Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - Simpatico, leggero e tutto sommato divertente. Se già il primo non si poteva annoverare tra i capolavori del genere, questa seconda fatica di Jeff Fowler dedicata al riccio blu più famoso dell'universo procede più o meno sulla stessa falsariga. Stavolta le interazioni tra Sonic e gli umani passano in secondo piano: si parla di salvare l'universo ma è qualcosa che compete solo a esseri extraterrestri (a Tails e Knuckles, personaggi del brand). Si aggiungono così due nuovi protagonisti, mentre il cattivone è sempre il solito Jim Carrey, che va a tutta smorfia. A non cambiare sono il ritmo esagitato, gli scoppi a tutto spiano e la solita storiella scritta veloce veloce. Passatempo indolore, forse troppo lungo ma godibile. Voto: 6
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mercoledì 30 novembre 2022
Sonic 2 - Il Film (2022)
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sabato 30 luglio 2022
Baby Boss 2 - Affari di famiglia (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - Il primo Baby Boss, del 2017, non mi era dispiaciuto, alla fine mi aveva
anche divertito (relativamente), ma qua è proprio un naufragio (banale e ripetitivo). Non
sono bastati 4 anni dal successo del primo film della serie (che fu indubbiamente una sorpresa) per
mostrare qualche idea degna di nota e produrre un sequel all'altezza.
Peccato perché il film precedente sempre di Tom McGrath aveva dato, a
mio avviso, nuova linfa alla DreamWorks Animation, che a parte Shrek, Kung Fu
Panda e Dragon Trainer (forse Madagascar o qualunque altra cosina) ha offerto ben poco. Questo secondo capitolo si
concentra sul rapporto tra fratelli che con
gli anni si incrina fino a quasi scomparire per diventare indifferenza,
cose che succedono in tutte le famiglie. Tutto quello che gira intorno a
questo messaggio conta poco, cosi come il cattivo di turno o i nuovi
amici. Non troppo divertente. Voto: 5,5
martedì 31 maggio 2022
Sonic - Il film (2020)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2022 Qui - Quante ore a giocare con il Sega Master Systems guidando il riccio
ultraveloce alla ricerca degli smeraldi del caos, mi sembra ieri ma sono
passati quasi trent'anni (e non si poteva neanche salvare...). Dopo
lunga attesa esce il film dedicato a Sonic destinato ovviamente ad un
pubblico molto giovane anche se è divertente ed il simpatico porcospino,
dopo aspri dibattiti sul look finale, è abbastanza ben fatto. Jim
Carrey nei panni del villain Dr. Robotnik è stata una scelta azzeccata,
genio del male con evidenti problemi caratteriali schizofrenici. James
Marsden è il fidato amico umano dell'alieno blu e risulta abbastanza
simpatico nella parte. Tutto sommato l'ho visto con piacere, è
realizzato abbastanza bene a livello tecnico, con effetti speciali buoni
ed una storia gradevole (anche se abbastanza superficiale). Nel suo genere funziona abbastanza, certamente
meglio dell'ultimo Tom & Jerry, anche se niente di
memorabile.
Raggiunge la sufficienza tranquillamente, anche per la simpatia dei suoi
personaggi, oltreché le citazioni e gli omaggi (la velocità prelude
dopotutto evidenti similitudini sceniche). I titoli di coda fanno
ben sperare per un sequel, già bell'e che pronto, all'altezza. Voto: 6+
domenica 3 marzo 2019
The Loft (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2017 Qui - Inedito per tanti, sottovalutato da altri, sorprendente per pochi, ma The Loft, film del 2014 diretto da Erik Van Looy, nonostante le premesse poco ispiratrici, è un thriller davvero ben fatto, ben girato e non certo banale. Quest'ultimo film infatti, è il terzo remake e il secondo per il regista dopo quello originale del 2008, perciò di originale c'è ben poco, dato che credo anche di averlo visto, ma in ogni caso riesce ugualmente a farsi apprezzare. Questo perché, questo thriller psicologico/giallo in questione è ricco di misteri ed intrighi, con colpi di scena numerosi e una buona scenografia, tutti elementi che rendono The Loft un film interessante e sicuramente da vedere per gli amanti del mistero. Poiché grazie alla fotografia patinata e l'ottimo montaggio lo spettatore è indubbiamente incuriosito dal sapere chi si cela dietro l'orrendo delitto, quello che avviene in un loft di proprietà di cinque uomini sposati, Vincent, un brillante e affascinante architetto (Karl Urban), Chris un giovane e belloccio psicologo (James Marsden), Luke il più tranquillo e mansueto del gruppo (Wenthorw Miller), Marty forte bevitore di grossa stazza (Eric Storestreet), e Philiph, il fratello drogato e sociopatico di Chris (interpretato da Matthias Schoenaerts che recitò la stessa parte nel film originale), che lo usano in segreto per soddisfare i propri desideri sessuali con diverse amanti occasionali (un posto in cui svolgere i loro affari e scatenare le loro fantasie più profonde). Ma quando nell'appartamento viene ritrovato il cadavere di una sconosciuta, la fantasia diventa un incubo e i cinque si ritrovano sotto l'occhio del ciclone e le relazioni (ma anche le proprie vite) tra di loro iniziano a vacillare, i cinque difatti iniziano a sospettare uno dell'altro in quanto sono gli unici a possedere le chiavi per entrare nel locale. Chi è l'assassino ma soprattutto sarà stato un omicidio o un suicidio? Lo scopriamo attraverso diversi flashback, che si intrecciano con scene svolte nel presente, la storia quindi si dipana, fino all'imprevedibile finale.
domenica 13 gennaio 2019
Affare fatto (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2016 Qui - Affare fatto (Unfinished Business) è un esilarante e divertente film sul mondo della finanza del 2015 diretto da Ken Scott, regista di Starbuck: 533 figli e non saperlo e del suo remake (avvenuto due anni dopo, ne avevo già parlato qui) Delivery Man con Vince Vaughn, stesso interprete di questa pellicola. Il film scritto dallo sceneggiatore di The Weather Man e La ricerca della felicità (di cui questo è un po' il seguito, dato che anche questa è la storia di un uomo che non si arrende), racconta la strampalata avventura che Daniel "Dan" Trunkman (sposato con Susan con due figli da mantenere), intraprende dopo che viene licenziato da Chuck Portnoy (Sienna Miller), CEO della Dynamic Systems in cui lavora. Egli infatti solerte imprenditore e senza troppi problemi decide di formare un nuovo team con altri due soci, Timothy McWinters (il gagliardo Tom Wilkinson), un signore anziano e prossimo al pensionamento e Mike Pancake (Dave Franco, fratello del più famoso James, da cui ha preso la sua risata stringata), un giovane alle prime armi e un po' ignorante. E dopo circa un anno, per concludere l'affare della loro vita, i tre decidono di andare dapprima a Portland dove incontrano l'investitore Jim Spinch e un vecchio amico Bill Whilmsley, di seguito in Europa, più precisamente in Germania, per stringere definitivamente "la mano". Ma per concludere un contratto, i tre avranno alcuni divertenti imprevisti, ritrovandosi alla fine contro i loro ex colleghi, Chuck Portnoy e Jim Spinch. Sembra la classica commedia americana (e forse lo è), ormai vista altre mille volte, ma nonostante ciò riesce a intrattenere grazie alle innumerevoli disavventure che (ovviamente) colpiranno i tre protagonisti, costretti a partire per un viaggio che presto si trasformerà in una avventura.
sabato 29 dicembre 2018
Best of me (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/05/2016 Qui - Pochi scrittori hanno visto trasporre con tanta regolarità i loro romanzi al cinema, Nicholas Sparks può vantare questo primato, curioso poi come in La risposta è nelle stelle, anche in The Best of Me: Il meglio di me (The Best of Me, 2014) diretto da Michael Hoffman e tratto dal suo romanzo omonimo (andato in onda in prima visione su canale5 il 19 aprile), il confronto fra le generazioni e il raffronto fra passato e presente creano la mappa emozionale da seguire per i più giovani, tanto i protagonisti della storia quanto gli spettatori. Le sue storie ho imparato a capire combinano sapientemente artificio e intreccio puramente letterari con elementi molto quotidiani che, al contrario dei primi, sono anche molto condivisibili. I due protagonisti di Il meglio di me hanno avuto una relazione importante ai tempi del liceo e il racconto inizia quando entrambi concludono il loro rapporto, dando vita a due storie dislocate nel tempo, quella dei due giovani amanti vent'anni prima e quella attuale, dove gli ex amanti sono infelici, perché non hanno realizzato la vita che sognavano. Nel 1992 infatti, Amanda (Liana Liberato, veramente troppo ingenua) e Dawson (Luke Bracey, non proprio adatto nel ruolo secondo me) si innamorano e vivono una grande storia d’amore nonostante le differenze sociali: Amanda appartiene alla ricca borghesia mentre Dawson vive ai margini della città con un padre violento e tre fratelli. Dopo l'ennesimo scontro con il padre, Dawson trova ospitalità da Tuck (Gerald McRaney), un meccanico che lo accoglie come un figlio. Vent'anni dopo la vita ha preso svolte diverse per entrambi, ma Amanda (la bellissima Michelle Monaghan) e Dawson (James Marsden, non male recitativamente parlando, una curiosità: per il suo ruolo era stato inizialmente scelto il compianto Paul Walker) si ritrovano per la morte di Tuck (un caro amico di entrambi) che ha lasciato loro il suo cottage. Il ritrovarsi, sebbene abbia toni agrodolci, riaccende quell'amore che non hanno mai dimenticato, lasciando però che i due scoprano presto come il sentimento sia minacciato ancora una volta dalle forze ostili che li hanno separati due decenni prima. Dawson vorrebbe ricominciare da capo con Amanda, che però è sposata con un figlio anche se non è felice. Amanda torna a casa, ma il destino ha ancora in serbo un'altra sorpresa.
martedì 18 settembre 2018
Una notte in giallo (2014)
Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 01/09/2015 Qui - Una notte in giallo (USA, 2014): Meghan (Elizabeth Banks) è un'ambiziosa giornalista televisiva sui 30 anni, che sta per essere promossa ad un ruolo di primo piano da un’importante rete nazionale. Ma dopo una giornata disastrosa, scopre di essere stata lasciata dal suo fidanzato e di non avere neanche ottenuto la promozione. Così le loro amiche la convincono a una notte brava, indossando un vistoso abito giallo prestato da una di loro. Dopo aver passato la notte con un uomo, riceverà una chiamata inaspettata, sarà oggetto di osservazione dall'emittente, ha solo otto ore a disposizione prima di presentarsi al colloquio più importante della sua vita, ma rimarrà bloccata nel centro della città di Los Angeles senza telefono, automobile, soldi e documenti di identità. Come tornare a casa? Per una serie di eventi, sarà più difficile del previsto. Con questo film il regista Steven Brill va sul sicuro, ispirandosi alla fortunata trilogia de "Una notte da leoni", da cui riprende i temi trattati (droga, sesso e malintesi sono infatti gli ingredienti principali). Azzeccata è la scelta della protagonista, Elizabeth Banks si dimostra perfetta in ogni situazione, mai banale o eccessiva, sempre divertente e autoironica. Anche i personaggi minori sono ben riusciti come la banda di spacciatori, esilaranti. Altra commedia statunitense con una presenza femminile di tutto rispetto. Una notte da non dimenticare. Graffiante. Voto: 6+
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