Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Pierfrancesco Favino tiene abilmente le fila di una storia che ha come leitmotiv la legge del mare. Salvatore Todaro è un uomo di mare, regge un equipaggio, lo dirige, è in grado di intravedere anticipatamente l'andamento delle situazioni, ma innanzitutto è un uomo e un uomo non può lasciare morire altri uomini, anche se si sta combattendo una guerra. Edoardo De Angelis utilizza un fatto storico per fornirci un messaggio: in mare gli uomini si salvano, sempre e a prescindere. Una narrazione talvolta rarefatta che coincide con i claustrofobici interni del sommergibile. Bella la caratterizzazione dei marinai imbarcati e toccanti le parole del protagonista. Indubbiamente un film di livello che, nonostante le due ore ed una certa (evitabile) retorica, non annoia, anzi, regala sopite emozioni. Voto: 6,5 [Paramount Plus]
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martedì 30 aprile 2024
Comandante (2023)
Labels:
Dramma storico,
Edoardo De Angelis,
Film di guerra,
Gianluca Di Gennaro,
Johan Heldenbergh,
Johannes Wirix,
Massimiliano Rossi,
Pierfrancesco Favino,
Silvia D'Amico
martedì 11 febbraio 2020
Il vizio della speranza (2018)
Titolo Originale: Il vizio della speranza
Anno e Nazione: Italia 2018
Genere: Drammatico
Produttore: Attilio De Razza, Pierpaolo Verga, Edoardo De Angelis
Regia: Edoardo De Angelis
Sceneggiatura: Edoardo De Angelis, Umberto Contarello
Cast: Pina Turco, Demi Licata, Mariangela Robustelli, Jane Bobkova, Juliet Esey Joseph
Odette Gomis, Marcello Romolo, Cristina Donadio, Massimiliano Rossi, Marina Confalone
Durata: 96 minuti
Anno e Nazione: Italia 2018
Genere: Drammatico
Produttore: Attilio De Razza, Pierpaolo Verga, Edoardo De Angelis
Regia: Edoardo De Angelis
Sceneggiatura: Edoardo De Angelis, Umberto Contarello
Cast: Pina Turco, Demi Licata, Mariangela Robustelli, Jane Bobkova, Juliet Esey Joseph
Odette Gomis, Marcello Romolo, Cristina Donadio, Massimiliano Rossi, Marina Confalone
Durata: 96 minuti
Premio del pubblico alla Festa di Roma e un David di Donatello per il dramma di Edoardo De Angelis con Pina Turco.
Maria, finita in uno sporco giro, si ribella alla sua vita tormentata.
lunedì 1 aprile 2019
Indivisibili (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 11/10/2017 Qui - Calato in un contesto di squallore (quello della Campania del malaffare, sordida e disperata, volgare e trash) che ben si sposa con la vicenda, che segue la storia di due gemelle siamesi (senza organi in comune), sfruttate dalla loro squattrinata famiglia (padre, madre e zii) che le "usa" per esibizioni e cerimonie religiose, anche se loro vorrebbero una vita normale, Indivisibili, drammatico film italiano del 2016 di Edoardo De Angelis, grazie appunto al racconto della loro passione e desiderio di libertà, che commuove ed esalta, e del loro slancio di fuga dalla ribalta, verso la normalità, che ci impone rispetto insegnandoci la dignità, riesce a fare breccia. Dopo Jeeg Robot infatti, il cinema italiano sforna un altro piccolo gioiello, anche se da non dimenticare tra i film italiani visti quest'anno il riuscitissimo Perfetti Sconosciuti e il comunque discreto La pazza gioia, seppur personalmente non mi ha convinto. Quello che convince è il regista, che al terzo lungometraggio si conferma (dopo il discreto debutto di Mozzarella Story e la buona opera seconda Perez) come uno dei registi più interessanti del panorama nazionale. Giacché Indivisibili con la forza del desiderio di libertà delle due ragazze, in cui famiglia e religione non offrono alcun conforto, ma anzi sono parte integrante di una gabbia a cielo aperto, rappresenta il film più compiuto di questo regista, capace di dare sostanza ai personaggi facendoli interagire in simbiosi con il contesto, anche se qui nonostante la ulteriore capacità di centrare storie ambientazioni, calca nuovamente un po' troppo su toni e situazioni (un po' più di controllo esalterebbe maggiormente le vicende raccontate, e qualche grevità in meno non guasterebbe). Indivisibili però e fortunatamente è una storia più forte e ricca di spunti e simboli, l'immagine delle due sorelle siamesi (le classiche galline dalle uova d'oro per un padre sfruttatore) che caratterizza tutto il film è visivamente potente e umanamente toccante. E quando un medico introduce il dubbio nelle due ragazze (soprattutto in una delle due, più coraggiosa e ribelle), il film fa esplodere nella storia la voglia di fuga da quel mondo asfittico e mefitico delle due protagoniste, interpretate in maniera eccezionale dalle giovani esordienti Angela e Marianna Fontana, due interpreti sorprendenti e indimenticabili.
martedì 25 settembre 2018
Perez (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/09/2015 Qui - Demetrio Perez è un famoso avvocato penalista napoletano che anni prima era considerato uno dei migliori nel suo campo, ma essendosi fatto troppi nemici, adesso si è ridotto a fare l'avvocato d'ufficio. La sua vita comincia ad andare a rotoli quando sua figlia Tea si innamora follemente di Francesco Corvino, figlio di un boss della camorra. Nonostante la riluttanza di Perez, Francesco afferma di essere sinceramente innamorato di sua figlia. Luca Buglione, boss di un clan rivale dei Corvino, capendo di essere arrivato al capolinea, decide di costituirsi, facendosi rappresentare da Perez e stringendo con lui un accordo: se l'avvocato avesse recuperato per lui una partita di diamanti di contrabbando, egli avrebbe testimoniato come pentito a sfavore di Francesco. Perez accetta e si reca nel posto stabilito insieme al collega Ignazio Merolla, recuperando i diamanti dallo stomaco di un toro. Francesco, incriminato per l'omicidio a sangue freddo di una coppia di anziani, si vede costretto ad organizzare una fuga in Spagna. Quando però scopre che Perez è l'avvocato del boss rivale, il suo atteggiamento cambia completamente: prende in ostaggio lui e sua figlia perché lo portino nella località segreta dove Luca Buglione viene tenuto sotto protezione come collaboratore di giustizia. Buglione stabilisce un incontro notturno con l'avvocato per farsi consegnare i diamanti: Francesco va con Perez e Tea all'appuntamento e, approfittando del buio della notte, tenta di sparare di sorpresa al boss rivale ma Perez lo investe, uccidendolo.
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