Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 14/11/2019 Qui
Tema e genere: Prequel del film del 2014 Annabelle, e narra della creazione e delle origini della malefica e temuta bambola posseduta Annabelle, una dei protagonisti di numerose vicende paranormali studiate dalla coppia di demonologi Ed e Lorraine Warren.
Trama: Diversi anni dopo la tragica morte della loro piccola figlia, un creatore di bambole e sua moglie accolgono in casa una suora e diverse ragazze di un orfanotrofio. Queste diventeranno presto l'obiettivo di Annabelle, la diabolica bambola creata dall'uomo.
Recensione: Seguito cronologico di Annabelle ma in sostanza (come detto) è un prequel (oltreché ulteriore spin-off di L'evocazione), il film ha come protagonista, la malefica bambola, già vista nel primo film della serie. Solitamente i prequel nascono penalizzati dal fatto di raccontare avvenimenti che in qualche modo sono già conosciuti o possono essere intuiti, non nella fattispecie. La storia, pur essendo piuttosto semplice, è innegabilmente coinvolgente e suggestivamente carica di tensione, riportando con sagacia narrativa gli accadimenti, sino a un rapido ed efficace "trait d'union" con il film precedente. Il regista David F. Sandberg conosce bene il genere horror (è lui ad aver ideato il corto poi diventato lungometraggio, lo spaventoso Lights Out: Terrore nel buio) e il sottogenere di cui fa parte il film, quello delle "bambole possedute e assassine" che è stato ampiamente sfruttato, cinematograficamente parlando, tuttavia manipolando abilmente il materiale a disposizione, utilizzando la sua maestria e nei limiti imposti dal contenuto target commerciale, riesce comunque a realizzare un prodotto assolutamente efficace e riuscito, che riesce spesso a far accapponare la pelle. Il film, anche se privo di elementi nuovi e infarcito dei canonici cliché e di un uso smodato, dei più tipici e adoperati espedienti per suscitare paura, è perfettamente funzionale allo scopo. Il regista maneggia con destrezza le tecniche atte a produrre spavento, riuscendo a trarre la massima resa dalla storia. L'ambientazione conferisce un giusto tocco "vintage" al contesto malinconico e inquietante, nel quale la trama si sviluppa, avvolta in atmosfere sinistre. E così Annabelle 2, pur costituendo nel complesso un film perfettibile e di per sé dimenticabile, si colloca su un buon livello nel panorama del genere, come d'altronde lo sono state finora tutte le pellicole generate da The Conjuring: un risultato per nulla scontato che fa ben sperare anche per gli altri prequel, sequel o spin-off che verranno, se saranno realizzati dalla stessa squadra.
Trama: Diversi anni dopo la tragica morte della loro piccola figlia, un creatore di bambole e sua moglie accolgono in casa una suora e diverse ragazze di un orfanotrofio. Queste diventeranno presto l'obiettivo di Annabelle, la diabolica bambola creata dall'uomo.
Recensione: Seguito cronologico di Annabelle ma in sostanza (come detto) è un prequel (oltreché ulteriore spin-off di L'evocazione), il film ha come protagonista, la malefica bambola, già vista nel primo film della serie. Solitamente i prequel nascono penalizzati dal fatto di raccontare avvenimenti che in qualche modo sono già conosciuti o possono essere intuiti, non nella fattispecie. La storia, pur essendo piuttosto semplice, è innegabilmente coinvolgente e suggestivamente carica di tensione, riportando con sagacia narrativa gli accadimenti, sino a un rapido ed efficace "trait d'union" con il film precedente. Il regista David F. Sandberg conosce bene il genere horror (è lui ad aver ideato il corto poi diventato lungometraggio, lo spaventoso Lights Out: Terrore nel buio) e il sottogenere di cui fa parte il film, quello delle "bambole possedute e assassine" che è stato ampiamente sfruttato, cinematograficamente parlando, tuttavia manipolando abilmente il materiale a disposizione, utilizzando la sua maestria e nei limiti imposti dal contenuto target commerciale, riesce comunque a realizzare un prodotto assolutamente efficace e riuscito, che riesce spesso a far accapponare la pelle. Il film, anche se privo di elementi nuovi e infarcito dei canonici cliché e di un uso smodato, dei più tipici e adoperati espedienti per suscitare paura, è perfettamente funzionale allo scopo. Il regista maneggia con destrezza le tecniche atte a produrre spavento, riuscendo a trarre la massima resa dalla storia. L'ambientazione conferisce un giusto tocco "vintage" al contesto malinconico e inquietante, nel quale la trama si sviluppa, avvolta in atmosfere sinistre. E così Annabelle 2, pur costituendo nel complesso un film perfettibile e di per sé dimenticabile, si colloca su un buon livello nel panorama del genere, come d'altronde lo sono state finora tutte le pellicole generate da The Conjuring: un risultato per nulla scontato che fa ben sperare anche per gli altri prequel, sequel o spin-off che verranno, se saranno realizzati dalla stessa squadra.




