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giovedì 8 febbraio 2024

Flamin' Hot (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2024 Qui - L'attrice Eva Longoria esordisce alla regia raccontando l'ennesima variazione del sogno americano, questa volta in "salsa messicana", e visto il tema la definizione è più che mai appropriata. La storia di un celebre imprenditore del settore alimentare è molto romanzata (forse troppo) e all'insegna del buonismo (forse troppo) ma è ben raccontata, ambientata e interpretata dal simpatico Jesse Garcia con il valore aggiunto di nomi come Dennis Haysbert e Tony Shalhoub. Un'opera biografica simile a tante, ma simpatica e con un ottimo ritmo (più che la canzone di Diane Warren, oltretutto candidata agli Oscar, della colonna sonora spicca in particolar modo Chi non lavora non fa l'amore di Adriano Celentano cantata in messicano, che praticamente la vale tutta). Non certo memorabile, ma una pellicola gradevole e dalle lodevoli intenzioni. Flamin' Hot porta con sé infatti un grande messaggio di rivincita per tutti coloro che svolgono lavori ritenuti poco gratificanti. La pellicola celebra queste persone, la loro dignità, ma anche i loro sogni e i loro desideri, ricordando quanto il loro lavoro sia essenziale, e solo per questo da non sottovalutare. Perché insomma irrealistica ma solida e riuscita. Voto: 6,5 [Disney Plus]

sabato 30 luglio 2022

Baby Boss 2 - Affari di famiglia (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Il primo Baby Boss, del 2017, non mi era dispiaciuto, alla fine mi aveva anche divertito (relativamente), ma qua è proprio un naufragio (banale e ripetitivo). Non sono bastati 4 anni dal successo del primo film della serie (che fu indubbiamente una sorpresa) per mostrare qualche idea degna di nota e produrre un sequel all'altezza. Peccato perché il film precedente sempre di Tom McGrath aveva dato, a mio avviso, nuova linfa alla DreamWorks Animation, che a parte Shrek, Kung Fu Panda e Dragon Trainer (forse Madagascar o qualunque altra cosina) ha offerto ben poco. Questo secondo capitolo si concentra sul rapporto tra fratelli che con gli anni si incrina fino a quasi scomparire per diventare indifferenza, cose che succedono in tutte le famiglie. Tutto quello che gira intorno a questo messaggio conta poco, cosi come il cattivo di turno o i nuovi amici. Non troppo divertente. Voto: 5,5

venerdì 14 giugno 2019

Frontera (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/10/2018 Qui - Raccontare al cinema una storia di immigrazione non è per niente facile (soprattutto se la vicenda ricalchi purtroppo un'odissea umana tutt'ora attuale, e in qualsiasi parte del mondo), ma ci riesce bene l'esordiente all'epoca regista Michael Berry con questo film, un film drammatico (del 2014) a tinte western piccolo e traballante ma emotivamente e moralmente efficace e onesto. Frontera infatti, come da titolo dopotutto, che si snoda attorno al superamento clandestino della frontiera Messicana con i relativi rischi e imprevisti (come ben delineato nel film), racconta una storia di frontiera, una storia (interpretata dai personaggi con una estrema credibilità senza indulgere nel patetico, questo grazie agli attori, che riescono con il loro talento ad indurre a una partecipazione emotiva particolarmente profonda) molto semplice in cui confluiscono temi come l'immigrazione clandestina, trafficanti di esseri umani, storie di grilletto facile finite tragicamente. Non è un caso che Frontera ci mostri molte cose brutte, dai trafficanti di esseri umani ai razzisti per sport, dalla violenza di ogni tipo alla corruzione degli agenti che operano al confine Usa-Messico, ma lo fa con lingua efficace e immagini giuste, calando la storia in un brodo western e dandole un sapore springsteeniano semplice e classico. Magari troppo semplice (come già detto), soprattutto nella superficiale e stereotipata caratterizzazione di molti dei personaggi (alcuni, soprattutto i secondari, avrebbero meritato un'approfondimento maggiore), ma anche se il tutto non è nulla di trascendentale e non è per nulla un qualcosa di alcunché pretenzioso (seppur molti ed importanti sono i temi), il film si segue bene su coordinate, forse prestabilite e di conseguenza abbastanza prevedibili, però brillantemente riuscite.

venerdì 8 marzo 2019

Visions (2014)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - VISIONS (Horror, Usa 2014): Questo è un film abbastanza curioso ed interessante, anche se in realtà non abbiamo a che fare con "visioni" ma con qualcosa di simile, qualcosa che sfocia nel thriller, nonostante parti come un horror, un horror che racconta di una donna incinta che si trasferisce in un paese di campagna, per stare con il marito nel loro vigneto, ma il trasferimento scatenerà delle visioni terrificanti. Visioni che infatti facevano pensare ad altro o finale diverso, anche se ad un certo punto non si capisce sul dove va a parare il film. In più questa specie di ibrido della vecchia storia delle case possedute, ha tante (troppe) contraddizioni che fanno perdere punti, tanti punti. Come quelle del non propriamente amalgamato e insipido cast per questi tipi di film, dato che troviamo (tra i più "conosciuti") Isla Fisher (Come d'incanto), Gillian Jacobs (Community), Jim Parsons (The Big Bang Theory), e l'inutile Eva Longoria, che praticamente non danno niente di niente, zero empatia, zero coinvolgimento. Infine la risoluzione seppur "innovativa" è brutta, ambigua e prevedibile nonché per niente spaventosa come la pellicola stessa, incapace di incutere timore o creare sussulti. Voto: 4,5