Visualizzazione post con etichetta Karyn Kusama. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Karyn Kusama. Mostra tutti i post

mercoledì 17 maggio 2023

XX - Donne da morire (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/05/2023 Qui - Molto discontinuo questo film (antologico) virato al femminile e con tematiche femminili (diretto non per caso da quattro donne, una ad episodio), arricchito con intermezzi tra un episodio e l'altro molto belli, fatti con animazione in stop motion dall'effetto suggestivo. Volendo sintetizzare, a mio parere, due episodi sono discreti e due su un livello insufficiente. I migliori sono il primo e l'ultimo: The Box è il più misterioso e suggestivo e pur con un finale leggermente affrettato, riesce ad evidenziare la perdita progressiva del ruolo di madre e di moglie della sua protagonista, di fronte allo sfaldarsi della sua famiglia che rifiuta di nutrirsi perché non sente il bisogno di cibo. Il secondo è più una commedia nera ma dal registro completamente sfasato: non è né divertente, né genera un minimo di tensione tanto da renderlo inconsistente. Il terzo episodio è quello più classico, riprende i canoni dello slasher ma pecca di eccessiva convenzionalità. L'ultimo ha un buon livello qualitativo e parte da riferimenti cinematografici molto chiari fin dall'inizio. Viene analizzato l'amore materno verso un figlio problematico e legato ad un passato inquietante che si presenta al compimento del diciottesimo anno del ragazzo. Non raggiunge la sufficienza, troppa disparità qualitativa tra il primo e l'ultimo episodio con i due centrali. Comunque gradevole film di intrattenimento, è già qualcosa. Voto: 5,5

lunedì 7 gennaio 2019

The Invitation (2015)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/07/2016 Qui - The Invitation è un discreto thriller psicologico del 2015 diretto da Karyn Kusama, regista di Girlfight e Jennifer's Body. Parto subito dicendo che quello che mi aspettavo era tutt'altra cosa, credevo infatti si trattasse di un horror (più brutale) ma soprattutto mi aspettavo qualcosa di meglio, perché se anche il tema, l'argomento è molto interessante ed ovviamente angosciante, non tutto mi ha convinto e molto mi ha deluso (comunque non tantissimo) perché non mi ha tanto coinvolto. Probabilmente non è il proprio il mio genere questo tipo di film poiché abituato a qualcosa di più sanguinolento e spaventoso, mi sono leggermente annoiato, fino ovviamente al momento clou, che mi ha non solo risvegliato ma anche incuriosito. Una curiosità che comunque non ti lascia per tutto il tempo, nonostante la prevedibilità di alcune situazioni che porteranno e condurranno, tra parole e sguardi e con il suo incedere armonico, lo spettatore in un tunnel di angoscia e dolore mai rimosso, fino al suggestivo e imprevedibile (non tanto in effetti) finale. Comunque nonostante ciò è un film fatto bene ("Il male fatto bene"), di qualità, davvero interessante, thriller drammatico, a tratti angosciante e paranoico, strutturato con sagacia. Un film in perfetto stile Midnight Factory, visto infatti grazie a Rai4, che con la sua 'collezione' di pellicole fa giungere al pubblico tutti quegli horror (e affini) che per motivi burocratici, logistici o semplicemente per essere stati accantonati da un marchio o da una società poi scomparsa, non hanno mai trovato spazio nei cinema italiani. La trama, dalla quale scaturisce questo film misterioso e paranoico, è molto semplice e riassumibile in poche righe, Will (il Logan Marshall-Green di Prometeus) ed Eden (la bellissima Tammy Blanchard), divorati dal dolore per la perdita del loro unico figlio, si sono separati e persi di vista. Per questo Will rimane sorpreso nel ricevere un invito di Eden a una "rimpatriata" alla quale parteciperanno ex amici che i due non vedono da oltre due anni. Per Will, che si presenta con la sua nuova donna (moglie), si tratta di un ritorno al passato nella casa dove lui e Eden hanno vissuto felicemente fino alla tragica morte del piccolo Ty. Come in ogni reunion ci sono ritardatari e "infiltrati", come ad esempio Sadie, una giovane (apparentemente frivola) ragazza che vive con Eden e il suo nuovo compagno David, poi c'è Pruitt, misterioso amico di quest'ultimo. Esaurite premesse e convenevoli, il film parte in un crescendo ponderato di angoscia e claustrofobia, di porte chiuse a chiave e di cassetti aperti, in un insieme di accadimenti che lentamente aprono il sipario rivelando un finale (gli ultimi 20 minuti) disturbante e notevole. Perché come anche il protagonista principale intuisce c'è qualcosa di strano, l'invito a cena dalla ex moglie infatti, diventerà la serata più inquietante e incredibile della sua vita.