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lunedì 3 maggio 2021

Cena con delitto - Knives Out (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 03/05/2021 Qui - Bello, intrigante e ironico, brillante in tutte le sue componenti, Cena con delitto è stata una bella sorpresa. Uno script formidabile (meritatissima la candidatura agli Oscar 2020 per la migliore sceneggiatura originale) e un cast da applausi (per i nomi coinvolti, Christopher Plummer in memoriam, e per la resa) lo rendono infatti uno dei migliori whodunit degli ultimi anni. Difatti Cena con delitto è una complessa macchina cinematografica, esempio virtuoso di intrattenimento, sottile gioco di equilibrismi tenuto in piedi da un'ottima professionalità. Un film da vedere e da godere in cui l'intelligenza e il divertimento riescono a procedere con passo fermo e sicuro nel nome di Agatha ChristieCena con delitto - Knives Out si diverte molto a smascherare i cliché e gli elementi ricorrenti del genere e riesce così ad essere particolarmente auto-ironico ed acuto. Un film "fresco", agile, ben ritmato, grazie appunto alla sua penna, quella del poliedrico Rian Johnson (sceneggiatore di tutti i suoi film da lui diretti, da Looper a Star Wars: Gli ultimi Jedi fino a quest'ultimo), con dialoghi affilatissimi, ed a un cast solidissimo (svetta, nel ruolo di protagonista, Daniel Craig, ma a sorprendere maggiormente è Ana de Armas: l'attrice e modella cubana realizza una prova incalzate e convince molto). La trama, un po' complicata è comunque attraente e si svolge con l'utilizzo di numerosi flashback o flashforward, con inevitabili colpi di scena abbastanza ben costruiti. Ne deriva un film divertente, in cui l'elemento scenico e scenografico acquista (come nella migliore tradizione del giallo) un rilievo fondamentale. In conclusione, un giallo avvincente e ben costruito, lascia lo spettatore soddisfatto. Voto: 7

sabato 21 novembre 2020

Dragged Across Concrete - Poliziotti al limite (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2020 Qui - Grosse aspettative per questo thriller poliziesco noir drammatico in cui due onesti poliziotti, sospesi dal servizio, passano dalla parte del crimine per far fronte a difficoltà economiche. S. Craig Zahler però non replica il rigore e la durezza del film precedente (dei film precedenti, rispetto a Cell Block 99 la violenza, pur sempre presente, è molto più contenuta): gli stereotipi sono oltre il limite di guardia (il fratello paralitico, la moglie malata, l'anello nascosto, e via discorrendo), il ritmo latita fra una prima parte "attendista" estenuante ed un epilogo frettoloso, certi personaggi secondari sembrano buttati nella mischia a caso (la neo mamma depressa interpretata da Jennifer Carpenter). La buona prova di Mel Gibson e Vince Vaughn non salva un film troppo lungo e sfilacciato, un film pochino deludente. Voto: 5,5

lunedì 12 ottobre 2020

Brawl in Cell Block 99 (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/10/2020 Qui - Ho visto Bone Tomahawk poco tempo fa, e si capisce decisamente che S. Craig Zahler ha un suo stile ben definito, silenzi, e lunghi respiri tipici dei fratelli Coen ed improvvise accelerazioni splatter, che ti lasciano decisamente spiazzato, ma che comunque si riescono a tollerare (almeno per me). Passiamo al film, a me è piaciuto, soprattutto perché non sono abituato a vedere il "grandissimo" e simpaticissimo Vince Vaughn alle prese con tale ruolo, devo dire che l'ho molto apprezzato in questo ruolo non consono alle sue solite caratteristiche (anche gli altri ho apprezzato, dal luciferino Udo Kier, alla sensuale androgina Jennifer Carpenter fino al redivivo Don Johnson). Il film nel suo complesso mi ha intrattenuto e nonostante alcune parti rallentate, non mi ha mai stufato, anzi, ti prepara a quello che viene dopo, e qui si vede la mano e la tecnica del regista (che attendo al varco nel terzo suo film prossimo alla visione). Brawl in Cell Block 99 è infatti un film di genere alquanto atipico, come lo era l'opera precedente di Zahler, che spicca il volo non appena la storia si sposta dentro l'inferno carcerario ed i suoi vari gironi che il protagonista si troverà a fronteggiare in un'opera sistematica di demolizione del corpo, fra arti spezzati e teste maciullate (pregevoli i contributi tecnici, fotografia e musica in primis). Proprio non male. Voto: 6+

sabato 3 novembre 2018

Cold in july (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/01/2016 Qui - Cold in july è un meraviglioso thriller poliziesco del 2014 che vira in lieto fine e in toni da commedia nera, la trasposizione del celebre romanzo di Joe R. Lansdale. E' ambientato nel 1989, l'epoca del vhs e delle videoteche, fondamentali per risolvere il "caso". Un padre di famiglia (Richard Dane), un corniciaio di mestiere, spara e uccide un uomo che si è introdotto nella sua casa di notte. Stabilita la legittima difesa, la polizia rilascia Richard dopo la deposizione in cui apprende il nome dell'uomo che ha ucciso (Freddy Russell). Richard è sempre più angosciato, non bastasse il padre del ragazzo ucciso (Ben) vuole vendetta. La vicenda però si rivelerà essere ben diversa da quanto creduto in un primo momento. Ben infatti rinuncia alla sua rivalsa, scoprendo molto presto e con l'aiuto di Richard che l'uomo morto in casa sua non è in realtà suo figlio. Poiché suo figlio è un protetto, un testimone ma anche un pervertito, starà a Ben sistemare le cose, con l'aiuto di un suo vecchio amico. Veramente un bel thriller (eccellenti anche se sconosciuti gli attori), c'è tensione, c'è azione, c'è ironia, ma soprattutto c'è buon cinema, un respiro classico del grande cinema americano, attraverso lo stile noir anni 80 e dello spirito post-80. Una storia avvincente, diversa ed interessante, bravi gli attori, buon finale, da non perdere. Voto: 6,5