Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/06/2024 Qui - Il film (vincitore di 3 statuette agli ultimi David di Donatello) è una potente denuncia sociale che trae spunto da uno dei primi casi di mobbing in Italia, verificatosi presso l'ex Ilva di Taranto. Michele Riondino, in veste di regista al suo esordio e di attore dalla performance notevole, ben supportato da Elio Germano, narra uno dei più eclatanti episodi di arroganza aziendale degli anni '90. Il film, che oscilla tra realismo e surrealismo, è notevole per i suoi intenti e coraggioso nella scelta di un argomento poco esplorato dal cinema italiano, risultando problematico e attuale dato che situazioni simili si verificano ancora oggi. La palazzina dei reietti, trascurata e decadente, offre lo sfondo ideale alla storia, che nonostante alcune lungaggini, ci conduce al processo finale. Sebbene influenzino il giudizio complessivo, sono perdonabili gli eccessi caricaturali e i momenti di stallo. Nonostante non tutto sia perfetto, il film rimane un'opera significativa che espone le colpe dell'industria siderurgica, riflesso di una società in declino dove ignoranza e malvagità si intrecciano. Voto: 6+ [Sky]
- Home page
- Classifiche
- CINEMA
- Film Anno per Anno dal 2015 ad Oggi
- Tutti i Film
- Film e visioni speciali
- Giornata della Memoria
- Academy Awards
- Filmografie registiche
- Approfondimenti cinematografici
- Day cinematografici
- Saghe cinematografiche
- Cortometraggi
- Promesse cinematografiche [Dal 2018 al 2021]
- NOTTE HORROR
- HALLOWEEN
- CHRISTMAS
- MCU
- DC
- STAR WARS
- Agatha Christie
- ALIEN
- John Wick
- Fast & Furious
- IL GIRO DEL MONDO CINEMATOGRAFICO
- Sharknado
- La notte del Giudizio
- I Spit On Your Grave
- GEEK LEAGUE
- LISTE & CLASSIFICHE ANIME
- ANIME-TION MOVIES & SERIES
- AGGIORNAMENTI LIVE VISIONI & GAMES
Visualizzazione post con etichetta Vanessa Scalera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vanessa Scalera. Mostra tutti i post
venerdì 28 giugno 2024
giovedì 27 ottobre 2022
Corro da te (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Un film copiato sì, ma copiato bene (e meglio), per una volta almeno. Il remake del film francese Tutti in piedi è infatti ed incredibilmente (seppur sia praticamente una copia carbone) più a fuoco, certo, è aiutato in questo dalla bellezza dei due protagonisti, comunque un voto positivo lo merita. Corro da te si fa apprezzare per il ritmo brioso, per l'assenza di volgarità, per alcuni personaggi piuttosto azzeccati e per la confezione ben curata dal regista Riccardo Milani (non nuovo a certi prodotti). Il valore aggiunto è la prestazione di Pierfrancesco Favino, attore che ha oramai raggiunto una maturità tale che gli permette di svariare dalle pellicole drammatiche a quelle leggere in maniera sempre eccellente. Qui è alle prese con un personaggio cinico ed odioso, che (molto) lentamente si evolve e finalmente matura grazie all'amore. La sua controparte è la bella Miriam Leone, che in verità è troppo bella per essere "vera", ma va bene. Una piacevole commedia che affronta garbatamente il difficile tema della disabilità, che nonostante la superficialità insita, si lascia vedere. Voto: 6
Labels:
Andrea Pennacchi,
Commedia romantica,
Giulio Base,
Michele Placido,
Miriam Leone,
Piera Degli Esposti,
Pierfrancesco Favino,
Pietro Sermonti,
Pilar Fogliati,
Remake,
Riccardo Milani,
Vanessa Scalera
L'Arminuta (2021)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/10/2022 Qui - Buonissima pellicola italiana che, attraverso la storia di una ragazzina abruzzese, mostra l'Italia anni '60, divisa tra piccola borghesia e sottoproletariato, città e campagne, boom economico e povertà atavica. Va detto che sono le due ragazzine, la Sofia Fiore e la Carlotta De Leonardis, a dare la spinta decisiva al film: brave loro e chi li ha dirette (ovvero Giuseppe Bonito) esaltandone la spontaneità. Bene anche il resto del cast e la mano registica, ma senza le due erano forti i rischi di andare su un melanconico già visto più volte e di esagerare i contrasti tra la protagonista e l'ambiente in cui è costretta. La macchina da presa si muove bene tra silenzi comunque molto espressivi e le ambientazioni, valorizzate da una fotografia che sa variare tono e calore nel modo più opportuno. Si rimane coinvolti da una storia in cui la voglia di maternità è raccontata in modo non banale. Un buon prodotto italiano. Voto: 6,5
Iscriviti a:
Post (Atom)


