Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2023 Qui - Purtroppo ancora una volta il cinema nostrano deve ricorrere a un remake di una pellicola d'oltralpe, a dimostrazione che ai nostri sceneggiatori le idee nuove scarseggiano assai. Bisogna però anche dire che il risultato finale lascia molto soddisfatti, in quanto il nuovo film di Riccardo Milani (all'ennesima rivisitazione italica dopo Corro da te) riesce a far ridere (le piccole incursioni comiche sono infatti apprezzabili abbastanza), commuovere e pensare. Si tratta infatti di un'interessante riflessione sul mestiere dell'attore, del potere rieducativo dell'arte ma anche, andando oltre, del concetto di libertà e di privazione della stessa. Il regista trova dei validi alleati in tutti gli interpreti, e non nel solo Antonio Albanese. Volendo trovare una critica: si può imputare al prodotto un finale troppo retorico che fa scadere un po' il risultato finale, che rimane comunque di tutto rispetto. Voto: 6,5
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giovedì 26 ottobre 2023
Grazie ragazzi (2023)
Labels:
Antonio Albanese,
Commedia agrodolce,
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Remake,
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martedì 31 gennaio 2023
Ghiaccio (2022)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2023 Qui - Un film che non propone niente di nuovo, anzi, se vogliamo dirla tutta è il solito film sulla boxe come ce ne sono a decine, però funziona, i personaggi e l'atmosfera di disagio che si respira prendono fin dalle prime battute, la trama è accattivante e coinvolgente, e la gran colonna sonora di Fabrizio Moro (che firma anche la regia) ne completa il quadro. Rispetto al classico film sulla boxe il climax non è l'allenamento e il combattimento finale, specialmente il primo è relegato a pochissime scene: il vero cuore del film sta nella psicologia dei personaggi, sia del protagonista ma anche in quelli di contorno, nel degrado della periferia romana, insomma la boxe non è il vero protagonista del film ma solo un pretesto. A me è piaciuto molto nella sua semplicità, mi è sembrato un film fatto mettendoci l'anima e la giusta intensità, la prova che a volte per fare un bel film non serve raccontare chissà quali storie originali. Voto: 6,5
domenica 30 dicembre 2018
La prima volta (di mia figlia) (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/05/2016 Qui - La prima volta (di mia figlia) è un garbata, mai volgare, commedia del 2015 diretto da Riccardo Rossi, che tratta un argomento abbastanza delicato e complicato ma di grandissima attualità perché la pellicola racconta, con estrema leggerezza e tanto garbo, di un fenomeno sociale ormai diffusissimo: quello dell'essere genitori inadeguati a compiere tale ruolo. Difatti sbirciando nel diario della figlia quindicenne Bianca, Alberto, medico e padre separato decisamente apprensivo, scopre (o forse capisce...) che la sua bambina ha intenzione di perdere la verginità. Sconvolto e in preda al panico più totale, decide di organizzare una cena coinvolgendo la sua più cara amica, la ginecologa Marina, perché dissuada Bianca dal suo intento. Ma la presenza di altri due commensali complicherà non poco il piano di Alberto, trasformando la serata "terapeutica" in una riunione fortemente surreale ma trasformerà (in positivo si spera) per sempre il rapporto tra Alberto e la figlia Bianca. Questo a primo impatto è il classico film che non t'aspetti, uno di quelli che prima di vederlo pensi subito, una boiata. E' invece no perché anche grazie a Riccardo Rossi, nonostante la sua irritante voce, riesce in modo abbastanza magistrale ad ovviare a tante cose, di certo non all'ansia (comprensibile) di un padre quando scopre che la figlia adolescente è ormai in età di perdere la verginità, ed entra in paranoia (giustamente direi). La messa in scena è classica, semplice e lineare, c'è una certa cura per i dettagli, la comicità nasce dall'osservazione in particolare delle piccole cose e anche i titoli di coda nascondono una piacevole sorpresa. Il cuore del film (praticamente il 90%) è la cena organizzata dall'impacciato padre per traumatizzare la figlia, i due (anzi tre) ospiti più inopportuni hanno il ruolo di guastatori, dei classici elefanti in gioielleria e proprio loro innescano le situazioni più comiche e grottesche. Film piccolo piccolo e tutt'altro che memorabile ma uno sguardo lo merita tutto, perché sa fa ridere genuinamente e senza prendersi troppo sul serio. Il film infatti sa essere leggero senza scadere mai nella gag demenziale. Una commedia raffinata, divertente, anche crudele se pensiamo dal punto di vista di un genitore, soprattutto di un padre. Voto: 6
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