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venerdì 29 marzo 2024

Il grande giorno (2022)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2024 Qui - Un trio più dimesso dal lato comico, che pure c'è e si vede, e più maturo nel voler trasmettere sentimenti e stati d'animo che portano a riflettere sulla vita personale di ognuno, fatta di ricordi, di cose iniziate e di cose finite, di rinascite e di consolidamento. Non mi ha particolarmente convinto il finale, così come non mi ha particolarmente entusiasmato la parte inerente ai giovani protagonisti, letteralmente subissati dal cast più esperto (Aldo, Giovanni e Giacomo in primis), forse un po' troppo ingenua e superficiale. L'intrattenimento è comunque assicurato (storia semplice però ben fatta) e Il grande giorno (una festa di matrimonio assurta a film, come nel francese C'est la vie, ma con risultati migliori), seppure meno divertente rispetto al precedente Odio l'estate (ma che conferma il ritorno su buoni livelli), offre una visione sufficientemente gradevole, da gustare a piccoli sorsi ma senza troppa fatica. Voto: 6,5 [Prime Video]

sabato 27 febbraio 2021

Odio l'estate (2020)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/02/2021 Qui - Aldo, Giovanni e Giacomo, dopo il flop di Reuma Park e il fallimentare esordio da solista di Aldo Baglio con Scappo a casa, tornano (finalmente) quelli di una volta grazie a una commedia divertente, sincera, anche un po' commovente e con un inedito tono agrodolce. E forse non è un caso che questo coincida con il ritorno di Massimo Venier alla regia (lui che è stato il regista e sceneggiatore delle prime memorabili opere cinematografiche del trio). Non c'è grande originalità nell'idea di partenza (tre famiglie in vacanza costrette a vivere nella stessa villa in affitto) e in corso d'opera il trio si autocita con scene che richiamano alla mente altri loro (gran) lavori (la partitella in spiaggia su tutte), ma la storia raccontata è gradevole, molto, affondando le radici in battute e scene da repertorio miscelandole, però, con una dose abbondante di sentimenti (fra problemi personali e di salute, rapporti con mogli e figli, adolescenti e non, anche la partecipazione musicale di Massimo Ranieri, idolo di Aldo, commuove). Odio l'estate è un lavoro quasi serio, dove si affrontano temi importanti e dove si avverte un grande senso di malinconia, soprattutto nell'epilogo, che chiude una bella storia di amicizia (e di riscoperta) che intrattiene, diverte (fantastiche le scene con il carabiniere di Michele Placido) e commuove allo stesso tempo. La scelta delle attrici (Lucia MascinoCarlotta Natoli e Maria Di Biase, più la bella Sabrina Martina) si rivela giusta e quanto mai importante per la riuscita finale. Scorre liscio fino alla fine e lascia col buon umore. Davvero assai godibile. Voto: 7

venerdì 14 giugno 2019

Lasciati andare (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/10/2018 Qui - Lasciati andare (Commedia, Italia, 2017): È indubbio che il principale motivo di interesse nei confronti di questo film, terzo lungometraggio diretto da Francesco Amato (che racconta di un ieratico e distaccato psicoanalista ebreo che tiene tutti a debita distanza, compresa l'ex moglie Giovanna, almeno fino a quando decidendo di rimettersi in forma a seguito di una diagnosi medica, irrompe nella sua vita Claudia, nomen omen, una brillante, vitale e buffa personal trailer spagnola, che finirà com'è ovvio per sconvolgergli la vita), era quello di vedere Toni Servillo alle prese con un ruolo brillante. E l'attore campano ha risposto con un'interpretazione non solo degna della sua caratura, ma per certi versi sorprendente. Oltre che sulle rinomate doti recitative ed espressive, Servillo ha puntato molto anche sul linguaggio del corpo (per l'occasione appesantito), producendosi a più riprese in gag slapstick. Accanto a lui funziona la sfrenatezza, esuberanza e femminilità di Veronica Echegui (la bellissima e sensuale spagnola già vista nella serie tv Fortitude) e l'ironia sottile di Carla Signoris, mentre, a parte il sempre bravo Luca Marinelli in veste di galeotto balbuziente, tutti gli altri personaggi di contorno (tra questi Pietro Sermonti e Giacomo Poretti) un po' scompaiono. L'indiscutibile bravura degli attori, però, non basta da sola. La sceneggiatura di Francesco Bruni è raffinata (un po' assurda e inconsistente in verità), ma c'è troppa carne al fuoco (quante sotto-trame e tutte lasciate a metà) e il regista finisce per mettere su un film discontinuo (e alquanto prevedibile nonché banale), che in qualche tratto rischia persino (anzi, soprattutto nella seconda parte si raggiunge il ridicolo) di sfilacciarsi. Si sorride diverse volte, ma non si ride mai e, alla fine, resta la sensazione che Lasciati andare sia una commedia godibile, ma al di sotto delle aspettative che si erano create prima della visione. E quindi poca cosa, poco danno. Cinema medio, come al solito in Italia. Voto: 5+

martedì 9 aprile 2019

Fuga da Reuma Park (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2017 Qui - Fuga da Reuma Park (Commedia, Italia, 2016): Spiace dare un commento negativo ad un film del trio milanese Aldo, Giovanni & Giacomo che ho sempre adorato da i tempi di Mai dire Gol, ma il suddetto film è davvero il punto più basso del percorso cinematografico del famoso trio, che speravo avessero già raggiunto ne Il ricco, il povero e il maggiordomo, perlomeno in quest'ultimo c'era stata la decenza nello scrivere una storia e crearci delle battute attorno che almeno in parte divertivano e intrattenevano, tuttavia peggio fu Cosmo sul comò. In Fuga da Reuma Park invece c'è la dimostrazione di ciò che il trio sta facendo da un paio d'anni, cioè campare di rendita. Il trio tenta la carta dell'autoironia celebrativa, proponendo gag e personaggi che hanno fatto le loro fortune ma la sensazione, anche con con questo film, è che i bei tempi sono ormai lontani e, molto probabilmente, non torneranno più. Si ride poco per qualche battuta, la maggior parte delle volte grazie alla mimica e l'intercalare di Aldo, il resto è una minestra riscaldata che non porta nessuna ventata di freschezza. Il ricordo a gag datate, a personaggi resi famosi dalle loro apparizioni televisive e teatrali, a filmati di repertorio (perché?), a situazioni surreali ma senza un vero e proprio filo conduttore impoveriscono infatti una trama già di per sé appena tratteggiata, nonostante lo spunto (un parco giochi che è in realtà un luogo di detenzione per anziani "inutili") non sia affatto banale. Ma la banalità e la noia affiorano presto con dei personaggi macchietta per nulla riusciti (tra cui Silvana Fallisi, sempre meno convincente e sempre più invadente). Le uniche parti divertenti provengono appunto dagli spezzoni dei loro vecchi show, e ovviamente non sono farina di questo film, per il resto noioso e banale all'inverosimile. Questo film difatti, e mi dispiace dirlo, è insalvabile. Voto: 3

martedì 20 novembre 2018

Il ricco, il povero e il maggiordomo (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/02/2016 Qui - Il ricco, il povero e il maggiordomo è l'ultimo film in ordine di tempo (2014) del famoso, irriverente e divertente trio comico Aldo, Giovanni & Giacomo. A quattro anni di distanza, il trio è tornato, e finalmente direi, ma ne è valsa la pena di aspettare. La loro nuova commedia funziona alla grande, divertente, ben strutturata e riuscitissima, sa divertire ma anche riflettere, il tutto senza le volgarità tipiche dei cinepanettoni o delle commedie americane. In mezzo a film inconsistenti, non divertenti, volgari ed estremamente superficiali, fatti solo di doppi sensi, cosce al vento e battute scurrili, questo film spicca, proponendo una bella storia, raccontata dai tre protagonisti e da un cast "di contorno" degno del massimo rispetto, ma anche per le risate di cuore che si fanno durante il film, per l'attualità del tema trattato e per la loro consueta vena surreale che in quest'occasione ce li mostra più che mai in forma. Una commedia che vuole regalare risate educando, ma alla fine segna forse uno dei lavori meno convincenti della loro carriera. La loro comicità, a differenza di quella di molti colleghi del settore, è legata alle azioni e non alle battute, ma sembrano sempre più ripetitive e noiose. A tratti il lungometraggio sembra scivolare nella banalità, con la sceneggiatura che non sa bene dove andare a parare chiudendo con un matrimonio che nulla ha a che vedere con il filone narrativo principale, e il rimarcare in continuazione il valore della vera amicizia risulta certe volte un po' forzato. Ma è questo che i tre hanno da offrire e a volte può bastare per avere successo.