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martedì 30 aprile 2024

Ferrari (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2024 Qui - Un segmento della vita dell'ingegnere che ha creato il marchio di auto più rinomato di sempre, evidenziando non solo i suoi problemi finanziari ma anche la complicata situazione familiare, diviso tra moglie e giovane amante. Tuttavia, discutere delle vicende sentimentali di Ferrari sembra inutile quando si dovrebbe esaltare la sua audacia. Sfortunatamente, gli americani hanno distolto l'attenzione dal genio di Ferrari, concentrando il racconto sulle sue controversie amorose. L'unico aspetto positivo sono le splendide auto e le scene della drammatica e trionfale Mille Miglia. Tuttavia, rimane un'americanata, superiore a Lamborghini ma comunque mediocre. Da un film su Enzo Ferrari girato da Michael Mann ci si aspettava molto di più, più che un film retorico, superficiale e sfocato come questo, tutt'al più deludente. Voto: 5 [Sky/Prime Video]

sabato 30 aprile 2022

White Bird in a Blizzard (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/04/2022 Qui - Nulla di memorabile, ma un buon giallo estetizzante. Se dovessi descrivere con due parole questo film sarebbero "totalmente inaspettato". Non tanto per il finale, che può sorprendere, ma fino ad un certo punto, quanto per lo stile e la forma. Molto oscuro, sexy, un film da cui è difficile distogliere lo sguardo. Per quello che è un ipnotico, visionario viaggio di Gregg Araki (maestro di un suo stile magnetico) in una vicenda inquietante, nella quale si incontrano solitudine, abbandono e vuoto esistenziale. Un giallo "non giallo" nel quale una ragazza deve iniziare a fare i conti con l'elaborazione del lutto per la scomparsa di una madre mai amata, la cui sparizione è stata solo un sollievo. Uno sgargiante e quindi seducente coming of age dagli efficaci tocchi gialli che trova il suo punto di forza nell'ammaliante confezione e nel disegno dei personaggi, a doppia faccia anche quando apparentemente rassicuranti (si pensi alla mezza reticenza degli amici del cuore). Bravissimi gli attori, seducente come non mai la bellissima Shailene Woodley, ambiguo Christopher Meloni, la Eva Green imbruttita colpisce, sorprende Shiloh Fernandez, indubbiamente efficaci tutti gli altri. Spesso dispersivo, ma di gran fascino. Voto: 6+

venerdì 17 luglio 2020

Resta con me (2018)

Titolo Originale: Adrift
Anno e Nazione: USA 2018
Genere: Drammatico, Sentimentale
Produttore: Shailene Woodley, Baltasar Kormákur
Aaron Kandell, Jordan Kandell, Ralph Winter
Regia: Baltasar Kormákur
Sceneggiatura: David Branson Smith
Aaron Kandell, Jordan Kandell
Cast: Shailene Woodley, Elizabeth Hawthorne
Sam Claflin, Jeffrey Thomas, Grace Palmer
Durata: 95 minuti

Shailene Woodley e Sam Claflin contro la tempesta in una pellicola tratta da una storia vera.
Durante una traversata in yacht sull'Oceano Pacifico, una coppia viene travolta da un uragano.

mercoledì 30 ottobre 2019

The Spectacular Now (2013)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/10/2019 Qui
Tema e genere: Commedia di formazione basata sull'omonimo romanzo di Tim Tharp, pubblicato nel 2008.
Trama: Sutter Kelly (Miles Teller) non è quello che si dice uno studente modello. All'ultimo anno di liceo, ama vivere al momento, godersi il divertimento e non ha ancora un piano per il college. Un giorno però si imbatte in Aimee (Shailene Woodley), una studentessa introversa a cui si propone di insegnare a vivere a modo suo. Quando il loro rapporto si intensifica, i confini tra giusto e sbagliato, amicizia e amore, salvezza e corruzione diventeranno sempre più confusi.
RecensioneThe Spectacular Now (arrivato in Italia stranamente in ritardo) è uno dei molti film esistenziali sul passaggio dal diploma di maturità a ciò che viene "dopo", eppure davvero piacevole è costui film nel rivisitare un argomento assai spremuto. La pellicola, questa pellicola indipendente infatti (vincitore al Sundance), che tratta di una piacevole e garbata storia d'amore tra due giovanissimi compagni di scuola, nobilitata da un cast di un certo rilievo (c'è anche Brie Larson), è leggera sì, ma di contenuto, incentrata più seriamente di quanto voglia apparire su una maturazione consapevole di un adolescente che trova nella spensieratezza e nella comunicatività lo strumento efficace e concreto per lasciarsi alle spalle drammi e delusioni di una vita fatta di quotidianità e piccole meschinerie. E così questo film, che non è un dramma (lo sfiora solo), con l'abile sceneggiatura di Scott Neustadter e Michael H. Weber, riesce a toccare molte delle problematiche adolescenziali. La narrazione si mantiene difatti commedia (una di quelle che sa far temere il peggio), nonostante qualche situazione complicata (ma niente "borderline"), grazie alla sagacia di James Ponsoldt (no, non posso credere sia lo stesso regista del pessimo The Circle) e a una godibile struttura scorrevole e convincente. Non si esagera ma si parla il linguaggio dei ragazzi con la loro stessa frivolezza mista a una filosofia dalle prospettive ampie di chi ha davanti una vita intera ma pochissimo tempo per decidere. I pregi di The Spectacular Now stanno infatti quasi tutti nella naturalezza del racconto, dei dialoghi, dei personaggi, degli attori. Non ci sono le carinerie e i bizzarri virtuosismi pop che ci si aspetta da un certo cinema indipendente americano, non c'è l'approccio un po' comico, sopra le righe, con personaggi dalla battuta sempre pronta, non ci sono avvenimenti melodrammatici o tragiche rivoluzioni. C'è solo la delicata, ammirevole leggerezza con cui vengono raccontate le vicende di due persone normali e di chi vive loro attorno, in una maniera semplice, naturale. In The Spectacular Now c'è semplicemente uno spaccato di vita adolescenziale, fra due ragazzi che si incontrano, si divertono, iniziano a conoscersi e vedono nascere una fortissima amicizia, o forse qualcosa di più. C'è magari qualche cliché, ma raccontato in quella maniera (ancora) così naturale che ti ricorda come in fondo la maggior parte dei cliché siano figli della realtà. C'è anche qualche fuga dal cliché, perché la ex di turno non è la solita stronza invidiosa e insopportabile, ma semplicemente una ragazza con cui le cose, oltre un certo punto, non hanno funzionato. C'è soprattutto un ritratto adorabile del rapporto fra due persone, che si evolve in maniera credibile, parte dal nulla, diventa "qualcosa" e lascia poi spazio agli inevitabili problemi, tirando fuori una svolta per molti versi annunciata ma, anche qui, messa in piedi con grande bravura e delicatezza. Per un bel po' non si capisce neanche troppo bene dove il film voglia andare a parare, ma lo si guarda comunque rapiti, perché troppo riuscita è la rappresentazione di quello spaccato di vita.

giovedì 23 maggio 2019

Snowden (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/05/2018 Qui - Oliver Stone è un mago dei film di denuncia politici, tratti dalla realtà, è questa pellicola non delude di certo. È più coinvolgente della migliore spy story e per tutto l'arco della sua durata (che pure è notevole) l'unico rischio è dimenticare che si tratta di una storia vera, per di più ancora in corso e non risolta. C'è azione, ritmo, rabbia, polemica e persino sentimento, un uso strepitoso del mezzo, che conferma la bravura del regista. E poi c'è quel voler andare a fondo, quel non arretrare di fronte alle icone del potere, che può piacere o irritare, ma che rimane il marchio di fabbrica del grande regista americano. Inoltre come ogni film d'inchiesta che meriti tale titolo, fa pensare e riflettere e contiene un inno alla libertà ed alla democrazia che, seppure sia un po' retorico, convince, coinvolge ed avvince lo spettatore a sé, riuscendo quasi a commuoverlo. Snowden infatti, film biografico molto interessante del 2016 co-scritto e diretto dal tre volte premio Oscar Oliver Stone (e presentato all'undicesima edizione della Festa del cinema di Roma), delinea, in modo forse non originale ma decisamente accurato e convincente, il ritratto di una delle figure (un personaggio certamente passato in sordina in Italia mentre nel mondo generava un forte scandalo) più controverse del nostro secolo, quella di Edward Snowden, colui che ha violato i sistemi di sicurezza dei principali servizi segreti americani con il solo scopo di proteggere la privacy delle persone, spinto dai principi in cui crede fermamente. Il suo atto difatti ha comportato forti polemiche tra chi lo reputa un eroe o un traditore, il film sembra protendere più per l'eroe, d'altronde, si dice nel film, anche i nazisti processati a Norimberga obbedivano a degli ordini, il mio pensiero e giudizio anche. Poiché il film fa capire fino in fondo e in modo comprensibile e diligente il perché delle azioni che ha deciso di intraprendere, al termine di una lunga e dolorosa battaglia personale in nome dei propri principi morali. Il film quindi ricostruisce la suddetta vicenda, una vicenda in verità su cui ancora non tutto si sa con certezza assoluta, viste le tante carte ancora in gioco.

domenica 10 marzo 2019

The Divergent Series: Allegiant (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/05/2017 Qui - Allegiant, un titolo che assieme a Divergent ed Insurgent (di cui trovate la recensione qui) sicuramente genera una certa curiosità anche solo a sentirlo per la prima volta, per chi invece ha visto gli altri due episodi, un film che cattura la voglia di vedere il proseguo della storia, vista la buona (ma non eccelsa) qualità dei due episodi predecessori. Ma non so se dipende da una grossolana e spartana trasposizione dai libri da cui la serie è tratta, però in questo episodio si perde tutto ciò che di positivo avevo visto fino ad ora. Aleggiano, prevedibilmente, l'aria stantia e la calma piatta proprie della puntata interlocutoria, di transizione, di preparazione alla gran "battaglia finale" che, presumibilmente, vedremo nel capitolo conclusivo, Ascendant. La sceneggiatura è infatti a tratti raccapricciante con certe svolte davvero assurde o contorte. E anche se nel complesso si percepisce uno sforzo registico maggiore per mano di Robert Schwentke, ci sono difatti alcune buone soggettive e più movimenti di macchina, un uso dei colori più importante, c'è più fantascienza insomma, i momenti ridicoli sono davvero molti, colpa forse della fonte da cui proviene lo script, che mai ha davvero sorpreso o spiazzato. Perché The Divergent Series: Allegiant, film del 2016, ambientato nuovamente in un futuro distopico post apocalittico, è un concentrato interessante ma senza polpa, che quasi sembra spegnere qualsiasi scintilla accesa nei due precedenti capitoli. Dato che in Allegiant, come anche la trama (che in certi momenti coinvolge completamente lo spettatore, altre volte sembra ingolfarsi e annoiarlo) ci dice, diverse cose sono pure ed altre contaminate. Poiché anche se le ambientazioni e molti effetti speciali meritano sicuramente una lode, assieme agli sceneggiatori, poco o niente funziona davvero, a partire proprio dalla trama stessa, sicuramente pochino affascinante ma deludente.

sabato 22 dicembre 2018

The Divergent Series: Insurgent (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/04/2016 Qui - The Divergent Series: Insurgent è un film del 2015 ambientato in un futuro distopico post apocalittico, sequel di Divergent del 2014, ed è la trasposizione cinematografica del romanzo Insurgent del 2012, scritto da Veronica Roth, secondo della serie costituita da tre libri. L'ultimo capitolo diviso in due parti cinematografiche, la prima da questo mese al cinema (Allegiant), la seconda parte nel 2017. Questo secondo film però soffre un po' della "sindrome da capitolo intermedio", infatti c'è molta poca azione di quella che mi aspettavo e quella che c'è è finta, sognata, onirica, ma soprattutto c'è più introspezione e sentimentalismi, il regista, non Neil Burger, regista del primo capitolo, al suo posto è arrivato Robert Schwentke (Un amore all'improvviso, RED, R.I.P.D. - Poliziotti dall'aldilà), si aggrappa agli occhi enormi e carismatici della bellissima Shailene Woodley, ai suoi dolori di crescita e all'abusato conflitto interiore del «chi tocco muore». Solo il mistero della scatola magica tiene teso almeno il filo della tensione riuscendo ad essere efficace anche se l'elemento più importante, quello che alla fine è risultato il più 'gossippato', il più d'effetto, è l'appassionante bacio tra Shailene Woodley e Theo James (Tris e Quattro: già dai nomi si capisce che erano fatti l’uno per l’altro), vincitore ai Teen choice award 2015 come miglior bacio in un film. Se questa è stata la cosa più interessante potete quindi immaginare come il film si muoverà, tra lacrime, amore, sentimenti, contrasti, abbandoni, umori, liti, tradimenti, rivelazioni e azione (veramente poca secondo il mio parere anche se spettacolare ed anche se superiore al primo) ma nonostante ciò sempre ai Teen choice award 2015, Shailene Woodley ha vinto il premio come miglior attrice in un film d'azione. Per il sequel di "Divergent", ritroviamo la stessa ambientazione post-apocalittica, le rovine di una Chicago distopica, ma la posta in gioco rispetto al precedente è altissima, nel cast infine nessun cambio, solo una new entry, Octavia Spencer nel ruolo di Johanna, leader dei pacifisti.