Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/03/2018 Qui - Crazy Night - Festa col morto (Commedia, Usa 2017): Non era nelle intenzioni della giovane regista Lucia Aniello scrivere una storia originale, ma probabilmente costruire una commedia irriverente, sboccata, scorretta, nonché femminista, sicuramente sì. La storia infatti (seppur con un pizzico di originalità) è la stessa che si ripete in tutte le commedie nate sulla scia di Una Notte da Leoni e della sua versione al femminile come nell'ultimo Bad Moms, precursori di un intero filone che racconta di amici alle soglie del matrimonio, che si ritrovano per fare bagordi e finiscono nei guai. Anche qui, infatti, le amiche del college si rivedono dopo dieci anni per festeggiare l'addio al nubilato di una di loro, ma la notte brava in una villa di Miami si concluderà con un inevitabile cadavere. Ma se il film con Mila Kunis aveva un suo scopo, questo non ce l'ha. Il film difatti, nonostante un buon cast, perde spesso colpi, colpa soprattutto della frustante sceneggiatura che non soddisfa abbastanza, non è coraggiosa quanto dovrebbe (provando cioè a trasformarsi in una commedia nera ma lo fa con pochissima convinzione) e non diverte per niente (le gag e le battute sono banali, scialbe, ripetitive, molto poco originali, prevedibili e assolutamente non adeguate appunto per una commedia nera, e perciò non bastevole per assicurare un intrattenimento sufficientemente valido), riesce solamente a rendere il film estremamente noioso ed irritante. Inoltre cerca disperatamente di apparire girl-power, ma sbaglia completamente e in più di un'occasione non riesce a trovare una propria identità, soprattutto perché non riesce ad identificarsi ad un determinato sottogenere comico, poiché non si capisce in che direzione voglia andare fino alla conclusione, nella quale sceglie la strada più mainstream. Per non parlare della goffa e inesperta regia (soprattutto per questo genere di film) e la caratterizzazione dei vari personaggi estremamente banale e superficiale. Non solo i maschi della storia, che se non fanno una brutta fine, fanno certo una pessima figura (deboli, scialbi, dementi o malvagi stereotipati) ma anche le donne, perché le attrici (compresa la sempre bellissima Scarlett Johansson, le peggiori Jillian Bell volgarissima e Kate McKinnon visibilmente forzata) sono fuori luogo e non si immedesimano nei loro ruoli (in tal senso meglio dimenticare il cameo di Demi Moore, libidinosa compagna del non meno viscido Ty Burrel, che comunque in una cosa si fanno apprezzare, il rapporto a tre con Zoë Kravitz). Così facendo il film, troppo ambiguo, perde l'occasione di risultare una commedia nera, grottesca o rivoluzionaria, ma solo una perdita di tempo. Voto: 5
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giovedì 16 maggio 2019
mercoledì 6 marzo 2019
San Andreas (2015)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/04/2017 Qui - Ammetto di avere una certa predilezione per Dwayne Johnson alias The Rock, credo anche di non aver mai nascosto questo, in ogni caso le aspettative per San Andreas, film catastrofico del 2015 diretto dal quasi sconosciuto Brad Peyton, autore non proprio eccelso, anzi, a stento si salva solo Viaggio nell'isola misteriosa (con lo stesso protagonista principale), erano abbastanza elevate, anche se ovviamente non m'aspettavo un capolavoro. Attese che purtroppo sono state, almeno in parte, disattese, anche se inaspettatamente questo film in ottica di genere è un film catastrofico onesto e ben fatto, certo, come opera filmica vale poco, resta il "divertimento". D'altronde il film dà quanto promette, perché nonostante una sceneggiatura come ovvio prevedibile, e nonostante si capisce che rimane un B-movie, dove le scemenze vanno anche loro fuori scala come le scosse, sia scemenze dette, che scemenze fatte, che scemenze scientifiche di vario tipo, San Andreas (che ovviamente si riferisce alla faglia di Sant'Andrea, ed essendo un catastrofico, si capisce che per Los Angeles ma soprattutto per San Francisco saranno cavoli amari) è un catastrofico più che sufficiente e fatto anche abbastanza bene. Difatti senza soffermarsi troppo sul comunque pessimo script di Carlton Cuse (Lost), se no non si capisce nulla, in questo film infatti ci si "godono" le catastrofi e le sfighe varie e si passano un paio d'ore, finita lì. Certo, per la qualità, se fossi andato al cinema sarebbero stati soldi sprecati, era consigliabile perciò (come ho fatto io) aspettare il passaggio tv, ed è così che l'ho visto.
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