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mercoledì 31 maggio 2023

La stranezza (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2023 Qui - Roberto Andò (regista de Il bambino nascosto) sperimenta l'ardito accostamento tra la coppia comica Ficarra & Picone e il grande Toni Servillo, qui a rappresentare Pirandello in una parte defilata rispetto alla centro della narrazione. Il risultato è interessante, senza dubbio assolutamente sufficiente, ma un film che si poggia troppo, a tratti esclusivamente direi, sulle spalle dei due "comici", senza la cui verve crollerebbe tutto, mentre Servillo è al solito magistrale nel ruolo di Pirandello. Loro tre sono la vera bellezza di questo film, che per il resto vive del fascino di un racconto "semi-vero", alternando una prima parte godibile, briosa, affascinante, ad una seconda più cervellotica e noiosa. Curato, ricercato, in parte forzato, film imperfetto. Voto: 6

mercoledì 31 agosto 2022

Il bambino nascosto (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - Questo film di Roberto Andò (Una storia senza nome) mi sembra più un'opera incompiuta che altro. Un soggetto interessante dove troviamo due anime perse che si incontrano e che sono "costrette" a convivere fino quasi ad amarsi. Poi però resta poco, la successione degli avvenimenti non incide e si prova poca empatia, soprattutto verso il giovane protagonista (le sotto-trame offrirebbero numerosi spunti ma vengono prosciugate dai colori napoletani). Un film che si regge sulla prestazione (più che discreta) di Silvio Orlando, ma che in fondo rimane a volte su registri letterari come se il regista sia rimasto prigioniero del suo stesso romanzo e che non sia riuscito a depurarlo di qualche lungaggine. E tuttavia, seppur un po' ripetitivo in alcuni momenti e forse poco appagante nel finale, comunque un lavoro di tutto rispetto, che nonostante sia riuscito solo in parte e poteva essere migliore, si segue con interesse. Voto: 6

lunedì 31 gennaio 2022

Una storia senza nome (2018)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Una storia che mette tanta (forse troppa) carne al fuoco, tra malavita, arte, politica e cinema, con non tanto velati riferimenti all'attualità italiana dell'ultimo trentennio e un clima generale di torbido mistero, sfumata dall'ironia della commedia nostrana. Interessante, ma la sceneggiatura non è molto calibrata e il film, pur meritevole di visione, soffre di una parte centrale troppo statica. Divisa tra gialletto e commedia, l'opera di Roberto Andò regge perlopiù grazie alla buona performance attoriale del nutrito parterre (in primis la bella Micaela Ramazzotti, non dimenticando Renato Carpentieri), ma pecca per il taglio televisivo che in taluni frangenti trasforma la pellicola in una banale fiction per la televisione. Alessandro Gassmann, pur nella sua bravura, fa Gassmann. Resta in ogni caso un film persuasivo nella descrizione della metamorfosi psicologica della protagonista. Una commedia dai toni sofisticati che mai trascendono nella volgarità, con qualche passaggio a vuoto, comunque superiore alla media delle italiche commedie di adesso. Voto: 6