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martedì 27 febbraio 2024

The Flash (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2024 Qui - Tutto sommato uno dei film di supereroi più interessanti degli ultimi anni, e anche uno dei migliori DC, non che sia un'impresa in realtà. Il primo film dedicato a Flash (interpretato da un simpatico ed ironico Ezra Miller che si sdoppia in due con la sua controparte più giovane) non delude le attese e tiene lo spettatore incollato (o quasi) allo schermo. Andy Muschietti (dopo le fatiche di It) crea infatti un film imperfetto ma divertente, che ha il gusto della bizzarria che contraddistingue questa ondata di storie sul multiverso (che in questo caso vede il supereroe dalla velocità straordinaria ritornare nel passato per cercare di salvare i suoi genitori da drammatici eventi). La sceneggiatura regge (senza evidenti buchi e senza scadere in ingarbugliamenti eccessivi per fortuna) e l'azione diverte. C'è una CGI spesso plasticosa ma c'è anche tanta anima e può scappare la lacrimuccia. The Flash ha inoltre il piacere di ri-annoverare un grande e autoironico Michael Keaton (con annessa colonna sonora) che riprende i panni di Batman dopo 31 anni (apprezzato anche il cameo del compianto Christopher Reeves e a dir poco grottesco quello di Nicolas Cage, ma voluto). Non meritava il flop che ha avuto, una visione merita. Voto: 6,5 [Infinity Plus]

mercoledì 31 maggio 2023

Il bar delle grandi speranze (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - George Clooney dirige un film classico, già visto anche dal punto di vista della sceneggiatura ma corretto. Mancano guizzi di sorta e la storia di formazione segue iter conosciuti, ma non dispiace la messa in scena sobria e il ritmo, che è lento ma non esangue. Tye Sheridan si fa rubare la scena dalla sua controparte fanciullesca, così che i personaggi più interessanti restano quelli di contorno tra un azzeccato Ben Affleck e un divertente Christopher Lloyd. Prima parte più riuscita della seconda divisa tra amori adolescenziali e scontri col padre assente. Nella media. Voto: 6

martedì 31 agosto 2021

L'uomo che uccise Hitler e poi il Bigfoot (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2021 Qui - Suppongo ma potrei anche sbagliare, che chiunque legga un titolo del genere, guardando anche la locandina, la prima cosa che pensa è di vedere una trashata assurda. Ecco, niente di tutto questo, perché l'elemento trash non si vede nemmeno con il telescopio Hubble. La pellicola (scritta, diretta e co-prodotta dallo sconosciuto regista americano Robert D. Krzykowski) prende rapidamente dei toni malinconici e nostalgici. Tale tonalità rimane per tutta la durata del film, creando un forte contrasto con l'assurdità delle missioni a cui ha partecipato e parteciperà il protagonista, uomo tutto d'un pezzo, al quale la guerra ed il governo ha tolto in fondo una vita normale. Sam Elliott è un attore di tutto rispetto ed è l'aspetto migliore di questo film che purtroppo pecca molto in scrittura, con buchi di sceneggiatura vistosi e con la scansione dei numerosi flashback non proprio indovinata (imbarazzanti i momenti clou). Comunque non è facile giudicare un film del genere, un film che almeno è originale, ma l'originalità non sempre basta. Voto: 5,5

venerdì 13 agosto 2021

Lucky (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/08/2021 Qui - Paura, è questo il sentimento nuovo ed inesplorato con cui è costretto a fare i conti Lucky, novantenne che si considera quasi invincibile. La paura del vuoto, l'attesa di un epilogo già scritto che aspetta di essere vissuto. Lucky, fumatore e bevitore abitudinario, amante dei quiz e dei cruciverba, vede la sua routine quotidiana scossa da una scoperta del tutto inaspettata, una crepa nella sua natura invulnerabile: la vecchiaia. Negli 88 minuti che raccontano pochi giorni della sua vita, Lucky conduce con sé lo spettatore in un viaggio interiore che passa per esperienze e situazione della sua quotidianità. La fotografia, che sfrutta la luce naturale tipica dei paesaggi rurali degli States fa da cornice alle vicende ordinarie vissute dal protagonista che, grazie al confronto con gli altri personaggi riesce a maturare una riflessione, cruda quanto vera, sulla fugacità della vita e sulla mortalità. Come riacquistare l'equilibrio nel vivere, superando la paura della morte e affrontando l'ingiustizia che sembra la vita: è una delle domande a cui John Carroll Lynch tenta di dare una risposta con il suo primo film alla regia. E lo fa offrendoci una chiave, una strategia, una via, che ci appare scontata, quasi banale, tanto semplice quanto potente: sorridere. Un film (simile ma diverso dal bellissimo Una storia vera di David Lynch, qui presente come attore) sull'arte dell'invecchiare che tutti noi prima o poi sperimenteremo, inevitabilmente lento, ma mai noioso. Grazie a dialoghi ben scritti e a un cast talentuoso, il film riesce a mantenere l'interesse pur in assenza di grandi colpi di scena, l'umorismo agrodolce non è mai ruffiano e il film risulta un esercizio onesto e sentito. E quindi buon esordio alla regia per uno dei migliori caratteristi attuali del cinema americano, ed ottima performance di Harry Dean Stanton, quasi profetico, al suo ultimo (memorabile) film. Voto: 6,5

martedì 30 giugno 2020

Arrivederci professore (2019)

Titolo Originale: The Professor
Anno e Nazione: USA 2019
Genere: Drammatico, Commedia
Produttore: Brian Kavanaugh Jones Greg Shapiro
Regia: Wayne Roberts
Sceneggiatura: Wayne Roberts
Cast: Johnny Depp, Zoey Deutch, Danny Huston, Rosemarie DeWitt
Odessa Young, Devon Terrell, Siobhan Fallon Hogan
Linda Emond, Ron Livingston, Marilyn Norry
Durata: 90 minuti

Un inedito e indimenticabile Johnny Depp in un dramma struggente e ironico.
Un professore di mezza età che scopre di essere gravemente malato e rivoluziona completamente il suo atteggiamento nei confronti della vita e delle persone che lo circondano, mostrando il suo lato più ribelle e sincero.

giovedì 14 novembre 2019

L'evocazione - The Conjuring (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/11/2019 Qui
Tema e genere: Horror soprannaturale basato sui fatti riportati dalla coppia di ricercatori del paranormale Ed e Lorraine Warren, le cui esperienze in precedenza avevano già ispirato film come Amityville Horror e The Haunting in Connecticut.
Trama: Una famiglia si trasferisce in una villa di campagna, scatenando l'ira di oscure presenze: due famosi demonologi si occupano del caso.
Recensione: Partiamo dicendo che i canonici ingredienti da film horror sono tutti ben presenti: casa in campagna isolata, famigliola felice che rimane sconvolta dagli eventi, presenze più o meno demoniache, porte che scricchiolano, strane bambole, persone possedute ed esorcismi. Insomma fino a qui nulla di nuovo. Ciò che fa però funzionare il film è la capacità del regista James Wan di evocare (senza inventarsi nulla) la paura con i vecchi strumenti del mestiere: appunto una famiglia, una presenza demoniaca e una casa che da qualsiasi impressione tranne quella di essere un posto sicuro e accomodante, tipico delle abitazioni degli horror anni '70-'80, ma gestendo bene la suspense. A ciò ci si aggiunga in questa pellicola costruita come si deve (la trama inizialmente procede lenta ma senza intoppi, lo sviluppo di tutta la vicenda è buono rendendosi in grado di suscitare interesse e curiosità nello spettatore), una buona attenzione per i dettagli percettivi, visivi o uditivi che siano (discreta la fotografia di John R. Leonetti, che sguazza nelle ombre ma con la capacità di non farci perdere alcun dettaglio né di affaticarci la vista, ed azzeccate le apocalittiche musiche di Joseph Bishara, discreto inoltre il trucco), anche se poi non fa gridare al miracolo (il che è comunque un demerito relativo). E come se non bastassero, si fa subito forza con un'introduzione efficace dei coniugi Warren, il che conferisce una cospicua dose di credibilità, apre con furbizia ulteriori strade (vedi la bambola "Annabelle", che vedrà poi un "suo" film), insomma ogni mossa ha dietro un suo perché, tangibile o meno all'interno del film. E così sfruttando vagonate di archetipi del genere, dai rumori ai dettagli demoniaci, riesce a creare una buona suspense, anche se a dire il vero poi quando deve esplodere definitivamente paventa qualche balbettio in più. In tal senso risulta emblematica la parte finale (altresì un po' ingenua), infatti quando sopraggiunge il più bello poi quest'ultimo non dura a sufficienza (risoluzione non in linea con la durata del film) per ghiacciare il sangue (anche se il messaggio è positivo). Stimolanti invece i titoli di coda, studiati per accrescere ulteriormente la soggezione, d'altronde nel cinema di James Wan la maestria nell'utilizzo del mezzo va di pari passo con un'idea globale che guarda indietro, riprendendo stilemi collaudati, ed ancor di più avanti per aprirsi sempre più strade. Molto apprezzato dal pubblico, probabilmente più scaltro che completamente riuscito, ha evidenti meriti, qualcosa di meno convincente e può contare su un buon cast che va dal feticcio horror dell'autore (Patrick Wilson, già presente in Insidious) a delle vere donne sopra la media come Vera Farmiga (candidata Premio Oscar nel 2010 con "Oltre le nuvole") e Lili Taylor che sanno conferire ai loro personaggi paure e consapevolezza. Era difficile apportare grosse novità su un tema che è stato ritrattato più e più volte, ma c'è da dire che il regista James Wan (colui che nel 2004 ha creato il primo, e forse unico meritevole di una certa attenzione, della saga di Saw) è del tutto in grado di rendere la pellicola molto interessante (giacché sa come muovere la macchina per creare la suspense giusta in sequenze al cardiopalma). Questo a dimostrazione che in un mondo in cui (quello del cinema) le idee scarseggiano, se il film viene girato da un regista che sa il fatto suo, ne uscirà lo stesso un buon prodotto. Un prodotto di discreta fattura, che decisamente sa spaventare, mantenendo una certa credibilità. Un buon film che tiene attaccati alla poltrona e a un film horror non si può chiedere molto altro. Un buon horror, che a tutti gli appassionati del genere non può di certo mancare.

martedì 16 luglio 2019

Tully (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2019 Qui
Tema e genere: Drammi e avventure di una madre alle prese con una gravidanza inaspettata.
Trama: Marlo, madre di due bambini e incinta del terzo, riceve come regalo dal fratello una tata per aiutarla durante la sera. Dapprima titubante di fronte alla situazione, Marlo stringerà un legame unico con la riflessiva, sorprendente e talvolta impegnativa, giovane tata di nome di Tully, una collegiale dallo spirito libero in grado di sconvolgerle l'esistenza.
Recensione: Per la terza volta insieme, dopo Juno e Young Adult, il regista Jason Reitman e la sceneggiatrice Diablo Cody, con Tully proseguono il loro percorso di emancipazione femminile, portando in questa occasione sul grande schermo una donna ormai così inglobata dalla vita familiare da non riuscire più a pensare ad altro. E solo con la conoscenza di una esplosiva tata notturna, la protagonista riuscirà a prendere in mano la sua vita di donna e attuare quel cambiamento, quel percorso di accettazione, di cui aveva tanto bisogno. In tal senso brava è la coppia produttiva nello strutturare l'opera in modo che lo spettatore riesca ad immergersi nelle difficoltà che una mamma con tre figli, di cui uno problematico ed un altro neonato, può incontrare nel corso della quotidianità. Bisogna infatti ammettere che, con disarmante onestà e dissacrante realismo, Tully mette in scena quello che per molte donne e madri rappresenta un vero e proprio calvario. Un calvario, uno script, sorretto dal buon affiatamento che le due attrici protagoniste (Charlize Theron e Mackenzie Davis) riescono ad esprimere sul set. Difatti, il legame di amicizia che nel corso del film nascerà fra le due donne è il fulcro di questa divertente ed un po' amara pellicola. Una pellicola, grazie anche al regista, sempre capace nel raccontare storie semplici di persone comuni, interessante, realistica e piacevole, che si mantiene sempre su livelli leggeri, regalando all'opera una certa freschezza e godibilità, e che non cade mai, per non rischiare di appesantire tutto, nell'eccessiva drammaticità. Anche se dopo una parte iniziale folgorante, la suddetta, tende gradualmente ad essere accomodante per un regista che non lo è mai stato. Poteva essere infatti più graffiante, ma forse il timore di spingere troppo, specialmente sulla tematica della maternità ne ha in qualche modo messo un freno. Come se non bastasse, il film ha poi il difetto di concentrarsi unicamente sul rapporto tra le due protagoniste, limitandosi a mostrarci le fatiche di una mamma con tre figli piccoli ed il suo disperato bisogno di sentirsi ancora donna, senza approfondire le varie sfumature dei diversi personaggi che si incontrano durante la vicenda. Luci ed ombre nel finale, con un piccolo colpo di scena, che da un lato ha il merito di rendere credibili alcune situazioni un po' troppo sopra le righe, ma dall'altro svuota l'opera del proprio spirito. Ovviamente per evitarvi qualsiasi tipo di spoiler non vi anticipo nulla, ma di certo non potrete notare anche voi, dopo il termine della proiezione, di avere la sensazione che il filo del percorso si sia spezzato proprio nelle battute conclusive. Detto questo, il duo Reitman-Cody ci confeziona comunque un lavoro positivo ed emozionante, con alcuni difetti, ma anche con diversi momenti positivi, capaci di strappare un sorriso e di regalare emozioni allo spettatore.

lunedì 11 marzo 2019

10 Years (2011)

Mini Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2017 Qui - 10 YEARS (Drammatico Usa 2011): Questo film è il classico film corale americano, da brividi infatti il cast, ma la storia che segue un gruppo di amici riunitisi una decina di anni dopo la consegna del diploma è banale e senza particolari velleità, che si perde e non incide, che certamente emoziona e intrattiene, dato che riporta alla luce dubbi, incertezze e desideri con la speranza di rimediare agli errori commessi in passato o di prendere finalmente decisioni lasciate per troppo tempo in sospeso, ma che non rimane impressa, poco originale, poco divertente, prevedibile e abbastanza anonima. Meglio evitare anche se vedendo il cast (che comunque si salva) un occhio lo si può anche dare. Troviamo difatti Channing Tatum e la moglie (nella realtà) Jenna Dewan-Tatum nella storia principale dell'ex di lui Rosario Dawson, poi c'è la deliziosa Kate Mara, un ciccione Chris PrattJustin Long Ron Livingston, il bravissimo Oscar Isaac, l'istrionico Anthony Mackie e l'affascinante Aubrey Plaza. Comunque non aspettatevi granché. Voto: 5,5

sabato 9 febbraio 2019

La quinta onda (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/11/2016 Qui - Dopo aver visto questo film, mi è venuto subito in mente la risposta di Monica Brizzi del blog Il mondo di M. al mio commento (di tre settimane fa) che l'avrei visto, lei che aveva letto i libri da cui è tratto e anche la pellicola credo, e mi consigliava di lasciar perdere e che forse non mi sarebbe piaciuto. Ebbene nonostante ciò, l'ho visto comunque, perché come sapete io i film li vedo a prescindere da giudizi, però in questo caso aveva probabilmente ragione, poiché nonostante La quinta onda (The 5th Wave), film fantascientifico del 2016 diretto da J Blakeson, adattamento del romanzo La quinta onda (The 5th Wave, 2013), primo dell'omonima trilogia di romanzi scritti da Rick Yancey, aveva dalla sua buone premesse, è un film (il libro, anzi, i libri, qui la sua recensione, sono comunque tutto un'altra cosa) decisamente mediocre, ma anche se certamente parecchio imperfetto, è per lo meno decente (migliore di alcuni e non peggiore di altri), perché riesce a essere un po' originale e parzialmente scorrevole. La quinta onda ovviamente non è un capolavoro e non è il film dell'anno, neanche lo sfiora, ma è il film giusto per una serata divertente, e quindi penso che lo si possa vedere, ovviamente consapevoli della sua portata piuttosto limitata, sia narrativamente che visivamente. In ogni caso la trama della pellicola è semplice, e ciò è già passabile anche se dannatamente scontata come sempre quando si tratta di futuri distopici, si parla infatti di un attacco alieno verso la terra, durante la quale la razza umana viene colpita e decimata da varie 'onde': prima la corrente elettrica viene soppressa, poi vengono scatenati terremoti, quindi si diffonde un virus, alla fine arrivano loro, gli alieni, per invadere la terra e uccidere gli ultimi umani rimasti in vita, prima con il risveglio degli alieni che erano stati innestati tempo prima in alcuni umani, e poi con uno stratagemma davvero sorprendente, che i ragazzi addestrati dall'esercito per cacciare e uccidere coloro che sono posseduti dagli alieni, riusciranno a scoprire, scopriranno infatti che non tutto è come sembra. In tutto questo, una giovane americana, Cassie (interpretata da Chloë Grace Moretz), cerca di sopravvivere e salvare il fratello minore. E quando la situazione precipita, l'aiuto arriverà proprio da dove e da chi non si sarebbe mai aspettata.