Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2022 Qui - Una bella e piacevole favola natalizia dove vengono mescolati vari elementi importanti che la rendono tale. Tratto
dal libro di Matt Haig, una storia d'avventura che narra le
origini (non del tutto classiche) di Babbo Natale, tra l'importanza della famiglia e degli
affetti, la magia, anche un po' Potteriana non a caso c'è anche Maggie
Smith che di magia ne sa qualcosa, la bontà e la generosità appaga
l'animo a chi la riceve e a chi la dona, l'amicizia, anche con esseri
viventi che non potevamo immaginare d'esistere, l'amore, che crea perché
soltanto l'amore crea, ed infine la speranza, ripetuta tante volte nel
film, è l'elemento fondamentale che ogni essere umano, non solo bambino,
non deve perdere mai nell'immaginare e cercare nel suo piccolo, di far
sì che il mondo diventi un posto migliore per tutti. Pecca di realismo
in alcuni effetti speciali, ma non ne rovina la fantasia, la storia
riesce ad intrattenere in maniera accettabile, grazie anche a
una buona resa visiva e qualche battuta topesca ben evidenziata. Attori
bravi, protagonista bambino perfetto. Voto: 6+
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venerdì 16 dicembre 2022
Un bambino chiamato Natale (2021)
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domenica 14 aprile 2019
The Lady in the Van (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/12/2017 Qui - Una storia curiosa (insolita ma piacevole), oltre che scritta, realmente vissuta dallo stesso scrittore che parcheggiò nel suo vialetto un furgone con una senzatetto per quindici anni e che solo dopo la sua morte, riuscì a sapere del suo passato tormentato. The Lady in the Van infatti, film del 2015 diretto da Nicholas Hytner, tratto dalla storia vera di Mary Shepherd, che tra il 1974 e il 1989 visse in un furgone sul vialetto di casa di Alan Bennett, sceneggiatore del film, impersonato da Alex Jennings, racconta di una singolare e forzata e non sempre facile convivenza, quella di un'anziana scorbutica e sociofobica (una donna che ha un passato misterioso e che ostenta una tenace autosufficienza) che aggirandosi per le strade di Camden Town (Londra) a bordo di un furgoncino, di cui ha fatto la sua casa ambulante, finirà inevitabilmente per entrare in collisione con i residenti del vicinato, tra cui appunto un commediografo che ne subirà il "fascino". Giacché al di la delle apparenze di "clochard", questo insolito ed eccentrico personaggio (interpretato magistralmente da una grande Maggie Smith), che aveva un carattere rude e scontroso, sempre sporca e malvestita, invisa alla popolazione del quartiere, possedeva delle doti che Bennett scoprirà solo, allorquando malata e prossima alla fine, lo metterà in contatto con la sua famiglia d'origine. Anche se nel frattempo saranno molte le situazioni in cui si accorgerà e saprà molto, tanto da suscitare ammirazione. Dopotutto, impregnato del più tipico humour britannico, il film è una commedia brillante (che conquista e diverte), che deve quasi tutto alla inossidabile personalità di Maggie Smith. L'attrice in Inghilterra è giustamente un monumento vivente del cinema e questo ruolo sembra calzarle a pennello.
sabato 29 dicembre 2018
Ritorno al Marigold Hotel (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2016 Qui - Ritorno al Marigold Hotel è un esotico (dato che la pellicola si svolge prevalentemente in India), spensierato e simpatico film del 2015 diretto da John Madden, sequel dell’inaspettato successo Marigold Hotel del 2012. E' intuibile ovviamente che gli avvenimenti che accadono sono la più o meno diretta conseguenza di quelli precedentemente narrati. Pertanto incontriamo anche gli stessi personaggi con qualcuno nuovo aggiunto, come, per esempio, quello interpretato da Richard Gere. Certamente però il film non mantiene le aspettative del primo ma per tutti quelli (come me) che si innamorarono del Marigold Hotel, di quel giovane ragazzo indiano e dei suoi anziani ospiti che decidono di trasformarsi da ospiti in ospitanti, il ritorno al Marigold è un dovere oltre che un piacere. Il tema è lo stesso, la narrazione invece diversa, una specie di casa di riposo dove anziani signori passano il tempo che gli resta in pace, in armonia senza troppi pensieri, o almeno è quello che vorrebbero. Ma ora che il Marigold Hotel è pieno di clienti che si trattengono per periodi prolungati, i due co-direttori Muriel Donnelly (una burbera, dispotica e sempre fantastica Maggie Smith) e Sonny Kapoor (un sempre energico Dev Patel, The Millionaire, Humandroid) sognano di ingrandirsi, e hanno appena trovato il posto ideale per farlo, il secondo Marigold Hotel e volano quindi negli States per trovare dei finanziatori per aprire questa nuova struttura. Rientrati in India e in attesa dell'ispettore, che arriverà in incognito a valutare la gestione alberghiera, iniziano i problemi. Si deve infatti capire chi è l’ispettore che verrà per valutare il livello dell’ospitalità, e per un malinteso si scateneranno insolite e buffe situazioni. Sonny a un passo dal matrimonio con l'amore della sua vita Sunaina (Tina Desai) e sull'orlo di una crisi di nervi a causa di un rivale americano troppo interessato ai suoi 'affari', si accorge che i suoi progetti per il nuovo hotel gli rubano più tempo di quanto non ne abbia a disposizione. Forse l'unica ad avere le risposte alle domande di tutti è Muriel (una vecchia signora inglese con pochi giorni davanti), che custodisce i segreti di tutti. Nel frattempo infatti si verificano numerosi fraintendimenti e scaramucce tra gli ospiti stessi dell'hotel che vagano nell'incertezza di un futuro sospeso, tra chi naviga nelle acque vorticose di una relazione speciale, Norman e Carol (Ronald Pickup e Diana Hardcastle), chi si destreggia tra due corteggiatori entrambi molto allettanti, Madge (Celia Imrie), chi si avventurano a Jaipur con un piano di lavoro in mente, chiedendosi a cosa porterà il loro appuntamento fisso a colazione, Evelyn e Douglas (una bravissima Judi Dench e Bill Nighy), e chi arrivato da poco, Guy Chambers (un 'piacione' Richard Gere), trova nella madre di Sonny, Mrs. Kapoor (Lillete Dubey), una musa per il suo prossimo romanzo.
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