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martedì 14 aprile 2020

Il mistero di Donald C. (2018)

Titolo Originale: The Mercy
Anno e Nazione: Regno Unito 2018
Genere: Biografico, Drammatico
Produttore: Graham Broadbent, Peter Czernin, Scott Z. Burns
Nicolas Mauvernay, Jacques Perrin
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Scott Z. Burns
Cast: Colin Firth, Rachel Weisz, David Thewlis, Mark Gatiss, Genevieve Gaunt
Kit Connor, Jonathan Bailey, Ken Stott, Andrew Buchan, Anna Madeley
Finn Elliot, Adrian Schiller, Sebastian Armesto, Sam Hoare
Durata: 95 minuti

Colin Firth e Rachel Weisz nel biopic sulla folle impresa di Donald Crowhurst, che nel 1968 decise di fare il giro del mondo in barca a vela, in solitaria e senza scali.

martedì 4 giugno 2019

Café Society (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2018 Qui - Dopo il dramma moderno di Blue Jasmine, la dolce pacatezza di Magic in the moonlight e il nichilismo ironico di Irrational man, torna Woody Allen con una commedia sentimentale degli intrecci e degli equivoci ambientata nei ridenti anni '30. Malgrado le trame ormai siano quasi sempre quelle e le storie risultino molto prevedibili e già viste, il regista americano riesce anche questa volta a confezionare un prodotto godibile e piacevole, a questo giro grazie principalmente ad un'atmosfera nostalgica e sognante, che si rispecchia nei tanti nomi di attori e attrici che Allen cita nel film, nomi che fanno sì che il tono dolceamaro del racconto sia ancora più percepibile nello spettatore, in modo da cogliere il contrasto tra le brillanti e distratte apparenze di certo mondo e il desiderio semplice e sincero di stare con la persona che si ama. A mancare, purtroppo, è anche la vena dissacratoria dei tempi migliori, ma fortunatamente i dialoghi sono sempre curati e brillanti ed anche la storia, nonostante l'effetto minestra riscaldata, riesce a lasciarti a fine visione una sensazione di piacevole appagamento grazie ad un ambientazione ricostruita perfettamente e ad alcuni passaggi fra il divertente e il malinconico. Café Society infatti, un film del 2016 scritto e diretto dal regista Ottantaduenne, una commedia dal sapore agrodolce, ambientata nell'America degli anni Trenta, che segue la storia del giovane Bobby Dorfman (Jesse Eisenberg) che insoddisfatto della sua vita a New York, lascia la gioielleria del padre per trasferirsi a Hollywood, dove suo zio Phil (Steve Carell) è uno dei personaggi più influenti dello showbiz, e dove conosce la segretaria di suo zio, Vonnie (Kristen Stewart, i due tornano a lavorare insieme dopo American Ultra), di cui si innamora, che vedrà però il suo piano di sposarla e portarla a vivere a New York fallire, motivo per cui il ragazzo deciderà di tornare nella sua città da solo per dirigere insieme al fratello gangster un locale che ben presto diventerà il ritrovo più frequentato dall'alta società newyorchese, almeno fino a quando il passato, presto o tardi, non ritornerà, è un film elegante e ricco (non a caso dal primissimo fotogramma balza subito all'occhio l'eleganza della fotografia e la ricchezza delle scenografie), è un film di ampia portata, ricco di personaggi, capace di svolte improvvise e decisi cambi di registro, seppur mantenendo un sottofondo pieno di ironia talvolta drammatica, ma soprattutto è un film romantico (non a caso con questo suo film, Woody Allen ci riporta ai suoi temi più cari, il destino, l'amore difficile e impossibile), eventi e personaggi sembrano difatti fare da sfondo alla storia di Bobby e Vonnie, un amore dal sapore dolceamaro fatto di scelte sbagliate e di sogni ad occhi aperti che è il fil rouge di tutto il film.

venerdì 12 aprile 2019

100 Streets (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/12/2017 Qui - Davvero una piacevole sorpresa è questo bel film di produzione britannica, ovvero 100 Streets (A Hundred Streets), film drammatico del 2016 diretto da Jim O'Hanlon. Un indie movie indipendente imperniato sulla cosiddetta "Commedia Umana". Vi si parla infatti di tre (non banali e bei) casi (molto) umani di persone (e famiglie relative) che ad un certo punto delle loro vite si trovano ad affrontare, sullo sfondo di una Londra forse un po' insolita ma comunque raccontata coi colori dei sentimenti e delle emozioni più intime (una Londra che custodisce qualità e difetti degli uomini, e dunque le loro fragilità e le loro debolezze), serie difficoltà. Tre storie (vicende) quindi che, grazie allo sceneggiatore Leon Butler, che riesce a narrare le tre vicende (scritte oltretutto a cuore aperto) con perfetto equilibrio tra le diverse caratteristiche dei tre "episodi", riuscendo oltretutto a farli intersecare ed incrociare lievemente e solo per brevissimi tratti (poiché avvengono a poche strade di distanza), stuzzicano sin da subito l'interesse dello spettatore, nella triste o nella buona sorte (a seconda dei casi). Oltretutto le storie presentate (nonostante alcuni risvolti poco convincenti) sono lineari, pronte a regalare realismo e veridicità alla storia, cosa che, grazie alla sceneggiatura molto interessante e non banale, coinvolge e appassiona. Anche se in verità non è tanto la storia il motivo (più bello o convincente) che mi ha spinto a vedere questo film (e a farmelo piacere interamente), è stato, lo ammetto, il nome dei due protagonisti. Premesso che il cast è azzeccatissimo, a risaltare sono infatti Gemma Arterton e Idris Elba (nello stesso episodio), indubbiamente già delle star piuttosto note. La Arterton è di una bellezza impagabile (una delle donne più belle del mondo), una donna semplicemente meravigliosa che, se la cava assai bene anche come attrice. Quanto ad Idris Elba in questo film (come in Bastille Day e Star Trek Beyond) s'impegna davvero al massimo offrendo una prestazione più che discreta.