Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Dal racconto "The Quiet Boy" di Nick Antosca, un horror (prodotto tra gli altri da Guillermo del Toro e diretto dallo Scott Cooper di Hostiles) che prende spunto dalla classica leggenda indiana del Wendigo (spirito malefico che infetta e infesta le vittime portandole alla brama di carne umana) per parlare dei traumi infantili e della disgregazione familiare. L'espediente di base è superficiale, con annesso personaggio (inutile) dello sceriffo indiano che erudisce i protagonisti, interpretato se non che da "Uccello Scalciante" Graham Greene, ma l'atmosfera è cupa, non manca qualche momento forte, e gli effetti speciali sono molto ben realizzati, quasi rigorosamente old school (il titolo allude alle corna ramificate della creatura). Più debole il finale, col tipico scontro tra mostro-donna con quest'ultima puntualmente invincibile (anche se i risvolti successivi sono più tragici del previsto). E il discorso del passato traumatico di Julia e del fratello è troppo abbozzato per essere davvero funzionale alla storia. Diciamo che non dispiace (bene il cast) ma si poteva far (anche) meglio. Voto: 6+
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Amy Madigan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Amy Madigan. Mostra tutti i post
mercoledì 17 maggio 2023
Antlers - Spirito insaziabile (2021)
Labels:
Amy Madigan,
Graham Greene,
Guillermo Del Toro,
Horror,
Horror soprannaturale,
Jesse Plemons,
Keri Russell,
Rory Cochrane,
Scott Cooper,
Thriller drammatico
mercoledì 7 luglio 2021
La metà oscura (1993)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/07/2021 Qui - Dopo la riuscita collaborazione per Creepshow, George A. Romero e Stephen King s'incontrano nuovamente, ed insieme danno vita ad un mix di horror, thriller e fantasy interessante ma purtroppo non esaltante. In questo caso infatti il risultato non è all'altezza delle aspettative più elevate, ma comunque non delude regalando parecchi aspetti che possono soddisfare un cinefilo appassionato. La metà oscura difatti, adattamento dell'omonimo romanzo di King, è un film affascinante, che seppur non riuscitissimo in tutto e per tutto, possiede tanti meriti, come affrontare temi diversi, possedere più chiavi di lettura, sviluppare in maniera articolata il tema del doppio e mettere in mostra il rapporto tra arte ed artista. Complessivamente riesce a creare suggestioni azzeccate, con più di un momento confezionato con notevole maestria (anche se il tema faceva pensare a registi diversi per rappresentarlo, Romero è sempre Romero anche se sotto ai suoi livelli massimi) anche se non sempre lo sviluppo è compatto in tutte le sue articolazioni (storia interessante anche se infarcita da un po' troppi corollari tipo la storia degli uccelli), ma le atmosfere sono spesso efficaci. Molti gli spunti presenti, così come gli eventi, personalmente ho trovato più consistente la prima parte rispetto alla seconda anche se poi il finale riesce a toccare le corde giuste ed è di un certo impatto. Pregevole il contributo del cast, con un Timothy Hutton in forma come poche volte è capitato nella sua carriera. Il ruolo gli calza dannatamente bene e riesce ad esprimere a dovere la dualità del suo personaggio con movimenti schizofrenici, tremolii e sguardi ambigui ben calibrati, da segnalare anche la presenza di Michael Rooker alias Merle, alias Henry pioggia di sangue, alias Yundu nei guardiani della galassia, beh devo dire che vederlo nei panni di un poliziotto fa strano ma è gradevole come interpretazione. Dunque da questo La metà oscura (The Dark Half) mi sarei aspettato qualcosa di più (dannate aspettative), ma rimane un film interessante e ricco di aspetti e che per questo merita di essere visto e successivamente discusso ed interpretato, nel bene e nel male. Voto: 6+
lunedì 31 maggio 2021
The Hunt (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2021 Qui - Pur utilizzando un espediente già rivisto e per certi versi classico (feroce caccia all'uomo), si rivela un film che miscela diversi generi, tra action, horror plasmati insieme con una tonalità che vira molto sulla black comedy, mettendo sul piatto una riflessione del momento attuale e politico della scena statunitense (anche se Trump finalmente non c'è più). La metafora è chiarissima e proprio giocando su tale chiarezza che Craig Zobel (passo in avanti per lui dopo Sopravvissuti) mette di fronte un'ala liberal sadica ed assassina e delle potenziali vittime che, a parte la protagonista, sono talmente odiosi che riesce difficile empatizzare con loro. Sorprendente nei primi minuti dove potenziali protagonisti... non si rivelano tali, qualche buon ribaltamento di cliché ed un finale che cita esplicitamente Kill Bill. Non perfetto, ma comunque molto buono con una Betty Gilpin (star della serie Netflix Glow) tosta e bastarda come poche (Hilary Swank invece appare poco ma è un villain davvero riuscito) e dal buon ritmo che concede poche pause. Merita almeno una visione. Voto: 6,5
Labels:
Amy Madigan,
Azione,
Betty Gilpin,
Craig Zobel,
Emma Roberts,
Ethan Suplee,
Hilary Swank,
Ike Barinholtz,
J. C. MacKenzie,
Justin Hartley,
Macon Blair,
Thriller
venerdì 14 giugno 2019
Frontera (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/10/2018 Qui - Raccontare al cinema una storia di immigrazione non è per niente facile (soprattutto se la vicenda ricalchi purtroppo un'odissea umana tutt'ora attuale, e in qualsiasi parte del mondo), ma ci riesce bene l'esordiente all'epoca regista Michael Berry con questo film, un film drammatico (del 2014) a tinte western piccolo e traballante ma emotivamente e moralmente efficace e onesto. Frontera infatti, come da titolo dopotutto, che si snoda attorno al superamento clandestino della frontiera Messicana con i relativi rischi e imprevisti (come ben delineato nel film), racconta una storia di frontiera, una storia (interpretata dai personaggi con una estrema credibilità senza indulgere nel patetico, questo grazie agli attori, che riescono con il loro talento ad indurre a una partecipazione emotiva particolarmente profonda) molto semplice in cui confluiscono temi come l'immigrazione clandestina, trafficanti di esseri umani, storie di grilletto facile finite tragicamente. Non è un caso che Frontera ci mostri molte cose brutte, dai trafficanti di esseri umani ai razzisti per sport, dalla violenza di ogni tipo alla corruzione degli agenti che operano al confine Usa-Messico, ma lo fa con lingua efficace e immagini giuste, calando la storia in un brodo western e dandole un sapore springsteeniano semplice e classico. Magari troppo semplice (come già detto), soprattutto nella superficiale e stereotipata caratterizzazione di molti dei personaggi (alcuni, soprattutto i secondari, avrebbero meritato un'approfondimento maggiore), ma anche se il tutto non è nulla di trascendentale e non è per nulla un qualcosa di alcunché pretenzioso (seppur molti ed importanti sono i temi), il film si segue bene su coordinate, forse prestabilite e di conseguenza abbastanza prevedibili, però brillantemente riuscite.
Iscriviti a:
Post (Atom)



