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giovedì 8 febbraio 2024

The Creator (2023)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/02/2024 Qui - Forse gli sceneggiatori, quando hanno iniziato a pensare a questo film, hanno avuto in mente di fare un film diverso, con tematiche di un certo spessore tipo l'intelligenza artificiale e il mondo diviso fra due fazione. Alla fine il film ha preso una piega molto più commerciale e il tema dell'AI serve solo come richiamo, ma non viene sviluppato (come tutto il resto). La trama rimane piuttosto convenzionale e ricca di colpi di scena improbabili, perché diciamo che spesso le scelte dei personaggi sono discutibili (sembra di stare alla fiera dei cioccolatai). Per il resto il film non è realizzato male (il sonoro è adeguato, il doppiaggio italiano invece no). Rimane tuttavia il problema della poca empatia con i personaggi, delle poche emozioni, e del poco coinvolgimento, però ci sono tanti (e non disprezzabili) effetti speciali (così tanti che potevano non candidarli agli Oscar?), e soprattutto, seppur derivativo nel suo sviluppo, è anche un film scorrevole, non pesa arrivare alla fine, anche gli attori non sono male. In conclusione, un film dalla notevole confezione ma che ha il difetto di dire meno di ciò che voleva fare. Peccato, dal regista di Godzilla ma soprattutto dell'ottimo Rogue One: A Star Wars Story mi sarei aspettato di più. Voto: 6 [Disney Plus]

lunedì 3 giugno 2019

Monsters: Dark Continent (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2018 Qui - Quando un sequel esce a distanza di tempo, quello è il sintomo che qualcosa non sia andato o non andrà nel modo giusto, perché a quattro anni da quel piccolo gioiellino a basso costo di Monsters, monster-movie dal piccolo budget ma dalla grande anima diretto appunto dall'esordiente Gareth Edwards, ecco il sequel che non ti aspetti, il sequel che non avresti voluto vedere, e in tal senso per fortuna che Edwards (nel frattempo probabilmente al lavoro del "The Monster") lasci il comando a Tom Green, perché il suo debutto, dell'autore televisivo di alcune puntate Misfits e Blackout, che prova a riprendere le redini narrative del precedente, ambientandolo sette anni dopo (arco di tempo in cui la "zona infetta" si è diffusa a macchia d'olio in tutto il pianeta, concentrandosi soprattutto nei territori del Medio Oriente, già gravati da un insurrezione di massa dei popoli arabi), anche non avendo direttamente colpe, quella ce l'ha la sceneggiatura che, seguendo le vicende di due soldati, un veterano e un novellino, che insieme ai loro compagni dovranno effettuare una missione di soccorso proprio nel bel mezzo della zona in cui proliferano sia i terroristi che le enormi creature, lascia parecchio a desiderare, non convince ma delude. Perché anche se narrativamente Monsters: Dark Continent (2014) cerca di seguire il tono più drammatico e personale già visto nel capostipite, lasciando la figura dei mostri in secondo piano, qualitativamente e non solo, questo secondo capitolo oltre a risentire della mancanza di originalità fantascientifica che soffriva il primo riesce a copiare in malo modo anche dalle centinaia pellicole sulla guerra. Se nel primo film infatti il canovaccio manteneva comunque una sua credibilità, con riflessioni non banali sulla "questione messicana" (ma non solo), il cambio di ambientazione in Medio Oriente finisce per tramutare la maggior parte del minutaggio in un banale e scontato war-movie psicologico (una specie di American Sniper di bassa levatura), gravato inoltre dall'eccessiva durata (2 ore che si fanno sentire) che complice le forzature e illogicità introspettive fanno risultare lo svolgimento del racconto tedioso e pretenzioso.

Monsters (2010)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/08/2018 Qui - Quando ci si approccia ad un film, la prima cosa che si dovrebbe fare è evitare di lasciarsi ingannare dal gran battage pubblicitario, perché Monsters è strutturato (a partire dall'inizio) in maniera atipica, rispetto agli standard del genere (non è affatto un sci-fi horror). E' un film infatti poco fracassone (forse per lo scarso budget a disposizione), se paragonato ad altri lavori similari dell'ultimo (vecchio) periodo, e dallo smaccato tono malinconico. Eppure proprio per questo che la pellicola fa centro, perché anche se l'invasione aliena, topos per eccellenza del monster movie, non sfocia in una sequela di spettacolari esplosioni, inseguimenti e simili disastri, dopotutto ciò che interessa al regista non è la reiterazione amplificata dell'evento su larga scala, ma la sue conseguenze psicologiche ed emotive, la fantascienza non a caso è presente si ma solo come motivo scatenante, per poi concentrarsi molto di più sui personaggi e farci fare diversi ragionamenti sull'umanità, vista come nemico, più che sugli alieni (e in questo il finale è abbastanza esplicativo), il giovane (all'epoca) regista confeziona ugualmente un'opera piacevole e (nei limiti) ritmata. Il film difatti è lento, tuttavia mai noioso, che pecca un po' di mordente, come detto la storia non ha grossi sussulti e forse i protagonisti affrontano eventi eccezionali con un pizzico di nonchalance di troppo, però la suddetta (intrisa comunque di premesse narrative avvincenti) tutto sommato regge. Perché certo, la trama di Monsters non è originale, ma il suo rispondere a canoni precisi (e non solo, perché atipici sono i giganteschi invasori spaziali) apre un mondo di riferimenti che intrigano fin da subito gli appassionati del genere, non è un caso che la gustosa rivisitazione del muro tra Usa e Messico (a distanza di 8 anni incredibilmente attuale) è riferita alla sceneggiatura firmata dallo stesso regista per il bellissimo District 9 di Neill Blomkamp, interessante parabola sulla ghettizzazione in una città multietnica, senza dimenticare gli ovvi rimandi a Jurassic Park e Cloverfield. Quanto ai protagonisti, niente di meglio che affidarsi a due attori (meglio se un uomo e una donna) giovani, carini e poco noti, all'epoca praticamente disoccupati, che forse proprio dopo Monsters hanno trovato altro lavoro, anche se meglio è andata a Scoot McNairy (ormai noto caratterista), che qui incarna bene il prototipo del maschio sbruffone, ma protettivo e sensibile, che alla bella Whitney Able (solo tre film da allora), qui perfettamente in linea con lo spirito del film.

Gareth Edwards Filmography

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/08/2018 Qui - Il suo esame Gareth Edwards due anni fa (quattro anni fa al cinema) lo passò brillantemente, il suo Godzilla riuscì infatti nell'impresa di risultare un gran bel film grazie soprattutto a lui (le sue idee furono infatti il motore trainante di un percorso stilistico interessante avviato in parte nei suoi precedenti lavori), lui che dopo il suo successo con quel film, ne fece un altro anche migliore, quel Rogue One che nell'universo di Star Wars, è uno dei migliori, in assoluto certamente della saga "antologica" avviata proprio con quel film (in tal senso bisogna dire però che Solo non ho ancora visto). Proprio in occasione della sua recensione (di un film che fece meglio anche della "nuova" saga principale), espressi non a caso l'idea che lui registicamente "migliori ad ogni film che fa", ed è stato così anche precedentemente a questi due più che discreti (ottimo in verità il secondo) prodotti, perché prima del film che ha segnato la sua consacrazione egli aveva già in qualche modo provato a tessere la tela, provando appunto a mettere già in campo le sue qualità trattando di fantascienza e mostri, ed è chiaro ora che Monsters, film del 2010 scritto e diretto da lui stesso, che ne ha curato anche fotografia, scenografia, montaggio ed effetti visivi, meno il suo deludente ed insipido sequel Monsters: Dark Continent, film del 2014 diretto da Tom Green (lui è solo e fortunatamente il produttore esecutivo), fosse il punto di partenza (l'antipasto) da cui cominciare a costruire la sua carriera, carriera cominciata con un film forse atipico ma alquanto interessante, tuttavia non perfetto ma sufficientemente riuscito che gli ha appunto dato l'occasione di dare l'esame di cinematografia "quasi" finale (il film con Felicity Jones lo fu e venne passato alla grande). Ma se del celebre kaijū del cinema giapponese ho già detto, non avevo ancora detto della duologia, proprio perché mi mancava, ed è solo merito delle mie promesse cinematografiche che sono finalmente riuscito a recuperare queste due pellicole, pellicole dal risultato però completamente e paradossalmente (visto la stessa cifra stilistica e tema) differente. Il motivo? Semplice, la recensione di entrambe lo dirà.

Monsters (2010)
Monsters: Dark Continent (2014)

giovedì 4 aprile 2019

Rogue One: A Star Wars Story (2016)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2017 Qui - Il primo dei cosiddetti "film antologici", che usciranno in alternanza con i film della saga principale (l'ottavo è già pronto e il secondo spin-off ha già il titolo), in modo da non lasciare mai a bocca asciutta i fan, Rogue One: A Star Wars Storynoto semplicemente come Rogue One, film del 2016 diretto da Gareth Edwards, si rivela, inaspettatamente, un film più riuscito de Il risveglio della Forza, e questo è dovuto ad una serie di fattori. Innanzitutto, non s'impone con il ricatto emotivo derivante dall'inevitabile effetto nostalgia scatenato da quel film per poi proporre un remake sotto mentite spoglie dell'originale del '77 (come sottolineato nella mia recensione di un anno fa, anche se era comunque uno dei pregi), ed anzi si concentra su una storia collaterale e su personaggi quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico (in quanto, per la gran parte, inventati appositamente per il film). Anche perché Rogue One si propone di dare una spiegazione accettabile (cercando di rendere giustizia ad un "personaggio" che fino ad ora era rimasto sullo sfondo, nonostante 7 film), al come l'Alleanza Ribelle sia entrata in possesso dei piani della Morte Nera, che sarà poi il punto di partenza della trilogia originale. Dopotutto l'alleanza ribelle era il presupposto che permetteva l'azione dei personaggi principali, ma la storia è sempre stata guidata da pochi. Qui invece puntando sui ribelli il film riesce e permette di confrontare le diverse origini e motivazioni dei personaggi che compongono questa ribellione. Non un gruppo monolitico ma un insieme di storie personali diverse e opinioni anche distanti su come agire che trovano il loro senso e il loro scopo comune nella rivolta contro la dittatura dell'impero.

sabato 29 dicembre 2018

Godzilla (2014)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/05/2016 Qui - Godzilla è un fantastico, elettrizzante ed entusiasmante film del 2014 diretto da Gareth Edwards. La pellicola è il remake, reboot, della serie cinematografica con protagonista Godzilla e racconta una storia originale, del tutto diversa, su Godzilla, celebre kaijū del cinema giapponese, oramai divenuto un personaggio della cultura mondiale. L'uscita della pellicola al cinema è coincisa con il sessantesimo anniversario della nascita di Godzilla. Il film è andato in onda su Italia1 l'8 maggio scorso, non potevo ovviamente perderlo. In questa epica rinascita dell'icona Godzilla della Toho, una spettacolare avventura, dalla Warner Bros Pictures e Legendary Pictures, si contrappone il mostro più famoso del mondo alle malvagie creature che, sostenute dall'arroganza scientifica dell’umanità, minacciano la nostra esistenza. I test nucleari effettuati dagli americani infatti nell'oceano Pacifico nel 1954 hanno risvegliato una gigantesca creatura anfibia, ritenuta da tutti frutto delle leggende della mitologia orientale. Dopo essere sopravvissuta a un tentativo di distruzione effettuato dalla marina americana attraverso un'esplosione atomica, la creatura si rifugia negli abissi dell'oceano fino a quando una nuova minaccia la risveglia (anzi due, due M.U.T.O. acronimo in lingua inglese per Massive Unidentified Terrestrial Organism: "organismo terrestre gigantesco non identificato"), portando distruzione e terrore ovunque. Nel 1999 infatti a Tokyo un segnale elettromagnetico ignoto causa scosse sismiche su vasta scala, compromettendo il funzionamento di una centrale nucleare. Nell'incidente Joe Brody perde la moglie e non si darà pace fino a che non avrà scoperto le ragioni del disastro, nascoste dalle versioni ufficiali. Quindici anni dopo però la sua ricerca porterà alla verità, alla più incredibile e distruttiva delle verità. Godzilla si svolge così in continenti diversi e si dipana nel corso di decenni, seguendo l'impatto di una serie di misteriosi e catastrofici avvenimenti, attraverso l'occhio di un gruppo di persone intrappolati nell'epicentro.