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venerdì 29 marzo 2024

Denti da squalo (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - E' il classico film di formazione con uno spunto interessante ma dalla narrazione alquanto discontinua a livello qualitativo. Di positivo c'è sicuramente la prova del giovane protagonista, a cui è morto il padre e senza più riferimenti paterni si guarda intorno e, come in un bivio, è portato a fare delle scelte, anche drastiche. Il "valore aggiunto", abbastanza originale c'è da dire, è rappresentato da un temibile squalo che nuota nella piscina di una villa semiabbandonata, ma per il resto, è un'opera tediosa che non aggiunge nulla a quanto già visto, e meglio. L'opera prima di Davide Gentile merita sì considerazione ed affetto per la schiettezza di alcune situazioni, ma molte cose non vengono adeguatamente sviluppate dalla sceneggiatura che alla fine chiude con un finale troppo consolatorio, se vogliamo prevedibile e davvero improbabile. Difetti che per un esordio ci può stare, però meglio si poteva e doveva fare. Voto: 5,5 [Prime Video]

lunedì 14 dicembre 2020

La famiglia Addams (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - In questo (primo) film animato della famiglia Addams, che affonda le sue radici più nel fumetto da cui tutto partì che dal telefilm, i cartoon o i film anni '90, gli indiscussi eroi della pellicola sono Mercoledì e Pugsley, in particolar modo la prima, alle prese con l'accettazione del diverso, i primi amici "normali" e i problemi della crescita. Esilarante l'antagonista, una presentatrice di reality show che aizza la gente comune contro i nostri, affascinante la Morticia animata/doppiata (in originale) da Charlize Theron (da Virginia Raffaele in quella italiana), buono l'omaggio finale alla sigla del serial. Nel complesso buon film d'animazione, ma per niente eccezionale, anzi, le gag carine sono poche e quasi tutte ricalcano cose già viste, mentre il lodevole messaggio di tolleranza è veicolato con minor brillantezza rispetto a quanto avviene in Hotel Transylvania, con cui il film ha molto in comune (inoltre il doppiaggio di alcuni nomi famosi, Bova e Bertè, non convincono del tutto). Nonostante ciò, pellicola godibile e piacevole. Voto: 6

venerdì 14 giugno 2019

L'ultima ruota del carro (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/10/2018 Qui - Un medio prodotto cinematografico italiano come questo corrisponde, probabilmente, al progetto più ambizioso, coraggioso e riuscito, giacché seppur non sfugge a certi difetti del suo cinema dovuti ad un certo schematismo, a volte grossolanità di qualche situazione, è a tratti divertente, credibile e sensibile tale da rendersi piacevole e godibile a vedersi (non a caso è questo il suo unico film che mi è davvero piaciuto, giacché non del tutto efficace è risultato Non è un paese per giovani) di Giovanni Veronesi, un prodotto che fa sfigurare decisamente altre pellicole medio-piccole come la trilogia di Manuale d'amore, Italians e altri film che erano altra farina del sacco del regista (Genitori & figli era al limite pericoloso del ridicolo). L'intento (nobilissimo) del regista è sempre stato quello di raccontare l'Italia, più o meno indirettamente, attraverso piccoli personaggi disadattati che affrontavano realtà abbastanza squinternate o semplicemente estranee, ma che alla fine riuscivano a trovare la via verso la loro salvezza sociale. Così avviene per il protagonista de L'ultima ruota del carro (film del 2013 scritto e diretto dal regista toscano), un mimetico (dimesso ma intenso) Elio Germano, che cambia capelli, età e carattere per riproporre i vari stadi della vita dell'italiano medio, anzi, di un esempio raro di italiano, un piccolo anti-eroe umile (anche troppo) e simpatico, mai intenzionato a mirare troppo in alto e che ritiene bastevole il rapporto affettivo con la moglie (una tremebonda Alessandra Mastronardi), con il figlio, con l'amico (Ricky Memphis che, meno burino del solito, risulta divertente), con i vicini di casa. E' un piccolo eroe che riesce a sopravvivere a cinquanta stralunati anni circa di storia d'Italia, dal 1967 al 2013, senza mai cambiare né crescere in termini di esperienza, mantenendo sempre la stessa ingenuità e la stessa semplicità che lo relegavano all'ultima ruota del carro della sua famiglia, in cui il padre oppressivo e la madre incapace di intervenire lo spingevano a una sempre maggiore frustrazione. Non è ambizioso, non tiene troppo ai soldi, è convinto che sia la famiglia il centro della sua vita, in un Bel Paese prima sconvolto dalle Brigate Rosse, poi dai fondi illeciti ai partiti politici e infine dall'avvento ottimistico dell'era berlusconiana.

giovedì 29 novembre 2018

Una donna per amica (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/02/2016 Qui - Una donna per amica, anch'esso andato in onda in prima visione su Canale 5, è un film del 2014 diretto da Giovanni Veronesi. Il regista dopo aver indagato ed eviscerato ogni tematica relativa all'amore, si concentra sull'amicizia, status dell'animo umano molto più trascurato e mal interpretato dal mondo odierno, in una commedia, decisamente più matura e poetica delle precedenti, dove non mancano risate ma soprattutto spunti interessanti per una riflessione sull'amicizia. Questo sentimento non è mai stato un centro di dibattito e discussione importante come adesso, momento in cui i social network hanno semplificato questo rapporto rendendolo molto più aleatorio e privo di sostanza. E tutto questo lo ritroviamo nella storia del film, dove i protagonisti, Fabio de Luigi e Laetitia Casta, amici da sempre, dovranno convincerci della reale possibilità di una amicizia sincera tra uomo e donna. Francesco, avvocato che difende casi indifendibili, che svolge l'attività di consigliere comunale e Claudia, la sua migliore amica italo-francese, un po' pazza, trascorrono le proprie giornate condividendo momenti belli e brutti e rinsaldando così sempre di più la propria profonda amicizia. Ma quando la donna si sposa, l'equilibrio precario su cui la loro relazione era basata comincia ad incrinarsi. Poiché la vera tensione erotica è fra loro, riusciranno finalmente a chiamare le cose con il loro nome? Perché avere una donna per amica o avere un uomo per amico, no, non è possibile! E’ quasi fatale, ci s’innamora. Questa commedia è ben strutturata, divertente, ironica nella giusta misura senza eccedere fortunatamente mai nel volgare. I protagonisti sono tutti simpatici e tutti molto ben calati nei propri ruoli, primeggia su tutti ovviamente Fabio De Luigi a cui si deve per lo più il successo intero del film, lo affianca Laetitia Casta, che recita in italiano abbastanza bene, credibile anche se trasandata, ma molto avvenente fisicamente parlando. Intorno a Fabio e Laetitia, ruotano una serie di personaggi a cui il regista non fa mancare qualche battuta sul tema, senza però sconfinare mai nella banalità, e riuscendo a mantenere sempre un saldo equilibrio tra commedia e riflessione.