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lunedì 11 gennaio 2021

Trolls World Tour (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/01/2021 Qui - Tornano i Trolls in versione extralarge e lo fanno in un film che funziona per tutta la famiglia (molto meglio comunque il primo film). Al di là dell'ovvio, visto il target, trionfo dei buoni sentimenti e di valori edificanti, le idee carine non mancano. Tecnica a parte, naturalmente di alto livello (livello ottimale per animazione, grafica e sfondi), ad essere appagati sono sia l'occhio con un trionfo di tutti cromatismi, sia le orecchie con un uso disinvolto, simpatico ed efficace della musica in tutte le sue varianti. E proprio quest'ultimo aspetto sembra essere la migliore freccia all'arco del film, a patto di accettare le tante, troppe, canzoncine, che peraltro non vantano un cast canoro italiano all'altezza come quello in originale. Voto: 6

venerdì 12 aprile 2019

Trolls (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/12/2017 Qui - Dai registi del quarto capitolo della saga cinematografica DreamWorks dedicata all'orco ShrekMike Mitchell e Walt Dohrn, ecco Trolls, un film d'animazione del 2016 colorato e divertente che regala 80 minuti di intrattenimento leggero ed appagante. L'avvincente, coloratissima e musicale avventura dei piccoli esseri di norvegesi origini è infatti, un divertentissimo (per quanto non originalissimo) lungometraggio d'animazione in grado di regalare al contempo una grande ondata di buon umore e ottimi spunti di riflessione. Giacché dopo aver visto questo film, senza il sorriso stampato in viso, ma soprattutto nel cuore, è praticamente impossibile, perché questo film d'animazione è un'iniezione di felicità allo stato puro, che ti porta a vedere il bicchiere mezzo pieno, che ti invoglia a superare la negatività, che ti fa venire voglia di contagiare il mondo con tutta la felicità che hai dentro. Dopotutto i Trolls sono minuscoli esserini coloratissimi e "puccettosi" che amano ballare, cantare ed abbracciarsi tutto il giorno. Sono felici finché arrivano i bergers, orchi giganteschi ed orrendi che non sanno cosa sia l'amore e la felicità...sino a quando non mangiano un Troll. E qua inizia il film. E' uno spettacolo visivo, artisticamente azzeccatissimo, ed i piccoli Trolls (una delle mode più inspiegabili degli anni '90), originali e divertenti ricordano molto i Puffi per le loro caratteristiche.

martedì 19 febbraio 2019

Rock the Kasbah (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/01/2017 Qui - Per quanto si possa adorare Bill MurrayRock the Kasbah, commedia del 2015 diretta da Barry Levinson (L'uomo dell'anno, Sleepers, Rain Man), dimostra che non basta la sua presenza a rendere un film memorabile. Ma nemmeno, almeno, sufficiente. Il regista del film infatti, ci ha abituati a ben altri tipi di trame più coinvolgenti da lui ben dirette, e questa non mi sembra una di quelle, piuttosto scarna di contenuti reali e priva di una qualsivoglia interezza nella storia. Un collage di situazioni poco interessanti, sconclusionato, amorfo e troppo lungo di scenette e siparietti che non divertono, non fanno minimamente sorridere né riflettere. L'iconico comico americano, difatti, s'aggira spento, ombroso, accigliato, annoiato per le noiose vie della pellicola, costretto in situazioni balorde che ne mortificano il talento nonché la pazienza (la sua, la mia) mentre cerca di dare vita e anima all'inaffidabile Richie Lanz, un passato da glorioso (dice lui) scopritore di talenti, un presente di imprese manageriali truffaldine che lo portano, nell'occasione, a Kabul. L'assunto, si capisce, è tutto, ma da quello che poteva essere un brillante susseguirsi di sketch ad alto contenuto demenziale-satirico si scade, immediatamente, in un blando accumulo di sciocchezzuole meramente riempitive, il regista si fa invisibile come le gag, impegnato (si fa per dire) a portare a casa la pagnotta e a rendere il più possibile digeribile l'indigesto copione. Incomprensibile, oltretutto, l'idea di rompere sul nascere un binomio potenzialmente scoppiettante, lo stralunato Bill Murray con la stralunata Zooey Deschanel di New Girl (l'unico momento che strappa il sorriso la vede infatti protagonista di una versione non propriamente convinta della Hit Bitch di Meredith Brooks).