Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/12/2020 Qui - Gli ingredienti del genere ci sono (quasi) tutti e sono mescolati con efficacia, nonché nutriti dalle giuste dosi di tensione (siamo dalle parti del cinema di genere che dà voce agli ultimi, a quelli messi in disparte dalla società perché figli di una colonizzazione selvaggia che porta il suo conto da pagare). Poliziotti stressati ma con differenti vissuti e coscienze, periferie ghettizzate, inseguimenti e scontri fino alle sconvolgenti scene conclusive (l'escalation di incomprensioni porta infatti a un finale molto interessante che lascia con il fiato sospeso). Appare contratta, però, la sensibilità sociologica, manca il guizzo riflessivo che, con uno sguardo più penetrante sul clima e sull'anima della banlieue, avrebbe potuto far diventare pregevole un prodotto che rimane comunque buono. Parigi finisce con l'assomigliare a Chicago: almeno in parte, un'occasione perduta. Nel complesso da vedere (buone le performance attoriali, di Damien Bonnard e tutti gli altri, giovani e adulti) ma lascia amarezza. I miserabili, del regista Ladj Ly, basato sull'omonimo cortometraggio dello stesso del 2017, a sua volta ispirato al romanzo omonimo di Victor Hugo, è un film intenso, ma è più potente il messaggio che il film in sé. Voto: 6,5
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lunedì 14 dicembre 2020
sabato 21 novembre 2020
Wolf Call - Minaccia in alto mare (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2020 Qui - Thriller sottomarino di produzione e di maestranze interamente francesi, fra cui figurano Mathieu Kassovitz, Omar Sy e Reda Kateb, oltre all'emergente François Civil, Wolf Call è l'esordio del regista Antonin Baudry e di fatto costituisce una non variante sul genere, ossia nulla che non si sia già visto, se non fosse per una genialata: un analista reclutato a bordo è in grado, grazie ad un udito addestrato e fuori dal comune, di carpire i movimenti esterni al sommergibile, leggendone i suoni attraverso quel magnifico conduttore che è l'acqua. Da questa sua capacità nasce un "malinteso" che rischierà di scatenare una guerra nucleare. Fa il suo lavoro Wolf Call, intanto sfruttando a dovere la sempre affascinante location del sommergibile, resa egregiamente grazie ad una minuziosa ricostruzione che pecca solo quando si va in esterni (insufficiente la computer grafica nelle scene subacquee), e poi gioca su un meccanismo genera ansia elementare, cioè l'impossibilità di comunicare e di distinguere il vero dal falso, uno dei mali del nostro secolo. I difetti poi ci sono, a cominciare da alcuni personaggi deboli (il secondo in comando interpretato da Omar Sy), ed altri solo accennati da goffi intermezzi (Paula Beer mai inutile è però e mai sarà). Non è Caccia a ottobre rosso, e scopiazza pure da Allarme Rosso, tuttavia ritmo e tensione sono mediamente garantiti, almeno per tutta la seconda parte. E così al netto di un certa confusione all'inizio e di qualche divagazione inutile, il risultato è un film coinvolgente in grado di tener desta l'attenzione fino all'epilogo, meno pompato e convenzionale di quanto con tutta probabilità sarebbe stato se girato negli USA. Voto: 6,5
domenica 8 novembre 2020
L'ufficiale e la spia (2019)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/11/2020 Qui - Se si riesce a passare la prima metà del film, decisamente prolissa, retorica, pomposa (come d'altronde doveva essere l'ambiente militare nella Francia di fine Ottocento), L'ufficiale e la spia (tratto dall'omonimo romanzo del 2013 di Robert Harris, anche co-autore della sceneggiatura assieme al regista) si rivela una visione decisamente godibile (tutta la vicenda si segue con attenzione), che associa l'evidente importanza e attendibilità dei contenuti con una narrazione snella, solida ma scorrevole. Il ritorno di Roman Polanski dietro la macchina da presa dopo Quello che non so di lei è nel segno dell'impegno civile e, ancora una volta, della memoria, è infatti ben chiaro il focus della vicenda (l'affare Dreyfus) sull'antisemitismo che ne diede il via. In un clima europeo enormemente teso e in una montante campagna di odio verso gli ebrei ebbe luogo uno scandalo tanto potente da spaccare l'opinione pubblica in due e causare dimissioni di alti ufficiali e ministri francesi. Tutto questo ne L'ufficiale e la spia c'è, e Polanski restituisce con grande perizia allo spettatore quell'atmosfera confusa e rabbiosa nella quale (attenzione che arriva la strizzatina d'occhio alla contemporaneità) intervennero giornalisti, politici e perfino "liberi pensatori" di vasta influenza come lo scrittore Emile Zola a muovere le acque generando dubbi, sospetti, complotti e controcomplotti (la Storia ha dato ragione agli accusatori, a ogni modo). E' difficile muovere critiche vere a questo film se non fosse che manca di sentimento, è come se il pittore fosse troppo preso dai dettagli da dimenticarsi cosa dipinge. La rappresentazione politica è uno sfondo, lo stesso Dreyfrus lo è, un quasi irriconoscibile (ma pur sempre bravo) Louis Garrel, ed il personaggio di Picquart (comunque impeccabilmente interpretato da Jean Dujardin), sebbene il protagonista della storia, rimane alquanto evanescente (nel buon cast non manca in ogni caso Emmanuelle Seigner e c'è pure una particina anche per Luca Barbareschi, che è del resto fra i produttori). Questo J'accuse manca di qualcosa nella sua perfezione, manca di una vera e propria anima, è tutto concentrato sulla sua storia, anzi, sulla STORIA. Nonostante questo è un film più che dignitoso appunto su un pezzo di storia con molte ombre e pochissime luci della Francia di fine '800. Voto: 7
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Vincent Pérez
martedì 31 marzo 2020
Pallottole in libertà (2018)
Titolo Originale: En Liberté
Anno e Nazione: Francia 2018
Genere: Commedia, Giallo
Regia: Pierre Salvadori
Sceneggiatura: Pierre Salvadori, Benoît Graffin, Benjamin Charbit
Cast: Adèle Haenel, Pio Marmaï, Damien Bonnard
Vincent Elbaz, Audrey Tautou
Vincent Elbaz, Audrey Tautou
Durata: 107 minuti
Un gioiello di comicità con Adele Haenel e Audrey Tautou.
Un'ispettrice di polizia scopre che suo marito, morto da eroe, conduceva in realtà una doppia vita da criminale incallito.
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