Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Woody Allen ci parla ancora una volta di fortuna e casualità in una nuova variazione con "Coup de Chance". Chi conosce la filmografia del regista americano potrebbe percepire un senso di dejà vu, ma il cinema di Allen, anche se distante dai suoi massimi successi, offre sempre una visione che, nel peggiore dei casi, è "semplicemente" piacevole e sottilmente ironica, grazie a dialoghi originali, situazioni al limite del grottesco e personaggi disillusi. La coppia formata da Melvil Poupaud e Lou de Laâge, poco noti in Italia, è efficace. La trama classica di tradimento e "vendetta" in un contesto altoborghese, elegante e mondano, diventa intrigante con le evoluzioni psicologiche dei protagonisti, diretti con rinnovato entusiasmo da Allen alla sua "prima prova" in francese. Sebbene inizialmente didascalico, il film, con i suoi costumi raffinati e ambientazioni ricercate, giustifica il suo titolo nel finale attraverso un epilogo inaspettato e deciso. Elegante e piacevole, che tuttavia non aggiunge nulla di nuovo alla filmografia di Allen. Voto: 6 [Sky]
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Melvil Poupaud. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Melvil Poupaud. Mostra tutti i post
venerdì 28 giugno 2024
lunedì 14 giugno 2021
Grazie a Dio (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/06/2021 Qui - Argomento molto delicato quello scelto da François Ozon (uno dei tanti nella sua cinematografia) all'ennesima buona prova di fila della sua carriera (Frantz però, l'ultimo suo visto, mi è piaciuto di più). I gravi errori di un pedofilo travestito da prete che non nega mai le sue colpe perché è il sistema che lo protegge il vero colpevole di questa storia (che si basa su di una vera avvenuta in Francia tra gli anni ottanta e novanta). Il regista non generalizza ed è bravo a dividere la storia in 3 atti dove ognuno dei protagonisti vive a modo suo la fede (ineccepibile il cast), il fervente cattolico (interpretato da Melvil Poupaud) è la figura più combattuta e interessante ovviamente. Il regista francese infatti, si concentra sul dramma delle vittime mostrando le diverse conseguenze degli abusi sulle loro vite affettive e sessuali. Un approccio meno incalzante e spettacolare rispetto ad Il caso Spotlight ma ugualmente efficace nella denuncia (il fatto tuttavia che si parli troppo liberamente senza filtri di pedofilia rende il film leggermente forzato). Molto più efficace la prima parte rispetto alla seconda, che soffre di qualche passaggio a vuoto, un filo abbondante la durata, ma buon film, un film doloroso però necessario. Voto: 6,5
domenica 8 novembre 2020
L'ufficiale e la spia (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/11/2020 Qui - Se si riesce a passare la prima metà del film, decisamente prolissa, retorica, pomposa (come d'altronde doveva essere l'ambiente militare nella Francia di fine Ottocento), L'ufficiale e la spia (tratto dall'omonimo romanzo del 2013 di Robert Harris, anche co-autore della sceneggiatura assieme al regista) si rivela una visione decisamente godibile (tutta la vicenda si segue con attenzione), che associa l'evidente importanza e attendibilità dei contenuti con una narrazione snella, solida ma scorrevole. Il ritorno di Roman Polanski dietro la macchina da presa dopo Quello che non so di lei è nel segno dell'impegno civile e, ancora una volta, della memoria, è infatti ben chiaro il focus della vicenda (l'affare Dreyfus) sull'antisemitismo che ne diede il via. In un clima europeo enormemente teso e in una montante campagna di odio verso gli ebrei ebbe luogo uno scandalo tanto potente da spaccare l'opinione pubblica in due e causare dimissioni di alti ufficiali e ministri francesi. Tutto questo ne L'ufficiale e la spia c'è, e Polanski restituisce con grande perizia allo spettatore quell'atmosfera confusa e rabbiosa nella quale (attenzione che arriva la strizzatina d'occhio alla contemporaneità) intervennero giornalisti, politici e perfino "liberi pensatori" di vasta influenza come lo scrittore Emile Zola a muovere le acque generando dubbi, sospetti, complotti e controcomplotti (la Storia ha dato ragione agli accusatori, a ogni modo). E' difficile muovere critiche vere a questo film se non fosse che manca di sentimento, è come se il pittore fosse troppo preso dai dettagli da dimenticarsi cosa dipinge. La rappresentazione politica è uno sfondo, lo stesso Dreyfrus lo è, un quasi irriconoscibile (ma pur sempre bravo) Louis Garrel, ed il personaggio di Picquart (comunque impeccabilmente interpretato da Jean Dujardin), sebbene il protagonista della storia, rimane alquanto evanescente (nel buon cast non manca in ogni caso Emmanuelle Seigner e c'è pure una particina anche per Luca Barbareschi, che è del resto fra i produttori). Questo J'accuse manca di qualcosa nella sua perfezione, manca di una vera e propria anima, è tutto concentrato sulla sua storia, anzi, sulla STORIA. Nonostante questo è un film più che dignitoso appunto su un pezzo di storia con molte ombre e pochissime luci della Francia di fine '800. Voto: 7
Labels:
Damien Bonnard,
Denis Podalydès,
Dramma storico,
Emmanuelle Seigner,
Jean Dujardin,
Louis Garrel,
Luca Barbareschi,
Mathieu Amalric,
Melvil Poupaud,
Roman Polanski,
Romanzo,
Vincent Pérez
Iscriviti a:
Post (Atom)


