, ma, a volte, più che discreti) e la sceneggiatura che, al di là della succulenta idea di far scontrare Aliens con Predators, e gli umani come cavie, è fin troppo semplificata, quando non addirittura deprimente, ma, a parte il fatto che il film scorre via abbastanza velocemente (quindi quasi non c'è il tempo per annoiarsi), la seconda parte, a parte che si stacchi la spina cerebrale è condizione imprescindibile, offre lo spettacolo sufficientemente vibrante e truculento che ci si aspetta e quindi, in definitiva, consente al film di raggiungere, sempre nei limiti dei generi, la sufficienza.