Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/11/2023 Qui - Linee Parallele è una storia originale di Netflix e vanta una straordinaria performance di Lili Reinhart. È un film (diretto da Wanuri Kahiu) che può essere interpretato in molti modi ma ti insegna che i sogni si possono realizzare, soprattutto se sono segnati nel tuo destino. Linee parallele, in pieno stile Sliding Doors, mostra come un singolo momento possa cambiare per sempre la nostra vita. Lo fa narrando una storia che si biforca in due strade differenti che, però, non smettono mai di trovare punti di congiunzione verso un inevitabile lieto fine. Una commedia buonista e prevedibile (divisa tra commedia romantica e storia di formazione) capace di regalare un paio d'ore d'intrattenimento ma facilmente dimenticabile. Voto: 6
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lunedì 27 novembre 2023
lunedì 31 agosto 2020
Il cardellino (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2020 Qui - Non ho letto il libro e quindi non posso fare paragoni con l'opera letteraria da cui è tratto (a quanto pare un romanzo, di Donna Tartt, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2014). Partendo da un senso di colpa che lo accompagnerà nel corso dei suoi anni, il film si snoda fra due narrazioni parallele che offrono al film quel carattere di opera di formazione e quel senso di malinconia ben sottolineata dalla fotografia di Roger Deakins (quello di Blade Runner 2049 per intenderci). Ho avuto l'impressione che l'opera letteraria sia molto complessa. Infatti la sceneggiatura sembra accumulare gli accadimenti e talvolta c'è la netta impressione di qualche "taglio" forse necessario per la sua trasposizione su grande schermo, ma di cui se ne intuisce la mancanza. Un cast pregevole con buone interpretazioni (Jeffrey Wright su tutti), tecnicamente curato ma che a livello narrativo non funziona come dovrebbe. Dal regista (John Crowley) del bellissimo Brooklyn mi aspettavo decisamente di più e di meglio, peccato. Voto: 5+
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Zombieland - Doppio colpo (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2020 Qui - Ben 11 anni fa usciva Benvenuti a Zombieland, una sorta di commedia con gli zombie. Si capisca, gli zombie erano quelli soliti a cui bisogna sparare in testa, dunque film sicuramente splatter, ma il tono di tutto il film era piuttosto leggero, grazie da una bella sceneggiatura e agli interpreti, tra cui Woody Harrelson, Jesse Eisenberg ed Emma Stone. Il film ebbe buoni incassi e divenne rapidamente un cult, anche per le famose regole che si era dato il protagonista per sopravvivere in un mondo pieno di zombie e che spesso venivano ricordate nel film. Ci sono voluti tutti questi anni per ritrovare il cast e una sceneggiatura all'altezza, ma ne è valsa la pena. Questo seguito (sempre ad opera dello stesso regista Ruben Fleischer, che nel frattempo ha deluso un po' con il suo Venom) mi è piaciuto. Non raggiunge il livello del primo capitolo, ma è comunque un sequel che si lascia guardare molto volentieri. Carina (seppur non originale) l'idea degli zombie evoluti e ho apprezzato molto anche l'ingresso dei nuovi personaggi, in particolare Madison alias Zoey Deutch. Peccato per i cambi di doppiatori in peggio rispetto alla prima pellicola (anche se so che in un caso è stato inevitabile). L'azione non manca ed a parte qualche passaggio un po' a vuoto il divertimento non manca. Ciliegina sulla torta il cameo finale di Bill Murray. Voto: 6+
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mercoledì 15 maggio 2019
Rock Dog (2016)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/03/2018 Qui - A metà tra Kung Fu Panda e Zootropolis, Rock Dog, film d'animazione del 2016 coprodotto da Stati Uniti e Cina, scritto e diretto dall'Ash Brannon di Toy Story 2 e ispirato a Tibetan Rock Dog (una graphic novel di Zheng Jun), è un prodotto piacevole e spensierato, abbastanza divertente. Un film adatto a tutta la famiglia, ma soprattutto ai più giovani, che miscelando appunto diversi generi, si fa sufficientemente apprezzare, anche se lo stesso racconti "solamente" e semplicemente una banale storiella per bambini poco esigenti, in cui si esalta l'importanza del seguire i propri sogni, credere in sé stessi, etc. Il risultato è senz'altro quindi un film molto edulcorato e poco stratificato, che comunque tiene compagnia con piacere seguendo i passaggi della storia di formazione. Perché nonostante i difetti palesi del cartone, primo fra tutti l'assoluta mancanza di originalità e umorismo, offre di un plot facile da seguire e fruibile dal giovane pubblico. Una storia che potrebbe risvegliare l'attenzione dei più giovani amanti della musica, che troveranno in Rock Dog un prodotto con validi contenuti musicali (sia originali che non), accompagnati da un'esaltazione e un invito alla realizzazione artistica personale. Non a caso il film, arricchito da una colonna sonora decisamente in tema (efficace e funzionale), comprendente brani di Beck, Foo Fighters e Radiohead, oltre a brani originali (nella versione italiana i brani originali sono eseguiti da Giò Sada, vincitore nel 2015 della nona edizione del talent show X Factor, che ha dato alle canzoni il suo inconfondibile timbro personale) parla di un mastino tibetano che dopo aversi visto precipitare dal cielo una radio (restando folgorato dal ritmo, a tal proposito l'idea di rendere la musica in maniera visiva, note che prendono forma nella testa, è molto riuscita) decide di lasciare la sua abitazione e le aspirazioni dei suoi cari (soprattutto del padre che vorrebbe continuasse le sue orme di guardiano di un villaggio di pecore e che sviluppasse la sua "forza interiore" per combattere i pericoli) per andare in città e realizzare il sogno di diventare musicista, non sapendo però che metterà in moto una serie di eventi del tutto inaspettati (anche se banalmente prevedibili).
giovedì 28 febbraio 2019
Zona d'ombra (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2017 Qui - Il lungometraggio drammatico Zona d'ombra (Concussion), film del 2015 scritto e diretto da Peter Landesman, con protagonista Will Smith, narra la vera storia del patologo nigeriano dottor Bennet Omalu, che sfidò la fortissima e potentissima NFL, dimostrando scientificamente che il football americano, soprattutto a causa dei violentissimi impatti, tipici di questo sport, danneggia irreversibilmente il cervello, provocando L'encefalopatia traumatica cronica (CTE). Alla luce di questo drammatico racconto di cronaca autentica, che sembra avere apparentemente però un lieto fine, ci si aspetterebbe che questa disciplina sportiva sia stata abolita o quantomeno ridimensionata. Purtroppo per quello che si vede e si sente, in America perlomeno, è una pratica ancora popolarissima e i rimedi che sarebbero stati adottati sono banalissimi palliativi. D'altronde queste battaglie legali, ingaggiate da volenterosi e tenaci cittadini dotati di grande senso civico e moralità, contro le fortissime lobby, tipo quella del tabacco sono durissime, si pensi a quali studi legali si possono affidare, con i mezzi economici che si possono permettere e dunque destinate il più delle volte al fallimento. Ogni tanto qualcuno riesce ad ottenere un iperbolico indennizzo, ma le cose sostanzialmente non cambiano.
domenica 30 dicembre 2018
Playing it cool (2014)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2016 Qui - Playing it cool è una divertente e spassosa commedia americana del 2014 che racconta la storia di un giovane scrittore e sceneggiatore disilluso dall'amore (Evan, interpretato da un sorprendente Chris Evans, che dimostra di non essere soltanto Capitain America) che incontra una giovane donna mozzafiato impegnata (la bella Michelle Monaghan) ad una cena di beneficenza in cui finge di essere un filantropo. Incoraggiato dai suoi amici (a dir poco) eclettici, finge un rapporto platonico con lei, al fine di continuare a vederla mentre cercherà di conquistarne il cuore, poiché innamorato di lei e del suo modo di essere, simile e in sintonia con lui. Ma non sarà facile, non solo perché lei è fidanzata e sta sposarsi, ma soprattutto perché lui non crede più nell'amore, ma grazie alla spinta del suo editore si convincerà che probabilmente scegliere l'amore è un'opzione migliore che continuare ad inseguire un sogno da scrittore anche se prima di produrre un film d'azione deve prima scrivere proprio una storia d'amore. La pellicola è abbastanza prevedibile, questo era ovvio, d'altronde i film romantici si assomigliano quasi tutti, ma vuoi un po' il cast, le scene (i costumi, le battute) divertenti e le trovate geniali, che, nonostante tutto, il film è piacevole e gradevole. Indubbiamente non è un grandissimo lavoro, il livello non eccelle in qualità (tranne forse nel nutrito e abbastanza conosciuto cast di attori), ma tutto sommato non è malissimo, anzi, la sufficienza è garantita. Voto: 6
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