Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/07/2021 Qui - Ancora una volta tocca evidenziare il fatto che non ci si trovi al cospetto di un horror, ma se proprio si deve trovare una catalogazione a Cam, forse il genere più adatto è il thriller-porn (soft). Scritto dall'esordiente regista Daniel Goldhaber con Isa Mazzei (ex cam girl che ha tratto spunto dai suoi trascorsi), un altro film sui pericoli di internet come Searching e Unfriended (ma qui la narrazione non privilegia lo schermo del pc). Non mancano tensione ed inquietudine (notevole l'inizio a sorpresa, e il fatto che a molti utenti sembri eccitare parecchio l'idea di assistere a un suicidio in diretta). La protagonista (ben interpretata dalla disinvolta Madeline Brewer, già in The Handmaid's Tale) è caratterizzata con intelligenza, cinica ma mai odiosa né uguale a chi cerca di approfittarsi di lei, ma la parte finale rovina tutto. Nessuna spiegazione, nessun colpevole e la storia ricomincia. La sceneggiatura è infatti piuttosto zoppicante e alla fine si capisce ben poco del perché avvenga il tutto (un inspiegabile doppio fa i suoi show online), molti personaggi sono buttati dentro alla rinfusa così come alcune parti della storia, regna confusione insomma sotto molti aspetti ma una cosa che sicuramente sono riusciti a trasmettere è la compulsione-ossessione per il web e tecnologie affini, cosa ben espressa dalla disperazione iniziale della protagonista e paradossalmente dalla deludente sequenza finale. Ciò che invece vale davvero poco è appunto il metodo usato per risolvere la "grottesca" situazione, alla fine non male, ma la sensazione c'è di occasione sprecata. Voto: 5+
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venerdì 16 luglio 2021
Cam (2018)
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domenica 13 gennaio 2019
The Perfect Guy (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - The Perfect Guy è uno di quei classici thriller per la televisione, in questo caso statunitense, di stalking e ossessione verso le donne. Una trama vista probabilmente tante volte ma qui al contrario dei classici o di tante altre pellicole simili ("Obsessed", "David the stepfather", "Ossessione omicida"), c'è una certa originalità, non propriamente nel racconto, ma nel modo in cui viene raccontata e per alcuni ribaltamenti di ruolo davvero accattivanti e imprevedibili ad un certo punto, non ovviamente per quello dello psicopatico che non si discosta tanto da altri suoi simili. Comunque la pellicola racconta di Leah Vaughn, che sembra avere una vita ideale, gode infatti di una stimolante carriera e ama, ricambiata, il fidanzato Dave. A 36 anni Leah (Sanaa Lathan, classica e sensuale ragazza tutta curve di colore) si sente pronta per il matrimonio e le famiglie di entrambi sembrano felici, ma Dave (Morris Chestnut, classico omone palestrato) non è sicuro del passo. La sua fobia verso gli impegni e i suoi numerosi dubbi lo portano a rompere dolorosamente la relazione. Quando poi all'orizzonte appare il tenebroso Carter Duncan, Leah crede di avere trovato l'uomo perfetto (premuroso, romantico e focoso amante sotto le lenzuola), ignara però di come questi diventerà il suo peggiore nemico, perché basta un piccolo incidente a scatenare la sua vera natura, e di punto in bianco il principe azzurro tira fuori uno sconcertante lato oscuro che costringe Leah a prendere le distanze. Ma Carter non accetta di essere messo da parte e inizia una meticolosa e fastidiosa opera di stalking.
giovedì 18 ottobre 2018
50 e 50 (2011)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2015 Qui - 50 e 50 è un film (del 2011) che affronta bene e con ironia e leggerezza un tema molto delicato come la malattia, alternando lacrime e risate (amare). La vita del ventisettenne Adam (interpretato splendidamente da Joseph Gordon-Levitt) scorre tranquilla, forse fin troppo, a complicare le cose arriva la peggiore delle notizie: è malato di cancro. Da quel momento entra in uno stato di passiva accettazione della malattia da cui nessuno sembra scuoterlo: non la sua ragazza che lo tradisce, non il suo migliore amico mattacchione né la sua inesperta e volenterosa terapista, che tenta con lui un approccio umano. Cercando informazioni sulla sua malattia su internet scopre di aver un cinquanta percento di possibilità di sopravvivere. Adam continua a nascondere prima di tutto a se stesso paura, rabbia, frustrazione e tutti i sentimenti che la malattia porta con sé. Passando attraverso la chemioterapia e tutte le altre fasi della cura il ragazzo comprenderà alla fine ciò che vuole più di tutto e quali sono le persone che davvero tengono a lui.
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