Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2024 Qui - Dramma dal decorso piuttosto prevedibile (non-twist finale beffardo compreso) che ruota attorno al ruolo di figlio, provando a sviscerarlo da diversi punti prospettici, che arrivano a smuovere i confini della figura centrale, un Hugh Jackman uomo di successo a cui sfuggono le redini della propria vita familiare (cast mediamente buono, Laura Dern si rivela la migliore in campo). I toni freddi, alternati ai colori azzurro brillante dei ricordi, lavorano bene lo spettatore ai fianchi, rendendo il lavoro complessivamente godibile, senza arrivare al livello del precedente (decisamente migliore) The Father (Anthony Hopkins qui compare solo per un cammeo). Manca infatti di quelle invenzioni di regia che erano uno degli aspetti positivi del precedente (alla trilogia di Florian Zeller manca solo The Mother), senza di quelle The Son rimane un buon dramma familiare, ma senza la forza di elevarsi dalla media. Voto: 6+ [Prime Video]
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Florian Zeller. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Florian Zeller. Mostra tutti i post
mercoledì 31 gennaio 2024
lunedì 31 gennaio 2022
The Father - Nulla è come sembra (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Una rappresentazione della demenza senile di devastante potenza,
interpretata da un Anthony Hopkins assolutamente da Oscar (poi
prontamente vinto), supportato da un cast
a sua volta di grande bravura (su tutti Olivia Colman, che non è
un'attrice qualunque). Il merito del regista Florian Zeller (al suo
esordio alla regia) è di far
immedesimare lo spettatore nel degrado mentale del protagonista tramite
continui stravolgimenti della narrazione e dei ruoli dei protagonisti, a
simboleggiare il labirinto della malattia in cui progressivamente
l'anziano non riesce più a districarsi (lo straniamento di Anthony è il
nostro straniamento). La sensazione d'impotenza e
solitudine, nonché la sofferenza dei familiari, sono rappresentati con
grande empatia, realistico e commovente. Un drammone intenso, straziante
e a tratti anche abbastanza duro da digerire. Inutile dire che la
magnifica prova di Anthony Hopkins tiene in piedi totalmente da sola la
storia (la sceneggiatura "teatrale", anch'essa vincitrice di un Oscar),
una storia sì "banale" ma che ha il grande merito di farti comprendere
il dramma di chi ci passa. Il dramma del perfetto alter ego "maschile"
di Julianne Moore, protagonista in Still Alice di una problema
similmente debilitante. Voto: 7,5
Labels:
Anthony Hopkins,
Film drammatico,
Film teatrale,
Florian Zeller,
Imogen Poots,
Mark Gatiss,
Olivia Colman,
Olivia Williams,
Premio Oscar,
Rufus Sewell
Iscriviti a:
Post (Atom)
