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venerdì 3 maggio 2019

The Forger - Il falsario (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/01/2018 Qui - The Forger - Il falsario (Thriller, Usa 2014): Ancora un film con John Travolta e ancora un altro buco nell'acqua (dopo Criminal Activies), perché l'attore coinvolto in uno strano mix tra thriller e il dramma (e dove il regista Philip Martin sembra non sapere che pesci prendere), riesce nuovamente a non brillare. Anche per colpa appunto di questo film classificato thriller, perché di rapine e truffatori qui si parla (di un boss, un quadro, una truffa e la polizia), che invece funziona meglio nella sua parte drammatica, quello dove il figlio, interpretato da Tye Sheridan (l'unico elemento positivo di un progetto confuso), ha un tumore. Ma la suddetta storia, che per altro non accende nessuna emozione, anche se in parte ripudia i cliché (a parte la parte "truffaldina"), non sempre funziona egregiamente (anche perché complessivamente la trama è da rivedere). La pellicola infatti stenta a decollare e quando lo fa è troppo tardi, perché il finale (seppur ben realizzato) è ormai scontato. Incredibile poi come neanche Christopher Plummer riesca a mettere una pezza bella grossa ad un film non malvagio, ma abbastanza caotico e in cui il ritmo latita parecchio. Voto: 5,5

venerdì 8 marzo 2019

Visions (2014)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - VISIONS (Horror, Usa 2014): Questo è un film abbastanza curioso ed interessante, anche se in realtà non abbiamo a che fare con "visioni" ma con qualcosa di simile, qualcosa che sfocia nel thriller, nonostante parti come un horror, un horror che racconta di una donna incinta che si trasferisce in un paese di campagna, per stare con il marito nel loro vigneto, ma il trasferimento scatenerà delle visioni terrificanti. Visioni che infatti facevano pensare ad altro o finale diverso, anche se ad un certo punto non si capisce sul dove va a parare il film. In più questa specie di ibrido della vecchia storia delle case possedute, ha tante (troppe) contraddizioni che fanno perdere punti, tanti punti. Come quelle del non propriamente amalgamato e insipido cast per questi tipi di film, dato che troviamo (tra i più "conosciuti") Isla Fisher (Come d'incanto), Gillian Jacobs (Community), Jim Parsons (The Big Bang Theory), e l'inutile Eva Longoria, che praticamente non danno niente di niente, zero empatia, zero coinvolgimento. Infine la risoluzione seppur "innovativa" è brutta, ambigua e prevedibile nonché per niente spaventosa come la pellicola stessa, incapace di incutere timore o creare sussulti. Voto: 4,5

giovedì 14 febbraio 2019

Mr. Right (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/12/2016 Qui - Mr. Right, film del 2015 diretto da Paco Cabezas e scritto da Max Landis, è un inedita spy-comedy alquanto spassosa e divertente, soprattutto per niente volgare, simpatica ed eccentrica come i due attori che interpretano due personaggi, una coppia a dir poco stravagante. Una coppia formata da Martha (la deliziosa Anna Kendrick, sempre carina come anche fu in Into the woods), una giovane ragazza appena uscita da una delusione amorosa, che appare sin da subito che è totalmente fuori di testa, che si imbatte in un altro ragazzo (un bravo Sam Rockwell e comunque migliore che in Poltergeist), anche lui decisamente strano, che la conquista dicendole chiaramente di essere un assassino. Lei ovviamente prende tutto come uno scherzo e ride, finché non vede con i suoi occhi un omicidio. Poco cambia però, perché anche lei scopre di avere talento come assassina e la coppia funziona. Ma c'è diversa gente che vuol fare la pelle al killer, su tutti un suo ex collega (Tim Roth) e quindi ne succederanno di cotte e di crude. Prima di tutto Mr.Right non è un film esilarante, non è eccezionale ma è garbato e piacevole proprio perché leggero e per niente sopra le righe, anzi, è un film che ha qualche buon momento, discrete scene d'azione, due grandissimi attori, ma che poi si perde un po' con una storiella che diverte poco o nulla e che è prevedibilissima. Un film che ricorda Sette psicopatici, soprattutto per il fatto che li (Rockwell) dava un assaggio di quello che qui invece porta all'esagerazione, anche se il risultato è decisamente inferiore in qualità ed efficienza. In ogni caso è un film perfettamente salvabile anche grazie ad una perfetta colonna sonora e dei siparietti comicamente divertenti, come il messaggio del film, ovvero che ammazzare sia in fondo un gioco divertente. Certo non il massimo e sicuramente si poteva fare meglio, soprattutto con due come Roth e Rockwell, ma in minima parte è vedibile e godibile, ma non tantissimo. Voto: 5,5