Visualizzazione post con etichetta Jim Parsons. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jim Parsons. Mostra tutti i post

martedì 12 maggio 2020

Ted Bundy - Fascino criminale (2019)

Titolo Originale: Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Thriller, Biografico, Giallo
Produttore: Michael Costigan, Nicolas Chartier
Ara Keshishian, Michael Simkin
Regia: Joe Berlinger
Sceneggiatura: Michael Werwie
Cast: Zac Efron, Lily Collins, Kaya Scodelario, John Malkovich, Jeffrey Donovan
Haley Joel Osment, Angela Sarafyan, Jim Parsons, Dylan Baker
Grace Victoria Cox, Brian Geraghty, James Hetfield
Terry Kinney, Justin McCombs, Morgan Pyle
Durata: 105 minuti

Zac Efron e Lily Collins nel biopic sul feroce serial killer Ted Bundy.
Una donna scopre di aver vissuto per anni al fianco di un maniaco pluriomicida, ignara delle sue gesta efferate.

martedì 14 maggio 2019

Il diritto di contare (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/03/2018 Qui - Segregazione razziale, emancipazione e conquista dello Spazio, ecco le tre tematiche così apparentemente diverse che fanno da collante a questo "originale" e interessante (anche storicamente) film. Perché tutti questi temi ne Il diritto di contare (2016), titolo italiano dell'americano Hidden Figures (che gioca sul doppio significato Figure nascoste/Cifre nascoste) e diretto da Theodore Melfi (già regista del bel St. Vincent), non solo vengono trattati in modo appunto originale ma anche in modo convincente. Il film infatti, ben costruito, a tratti avvincente, e che ha il grande merito di trattare un argomento sgradevole e avvilente come quello del razzismo con una dose di ironia difficile da riscontrare in opere che trattano questo tema (senza per questo apparire superficiale o scontato), con grande abilità e maestria porta i riflettori sulla storia vera e inedita di tre brillanti donne afroamericane che sono riuscite a integrarsi e imporsi in un'ambiente tipicamente maschile (e maschilista) sfidando pregiudizi e discriminazioni razziali di ogni tipo. Anche perché il film, arrivato certamente con un tempismo perfetto per la data situazione politica e sociale che stiamo attraversando, non è il classico "pippone" sulle discriminazioni razziali e di genere, non ci sono scene di violenza agghiacciante, nessuno è schiavizzato e, soprattutto, la colonna sonora è super allegra. Tanto che già la prima scena del film setta il tono, i colori e lo spirito dei 120 minuti successivi, niente è come ci si potrebbe aspettare e di sicuro ci sarà da divertirsi. Questo grazie al regista che in tal senso confeziona una pellicola intimamente ottimista, riuscendo comunque a trattare con grazia e senza superficialità il problema dell'emancipazione sociale e della conquista dei pari diritti civili da parte dei cittadini afroamericani. Infatti, puntando la camera su tre eroine "sconosciute", il regista fa emergere tutte le caratteristiche brillanti e notevoli di queste donne (la loro tenacia, il coraggio, la perseveranza e la determinazione), evitando tuttavia di appesantire la pellicola con dosi abbondanti di retorica o moralismi che ne avrebbero snaturato il contenuto. Mantenendo sempre una debita leggerezza tipica della commedia, e sdrammatizzando alcune situazioni Il diritto di contare risulta così un prodotto pienamente riuscito, che racconta di una storia inedita e lo fa senza pietismi ma puntando piuttosto sul messaggio finale, intrinsecamente ottimista e costruttivo, che lascia agli spettatori.

domenica 10 marzo 2019

Wish I Was Here (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/05/2017 Qui - Anche questo film, nato grazie al sostegno dei fan di Zach Braff su Kickstarter, uno dei volti più noti dell'immaginario collettivo degli anni 2000, anche per chi non segue molto le serie tv (o non ha visto tutta la sua serie), è quasi impossibile infatti non aver presente il viso del Dottor Dorian, J.D. per gli amici, protagonista della fortunata serie "Scrubs", non è stato mai distribuito in Italia, ma ancora una volta grazie a Sky ci è arrivato, lo scorso 3 maggio. Sto parlando ovviamente di Wish I Was Here, film del 2014 scritto, diretto, prodotto ed interpretato proprio da Zach Braff. Film che dopo l'esordio come regista nel 2004 con il delizioso La mia vita a Garden State, conferma un talento e un'idea di cinema (anche se l'opera non convince appieno, seppur la sincerità del film fa perdonare tutte le sue imperfezioni) del regista, autore di un film agrodolce e sensibile sull'elaborazione del lutto e l'importanza di essere presenti nella propria vita. Aidan Bloom (Zach Braff) è un uomo ossessionato dal sogno di realizzarsi facendo l'attore, nonostante sia disoccupato e padre di due figli, cose che dovrebbero quantomeno responsabilizzarlo. Chi porta avanti l'economia domestica è sua moglie, Sarah (una sempre sexy e salvabile Kate Hudson), costretta a professare un lavoro noioso come contabile presso un ufficio di Los Angeles. Un altro grande aiuto proviene dalle tasche del padre di Aidan, Gabe Bloom (Mandy Patinkin), il quale si trova costretto a chiudere il rubinetto al figlio per contrastare una gravissima forma di cancro ai polmoni. In mezzo a questo quadretto famigliare, ci sono i due figli Grace (Joey King) e Tucker (Pierce Gragnon), che sorreggeranno Aidan (che tra rabbini, perdita di fede, provini sbagliati, il cambio di scuola per i figli, il conflitto tra suo padre e suo fratello, Josh Gad, e i problemi sul lavoro della bella moglie Sarah, deve ancora trovare la sua giusta collocazione nel mondo) lungo questo racconto di vita agrodolce, dato che il film danza su diversi piani cagionando sorrisi e lacrime.

venerdì 8 marzo 2019

Visions (2014)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2017 Qui - VISIONS (Horror, Usa 2014): Questo è un film abbastanza curioso ed interessante, anche se in realtà non abbiamo a che fare con "visioni" ma con qualcosa di simile, qualcosa che sfocia nel thriller, nonostante parti come un horror, un horror che racconta di una donna incinta che si trasferisce in un paese di campagna, per stare con il marito nel loro vigneto, ma il trasferimento scatenerà delle visioni terrificanti. Visioni che infatti facevano pensare ad altro o finale diverso, anche se ad un certo punto non si capisce sul dove va a parare il film. In più questa specie di ibrido della vecchia storia delle case possedute, ha tante (troppe) contraddizioni che fanno perdere punti, tanti punti. Come quelle del non propriamente amalgamato e insipido cast per questi tipi di film, dato che troviamo (tra i più "conosciuti") Isla Fisher (Come d'incanto), Gillian Jacobs (Community), Jim Parsons (The Big Bang Theory), e l'inutile Eva Longoria, che praticamente non danno niente di niente, zero empatia, zero coinvolgimento. Infine la risoluzione seppur "innovativa" è brutta, ambigua e prevedibile nonché per niente spaventosa come la pellicola stessa, incapace di incutere timore o creare sussulti. Voto: 4,5