Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Non un film da scartare, ma presenta un certo déjà-vu. Rispetto al suo predecessore, non è altrettanto forte. Il musical, tratto dal romanzo di Alice Walker, sembra più adatto al palcoscenico che allo schermo, anche se il cast afroamericano, da Fantasia Barrino a Danielle Brooks, ha motivo di essere fiero della propria interpretazione. La produzione brilla per regia, fotografia, scenografie, coreografie e una colonna sonora eccezionale. La trama alterna momenti fedeli all'originale a divergenze che potrebbero avvicinarsi di più al libro, che non ho letto. Il film perde punti per la mancanza di drammaticità e realismo dell'originale, prevalendo una certa leggerezza, nonostante ci siano scene toccanti. Blitz Bazawule mostra talento, ma non è Steven Spielberg. I temi fondamentali, come la condizione femminile in una società patriarcale, restano forti. Il film è buono, ma non eguaglia l'originale. Voto: 6 [Infinity Plus]
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venerdì 28 giugno 2024
Il colore viola (2023)
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mercoledì 17 marzo 2021
Ralph spacca Internet (2018)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/03/2021 Qui - Buon sequel del film del 2012 che porta nella storia una naturale evoluzione, la sala giochi si connette ad internet e Ralph esplora questo nuovo mondo vasto fino all'inverosimile (non originale come cosa, già vista in Futurama, però riuscita). Se nel primo film uno dei punti di forza erano le dinamiche dei videogame, qui si riesce a replicare mostrando le dinamiche da social, fatta di like, followers, haters, pubblicità aggressiva senza dimenticare le dinamiche dei videogiochi online, ovviamente. Anche qui le intuizioni visive non mancano, come gli omini che rappresentano gli avatar delle persone online che navigano, il rappresentare Amazon come un grosso centro commerciale etc, ma ovviamente il pezzo forte è il sito Disney, con citazioni dal mondo Marvel e di Guerre stellari e dove vivono le principesse che qui invertono la tendenza che spesso gli viene (ingiustamente) contestata, ovvero quello di essere solo damigelle in pericolo (simpatici anche gli easter egg dello stesso mondo Disney). Qua la morale è più banalotta rispetto al precedente, ma la vera falla che rende questo film inferiore al suo predecessore è lo sviluppo finale, davvero stupido secondo me, sicuramente atto a rendere meglio la presa di coscienza del protagonista ma sembra che gli sceneggiatori e i registi (gli stessi del precedente) non si siano sbattuti più di tanto ed è un peccato. Rimane comunque un buon film che intrattiene, diverte e non annoia, che forse nella cinquina per l'Oscar ai cartoni animati poteva anche non starci, non cambiava nulla. Voto: 6+
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lunedì 11 gennaio 2021
Migliori nemici (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/01/2021 Qui - Negli anni '70 nella Carolina del Nord, un'attivista per i diritti civili e un esponente del Ku Klux Klan formano un'inaspettata alleanza. L'America delle segregazioni razziali fa da sfondo ad una vicenda ispirata ad una storia vera. Senza grandi personalismi, ma con una ricostruzione ambientale e dello spirito dei tempi corretta, il regista (l'esordiente Robin Bissell) racconta una storia interessante in cui i personaggi cambiano le loro prospettive mentali. E' un film infatti che sottolinea la potenza del dialogo tra opposte fazioni. Convivenza dapprima forzata, influenzata dall'impenetrabilità dei blocchi opposti, ma che gradualmente, per curiosità o convenienza, si arriva ad una conoscenza reciproca. Certo non un tema mai visto, tutto girato in maniera convenzionale, ma comunque credibile. Bene i due protagonisti, anzi, il film è anche una buona occasione per la performance di un grande attore come Sam Rockwell, che tuttavia supera in bravura la coprotagonista (Taraji P. Henson, già vista ne Il diritto di contare, in un ruolo analogo a questo), meno bene i personaggi di contorno, poco caratterizzati, in particolare l'ideatore di questi incontri. Ma nel complesso, un racconto interessante e coinvolgente quanto basta per meritare attenzione. Una visione discretamente tratteggiata, capace di offrire spunti di riflessione ed emozioni ben definite. Voto: 6
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martedì 14 maggio 2019
Il diritto di contare (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/03/2018 Qui - Segregazione razziale, emancipazione e conquista dello Spazio, ecco le tre tematiche così apparentemente diverse che fanno da collante a questo "originale" e interessante (anche storicamente) film. Perché tutti questi temi ne Il diritto di contare (2016), titolo italiano dell'americano Hidden Figures (che gioca sul doppio significato Figure nascoste/Cifre nascoste) e diretto da Theodore Melfi (già regista del bel St. Vincent), non solo vengono trattati in modo appunto originale ma anche in modo convincente. Il film infatti, ben costruito, a tratti avvincente, e che ha il grande merito di trattare un argomento sgradevole e avvilente come quello del razzismo con una dose di ironia difficile da riscontrare in opere che trattano questo tema (senza per questo apparire superficiale o scontato), con grande abilità e maestria porta i riflettori sulla storia vera e inedita di tre brillanti donne afroamericane che sono riuscite a integrarsi e imporsi in un'ambiente tipicamente maschile (e maschilista) sfidando pregiudizi e discriminazioni razziali di ogni tipo. Anche perché il film, arrivato certamente con un tempismo perfetto per la data situazione politica e sociale che stiamo attraversando, non è il classico "pippone" sulle discriminazioni razziali e di genere, non ci sono scene di violenza agghiacciante, nessuno è schiavizzato e, soprattutto, la colonna sonora è super allegra. Tanto che già la prima scena del film setta il tono, i colori e lo spirito dei 120 minuti successivi, niente è come ci si potrebbe aspettare e di sicuro ci sarà da divertirsi. Questo grazie al regista che in tal senso confeziona una pellicola intimamente ottimista, riuscendo comunque a trattare con grazia e senza superficialità il problema dell'emancipazione sociale e della conquista dei pari diritti civili da parte dei cittadini afroamericani. Infatti, puntando la camera su tre eroine "sconosciute", il regista fa emergere tutte le caratteristiche brillanti e notevoli di queste donne (la loro tenacia, il coraggio, la perseveranza e la determinazione), evitando tuttavia di appesantire la pellicola con dosi abbondanti di retorica o moralismi che ne avrebbero snaturato il contenuto. Mantenendo sempre una debita leggerezza tipica della commedia, e sdrammatizzando alcune situazioni Il diritto di contare risulta così un prodotto pienamente riuscito, che racconta di una storia inedita e lo fa senza pietismi ma puntando piuttosto sul messaggio finale, intrinsecamente ottimista e costruttivo, che lascia agli spettatori.
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venerdì 21 settembre 2018
Ossessione omicida (2014)
Mini recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/09/2015 Qui - Ossessione omicida (USA, 2014): A Colin Evans (Idris Elba), un pericoloso assassino, viene rifiutata la libertà condizionata nonostante abbia fatto ammenda dei suoi comportamenti passati. Nel viaggio di ritorno verso il carcere, Colin evade uccidendo i secondini che lo scortavano. Di nuovo libero, ne approfitta per uccidere la sua ex fidanzata, da cui si è sentito tradito. Nel frattempo, Terri Granger (Taraji P. Henson), casalinga con due figlioletti, vive una situazione di relativa tensione con il marito Jeffrey, che deve andare fuori città per il compleanno del padre. Rimasta da sola con i figli piccoli, Terri riceve di sera l'inaspettata visita di Colin, che, mentre fuori infuria la tempesta, le chiede di usare il telefono per chiamare il carro attrezzi: ha infatti avuto un incidente con la sua auto.
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