Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/05/2017 Qui - Anche questo film, nato grazie al sostegno dei fan di
Zach Braff su
Kickstarter, uno dei volti più noti dell'immaginario collettivo degli anni 2000, anche per chi non segue molto le serie tv (o non ha visto tutta la sua serie), è quasi impossibile infatti non aver presente il viso del
Dottor Dorian,
J.D. per gli amici, protagonista della fortunata serie "Scrubs", non è stato mai distribuito in Italia, ma ancora una volta grazie a
Sky ci è arrivato, lo scorso 3 maggio. Sto parlando ovviamente di
Wish I Was Here, film del 2014 scritto, diretto, prodotto ed interpretato proprio da
Zach Braff. Film che dopo l'esordio come regista nel 2004 con il delizioso
La mia vita a Garden State, conferma un talento e un'idea di cinema (anche se l'opera non convince appieno, seppur la sincerità del film fa perdonare tutte le sue imperfezioni) del regista, autore di un film agrodolce e sensibile sull'elaborazione del lutto e l'importanza di essere presenti nella propria vita. Aidan Bloom (
Zach Braff) è un uomo ossessionato dal sogno di realizzarsi facendo l'attore, nonostante sia disoccupato e padre di due figli, cose che dovrebbero quantomeno responsabilizzarlo. Chi porta avanti l'economia domestica è sua moglie, Sarah (una sempre sexy e salvabile
Kate Hudson), costretta a professare un lavoro noioso come contabile presso un ufficio di Los Angeles. Un altro grande aiuto proviene dalle tasche del padre di Aidan, Gabe Bloom (
Mandy Patinkin), il quale si trova costretto a chiudere il rubinetto al figlio per contrastare una gravissima forma di cancro ai polmoni. In mezzo a questo quadretto famigliare, ci sono i due figli Grace (
Joey King) e Tucker (
Pierce Gragnon), che sorreggeranno Aidan (che tra rabbini, perdita di fede, provini sbagliati, il cambio di scuola per i figli, il conflitto tra suo padre e suo fratello,
Josh Gad, e i problemi sul lavoro della bella moglie Sarah, deve ancora trovare la sua giusta collocazione nel mondo) lungo questo racconto di vita agrodolce, dato che il film danza su diversi piani cagionando sorrisi e lacrime.