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mercoledì 17 maggio 2023

Antlers - Spirito insaziabile (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Dal racconto "The Quiet Boy" di Nick Antosca, un horror (prodotto tra gli altri da Guillermo del Toro e diretto dallo Scott Cooper di Hostiles) che prende spunto dalla classica leggenda indiana del Wendigo (spirito malefico che infetta e infesta le vittime portandole alla brama di carne umana) per parlare dei traumi infantili e della disgregazione familiare. L'espediente di base è superficiale, con annesso personaggio (inutile) dello sceriffo indiano che erudisce i protagonisti, interpretato se non che da "Uccello Scalciante" Graham Greene, ma l'atmosfera è cupa, non manca qualche momento forte, e gli effetti speciali sono molto ben realizzati, quasi rigorosamente old school (il titolo allude alle corna ramificate della creatura). Più debole il finale, col tipico scontro tra mostro-donna con quest'ultima puntualmente invincibile (anche se i risvolti successivi sono più tragici del previsto). E il discorso del passato traumatico di Julia e del fratello è troppo abbozzato per essere davvero funzionale alla storia. Diciamo che non dispiace (bene il cast) ma si poteva far (anche) meglio. Voto: 6+

martedì 11 febbraio 2020

Cocaine - La vera storia di White Boy Rick (2018)

Titolo Originale: White Boy Rick
Anno e Nazione: USA 2018
Genere: Drammatico, Poliziesco, Biografico
Produttore: Darren Aronofsky, Scott Franklin, John Lesher, Julie Yorn
Regia: Yann Demange
Sceneggiatura: Andy Weiss, Logan Miller, Noah Miller
Cast: Richie Merritt, Brian Tyree Henry, Piper Laurie, Bruce Dern, Eddie Marsan
Rory Cochrane, RJ Cyler, Bel Powley, Jennifer Jason Leigh, Matthew McConaughey
Durata: 105 minuti

Matthew McConaughey nella biografia del più giovane informatore nella storia dell'FBI.
Detroit, 1984: l'adolescente Rick collabora con i federali per smantellare una rete di spacciatori.

sabato 13 luglio 2019

Hostiles - Ostili (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/05/2019 Qui - Si tende a ritenere il western come un genere ormai morto e sepolto, io invece non sono per nulla d'accordo. Il western non è affatto morto, è solo felicemente in pensione, pur consapevole di essere ancora in grado di donare qualcosa. Basti pensare ai titoli usciti negli ultimi anni, non solo in ambito cinematografico, per renderci conto che il genere, benché ormai minoritario, è ben lungi dal finire sottoterra. Questo qui però, grazie anche a una storia di integrazione che parla alle generazioni moderne, le ostilità che i protagonisti sono costretti ad affrontare lungo il cammino sono il segno di un film che in realtà tratta un tema attuale e molto sentito, Hostiles - Ostili (Hostiles), film del 2017 diretto da Scott Cooper, non è un western come tutti gli altri. Questo è un infatti un film diverso, almeno per quella che è l'idea comune di western. E' diverso da ogni Sentieri Selvaggi o Balla coi lupi, non ha niente a che fare con The Lone Ranger ovviamente, con nessun film di Leone, The Hateful Eight o con I Magnifici Sette. E' diverso perché alla base della storia non c'è l'azione con cavalli, fucili e frecce (anche se rende tuttavia onore ai grandi capolavori del genere), bensì il conflitto e la crescita interiore di un uomo, di un soldato, che sta vivendo personalmente il cambiamento di punto del vista nei confronti del conflitto americano-indiano. Un conflitto che nel 1892 stava cambiando pelle, in cui era difficile stabilire chi fosse nel torto fra le due parti, la brutalità e la violenza non erano risparmiate da nessuna fazione. Quelli che erano quindi giochi di potere fra lo stato americano e le tribù diventarono questioni personali, tra soldati americani e indiani. Non a caso il capitano Joseph Blocker ha passato la vita a combattere gli indiani, li considera selvaggi e crudeli e non si è mai fatto scrupoli ad usare contro di loro tutta la violenza che riteneva necessaria e che il Governo consentiva senza problemi. Per questo sembra la scorta più improbabile per il capo Falco Giallo, a cui, dopo anni di prigionia e a causa di una grave malattia, è stato concesso di andare a morire nella sua terra di origine. La situazione si complica ancora di più quando al gruppo si unisce Rosalie Quaid, una donna a cui un gruppo di indiani Comanche ha sterminato la famiglia. Donna che quindi diventerà una dei protagonisti di questo racconto di integrazione tra gli abitanti di uno stesso territorio ma dalle tradizioni differenti. Difatti il viaggio che dovranno compiere sarà più che altro metaforico, sarà un viaggio verso la tolleranza e il riconoscimento della parola "omicidio", un viaggio in cui non ci saranno vincitori ma solo vinti.