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domenica 12 maggio 2019

L'ora legale (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/03/2018 Qui - La strada dell'onestà e del rispetto delle regole è molto difficile. Facile caldeggiarla in linea teorica, ma è molto più complesso metterla in pratica quando in gioco ci sono i nostri interessi. Questa in sintesi la morale de L'ora legale, l'ultimo film, datato 2017, diretto e interpretato dal duo comico Ficarra e Picone. Il film infatti, il quinto della coppia comica e uno dei loro più riusciti (al pari di Andiamo a quel paese), senza scomodare il cinema di impegno civile, ma raffigurando anche in modo impietoso le magagne della politica e della società italiana (mettendo in scena un certo malcostume nazionale), e altresì tralasciando interessi politici, è un prodotto divertente e intelligente. L'ora legale difatti, una commedia agrodolce dal passo leggero ma che con semplicità e passione racconta il nostro degrado umano, politico e sociale, racconta di un paese siciliano (Pietrammare ovvero Termini Imerese) dove l'aria di cambiamento porta il nuovo sindaco (al contrario del precedente, sempre avvezzo ai classici sotterfugi) sulla strada dell'onestà, scatenando però e nonostante una prima favorevole accettazione, forti contestazioni. Giacché dopo l'iniziale euforia, i cittadini si rendono presto conto di aver eletto "un mostro" di legalità, il sindaco infatti, è deciso a mantenere tutto il programma fatto in campagna di elezione, dal rispetto della selezione del conferimento corretto dei rifiuti alla battaglia contro l'abusivismo edilizio fino al progetto di realizzazione di una pista ciclabile. E così vedendo intaccati i loro "privilegi", essi si esasperano e non vedono l'ora di trovare il modo per far dimettere il sindaco e tornare al precedente, a qualunque costo. Ci riusciranno?

domenica 10 marzo 2019

Loro chi? (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/05/2017 Qui - Il giovane David viene assunto a Trento da una compagnia per lavorare alla pubblicità di un nuovo prodotto. Quando un barista, Marcello, lo invita "per un'innocentissima carbonara" a casa di due bellissime ragazze, David si ritroverà stordito su un letto senza portafoglio, senza lavoro e senza più una fidanzata (il trio difatti non è che un trio di astuti marpioni). Lui perciò si da da fare e dopo un'affannosa (e strana) ricerca li trova, ma anziché pretendere il maltolto si fa convincere a partecipare al prossimo colpo e poi al successivo. Così facendo però perderà la sua innocenza e sarà vittima della sua stessa ingordigia e superficialità, finendo per fare quello che non dovrebbe comunque fare. Ambientata a Roma, in Puglia e in Trentino, Loro chi?, pellicola del 2015 che segna l'esordio alla regia di Francesco Miccichè, coadiuvato da Fabio Bonifacci (sceneggiatore di successo anch'esso per la prima volta alla regia), è una commedia brillante sull'arte della truffa che segue le orme, sebbene con le opportune differenze, de I soliti ignoti di Mario Monicelli. Una riuscita commedia che, tra risate e un po' di tensione, si lascia piacevolmente vedere. Un film che mostra in modo originale due facce della stessa medaglia, quella di un'Italia intimamente attratta dal malaffare, dalla furbizia, dal guadagno immediato e facile, e quella di un'altra Italia, ma ingenua, credulona e spesso sciatta, convinta che la strada verso il successo sia lastricata di ostriche e champagne, che il duro e costante lavoro sia un'inutile perdita di tempo.

martedì 19 febbraio 2019

Belli di papà (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/01/2017 Qui - Belli di papà, film del 2015 diretto da Guido Chiesa, remake del film messicano Nosotros los nobles, è un film decisamente discreto, strano dato che si tratta di un film italiano, eppure nonostante possa sembrare un film inutile è un film interessante nonché divertente, anche se come ovvio non è perfetto. Film che mette alla berlina i bamboccioni italiani e i loro genitori, genitore in questo caso che ritrovandosi in casa dei figli inetti e parassiti (che non hanno assolutamente voglia di lavorare, se non dedicarsi ad imprese quanto mai assurde e poco probabili al successo, abituati a vivere facendosi mantenere economicamente nel miglior modo possibile) decide di dare una lezione a costoro, come? con un finto fallimento dell'azienda, in modo tale da indurre i ragazzi a cercarsi un'occupazione seria e ad assumersi piano piano le proprie responsabilità. E dopo un inizio ovviamente quanto mai disastroso, i ragazzi riusciranno a lavorare duramente, arrivando finalmente a capire il significato di guadagnarsi dei soldi e riuscire a mantenersi da soli. Belli di papà, nonostante alcune reticenze, è un film delizioso, che sembra disegnato su misura per Diego Abatantuono.