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giovedì 30 aprile 2026

Aggiornamento Pubblicazioni Cinematografiche Pietro Saba World da Aprile 2026

In seguito ad un ridimensionamento di questo blog archivio, necessario per evitare ulteriori perdite di tempo (era ormai diventato come un lavoro a doppio) ed utile allo stesso a diventare il più autonomo possibile (era quasi un altro blog che solo archiviazione), le pubblicazioni subiranno uno stop permanente. Ho deciso infatti, dove aver sistemato alcune criticità e/o mancanze ed aver reso il suddetto blog strettamente collegato a quello principale, di pubblicare (partendo da questo mese) la lista delle nuove uscite del genere di appartenenza in questo singolo post, che racchiuderà appunto tutte le nuove "divulgazioni" del mio blog Pietro Saba World, a cui peraltro faranno riferimento tutti i link d'ora in poi presenti.

martedì 31 marzo 2026

I film del mese (Marzo 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 31/03/2026 Qui - Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la prima parte della rassegna "Anime Japan".

Bring Her Back - Torna da me (Dramma/Horror 2025) - Dopo Talk to Me, che comunque ho preferito e preferisco di più, i fratelli Philippou confermano talento e ambizione con un horror più cupo, maturo e privo di derive teen. L'atmosfera è malsana fin dall'inizio, la tensione cresce con costanza e non mancano momenti davvero disturbanti, sostenuti da un comparto gore notevole e da un cast sorprendentemente solido: Sally Hawkins inquieta a ogni apparizione, il giovane Philips impressiona. La sceneggiatura, però, mostra qualche cedimento: idee non del tutto originali, passaggi prevedibili, buchi e forzature che affiorano soprattutto nel finale. Eppure la messa in scena è così consapevole, la direzione degli attori così curata e la volontà di sporcarsi le mani così evidente da rendere il film comunque efficace e coinvolgente. Un horror imperfetto ma affascinante, che conferma i due registi come nomi da seguire. Se riusciranno a raffinare la scrittura, il salto di qualità potrebbe essere molto vicino. Voto: 6,5

Gioco di ruolo (Azione/Commedia 2024) - Il film si regge soprattutto sul carisma di Kaley Cuoco, mentre il resto è un action‑comedy che ricalca modelli già visti da Nikita a Mr & Mrs Smith. La prima parte funziona grazie al tono leggero, alla dinamica con il marito ignaro e alla presenza brillante di Bill Nighy. Quando però entrano in scena i "cattivi", tutto scivola nella routine di inseguimenti e sparatorie, perdendo ritmo e originalità. Divertente a tratti, ma troppo convenzionale per lasciare il segno. Buona la prova di David Oyelowo, anche se il film non sfrutta davvero il potenziale del cast. Nel complesso: guardabile, ma senza sorprese. Voto: 5,5

Ricky Stanicky - L'amico immaginario (Commedia 2024) - Peter Farrelly tenta un ritorno alla commedia degli esordi, ma l'effetto è annacquato: manca la cattiveria, manca la scintilla, e il film procede più per inerzia che per reale verve comica. L'idea dell'amico immaginario funziona sulla carta, ma la messa in scena resta blanda, appoggiata quasi sempre sul timore di essere scoperti dai partner. John Cena è l'unico davvero in palla: generoso, divertente, con una tenerezza sotterranea che lo rende il vero motore del film. Gli altri tre protagonisti sono poco più che riempitivi. Macy, invece, strappa le gag migliori e dà un po' di vita al secondo atto. Qualche risata arriva, ma troppo di rado. Il finale scivola nella melassa e la morale è prevedibile. Una commedia mediocre, simpatica a tratti, ma lontana anni luce dai tempi d'oro dei Farrelly. Voto: 5,5

Shorta (Dramma/Thriller 2020) - Poliziesco danese teso e ben diretto, che ricalca temi già visti (tensioni razziali, periferie incandescenti, poliziotti agli antipodi costretti a collaborare) ma li gestisce con un approccio meno manicheo del solito. L'ambientazione nel ghetto di Copenaghen funziona, il ritmo resta alto e la tensione cresce in modo costante, sostenuta da interpretazioni solide e da una regia che evita il sensazionalismo. La sceneggiatura, però, mostra limiti evidenti: forzature, coincidenze e qualche snodo poco credibile indeboliscono un impianto narrativo che sa di già visto. Nonostante ciò, l’azione è efficace, l'atmosfera cupa ben costruita e il film riesce a coinvolgere fino alla fine. Un buon thriller urbano, non originale ma onesto, che vive soprattutto di tensione e caratteri più sfumati del previsto. Voto: 6

Until Dawn - Fino all'alba (Horror 2025) - Liberamente ispirato al videogioco Until Dawn, il film cambia parecchio le carte in tavola ma conserva un'atmosfera sporca e coinvolgente, sostenuta da buoni effetti pratici, ritmo alto e qualche splatter ben piazzato. L'idea del loop temporale aggiunge un tocco curioso, anche se per niente originale. La sceneggiatura però si inceppa nella parte centrale, ripetitiva e poco tesa, e i personaggi restano anonimi nonostante un cast discreto (spicca Peter Stormare). Nel complesso è uno slasher divertente e senza pretese: non sorprende, ma intrattiene e lascia margine per un eventuale seguito più ambizioso. Voto: 5,5

Ash - Cenere mortale (Horror/Sci-fi 2025) - Un ibrido tra AlienLa Cosa e certo sci-fi psichedelico anni '70, che pesca ovunque senza particolare originalità ma riesce comunque a costruire un'atmosfera piacevole e visivamente curata. Flying Lotus dimostra mano sicura sul piano estetico: fotografia al neon, scenografie suggestive, un mood ansiogeno e lisergico sostenuto da una colonna sonora notevole. Il problema è la narrazione: semplice, prevedibile, spesso confusa e appesantita da sequenze oniriche che spezzano il ritmo più che arricchirlo. Le parti in prima persona risultano più fastidiose che immersive. Nonostante i limiti, qualche momento di tensione funziona e Eiza González regge bene il film quasi da sola. Un horror sci-fi derivativo ma gradevole, che si dimentica in fretta ma intrattiene chi ama il genere. Voto: 5,5

Il mio amico Pinguino (Biografico/Dramma 2024) - Film semplice ma sincero, costruito con cuore più che con ambizione. Jean Reno, lontano dai suoi ruoli abituali, regge l'intera operazione con naturalezza e calore, mentre il resto del cast fatica a stargli dietro. La storia vera alla base è minima, e infatti il film la gonfia con sottotrame drammatiche inventate che a volte stonano con il tono inizialmente leggero. L'antagonismo forzato e alcune soluzioni narrative troppo semplificate indeboliscono l'insieme, pur senza renderlo stucchevole. Visivamente curato e animato da buoni sentimenti, funziona se lo si prende per quello che è: un racconto gentile, un po' romanzato, che trova il suo momento migliore nelle immagini autentiche finali dell'uomo e del pinguino. Una piccola rarità nel panorama odierno, pur con i suoi limiti. Voto: 6

When Evil Lurks (Horror 2023) - Il film parte con un'idea interessante (un'Argentina rurale infestata da un "marcio" che si diffonde come una pandemia demoniaca) e per un po' funziona: l'atmosfera è malsana, la tensione costante, alcune intuizioni (come le regole da seguire o i bambini tutt'altro che innocenti) aggiungono personalità al racconto. Quando però la storia vira verso il road‑movie apocalittico e il survival horror, emergono i limiti: recitazione altalenante, scelte registiche poco incisive e una seconda metà che scivola nel caos, tra comportamenti illogici e dialoghi ripetitivi. Qualche buon momento splatter e un senso di rassegnazione ben reso non bastano a compensare una sceneggiatura disordinata. Nel complesso resta un horror teso e disturbante, con idee valide ma realizzazione discontinua. Solo per appassionati. Voto: 6

Città d'asfalto (Dramma 2023) - Il film impiega tempo a decollare, ma costruisce con cura un'immersione cupa nelle notti degradate di Brooklyn, tra sirene, violenza e disperazione quotidiana. La regia nervosa e la fotografia contrastata amplificano il senso di soffocamento, mentre Sean Penn domina la scena con un'intensità quasi eccessiva; Tye Sheridan, più misurato, restituisce bene lo smarrimento del novellino. Quando arriva il primo intervento davvero critico, il racconto prende quota e si trasforma in un crescendo di tragedie fino al finale amarissimo. La dinamica veterano/giovane non è nuova, e la durata si fa sentire, ma il film (del regista di Una preghiera prima dell'alba) resta duro, realistico e capace di colpire. Un viaggio notturno senza speranza, che lascia addosso un'ombra persistente e qualche riflessione amara. Voto: 6

So cosa hai fatto (Thriller/Horror 2025) - Reboot che riprende quasi in toto la trama del film del '97, citandolo apertamente e riportando in scena anche alcuni volti storici. Tecnicamente è ben confezionato, con un po' di splatter e tutti i codici dello slasher classico, ma senza inventare nulla né eccellere in alcun aspetto. La tensione resta bassa, i personaggi sono poco incisivi e il killer continua a muoversi come una sorta di entità onnipresente, salvo poi perdere colpi nel finale. Pur risultando più solido del vecchio secondo capitolo, rimane un'operazione superflua che replica pregi e difetti dell'originale senza aggiungere davvero qualcosa. Mediocre, piacevole ma vano. Voto: 5

28 anni dopo (Horror 2025) - Il terzo capitolo arriva dopo vent'anni di attesa ma non ritrova la forza innovativa dell'originale. Nonostante il ritorno di Danny Boyle, la storia prende una direzione confusa e troppo melodrammatica, con infetti trasformati in creature poco convincenti e un focus eccessivo su personaggi che non reggono il peso narrativo. L'idea di esplorare un mondo decenni dopo l'epidemia aveva potenziale, ma resta abbozzata e sacrificata in un viaggio iniziatico che non emoziona né aggiunge qualcosa alla saga (personaggi anonimi, tranne Fiennes). Visivamente il film ha momenti affascinanti, ma il ritmo è disomogeneo, la tensione scarsa e il finale improbabile (lascia più perplessità che attesa per il seguito). Un sequel che delude sia chi cercava un ritorno all'horror puro sia chi sperava in un'evoluzione tematica più profonda. Voto: 5

Swiss Army Man - Un amico multiuso (Commedia/Dramma 2016) - Il film dei Daniels, Daniel Kwan e Daniel Scheinert registi anni dopo dell'altrettanto bizzarro ma più coerente e coinvolgente Everything Everywhere All At Once, è un'esperienza surreale che mescola poesia e scorregge, amicizia e decomposizione, filosofia spicciola e slapstick corporeo. L'idea del naufrago che trova in un cadavere "multiuso" un compagno di viaggio è bizzarra e coraggiosa, con momenti davvero inventivi alternati ad altri più ripetitivi o verbosi. Paul Dano e Daniel Radcliffe reggono bene l'assurdità del progetto, ma la narrazione perde brillantezza col tempo e il finale ambiguo lascia più perplessi che appagati. Un'opera curiosa, non per tutti, capace però di sorprendere chi accetta di seguirla nel suo delirio emotivo. Voto: 5,5

Karate Kid: Legends (Azione/Commedia 2025) - Il film (che arriva dopo i fasti di Cobra Kai) vive in equilibrio tra reboot e spin‑off, unendo nostalgia e nuovi personaggi. La prima parte funziona grazie al ribaltamento maestro/allievo, al giovane protagonista credibile e a coreografie ben realizzate, con un tono da teen‑movie scorrevole e piacevole. Quando entrano in scena Ralph Macchio e Jackie Chan, però, la storia si appesantisce: i loro ruoli risultano forzati, alcune scelte narrative poco logiche e il secondo tempo corre troppo, sacrificando torneo e sviluppo. Nel complesso resta un prodotto sportivo per ragazzi, simpatico e godibile, ma senza una vera identità. Voto: 6

Kraven - Il cacciatore (Azione/Sci-fi 2024) - Il film parte bene: la prima metà funziona grazie a un ritmo solido, qualche buona scena action e un Aaron Taylor‑Johnson convincente nel ruolo di Kraven. Anche gli effetti speciali, almeno fino alla sequenza del leone, reggono il colpo e l'intrattenimento non manca, soprattutto nel segmento dedicato al rapimento. Poi però la qualità cala: la CGI diventa altalenante, i dialoghi si fanno deboli e diversi personaggi (dallo Straniero a Rhino) risultano sprecati o liquidati in fretta. Il tono più violento rispetto ad altri titoli del Sony Spider‑Man Universe è un passo avanti, ma non basta a compensare una storia prevedibile e un cast che fa il minimo indispensabile, con Russell Crowe relegato a un ruolo poco incisivo. Nel complesso è uno slasher supereroistico guardabile, leggermente migliore di altri capitoli del franchise, ma ancora lontano dal dare dignità ai villain Marvel. Sequel in arrivo? Probabile, anche se non particolarmente atteso. Voto: 5,5

JAPAN ANIME

Kite Liberator (Animazione/Horror/Sci-fi 2008) - Un seguito anomalo di A-Kite ad opera del medesimo autore: niente più hentai, solo fanservice, e un'improvvisa svolta verso fantascienza e horror. La storia alterna mutazioni mostruose nello spazio e una nuova vigilante metropolitana sulla Terra, ma i due filoni si intrecciano più per caso che per reale costruzione narrativa. Pur ricco di ottime animazioni e di un'atmosfera che richiama certi OAV anni '80 alla Alien, il racconto risulta disordinato, pieno di idee già viste e incapace di scegliere un genere preciso. Il fanservice resta invadente e spesso gratuito, in linea con lo stile di Yasuomi Umetsu. Il finale, poi, tronca tutto con un cliffhanger improvviso. Nel complesso: tecnicamente valido, narrativamente confuso. Un'opera curiosa che convince solo a metà. Voto: 5,5

Dragon Ball Super: Super Hero (Animazione/Azione 2022) - Il 2° film della serie "Super" dopo Broly punta su un nuovo Cell convincente, ma per il resto lascia parecchio amaro. Junior domina la scena mentre personaggi potenzialmente interessanti come il dr. Hedo e i Gamma restano ai margini. La trasformazione di Gohan è eccessiva e la scelta di tenere Goku e Vegeta fuori dal gioco funziona solo all'inizio, poi pesa. La grafica in CGI è riuscita a metà. La trama, semplice e prevedibile, mescola fantascienza, umorismo e azione frenetica: nulla di originale, ma abbastanza divertente se si accetta lo stile sopra le righe e il design improbabile dei personaggi. Goku e Vegeta, impegnati in uno scontro "di contorno", risultano quasi superflui mentre sulla Terra si consuma la vera minaccia. Un film che intrattiene, ma senza lasciare il segno. Voto: 6

Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion (Animazione/Sci-fi 1997) - Film che dà corpo allo psicodramma finale della serie, trasformandolo in un'apocalisse visiva che chiude Evangelion con coerenza brutale. Hideaki Anno amplia i temi dell'identità e della percezione di sé, costruendo un'opera che interroga e destabilizza. È anche la sua risposta furiosa alle critiche: un contraltare nichilista al finale interiore della serie, dove l'umanità viene travolta invece che salvata. Il film intreccia influenze diverse, simbolismi estremi e allusioni sessuali spesso gratuite, ma l'impatto resta enorme. La regia è più libera, l'animazione più curata, la fotografia più ricercata, mentre la colonna sonora amplifica ogni sequenza con precisione emotiva. Il finale, amaro e desolato, rimane uno dei più discussi dell'animazione giapponese. Imperfetto, provocatorio, necessario: completa Evangelion con una forza rara, lasciando lo spettatore sospeso tra fascinazione e inquietudine. Voto: 7,5

Il castello invisibile (Animazione/Fantastico 2022) - Diretto da Keiichi Hara, regista dai risultati altalenanti (vedasi qui), un film che non è originale nei temi (bullismo, isolamento, fragilità adolescenziali) e con alcuni snodi che risultano prevedibili. Tuttavia l'idea del castello come rifugio parallelo, vissuto attraverso le stagioni e in contrasto con la vita quotidiana, funziona e dà al film un fascino particolare. L'animazione è buona ma non sorprende, mentre la regia punta più sulla sensibilità che sullo spettacolo. Kokoro è tratteggiata con cura, gli altri ragazzi molto meno. Il mistero iniziale coinvolge, ma il finale si complica e richiama modelli recenti, perdendo parte dell'impatto emotivo. Ritmo lento all'inizio, più intenso nel finale. Nonostante i limiti, resta un film capace di emozionare e toccare temi importanti con delicatezza. Voto: 6+

Words Bubble Up Like Soda Pop (Animazione/Romantico 2020) - Un romance adolescenziale lento e piuttosto ordinario: la storia ripete schemi già visti, i personaggi secondari sono appena accennati e la sottotrama centrale non aggiunge molto (il mondo degli anziani sommariamente trattato). L'emotività resta superficiale e il ritmo fatica a decollare. A funzionare davvero è il comparto tecnico: colori vivaci, animazioni originali, una colonna sonora sorprendente e l'uso degli haiku che dona un tocco poetico distintivo. Il film non punta a grandi drammi e preferisce una semplicità disarmante, valorizzata da stile e atmosfera. Pur con tutti i suoi limiti, resta un'opera gradevole, capace di offrire uno sguardo diverso sul romance contemporaneo. Ideale se si cerca qualcosa di leggero, breve e visivamente curato. Voto: 6

martedì 18 novembre 2025

I film del mese (Novembre 2025) - Prima Parte

Post pubblicato su Pietro Saba World il 18/11/2025 Qui - Ecco la prima parte della lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Il primo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione, con la quinta ed ultima parte dell'Anime Generation.

Pupille - In mani sicure (Dramma 2018) - Theo, rifiutato alla nascita, viene affidato ai servizi sociali in attesa di adozione. Nei due mesi e mezzo successivi, diverse figure si prendono cura di lui con dedizione, tra cui un "babbo provvisorio" interpretato con tenerezza da Gilles Lellouche. Il film, delicato e centrato sul bambino, affronta con compostezza un tema potenzialmente drammatico, trasmettendo fiducia e serenità. La regista segue con sensibilità le fasi dell'affidamento, mostrando il coinvolgimento emotivo degli adulti. Spicca anche Elodie Bouchez, intensa futura madre adottiva, una donna single e vulnerabile ma determinata. Pur con qualche passaggio narrativo un po' macchinoso, il racconto rassicura e celebra la cura verso chi non può ancora scegliere. Un film che commuove senza retorica, affidandosi alla forza dei gesti quotidiani. Voto: 7

Final Destination Bloodlines (Horror/Thriller 2025) - Un nuovo capitolo della saga diretto dai registi di Freaks che, pur non innovando molto, riesce a intrattenere con morti creative, ironiche e volutamente esagerate. Il tono vira verso la black comedy, con effetti speciali volutamente finti che accentuano l'aspetto grottesco. Il prologo è spettacolare, la scena dei bicchieri di ghiaccio spicca per inventiva, e il tema della maledizione familiare aggiunge un tocco di novità. Non perfetto, ma superiore agli ultimi episodi (compreso l'ultimo uscito ben 14 anni fa e visto un decennio fa, qui): semplice, splatter e godibile. Commovente l'ultima apparizione di Tony Todd. Voto: 6+

Dove cadono le ombre (Dramma/Thriller 2017) - Il film affronta con coraggio un capitolo oscuro e poco noto della storia svizzera: il programma eugenetico volto a cancellare l'etnia Jenisch. Ambientato in un ex istituto ora trasformato in casa di riposo, la trama si sviluppa attorno al confronto tra un'infermiera e l'anziana ex direttrice, sua aguzzina. La regia di Valentina Pedicini sceglie un tono sobrio e riflessivo, evitando il sensazionalismo e puntando sul rapporto tra le due protagoniste femminili, interpretate con intensità da Elena Cotta e Federica Rosellini. Tuttavia, il ritmo lento e alcune scelte narrative poco incisive penalizzano l'impatto emotivo, mentre il finale appare forzatamente conciliatorio. Nonostante i limiti, il film riesce a sensibilizzare su una pagina dimenticata di storia e stimola la voglia di approfondire. Voto: 6

Sonic 3 - Il film (Avventura/Sci-fi 2024) - Prosegue la saga del celebre porcospino blu con un mix di azione, comicità e nostalgia videoludica. Il film, ambientato dopo la serie Knuckles, introduce Shadow come nuovo antagonista, offrendo momenti dinamici e visivamente spettacolari, grazie a effetti speciali ben curati. Jim Carrey torna con un doppio ruolo, ma la sua interpretazione, seppur energica, risulta a tratti eccessiva e poco incisiva. La trama è semplice e ricca di fan service, con un tono più infantile e caotico rispetto ai precedenti capitoli. Nonostante alcune debolezze narrative e un ritmo frenetico, il film diverte e intrattiene, soprattutto i fan storici del franchise. Voto: 6

Elio (Animazione/Avventura 2025) - Il nuovo film Pixar, racconta la storia di un undicenne orfano che, traumatizzato dalla perdita dei genitori, viene rapito dagli alieni e coinvolto in un'avventura intergalattica. Il film affronta temi come l'elaborazione del lutto, l'identità e il bisogno di appartenenza, con il consueto approccio metaforico caro alla regista Domee Shi (RedBao), qui coadiuvata da Adrian Molina, già co-regista di Coco, e Madeline Sharafian. Pur non brillando per originalità e soffrendo di una narrazione a tratti frettolosa e ripetitiva, Elio riesce a trasmettere un messaggio di accettazione e speranza, rivolgendosi soprattutto a un pubblico giovane. L'animazione è curata, il ritmo è vivace, ma manca quella profondità emotiva e quella trasversalità che hanno reso memorabili altri titoli Pixar (non l'ultimo Inside Out 2, però altrettanto emozionante). Un film piacevole, che merita attenzione nonostante qualche limite, e che conferma l'interesse dello studio per le sfide interiori dell'infanzia. Voto: 6,5

Biancaneve (Fantastico/Musicale 2025) - Il nuovo live action Disney dedicato a Biancaneve (dopo il deludente Peter Pan & Wendy) tenta un aggiornamento moderno della favola, trasformando la protagonista in una leader combattiva e il principe in un ladro dal cuore d'oro. I sette nani, quasi del tutto marginalizzati, appaiono in CGI nonostante la presenza di un attore affetto da nanismo. Visivamente curato, il film soffre però di una narrazione prolissa, canzoni invadenti e interpretazioni poco incisive. La colonna sonora offre qualche spunto emotivo, ma il risultato complessivo è disomogeneo e poco memorabile. Un prodotto per famiglie che non lascia il segno. Voto: 4,5

Il ragazzo dai pantaloni rosa (Dramma 2024) - Film di denuncia sul bullismo ispirato alla tragica vicenda di Andrea Spezzacatena, affronta un tema urgente con sensibilità ma senza la forza emotiva che ci si aspetterebbe. Nonostante un buon cast (spiccano Samuele Carrino e Sara Ciocca) la narrazione resta troppo lineare, edulcorata e priva di reale impatto (meglio comunque la seconda parte). Il dolore è suggerito più che vissuto, e l'approfondimento sull'identità e sull'orientamento sessuale resta in superficie. Più efficace come spunto di riflessione che come opera cinematografica, il film tocca ma non scuote. Importante per il messaggio, ma non abbastanza incisivo. Voto: 6

Thunderbolts* (Azione/Sci-fi 2025) - Il 36° film del MCU segna una svolta positiva dopo diversi titoli sottotono (vedasi il "nuovo" Captain America). Diretto da Jake Schreier (Città di carta), propone un gruppo di antieroi tormentati, ben caratterizzati da una sceneggiatura ironica e meno dipendente dai soliti combattimenti. La prima parte funziona meglio, mentre la seconda si appiattisce su soluzioni più convenzionali. Il cast è azzeccato: David Harbour diverte, Florence Pugh convince, e Lewis Pullman sorprende come Sentry. Pur richiedendo familiarità con l'universo Marvel, il film offre ritmo, humour e spunti emotivi, tra solitudine e redenzione. Meno giocoso e riuscito del simile ed ultimo Suicide Squad, ma più profondo, Thunderbolts è un'opera corale che prepara il terreno per Avengers: Doomsday con discreto stile. Voto: 6+

ANIME GENERATION

Angel's Egg (Animazione/Dramma 1985) - Opera breve ma densissima, "Tenshi no Tamago" è un film ermetico e visivamente ipnotico, ambientato in un mondo post-apocalittico dove una bambina protegge un misterioso uovo. La narrazione è quasi assente, i dialoghi ridotti al minimo, e ogni scena è carica di simbolismi religiosi e allegorici, senza offrire una chiave interpretativa univoca. Tecnicamente eccellente per l'epoca, il film si distingue per la regia, le musiche e l'atmosfera decadente e inquietante. Tuttavia, la sua lentezza e ambiguità lo rendono ostico per molti spettatori. Più che una storia, è un'esperienza contemplativa, aperta a infinite letture, tutte valide e tutte discutibili. Consigliato solo a chi ama l'animazione sperimentale e sa apprezzare il fascino del mistero visivo più che della narrazione. Voto: 7+

Call Me Tonight (Animazione/Horror/Commedia 1986) - Un OAV breve e curioso, classificato come horror-erotico ma in realtà più vicino alla commedia. La trama ruota attorno a Ryo, un ragazzo che si trasforma in un mostro quando si eccita. Rumi, operatrice di una linea erotica, cerca di aiutarlo a controllarsi, mentre una teppista si interessa a lui. Nonostante la premessa, l'erotismo è appena accennato e l'horror quasi assente. I disegni, firmati Kimiko Takahashi, riflettono lo stile anni '80, con personaggi semplici e capigliature voluminose. Il design dei demoni è riuscito e il finale offre una buona chiusura. Non memorabile, ma piacevole per una visione leggera. Voto: 6-

Liz e l'uccellino azzurro (Animazione/Dramma 2018) - Uno slice of life delicato e contemplativo, incentrato sul rapporto tra due studentesse unite dalla musica e da un legame ambiguo tra amicizia e attrazione. La narrazione si sviluppa su due piani: la realtà scolastica e una fiaba parallela che riflette simbolicamente i sentimenti delle protagoniste (la parte migliore). Una narrazione lenta, a tratti soporifera, ma che si riscatta nel finale emotivo. L'animazione è curata, con colori vivaci e una regia sensibile, anche se poco incisiva, ma non per questo peggiore rispetto a La forma della voce. Non memorabile, ma gradevole per chi apprezza storie intime e silenziose. Voto: 6

WXIII: Patlabor the Movie 3 (Animazione/Sci-fi 2002) - Il terzo film della saga, ma si discosta nettamente dai precedenti. I robot Patlabor sono quasi assenti, sostituiti da una trama investigativa su una creatura mutante. La regia di Fumihiko Takayama tenta di emulare lo stile di Mamoru Oshii, ma senza la sua profondità. Il ritmo è lento, l'atmosfera cupa, e le scene silenziose accompagnate dalle musiche di Kenji Kawai sembrano più imitazione che scelta consapevole. La sceneggiatura offre spunti interessanti (tra esperimenti genetici e manipolazione mediatica) ma non li sviluppa a fondo. Tecnicamente il film è ben realizzato, con animazioni solide e una fotografia plumbea, ma manca di personalità. Il finale amaro è uno dei pochi momenti davvero riusciti. Prodotto sì curato ma privo di anima, meno efficace dei precedenti. Voto: 6

Look Back (Animazione/Dramma 2024) - Storia malinconica e breve, con protagoniste due ragazze appassionate di disegno che si confrontano in una dinamica di rivalità e crescita personale. Lo stile grafico è classico nipponico, anche se l'animazione non è sempre precisa. Il tono è triste e riflessivo, con un finale criptico che simboleggia il passaggio dall'adolescenza all'età adulta. I temi trattati (competizione, insicurezza, amicizia) sono già visti, ma vengono affrontati con una certa sensibilità. Nonostante la prevedibilità e qualche forzatura emotiva, il film si lascia guardare con piacere, complice anche la durata contenuta. Non memorabile, ma gradevole. Voto: 6+

Memories (Animazione/Sci-fi 1995) - Ideato da Katsuhiro Otomo, un film antologico composto da tre episodi distinti per stile e contenuto, accomunati da una forte impronta visiva e sonora. "Magnetic Rose": fantascienza lirica e inquietante, con regia di Koji Morimoto e sceneggiatura di Satoshi Kon. Ispirato a un racconto di Otomo, è il più riuscito e coinvolgente, grazie anche alla colonna sonora di Yoko Kanno e all'inserto lirico da "Madama Butterfly". "Stink Bomb": commedia nera grottesca diretta da Tensai Okamura. Originale ma prevedibile, alterna satira e caos con una critica al sistema militare. "Cannon Fodder": distopia sperimentale firmata Otomo, raccontata con un lungo piano sequenza. Visivamente audace ed efficacemente malinconico, ma narrativamente minimale nonché incompiuto. Nel complesso, "Memories" è un'opera tecnicamente eccellente, variegata nei toni e nei generi. Non perfetta, ma consigliata agli amanti dell'animazione d'autore e delle raccolte sperimentali. Voto: 6,5

venerdì 29 agosto 2025

I film del mese (Agosto 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/08/2025 Qui - Ecco la lista dei film visti questo mese. Scelte o meno, pellicole visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Mediaset Infinity (compreso Plus), Paramount Plus e RaiPlay, a infine Disney Plus, TimVision e occasionalmente YouTube. Sporadicamente anche da Apple Tv Plus, Pluto TV e siti vari (anche non legali). Lo speciale cinematografico del mese è incentrato sull'animazione giapponese, con la Parte 4 dell'Anime Generation.

Holy Spider (Dramma/Thriller 2022) - Un thriller iraniano ispirato a fatti reali, che racconta la caccia a un serial killer di prostitute nella città di Mashhad. Oltre alla tensione narrativa, il film denuncia una società patriarcale e repressiva, dove l'assassino riceve comprensione e persino approvazione. Atmosfera cupa e disturbante, con sequenze di omicidi crude ma mai gratuite; Regia solida e cast convincente, con personaggi ben delineati; Critica esplicita al fanatismo religioso e all'ipocrisia istituzionale; Ambientazione iraniana resa con realismo e senza didascalismi; Finale amaro e inquietante, che lascia riflettere sull'impatto sociale e culturale della vicenda. Pur non brillando per ritmo, il film coinvolge e colpisce, offrendo uno spaccato potente e scomodo di una realtà poco conosciuta in Occidente. Un'opera coraggiosa e necessaria. Voto: 7+

The Crow - Il corvo (Azione/Fantastico 2024) - Un remake imbarazzante sotto ogni aspetto, paragone impietoso. La storia d'amore è affrettata e poco credibile, i personaggi piatti e privi di carisma (lui troppo "sporco", lei bruttina). La seconda parte tenta di dare profondità, ma si perde in dialoghi piatti e una narrazione che non decolla mai. Il terzo atto scivola in una vendetta violenta e gratuita, con uno splatter tardivo e fuori luogo. Il nemico è abbozzato, senza motivazioni chiare. Le musiche sono fuori tono, la regia priva di visione. Un film che non lascia nulla, se non la sensazione di aver sprecato tempo. Un film mal riuscito, tra i peggiori rifacimenti mai visti. Voto: 3,5

Fall (Azione/Thriller 2022) - Due ragazze decidono di scalare una torre radio abbandonata alta 600 metri per superare un lutto e guadagnare visibilità. L'impresa, assurda e pericolosa, si trasforma presto in un incubo. Il film si regge solo sulle riprese spettacolari che trasmettono vertigine e tensione, mentre tutto il resto (dialoghi, personaggi, trama) è debole, prevedibile e spesso imbarazzante. Un survival mal scritto, con protagoniste antipatiche e colpi di scena telefonati. Voto: 4,5

Thelma (Commedia/Azione 2024) - Una commedia action originale e divertente, ispirata a una storia vera. La protagonista è una novantenne truffata online che, con l'aiuto del nipote nerd e di un vecchio amico, decide di recuperare il denaro perso affrontando un'avventura improbabile ma piena di energia. Il film sorprende per la freschezza della regia, la simpatia del cast (ottima la prova di June Squibb) e il tono leggero con cui affronta temi importanti come l'indipendenza nella terza età, la fiducia e la resilienza. Senza scadere nel melodramma, riesce a trasmettere un messaggio positivo: l'età non è un limite alla vitalità. Un piccolo film che lascia il sorriso. Voto: 6,5

Il giorno dell'incontro (Sportivo/Dramma 2023) - Il film d'esordio alla regia di Jack Huston, segue Mickey Flannigan, ex campione caduto in disgrazia, nelle ore che precedono il suo ritorno sul ring. Più che una redenzione sportiva, il match rappresenta un gesto finale verso le persone che ama. Girato in bianco e nero, il film, che di precisi riferimenti cinematografici non ne ha pochi, si muove tra cinema d'autore e racconto sportivo, con atmosfere malinconiche e dialoghi riflessivi. Michael Pitt offre una prova intensa e dolente, affiancato da interpreti di rilievo come Joe PesciRon Perlman e Steve Buscemi. Se le sequenze di boxe risultano meno riuscite, il racconto umano conserva una sua grazia, pur non evitando qualche cliché e prevedibilità. Un'opera apprezzabile, che trova forza nella sua poetica visiva e nella sincerità del protagonista. Voto: 6,5