Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/04/2023 Qui - Argomento interessante per un film tuttavia lento e un po' noioso. Una delle operazioni di spionaggio più complesse (e riuscite) di sempre. C'era il materiale per tirar fuori il classico e solido film storico inglese. E in effetti il film classico lo è, solido un po' meno. John Madden (regista di Miss Sloane tra gli altri) si affida ad attori di tutto rispetto, a partire da Colin Firth, peccato che infarcisca il film di sotto-trame ridondanti (su tutti una sotto-trama amorosa da rivista patinata che a tratti è controproducente), che se da una parte valorizzano il lato umano di queste spie, dall'altra appesantiscono il film. Niente male comunque. In generale sufficiente, principalmente per una seconda parte che riesce ad alzare il ritmo della vicenda e creare più interesse per la conclusione della missione, ma è una pellicola che ha i suoi difetti. In ogni caso istruttivo per la Storia che racconta. Voto: 6
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venerdì 28 aprile 2023
lunedì 31 gennaio 2022
The Father - Nulla è come sembra (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Una rappresentazione della demenza senile di devastante potenza,
interpretata da un Anthony Hopkins assolutamente da Oscar (poi
prontamente vinto), supportato da un cast
a sua volta di grande bravura (su tutti Olivia Colman, che non è
un'attrice qualunque). Il merito del regista Florian Zeller (al suo
esordio alla regia) è di far
immedesimare lo spettatore nel degrado mentale del protagonista tramite
continui stravolgimenti della narrazione e dei ruoli dei protagonisti, a
simboleggiare il labirinto della malattia in cui progressivamente
l'anziano non riesce più a districarsi (lo straniamento di Anthony è il
nostro straniamento). La sensazione d'impotenza e
solitudine, nonché la sofferenza dei familiari, sono rappresentati con
grande empatia, realistico e commovente. Un drammone intenso, straziante
e a tratti anche abbastanza duro da digerire. Inutile dire che la
magnifica prova di Anthony Hopkins tiene in piedi totalmente da sola la
storia (la sceneggiatura "teatrale", anch'essa vincitrice di un Oscar),
una storia sì "banale" ma che ha il grande merito di farti comprendere
il dramma di chi ci passa. Il dramma del perfetto alter ego "maschile"
di Julianne Moore, protagonista in Still Alice di una problema
similmente debilitante. Voto: 7,5
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Premio Oscar,
Rufus Sewell
martedì 30 novembre 2021
Locked Down (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2021 Qui - Interamente ambientato e girato durante la pandemia e completamente integrato nella stessa, il nuovo film di
Doug Liman (quello di Barry Seal per intenderci) è brillante nella sua
lettura, non perfetto ma certamente più originale dell'italiano,
prevedibilmente orrido, Lockdown. La protagonista del film è la sempre
affascinante Anne Hathaway supportata dal bravo Chiwetel Ejiofor in una
storia a metà fra la commedia romantica ed il sottogenere heist quasi
interamente retta sul lavoro dei due attori. Il film funziona fin quando
la pandemia detta i confini e le riflessioni sull'evento esterno che,
mettendo in pausa la routine (altro confinamento), fa deperire le
convinzioni sulla propria esistenza privata/lavorativa. Steven Knight
(talentuoso sceneggiatore che tuttavia con Serenity fece un buco nell'acqua) è abile nel vivacizzare le dinamiche con
videochiamate, tormentoni, il mix di generi e aperture all'esterno (le
poesie diegetiche declamate per strada). Funziona fin quando il regista è
al servizio degli interpreti, degli estri della sceneggiatura in
interni e non promuove troppo una commedia sin lì piacevolmente parca
(grande Ben Kingsley). Con un titolo così evocativo e contingente,
invece, gli autori ad un certo punto pretendono la sospensione
d'incredulità con l'heist movie compiacente ed inverosimile. Nonostante
ciò, ed anche se a tratti approssimata, opera gradevole. Voto: 6
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Stephen Merchant
martedì 28 aprile 2020
La favorita (2018)
Titolo Originale: The Favourite
Anno e Nazione: Irlanda, Regno Unito, USA 2018
Genere: Storico, Biografico, Commedia, Drammatico
Produttore: Ceci Dempsey, Ed Guiney
Lee Magiday, Yorgos Lanthimos
Lee Magiday, Yorgos Lanthimos
Regia: Yorgos Lanthimos
Sceneggiatura: Deborah Davis, Tony McNamara
Cast: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz
Nicholas Hoult, Joe Alwyn, Mark Gatiss, James Smith
Nicholas Hoult, Joe Alwyn, Mark Gatiss, James Smith
Durata: 110 minuti
Oscar, Golden Globe e Coppa Volpi a Olivia Colman nell'acclamato film di Lanthimos premiato a Venezia.
Le cortigiane Emma Stone e Rachel Weisz si contendono le attenzioni della regina.
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Yorgos Lanthimos
martedì 14 aprile 2020
Il mistero di Donald C. (2018)
Titolo Originale: The Mercy
Anno e Nazione: Regno Unito 2018
Genere: Biografico, Drammatico
Produttore: Graham Broadbent, Peter Czernin, Scott Z. Burns
Nicolas Mauvernay, Jacques Perrin
Nicolas Mauvernay, Jacques Perrin
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Scott Z. Burns
Cast: Colin Firth, Rachel Weisz, David Thewlis, Mark Gatiss, Genevieve Gaunt
Kit Connor, Jonathan Bailey, Ken Stott, Andrew Buchan, Anna Madeley
Finn Elliot, Adrian Schiller, Sebastian Armesto, Sam Hoare
Kit Connor, Jonathan Bailey, Ken Stott, Andrew Buchan, Anna Madeley
Finn Elliot, Adrian Schiller, Sebastian Armesto, Sam Hoare
Durata: 95 minuti
Colin Firth e Rachel Weisz nel biopic sulla folle impresa di Donald Crowhurst, che nel 1968 decise di fare il giro del mondo in barca a vela, in solitaria e senza scali.
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sabato 13 luglio 2019
Ritorno al Bosco dei 100 Acri (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/05/2019 Qui - Parto subito dicendo che nonostante io non sia un grande amante della serie di Winnie the Pooh ho apprezzato questo live action, un live action veramente ben realizzato e fedele all'atmosfera del lungometraggio animato originale, anche se forse un po' tedioso e fin troppo buonista perfino per gli standard del genere. In una Londra pre e post seconda guerra mondiale i personaggi reali "rendono" infatti perfettamente la grazia di cui si ammanta da anni una saga che oggi potrà sembrare anacronistica ma che riesce, nella sua semplicità e, a volte, banalità a piacere soprattutto ai più piccoli. Perché tra una scorpacciata di miele, il pessimismo cosmico dell'asino di pezza Ih-Oh (che perde continuamente la coda), le fughe della combriccola dai fantomatici Efelanti e Nottole, creati dalla fantasia più fervida dei paciosi personaggi, il regista Marc Foster crea un mondo magico, semplice e magnetico che grandi e piccoli vorrebbero condividere. Non bastasse che nonostante qualche caduta di tono nella sceneggiatura (che si può comunque perdonare poiché fedele allo stile infantile e sempliciotto dei personaggi della serie dell'orsacchiotto di peluche) risulti questa, una pellicola con buon ritmo e godibile anche per i più grandi. Una pellicola, Ritorno al Bosco dei 100 Acri, non male il titolo in italiano anche se quello originale, come capita praticamente sempre, risultava più appropriato (Christopher Robin), semplice ma efficace. A proposito di Lui (interpretato da Ewan McGregor), egli è diventato adulto e, nonostante la promessa fatta a Winnie The Pooh, ha dimenticato il Bosco dei 100 acri e i suoi simpatici abitanti. Ora è un grigio impiegato, responsabile del settore "efficientamento" della valigeria Winslow, tutto dedito al lavoro, per il quale trascura la famiglia composta dalla moglie e dalla figlioletta Madeleine. Un giorno Pooh ha bisogno del suo aiuto per ritrovare gli amici scomparsi e decide di cercarlo a Londra. Ma forse è Christopher Robin ad aver più bisogno del suo amico orsetto per riscoprire le cose importanti della vita.
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venerdì 31 maggio 2019
La verità negata (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2018 Qui - È plausibile che una stimata storica, professoressa universitaria, sia costretta a dimostrare in tribunale che le accuse mosse a un negazionista di aver distorto volutamente i fatti storici, non rappresentino diffamazione? È possibile che, per farlo, debba addirittura portare davanti a un giudice le prove che dimostrino l'effettiva esistenza dell'Olocausto? In Inghilterra, dove non esiste la presunzione d'innocenza, sì. È quello che è successo realmente (negli anni novanta) a Deborah Lipstadt (Rachel Weisz), professoressa di studi ebraici moderni e dell'Olocausto all'Emory University di Atlanta, quando il sedicente storico David Irving (Timothy Spall) l'ha citata in giudizio al tribunale di Londra, dando così vita a uno dei processi più paradossali e significativi degli ultimi decenni. Per quanto assurdo che sembri, La verità negata (Denial), film del 2016 diretto da Mick Jackson, tratto dal libro History on Trial: My Day in Court with a Holocaust Denier di Deborah Lipstadt, racconta quindi come non sia così semplice provare l'ovvio, soprattutto quando a rimetterci potrebbe essere la storia stessa e milioni di morti senza colpa. Ma qui si tratta della storia, e perdere potrebbe distruggere una delle verità sui fatti più atroci che l'essere umano abbia mai commesso. Nel duello tra Irving (che ha deciso di difendersi da solo) e la Lipstadt, a prendere il sopravvento è invece l'avvocato Richard Rampton (un come sempre grandissimo Tom Wilkinson), perché con la sua strategia deve difendere le sorti dell'umanità intera e la sua verità storica. Perché cosa si può rispondere a chi sostiene che ad Auschwitz non ci siano state camere a gas? Le parole potrebbero non bastare, proprio perché in questo caso servono le prove, scientifiche e provate, anche se i fatti sono oggettivi, testimoniati dai sopravvissuti e comprovati dalla storia stessa. Eppure il processo va avanti, ed è incredibile come le persone coinvolte, e non solo, si trovino davanti l'evidenza negata. Processo che prende buona parte della pellicola, dopotutto La verità negata, è un vero thriller giudiziario (cosiddetto legal drama), che racconta meticolosamente la battaglia legale intrapresa dall'autrice (ma anche le parti più intime delle persone coinvolte), un genere che si fonda sull'attesa delle udienze con tutto ciò che comporta (causa del contenzioso, turbamento dell'imputato, mestiere investigativo, confronti preliminari) e su un'esatta sintesi tra intrattenimento e coinvolgimento, che qui riesce ad essere ben inserito nell'architettura del processo inglese, del quale vengono spiegati alla protagonista americana (e a noi spettatori) i meccanismi, le regole, i ruoli, i pericoli.
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