Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/09/2021 Qui - Commedia messicana che racconta, in modo brillante anche se con un ritmo piuttosto discontinuo, un rapporto matrimoniale reso fragile dall'infantile maschilismo di lui, attore di second'ordine di telenovelas, incapace di comprendere la voglia di autonomia della moglie, scrittrice agli esordi. Un viaggio di crescita, divertente e doloroso, film ambiguo nella sua essenza che, nonostante tutto, si fa vedere. E a rendere piacevole la visione è soprattutto Gael García Bernal, che riesce a dare spessore al personaggio di Eligio. L'attore comunica con il suo corpo i sentimenti e lo stato d'animo del protagonista, poco evidenziati da una sceneggiatura che non riesce a conferire giusta rilevanza ai dialoghi. Il film di Roberto Sneider (adattamento del romanzo del 1982 intitolato Ciudades Desiertas, Città deserte, scritto dall'autore messicano José Agustín) è una dramedy piacevole, ma che non riesce ad entrare nella profondità dei sentimenti. Tuttavia, l'affiatamento tra i due protagonisti (ad affiancarlo una presenza femminile di tutto rispetto, della sempre sensualissima Verónica Echegui), l'originalità del soggetto, riescono in parte a sopperire, nel complesso apprezzabile. Voto: 6
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venerdì 17 settembre 2021
venerdì 14 giugno 2019
Lasciati andare (2017)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/10/2018 Qui - Lasciati andare (Commedia, Italia, 2017): È indubbio che il principale motivo di interesse nei confronti di questo film, terzo lungometraggio diretto da Francesco Amato (che racconta di un ieratico e distaccato psicoanalista ebreo che tiene tutti a debita distanza, compresa l'ex moglie Giovanna, almeno fino a quando decidendo di rimettersi in forma a seguito di una diagnosi medica, irrompe nella sua vita Claudia, nomen omen, una brillante, vitale e buffa personal trailer spagnola, che finirà com'è ovvio per sconvolgergli la vita), era quello di vedere Toni Servillo alle prese con un ruolo brillante. E l'attore campano ha risposto con un'interpretazione non solo degna della sua caratura, ma per certi versi sorprendente. Oltre che sulle rinomate doti recitative ed espressive, Servillo ha puntato molto anche sul linguaggio del corpo (per l'occasione appesantito), producendosi a più riprese in gag slapstick. Accanto a lui funziona la sfrenatezza, esuberanza e femminilità di Veronica Echegui (la bellissima e sensuale spagnola già vista nella serie tv Fortitude) e l'ironia sottile di Carla Signoris, mentre, a parte il sempre bravo Luca Marinelli in veste di galeotto balbuziente, tutti gli altri personaggi di contorno (tra questi Pietro Sermonti e Giacomo Poretti) un po' scompaiono. L'indiscutibile bravura degli attori, però, non basta da sola. La sceneggiatura di Francesco Bruni è raffinata (un po' assurda e inconsistente in verità), ma c'è troppa carne al fuoco (quante sotto-trame e tutte lasciate a metà) e il regista finisce per mettere su un film discontinuo (e alquanto prevedibile nonché banale), che in qualche tratto rischia persino (anzi, soprattutto nella seconda parte si raggiunge il ridicolo) di sfilacciarsi. Si sorride diverse volte, ma non si ride mai e, alla fine, resta la sensazione che Lasciati andare sia una commedia godibile, ma al di sotto delle aspettative che si erano create prima della visione. E quindi poca cosa, poco danno. Cinema medio, come al solito in Italia. Voto: 5+
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