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venerdì 28 aprile 2023

L'arma dell'inganno - Operation Mincemeat (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Argomento interessante per un film tuttavia lento e un po' noioso. Una delle operazioni di spionaggio più complesse (e riuscite) di sempre. C'era il materiale per tirar fuori il classico e solido film storico inglese. E in effetti il film classico lo è, solido un po' meno. John Madden (regista di Miss Sloane tra gli altri) si affida ad attori di tutto rispetto, a partire da Colin Firth, peccato che infarcisca il film di sotto-trame ridondanti (su tutti una sotto-trama amorosa da rivista patinata che a tratti è controproducente), che se da una parte valorizzano il lato umano di queste spie, dall'altra appesantiscono il film. Niente male comunque. In generale sufficiente, principalmente per una seconda parte che riesce ad alzare il ritmo della vicenda e creare più interesse per la conclusione della missione, ma è una pellicola che ha i suoi difetti. In ogni caso istruttivo per la Storia che racconta. Voto: 6

martedì 16 luglio 2019

Miss Sloane - Giochi di potere (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2019 Qui
Tema e genere: Thriller politico che tramite una spietata protagonista solleva il velo sull'industria sotterranea e potente delle lobby.
Trama: Una lobbysta aggressiva e vincente abbandona la sua potente agenzia per dedicarsi (per puro interesse) a una nobile causa: la battaglia contro le armi. Sempre con il suo stile spregiudicato.
RecensioneMiss Sloane è un film inizialmente complesso (ma sempre con un ritmo veloce e ottimi dialoghi) ma pian piano si chiariscono come in un puzzle i vari elementi di una battaglia senza esclusione di colpi. La protagonista (lobbista straordinaria, la più ricercata a Washington) è una donna che ha eliminato la propria femminilità (che certo non è riscoperta, istinti a parte, negli appuntamenti a pagamento), dalla battuta sarcastica, che non guarda in faccia a nessuno per ottenere quel che vuole. Come capirà la giovane ma già esperta collega, che le confida un fatto privato e che tale dovrebbe rimanere. Infatti, la protagonista, anche attraverso sistemi non proprio eticamente irreprensibili, userà tutte le sue armi (ed assi nella manica) a disposizione per raggiungere il suo obbiettivo (che in questo caso però è sia nobile che giusto, far approvare la legge sul controllo delle armi), ma, si sa, il troppo accanimento e la sovraesposizione oltre a compromettere i rapporti umani possono portare gli avversari ad alzare il tiro: compromessa, vulnerabile e sotto inchiesta da parte del Senato, Miss Sloane potrebbe finalmente aver trovato pane per i suoi denti. Diretto dal britannico John Madden (Shakespeare in LoveMarigold Hotel, tra gli altri), Miss Sloane è un film dall'ingranaggio rodatissimo, sorretto da una Jessica Chastain ancora una volta sontuosa e supportato da un ensemble di comprimari di prim'ordine. Oscillando con buon ritmo tra il ritratto di una figura professionale borderline e ambigua (al netto di ben più di qualche stereotipo) e la cifra dello spy-thriller politico, con tanto di tecniche di sorveglianza, pedinamenti, doppiogiochismi e via dicendo, il film procede spedito verso l'obiettivo. Un intrattenimento di più che discreto livello, che ricalca in un certo modo opere tutto sommato affini come Le idi di marzo di George Clooney o format centrati sul lavoro d'equipe e sull'isteria di alcune professioni (vedi The Newsroom di Aaron Sorkin), con tanto di (prevedibile) ribaltamento finale e chiusura "con sorpresa" abbastanza forzata e a dir poco inverosimile, ma, tutto sommato, va bene anche così. Il film infatti, a un certo punto inizia ad accumulare colpi di scena, forse troppi e troppo in fretta, però si fa apprezzare, anche nel finale ad effetto, grazie a una lucidità (venata di pessimismo sulla democrazia americana) nell'affronto di temi delicati, a sceneggiatura e dialoghi scritti con grande arguzia e brillantezza, a una regia funzionale ma non piatta e a un'attrice meravigliosa come Jessica Chastain. Difatti, se nel finale alcuni colpi di scena a tamburo battente sembrano far pensare a una chiusura un po' facile e quasi trionfale della vicenda, l'epilogo amaro e dimesso riporta la storia a una dimensione non certo consolatoria, ma di duro attacco a un sistema che mostra il suo lato oscuro.

sabato 29 dicembre 2018

Ritorno al Marigold Hotel (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2016 QuiRitorno al Marigold Hotel è un esotico (dato che la pellicola si svolge prevalentemente in India), spensierato e simpatico film del 2015 diretto da John Madden, sequel dell’inaspettato successo Marigold Hotel del 2012. E' intuibile ovviamente che gli avvenimenti che accadono sono la più o meno diretta conseguenza di quelli precedentemente narrati. Pertanto incontriamo anche gli stessi personaggi con qualcuno nuovo aggiunto, come, per esempio, quello interpretato da Richard Gere. Certamente però il film non mantiene le aspettative del primo ma per tutti quelli (come me) che si innamorarono del Marigold Hotel, di quel giovane ragazzo indiano e dei suoi anziani ospiti che decidono di trasformarsi da ospiti in ospitanti, il ritorno al Marigold è un dovere oltre che un piacere. Il tema è lo stesso, la narrazione invece diversa, una specie di casa di riposo dove anziani signori passano il tempo che gli resta in pace, in armonia senza troppi pensieri, o almeno è quello che vorrebbero. Ma ora che il Marigold Hotel è pieno di clienti che si trattengono per periodi prolungati, i due co-direttori Muriel Donnelly (una burbera, dispotica e sempre fantastica Maggie Smith) e Sonny Kapoor (un sempre energico Dev Patel, The Millionaire, Humandroid) sognano di ingrandirsi, e hanno appena trovato il posto ideale per farlo, il secondo Marigold Hotel e volano quindi negli States per trovare dei finanziatori per aprire questa nuova struttura. Rientrati in India e in attesa dell'ispettore, che arriverà in incognito a valutare la gestione alberghiera, iniziano i problemi. Si deve infatti capire chi è l’ispettore che verrà per valutare il livello dell’ospitalità, e per un malinteso si scateneranno insolite e buffe situazioni. Sonny a un passo dal matrimonio con l'amore della sua vita Sunaina (Tina Desaie sull'orlo di una crisi di nervi a causa di un rivale americano troppo interessato ai suoi 'affari', si accorge che i suoi progetti per il nuovo hotel gli rubano più tempo di quanto non ne abbia a disposizione. Forse l'unica ad avere le risposte alle domande di tutti è Muriel (una vecchia signora inglese con pochi giorni davanti), che custodisce i segreti di tutti. Nel frattempo infatti si verificano numerosi fraintendimenti e scaramucce tra gli ospiti stessi dell'hotel che vagano nell'incertezza di un futuro sospeso, tra chi naviga nelle acque vorticose di una relazione speciale, Norman e Carol (Ronald Pickup e Diana Hardcastle), chi si destreggia tra due corteggiatori entrambi molto allettanti, Madge (Celia Imrie), chi si avventurano a Jaipur con un piano di lavoro in mente, chiedendosi a cosa porterà il loro appuntamento fisso a colazione, Evelyn e Douglas (una bravissima Judi Dench e Bill Nighy), e chi arrivato da poco, Guy Chambers (un 'piacione' Richard Gere), trova nella madre di Sonny, Mrs. Kapoor (Lillete Dubey), una musa per il suo prossimo romanzo.