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venerdì 24 maggio 2019

One Piece Gold: Il film (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/05/2018 Qui - Con una trama che all'inizio può ricordare quella di Ocean's ElevenOne Piece Gold: Il film è un lungometraggio avvincente e dinamico, con continui colpi di scena. Il film infatti, tredicesimo film dedicato alla ciurma di Cappello di Paglia e facente parte quindi della famosissima serie anime e manga (creata nel 1997 ed edita in Italia nel 2001), sceneggiato da Tsutomi Kuroiwa, con la supervisione di Eiichiro Oda, storico creatore di One Piece (il manga più venduto al mondo), e diretto da Hiroaki Miyamoto, è un'opera, in cui l'animazione è ottima e il divertimento è garantito, in grado di sorprendere, soprattutto i fan della serie, giacché nuovi personaggi vanno ad arricchire il già vasto universo dell'anime (che può vantare undici speciali, tredici film e due corti in 3D) che viene messo in onda in Giappone nel 1999 e in Italia per la prima volta su Italia 1 nel 2001. Proprio da quell'anno che il suddetto è diventato un appuntamento fisso per milioni di appassionati compreso me, tanto che a distanza di anni è ancora (negli ultimi dieci/quindici anni) uno dei miei cartoon preferiti. Tuttavia negli ultimi quattro anni a causa dell'interruzione da parte di Mediaset, anche se quest'anno sembrerebbe finalmente tornato con nuove puntate, sono rimasto parecchio indietro (ancora fermo verso la fine della saga degli uomini-pesce). Non a caso mi sono approcciato a questo tredicesimo film (il primo però che vedo interamente, perché non sono sicuro di quanti durante la messa in onda delle puntate ne avranno mandati a tronconi) con una certa titubanza. Proprio perché solo cercando informazioni ho saputo che la pellicola temporalmente si colloca a cavallo di due cicli narrativi che ancora non ho visto, ovvero dopo il ciclo narrativo di Dressrosa in cui cappello di paglia ha sconfitto Doflamingo e conosciuto Sabo, terzo fratello in possesso delle abilità date dal frutto Foco Foco. Per fortuna ciò non è stato un grande problema (o almeno solo in parte) poiché esso non si discosta tanto dagli standard, dai temi e narrazione, della serie anime originale.

giovedì 23 maggio 2019

Yattaman: Il film (2009)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/05/2018 Qui - Partiamo da un presupposto importante per questa recensione e per questa pellicola facente parte delle mie promesse cinematografiche 2018, ovvero che questa roba assurda non va giudicata come un normale film. Se no, si dice subito che è totalmente improponibile, spesso imbarazzante per le scemenze proposte, malgrado qualche bella situazione umoristica, tanto che a volte viene da dire che il traduttore si è preso delle belle licenze (anche se in verità è uno primi che vedo di questo genere in ambito non occidentale). Giudicandolo invece per la totale pazzia che è, non è poi malvagio, anzi. Bisogna avere in mente i cartoni animati da cui prende ispirazione, che a loro volta erano strampalati assai. Questa pellicola del 2009 infatti, è il live action di uno cartoni (degli anni '80) più folli e bizzarri forse di sempre, cioè Yattaman, uno dei miei cartoni preferiti da bambino, come avrete potuto constatare nella mia Compilation Geek di settimane fa. Non a caso il prologo di questa pazza pellicola è ricco d'azione e d'ironia, risultando, soprattutto grazie alla capacità di rimanere altamente fedele al bizzarro spirito del cartoon, dal quale riprende addirittura i temi musicali, immediatamente accattivante ed infine risultando un prodotto godibile e riuscito. Proprio perché Yattaman (Yatterman nella versione internazionale) è un prodotto di semplice intrattenimento senza doppi fini, senza profondi messaggi, senza eroi oscuri e tetre controparti: puro divertissement d'autore senza pretenziosità e quasi senza passi falsi. In tal senso, dato che si tratta di una produzione che doveva miscelare adeguatamente attori reali e CGI, si è scelto di puntare interamente sull'affetto dei fan verso l'opera, sia in patria (dove ha ottenuto un successo clamoroso) che fuori, e si è deciso di affidare il progetto al regista Takashi Miike (The Call: Non rispondere, la trilogia di Dead or Alive13 Assassini e tanto altro) che nella carriera ha alternato produzioni abbastanza discutibili a film inaspettati e più che piacevoli. Non a caso è uno dei registi più incredibili e visionari (per molti un genio perverso) della scena cinematografica asiatica, più semplicemente la visione spesso estrema del "Tarantino d'Oriente", un regista forse e soprattutto amato per i film ambientati nel mondo della Yakuza che tuttavia si è negli anni dimostrato un regista poliedrico che prendendo spesso spunto per le sue sceneggiature dalla produzione manga e tanto altro, ha saputo abbracciare generi e tematiche disparate riuscendo sempre a prevalere.

martedì 12 febbraio 2019

Natale con i Chipmunks

Post pubblicato su Pietro Saba World il 13/12/2016 Qui - Dopo aver visto l'ennesimo film di Alvin Superstar, qui l'ultimo visto, ho ripensato ai Chipmunks e subito ho ricordato la serie a cartoni ma soprattutto il fatto che questi simpatici scoiattoli hanno anche inciso un album natalizio, perciò perché non cogliere l'occasione propizia per riascoltarli dato che l'anno scorso mi sono già giocato la carta de La top 10 delle canzoni di Natale preferite? e in effetti cercando anche su Youtube ho trovato dei video di queste simpatiche canzoni, visitabili e ascoltabili qui. In più già che ci sono ho pensato di conoscere un po' di più un fenomeno musicale incredibile, infatti se non lo sapete, Alvin and the Chipmunks sono un gruppo musicale a tutti gli effetti, nonostante i membri non esistano. Questo perché i Chipmunks, immaginario gruppo musicale a cartoni animati creato da Ross Bagdasarian, avendo una formazione, effettuando live, componendo album ed ottenendo contratti con varie case discografiche, non solo sono un band, ma possono anche essere considerati iniziatori di uno stile canoro molto speciale. Le voci dei Chipmunks infatti, molto particolari e stridule nonché non facilmente comprensibili, sono davvero speciali, ma comunque riproducibili anche digitalmente. Addirittura il termine "voce da chipmunk" è entrato a far parte dei modi di dire americani e non solo, musicalmente parlando, per riferirsi proprio ad una voce accelerata artificialmente. In seguito anche Prince ha utilizzato questa tecnica in alcune sue canzoni. Tutto questo concede difatti alla band il primato di gruppo musicale più vecchio ancora esistente. Ma snoccioliamo un po' di Storia di questi autentici fenomeni. Il gruppo formato da tre scoiattoli striati cantanti e simpatici (che hanno preso il loro nome da quelli dei dirigenti della loro casa discografica, la Liberty Records), Alvin, il ribelle, che diventò rapidamente la stella del gruppo, Simon, alto ed intellettuale, e Theodore, dolce e cicciottello furono 'inventati' nel 1958, da Bagdasarian, che usò il suo nome d'arte, David Seville (il "padre adottivo" umano), per incidere il primo disco, e cantare (in playback) insieme a loro tramite marionette. Da qui l'inaspettato successo che portò il gruppo ad incidere altri dischi e ad avere un cartone animato (Alvin Showche andò in onda negli anni sessanta in America.

sabato 15 settembre 2018

Le Tartarughe Ninja: Il film ...e non solo

Retrospettiva, trama completa e commento pubblicati su Pietro Saba World il 22/08/2015 Qui - Hanno già fatto il loro ritorno al cinema le quattro tartarughe mutanti, i simpatici mangiatori di pizza a volontà, e nel 2016 raddoppieranno con il sequel. Negli anni novanta erano gli eroi (con dei nomi troppo belli, un genio chi li ha inventati) che tutti i bambini volevano essere soprattutto a carnevale vestendosi a maschera. C'era anche la serie a cartoni animati, non mi sono mai perso una puntata. Il nuovo riavvio della serie cinematografica (nel 2014) è avvenuta in concomitanza col trentesimo anniversario dall'uscita della prima serie dei fumetti delle Tartarughe Ninja, avvenuta nel maggio del 1984La nuova pellicola però è il remake del film Tartarughe Ninja alla riscossa del 1990. Questo primo film fu girato dal vivo con attori in costume, e grazie alla serie animata ebbe un grande successo, in realtà il film si basa soprattutto sui fumetti originali, e sebbene vi siano alcune caratteristiche che lo riconducono ai cartoni animati del 1987 non compromettono tuttavia la somiglianza tra film e fumetto. Tartarughe Ninja alla Riscossa è fedele alla storia originale, anche per le ambientazioni oscure e notturne. Il successo creato da questa pellicola porterà alla luce ben tre sequel: Tartarughe Ninja II - Il segreto di Oozequesta seconda pellicola non ha quasi nessuna analogia con gli eventi del fumetto, ma riprende dagli eventi finali della pellicola precedente, lo stile tetro parzialmente permane, ma inizia ad essere permeato dal genere comico e luminoso della prima serie animata che nel 1991, anno di uscita del film nelle sale, vedeva il suo periodo di massimo splendore. Il film fu girato in memoria di Jim Henson (che ha lavorò sui costumi delle Tartarughe e Splinter nel primo film) e contiene un messaggio ambientalista. Nonostante sia il secondo capitolo della saga, è stato il primo dei tre film ad essere trasmesso in prima visione tv su Canale 5, nel febbraio del 1994. Ah poveri noi! Tartarughe Ninja III, con il terzo film la saga cinematografica si scinde completamente dal fumetto, assumendo quasi per intero le caratteristiche allegre dei cartoni animati in voga in quel periodo. Nonostante questi cambiamenti e il buon successo commerciale, il film è stato negativamente accolto da critici e fan (giustamente).