Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - Prodotto da Studio Madhouse (creatore del celebre Ninja Scroll) in collaborazione con Gainax (Evangelion), il film dell'apprezzato animatore Takeshi Koike è un viaggio psichedelico ultra-pop che eleva le leggendarie "Wacky Races" a un livello superiore. Ogni cinque anni si svolge la gara più pazza e prestigiosa della galassia, e solo i migliori piloti hanno l'onore di parteciparvi, senza alcuna restrizione. Con veicoli che si trasformano in mech, armi biologiche in stile Akira e protesi meccaniche alla Shin'ya Tsukamoto, c'è spazio anche per un'intensa storia d'amore. Vale la pena vederlo, anche se rimane pur sempre un film di consumo rapido da apprezzare senza aspettative. È degno di nota soprattutto per la sua estetica, perché per il resto offre poco da salvare. Voto: 6+ [VVVVID]
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mercoledì 31 luglio 2024
lunedì 31 luglio 2023
I figli del mare (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2023 Qui - La storia raccontata da Ayumu Watanabe (tratta da un omonimo manga) è tutt'altro che leggera e ordinaria, ma forse proprio per questo non è riuscita a entusiasmarmi. Pur apprezzandone la grafica e le scene fantasiose e colorate, I figli del mare soffre di una pesantezza narrativa che non mi ha permesso di calarmi completamente nelle dinamiche che presenta, non andando incontro ai miei gusti e alla mia voglia di leggerezza. Certamente sufficiente a livello visivo, ma non di facile digeribilità. Un film per niente facile da capire e così complicato da rendere pesanti molte delle scene (parla di tante cose: mare, acqua, origine della vita, filosofia, ambiente e tante altre cose, forse un po' troppe). Una favola metafisica immerge lo spettatore nei mari più profondi in un flusso di sequenze visivamente sbalorditive ma incomprensibili. Fino alla fine si spera in una spiegazione, ma niente, il che dà un senso di frustrazione e delusione (da non perdere in ogni caso i titoli di coda). Il doppiaggio italiano mediocre, poi, non aiuta per nulla. Comunque non brutto. Voto: 6
giovedì 27 ottobre 2022
Seven Days War (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Gruppo di studenti decide di ribellarsi ai rispettivi genitori barricandosi in una vecchia fabbrica. Questo spunto interessante dà tuttavia il là a una prevedibile serie di incontri/scontri tra i ragazzi che culminano in un finale ovviamente positivo. Graficamente è un prodotto decente, ma ciò non basta a salvarlo dalla noia, strano davvero che il libro dal quale la pellicola è tratta abbia avuto tanto successo. Seven Days War è un film che intrattiene nonostante tutti i suoi difetti. Ha dei grossi problemi di scrittura dei dialoghi e qualche inciampo nella caratterizzazione dei personaggi che vengono però almeno bilanciati dai suoi (pochi) punti di forza. La sensazione finale è di un film gradevole, ma che avrebbe potuto essere molto migliore. Voto: 6
sabato 30 luglio 2022
Boiling Point - I nuovi gangster (1990)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/07/2022 Qui - L'attimo di ribellione di un giovane sfigatello dà il via ad una
reazione a catena di violenze e crimini, in un rincorrersi di situazioni
paradossali e di personaggi buffi, cupi e grotteschi, in specie quello
interpretato da Takeshi Kitano. Non mi ha convinto fino in fondo questo
secondo film del regista giapponese, a differenza del primo Violent Cop
che era un discreto noir e che già tracciava il percorso che il regista
seguirà in futuro. Anche questo film prova a farlo, ma risulta
caratterizzato da silenzi che a mio parere mancano della giusta
intensità emotiva e non riescono a riempire il vuoto lasciato dalla
mancanza di una colonna sonora, ma sembrano più dovuti ad idee poco
chiare che ad un tentativo poetico (o forse sarà che Kitano mi ha
abituato troppo bene nelle sue successive opere). Un film pieno di sano e
divertente cinismo che rende più digeribile la violenza di una realtà
che assume i connotati del sogno, e che si rivela in un finale che torna
al punto di partenza e, sinceramente, poteva essere migliore. Un Kitano
minore, decisamente, ma sempre meritevole di visione. Voto: 6+
giovedì 30 giugno 2022
Freaks (1932)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2022 Qui - Sono passati ben 90 anni dall'uscita di questo film ed è difficile
trovare un'altra pellicola capace, a distanza di tanto tempo, di essere
così disturbante, priva di una qualsiasi falsa retorica, coraggioso nel
mostrare la crudeltà dei "normali" e dei cosiddetti "diversi" (usciva nel
1980 The Elephant Man, forse l'unico similmente avvicinabile, anche nella riuscita complessiva). In un
ipotetica classifica di film "maledetti" (il coraggio che ebbe Tod
Browning nel girare questo film è sotto gli occhi di tutti, ma è un
coraggio che pagò a caro prezzo) avrebbe il primo posto assoluto. Spiace
soltanto che questa pellicola, dalle vicissitudini a dir poco
travagliate, abbia una durata così limitata e non la versione delle
preview dell'epoca di 103 minuti, 30 minuti (quelli più estremi e
controversi) in meno, che non tolgono tuttavia alla versione disponibile
su VVVVID e/o Prime Video, la compattezza e potenza espressiva già
insiti nella pellicola, sconvolgente oggi come 90 anni fa, un tema
spigoloso e ancora attuale. Quello che si affronta in Freaks è infatti
la diversità che è "normale" e la
"normalità" che sa essere più mostruosa di quello che si vede. La
forza e l'impatto emotivo delle immagini non ha eguali, rapportate ai
tempi in cui è girato il film, inglobate in una storia che sembra
semplice, e che in effetti lo è, regalando al pubblico emozioni e
sentimenti reali e "normali", riuscendo a mantenere in costante
equilibrio l'ironia, il dramma e la violenza fisica e verbale senza
ricorrere per forza di cose alla retorica o all'enfasi dei personaggi
(veri "freaks") che popolano il film. Un cult/capolavoro che giustamente, a mio
avviso, merita tutta la considerazione di cui gode e che sarebbe il caso
di vedere almeno una volta nella vita. Voto: 8,5
mercoledì 24 novembre 2021
In questo angolo di mondo (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/11/2021 Qui - Sunao Katabuchi si è formato con gli insegnamenti di Hayao Miyazaki e in
questo suo film dimostra di saperli mettere in pratica, imbastendo una
storia di forti emozioni. Emozioni che paradossalmente sembrano
trattenuti, in quelle che sono le caratteristiche dei personaggi
principali e che mostrano di come in tempo di guerra si possa mettere da
parte la sofferenza e andare avanti con la forza di volontà, quasi come
a isolarsi dalle paure e dai pericoli. In questo angolo di mondo
(adattamento anime del manga Kono sekai no katasumi ni di Fumiyo Kōno) potrebbe trovare delle assonanze con Una tomba per le lucciole,
ma il
film di Katabuchi si focalizza, forse in maniera un po' prolissa, sulla
vita di una giovane donna che deve affrontare cambiamenti improvvisi
nella sua vita e imparare cose nuove, conoscere nuove realtà famigliari e
deve fare i conti anche con un destino che la porta ad avere, e fare,
scelte diverse da quelle per cui era portata. Un film graficamente
discreto, come già accennato forse un po' lungo e non totalmente fluido
in alcuni momenti, ma capace di coinvolgere e mantenere viva
l'attenzione dello spettatore, portandolo a riflettere su quello che era
la condizione della donna in Giappone e le conseguenze di un conflitto
mondiale che non ha risparmiato nessuno. Un buon film d'animazione, che
al netto dei pregi e dei difetti (la storia d'amore tra Suzu ed il suo
sposo pur non essendo banale e mielosa è poco approfondita e soprattutto
frettolosa), merita sicuramente la visione. Voto:
6,5
sabato 6 novembre 2021
Speciale Cinema Internazionale Vintage
Post pubblicato su Pietro Saba World il 06/11/2021 Qui - C'è un italiano, un russo, un cileno ed un americano, no, non è l'inizio di una classica barzelletta, ma la nazionalità dei registi da me coinvolti per lo Speciale Cinema generico appositamente progettato, per recuperare alcune mancanze a livello cinematografico mondiale (di film non proprio recenti, ma decisamente vintage). Uno speciale che quindi racchiude un po' di tutto, dramma, azione ed horror, che ho pescato da un catalogo non proprio ricchissimo, quello di VVVVID (piattaforma che ricordo essere gratuita), ma comunque non priva di titoli interessanti, sia recenti che non recenti. Uno speciale che inizialmente prevedeva vedessi Prison of the Dead di David DeCoteau, ma dopo l'esperienza delirante avuta con Creepozoids ho virato su altro, su un altro film che insieme agli altri compongono appunto questo quartetto di titoli vintage, titoli diretti dai registi Umberto Lenzi, Alejandro Jodorowsky, David Schmoeller e Andrej Končalovskij, che hanno dato vita a pellicole decisamente singolari, alcune di queste addirittura divenute di culto. Uno speciale che peraltro fa da chiusura alla Promessa cinematografica di quest'anno, perché sì, mancano sempre i film legati agli Oscar o a semplici recuperi, ma l'obbiettivo prefissato ad inizio anno, ben 15 propositi, si può dirsi concluso. E con questo discorso quindi arrivato alla fine, non vi resta che constatare se quest'ultimo viaggio sia stato per me un buon viaggio o meno.
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