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giovedì 31 agosto 2023

Le buone stelle - Broker (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2023 Qui - Abbandonato dalla madre, un neonato diventa un oggetto da piazzare al migliore offerente da parte di due tizi specializzati in adozioni clandestine: un commercio turpe? No, perché i due, più che ai soldi, pensano al bene del bambino. In trasferta sud coreana, il bravissimo regista giapponese Hirokazu Kore'eda torna ad affrontare il tema della famiglia intesa in senso non biologico ma affettivo con questo film forse troppo favolistico ed edulcorato ma che, pur senza possedere la forza di altre sue (notevoli) opere (tra i quali il dolcissimo Little Sister, ultimissimamente visto), anche se in confronto all'altra trasferta, ma in terra francese è decisamente questo un passo avanti, riesce a farsi seguire con interesse e commozione. Buon cast, adorabili Song Kang-ho (che a Cannes ha vinto il premio per il miglior attore, e direi anche meritatamente) e l'orfanello in fuga. Un road-movie simpatico, piuttosto inverosimile, ingenuo ma che segue la linea espressiva ed emotiva tutta asiatica, così lontana da quella nostra, facendo sorridere e riflettere. Innegabilmente bello. Voto: 6,5

mercoledì 31 marzo 2021

A Taxi Driver (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/03/2021 Qui - Un film sicuramente molto interessante che racconta una storia che merita di essere conosciuta soprattutto da persone come me che, di questo importante momento e segno indelebile nella storia coreana, sapevano poco o nulla. Drammatica storia vera incentrata sulla violenta repressione della rivolta di Gwanju da parte della dittatura sudcoreana nei primi anni '80. Protagonisti un reporter tedesco e il suo autista coreano (un tassista scapestrato che non può che non ricordare Alberto Sordi), la cui missione è mostrare al mondo intero i crimini che avvengono nella regione. Certo il film non è perfetto, ci sono alcuni problemi relativi alla sceneggiatura che presenta qualche forzatura e  dei dialoghi non sempre scritti nella migliore delle maniere, però riesce, attraverso pochi e semplici elementi, a coinvolgere lo spettatore grazie ad una regia caparbia (quella di Jang Hoon) e delle interpretazioni notevoli, in primis quella dell'inossidabile Song Kang-ho (non solo attore feticcio di Bong Joon-ho), che dall'inizio alla fine risulta assolutamente magistrale. Ho trovato singolare e coraggiosa la scelta di presentarlo nella prima mezz'ora quasi come se fosse una commedia e ciò ha reso ancor più emozionante e tosto il passaggio da una tranquilla parte iniziale ad una seconda ben più seria e triste. È ormai noto, e questa è l'ennesima conferma, che i coreani con il cinema ci sappiano fare e anche piuttosto bene, sono davvero parecchi i film da loro prodotti che meritano di essere visti e questo si inserisce in questa lunga lista. Perché malgrado anche un finale dove la retorica straborda in maniera eccessiva, il film non è niente male ed ha il merito di far conoscere un aspetto importante ma poco conosciuto della storia coreana. Voto: 7+

mercoledì 17 febbraio 2021

The Host (2006)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/02/2021 Qui - Di monster movie se ne sono fatti tanti ed eseguendo una ricerca veloce, si scopre che in oriente c'è una filmografia sterminata sull'argomento, anche se la stragrande maggioranza di questa roba non è mai giunta qui in occidente. Bong Joon-ho non temendo la ricca tradizione di kaiju movie, al suo terzo film dopo Memorie di un Assassino, decide di cimentarsi con un monster movie, girando questo The Host, che verrà accolto da critiche più che positive, ottenendo all'epoca il record di pellicola più vista in Sud Corea, che grazie a tale fortuna al box-office, è riuscita ad arrivare anche nel resto del mondo. Una pellicola che tuttavia nel complesso mi ha un po' deluso. Con ciò non voglio dire che il film sia brutto, anzi, ma viste le tante lodi piovute su questo titolo mi aspettavo sinceramente di più. La storia narra, causa sconsiderato inquinamento, della nascita di un mostro in un fiume di Seoul e delle spiacevoli conseguenze che ne derivano. Partendo dai pregi, la creatura è innegabilmente realizzata benissimo e ogni scena in cui appare è un piacere per gli appassionati di genere. La sequenza in cui compare per la prima volta è pura maestria cinematografica, un inizio di pellicola davvero folgorante. Ottimi gli effetti e buona la resa digitale del mostro, una non facile missione visto il budget non dei più elevati. Apprezzabile la poco velata critica sociale al governo coreano troppo asservito a quello statunitense e la denuncia al folle inquinamento che in quelle zone del mondo è una vera piaga sociale. Purtroppo ai lati positivi bisogna affiancare una serie di difetti, che partono da una recitazione non sempre all'altezza (brava in ogni caso sia la bambina che il buon Song Kang-ho, sì ancora lui), continuano con la lunghezza eccessiva dell'opera e si concludono con gli inefficaci questa volta siparietti comici, quest'ultimi sparsi qua e là. Perché va bene dimostrare che il film non vuole prendersi certo sul serio, ma visto il finale, diverso dal solito e comunque notevole, e il tono drammatico dell'intera pellicola, un po' stonano. Però in definitiva The Host è un buon prodotto, coraggioso e interessante, sfortunatamente imperfetto malgrado i tanti aspetti positivi, ma nel complesso comunque riuscito. Voto: 6,5

Memorie di un assassino (2003)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/02/2021 Qui - La stoffa di Bong Joon-ho si vedeva già dalle sue prime opere: non quella tecnica intendo, che pure c'è ed è indiscussa, ma soprattutto la capacità di raccontare un paese contraddittorio fatto di una marcata stratificazione sociale utilizzando le armi del sarcasmo, della malinconia e ovviamente della verità. Una storia terribile come quella del primo serial killer sud coreano ci è quindi riportata in un'insolita veste grottesca dove singolari detective fanno il paio con reietti della società scambiati per capri espiatori, dove l'emarginazione è una realtà fin troppo facile e la violenza è spesso fine a se stessa. La farraginosa indagine alla base del plot si sviluppa con una certa vivacità sia formale che fisica che rende l'opera un calderone di generi (comico, thriller, dramma, horror) tenuto però sempre in elegante equilibrio, che diverrà un marchio di fabbrica riconoscibile del regista. Memorie di un assassino è infatti un racconto drammatico e grottesco dove il tema dell'omicidio diventa motivo per raccontare quello che non funziona nel paese, e in questo film di sconfitti la bravura del regista si vede, nella regia, nella fotografia, nel sonoro, nella sceneggiatura. E aiutano tanto queste scenografie così cupe e sporche. Il finale lascia l'amaro in bocca, ma visto che si ispira a fatti reali, rimasti insoluti per molto tempo (almeno fino al 2019 quando il "cold case" è stato finalmente risolto), ci può stare che il regista abbia voluto mantenere quel senso d'incompiuto, però un pizzico di delusione c'è. Grandissimo il cast devo dire, con Song Kang-ho su tutti, un personaggio dalle mille sfaccettature che si odia, ma con cui a tratti si empatizza, che ci fa riflettere e ci fa fare a volte grasse risate. Forse si insiste troppo sull'inefficienza della polizia, una bella sforbiciata non avrebbe fatto male. Essendo un film così denso di avvenimenti, personaggi, invenzioni registiche e anche di sorprese, due ore abbondanti di pellicola possono però "saziare" oltre il consentito. Critico infatti ed anche (non è esente da altre piccole sbavature come detto), la durata di questa pellicola, una pellicola di certo importante e dalle indubbie qualità, che merita la visione e un voto positivo. Però, e sarà una mia opinione nel vento, questo film non è un capolavoro. Sarà per la totale assenza di tensione, sarà perché mi aspettavo un film "compiuto" alla I saw the devil (altro gran thriller coreano). E' un gran film, diverso dal solito poliziesco, ma a mio avviso non rientra nei film di categoria superiore. Ma resta un gran film, ecco. Voto: 7+

giovedì 21 maggio 2020

Parasite (2019)


Titolo Originale: Gisaengchung
Anno e Nazione: Corea del Sud 2019
Genere: Thriller, Drammatico, Commedia
Produttore: Bong Joon-ho, Kwak Sin-ae
Moon Yang-kwon, Jang Yeong-hwan
Regia: Bong Joon-ho
Sceneggiatura: Bong Joon-ho, Han Ji-won
Cast: Song Kang-ho, Lee Sun-kyun, Cho Yeo-jeong, Choi Woo-shik
Park So-dam, Lee Jung-eun, Park Myeong-hoon, Jung Ziso
Chang Hyae-jin, Jung Hyeon-jun, Park Seo-joon
Durata: 123 minuti

4 Oscar (Miglior film) e Palma d'oro al film rivelazione di Bong Joon-ho.
La povera famiglia Kim usa l'astuzia per introdursi nella casa di un ricco architetto.