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lunedì 23 dicembre 2024

I film del mese (Dicembre 2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 23/12/2024 Qui - Da una piattaforma all'altra per cercare soprattutto di vedere e recuperare film in tempo per le classifiche finali prossimamente in arrivo. Visionare in particolar modo pellicole inderogabili (soprattutto una, Fidanzata in affitto, scaduta dal catalogo di Prime Video il 20 di questo mese) o semplicemente da non perdere, per finire in bellezza quest'anno cinematografico. Ci sono riuscito, anche se tanti ne mancano che avrei voluto vedere, ed anche se solo 10 sono state le caselle a mia disposizione, giacché 7 posti erano già stati occupati da film di Natale che inevitabilmente in questo Dicembre vedere si deve. Poco male, per tutto, tempo il prossimo anno.

[Disney Plus] Deadpool & Wolverine (Azione/Commedia 2024) - Divertente, stupido e violento, esattamente quello che ti aspetti. Tuttavia, Deadpool 3 è il più debole della serie, con l'effetto sorpresa ormai svanito. La trama non riesce a essere interessante, e l'espediente del "Multiverso" per riportare in pista supereroi scomparsi è diventato banale. La coppia Reynolds-Jackman funziona bene, e i camei sono divertenti ma non sorprendono più. La villain "Cassandra Nova" poteva essere sfruttata meglio. Alcune sequenze e gag sono riuscite, e il film è politicamente scorretto, con schizzi di sangue e splatter a volontà, ma non è memorabile come i primi due capitoli. Voto: 6,5

[Disney Plus] Inside Out 2 (Animazione/Commedia/Dramma 2024) - Alla squadra principale si aggiungono nuovi elementi ed emozioni, riflettendo la crescita e le turbolenze dell'adolescenza: ansia, imbarazzo, invidia e noia. Le relazioni finiscono, portando incertezza per il futuro e paura di fallire. Il meccanismo è simile al primo capitolo, ma più complesso. L'effetto novità di Inside Out svanisce (resta l'impatto visivo notevole), ma questo secondo capitolo mantiene una buona qualità (il livello però no). Si ride, si sorride e ci si emoziona, soprattutto nel finale, emotivamente molto forte. Il minutaggio è giusto, con un buon ritmo che non corre né si ferma. Voto: 6,5

[Netflix] Pearl (Dramma/Horror 2022) - Non offre novità rispetto al primo capitolo (anche perché la genesi di una psicopatica assassina non è tra i plot più originali nel cinema di genere), ma riesce a essere intrigante, crudo e delirante al punto giusto per intrattenere e coinvolgere egregiamente, con una protagonista particolare e un cast affidabile. Non è un capolavoro, ma è dignitoso e ben girato, nonché tratteggiato, con buone musiche. Mia Goth è eccezionale, capace di reggere un monologo di dieci minuti, rendendo i titoli di coda ipnotici. Anche se non si grida al capolavoro, è un prodotto dignitoso e ben realizzato, migliore del suo "sequel". Voto: 7

[Disney Plus] Kinds of Kindness (Commedia/Dramma 2024) - Mi spiace, ma non sono riuscito ad apprezzarlo abbastanza. Come con Il Sacrificio del Cervo Sacro, l'ho trovato (troppo) strano, disturbante e assurdo per piacermi. Chi lo vede poi entusiasmato da Povere Creature (così come me) rimarrà deluso. Il film è sviluppato su tre episodi apparentemente scollegati e criptici. Il secondo episodio è il più strano e disturbante, contribuisce senz'altro anche una colonna sonora di suoni distorti e martellanti che intensificano i momenti più cupi. Non è un film facile da vedere, ricco di simbolismi e metafore, difficilmente mi verrà voglia di rivederlo. Voto: 5,5

[Sky] The Fall Guy (Azione/Commedia 2024) - Forse il mio voto può sembrare esagerato, ma questo film di action-comedy è tra i migliori degli ultimi anni, sicuramente migliore di Bullet Train dello stesso David Leitch. Da un'idea originale nasce un'incredibile quantità di azione, con sequenze spettacolari e un ritmo crescente, intervallato da gag riuscite. La storia tra Colt e Jody è un po' stucchevole, ma funzionale alla trama. Un plauso alla colonna sonora: coinvolgente è dir poco. Voto: 7

mercoledì 31 luglio 2024

Dune - Parte due (2024)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/07/2024 Qui - La seconda parte di "Dune" conserva sia i meriti sia i difetti del primo capitolo. La narrazione, che ruota attorno al personaggio di Paul Atreides, adotta toni messianici e veicola un messaggio anticolonialista attraverso un esoterismo palese. Denis Villeneuve stupisce con una perizia tecnica poco comune a Hollywood, ma alcune carenze nella sceneggiatura evidenziano la difficoltà e l'inefficacia nel trasporre la complessità dell'opera originale. Rimangono notevoli la fotografia camaleontica e la colonna sonora di Hans Zimmer. Un film non rivoluzionario, ma con elementi di spicco e grande impatto. Voto: 7 [Infinity Plus]

mercoledì 30 novembre 2022

Malcolm & Marie (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/11/2022 Qui - L'omissione di un doveroso ringraziamento pubblico scatena un'infinita schermaglia tra lui (John David Washington), regista afroamericano reduce dalla prima trionfale del suo ultimo film, e lei (Zendaya), splendida compagna ed ex attrice tossicodipendente. È una crisi di coppia, in verità, che parte da molto più lontano e che ha a che fare con due approcci idiosincratici alla realtà, all'arte, all'autenticità, all'identità sociale e razziale, al gioco dei ruoli di genere. Numerosi gli aspetti interessanti toccati da Sam Levinson, affogati però in una melassa verbale che spesso suona artefatta. Si evidenzia infatti una certa forzatura nell'evoluzione della storia, facendola cadere in alcuni momenti (pochi) nella noia. Elegante ma pressoché inutile il bianco e nero, commento musicale invece di prim'ordine, alla fine il primo film ad esser completato dopo lo scoppio della pandemia di COVID-19, riuscito a metà. Voto: 6

mercoledì 31 agosto 2022

Spider-Man: No Way Home (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2022 Qui - C'è voluto un cavallo di razza per risollevare la Marvel dopo gli ultimi un po' deludenti e/o non convincenti film, c'è voluto Spiderman, con questo godibile (decisamente più di Eternals) film, ventisettesimo dell'MCU. Con un film difficile da commentare, particolare, studiato apposta per emozionare. Un viaggio lungo 20 anni se si vuole e che verrà ricordato con l'hype più alto di sempre per un film su Spiderman. Se lo si vuole analizzare a livello narrativo non è questa gran trama (il precedente Spider-Man: Far From Home mi è piaciuto di più come scene d'azione e storia) e di sicuro ha i suoi difetti e diverse forzature di trama, ma è piuttosto un pretesto affinché succeda quello che alla fine aspettavano tutti e infilarci dentro quanto più possibile e in modo massiccio del fan service in modo da accontentare tutti, e ci riesce bene, tra l'altro sono riferimenti e trovate intelligenti e non buttate lì a caso. Una storia semplice ma condita del solito umorismo e soprattutto dall'effetto nostalgia nel rivedere i "vecchi" Peter Parker ancora in azione. Certamente è un film bulimico e qualche personaggio ne soffre immancabilmente, specie nei "cattivi" dove il rapporto è sproporzionato, però il film è divertente e tiratissimo fino alla fine. Piacevole tutto sommato e se ci sarà un nuovo capitolo sicuramente questo film offre le basi per un restyling completo ed offrire un personaggio molto più maturo. E' questo infatti un degno finale che chiude un ciclo e forse ne apre uno nuovo sull'amichevole Spiderman di quartiere. Voto: 7

lunedì 31 gennaio 2022

Dune (2021)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/01/2022 Qui - Avevo aspettative alte viste le recensioni, l'hype generali e il resto (avendo io visto il deludente Dune di David Lynch e confidando nel bravissimo Denis Villeneuve una migliore resa), sono rimasto non deluso ma un po' perplesso. Il regista dell'ottimo Blade Runner 2049 riesce in questo: una grande resa estetica (contemplativa e avvolgente) irrobustita da una gestione del sonoro che lascia attoniti (lo score di Hans Zimmer, in tal senso, è davvero evocativo). Quello che mi ha convinto meno sono la messa in scena, un po' troppo cupa, certe scene d'azione un po' strane girate con approssimazione, non è facile entrare in quel mondo, talvolta la pellicola manca di profondità, ho avuto l'impressione che il tutto (attori compresi) fosse a servizio dello spettacolo, dello sfarzo, del fare colpo a tutti i costi. Stessa fedeltà al romanzo (di Frank Herbert) ma film di opposta natura: debordante ed eccessivo quello di Lynch, essenziale e quasi ascetico questo, il cui rigore si riflette nelle forme degli edifici e delle macchine, nei costumi e soprattutto nella palette quasi monocromatica della fotografia. Il risultato è visivamente appagante ma il racconto stenta ad appassionare. Rimane comunque un buon prodotto, maestoso ed epico a suo modo, anche se alla fine mi ha lasciato un senso di vago ed incompiuto, dopotutto s'interrompe proprio sul più bello, il che è giustificato dal fatto che questa è la prima parte (e per fortuna la seconda parte verrà prodotta), ma ne ho ugualmente risentito. Nel confronto col Dune degli anni '80 (invecchiato male), questo è sicuramente una spanna sopra, con la prima trasposizione che paradossalmente aveva il pregio di finire già, completando tutto il percorso. Bello ma non bellissimo, mi aspettavo di più. Voto: 7

martedì 30 giugno 2020

Spider-Man: Far From Home (2019)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/06/2020 Qui - A distanza di vari mesi dalla conclusione dell'ultimo (vittorioso) combattimento con gli Avengers, Peter Parker si appresta a viaggiare in direzione Europa con la sua classe. La prima tappa del viaggio di Peter è Venezia dove lo attende un mostro acquatico che viene distrutto da Quentin Beck, alias Mysterio, un nuovo possibile membro (a detta di Nick Fury) della squadra degli Avengers. Mentre Umberto Tozzi e Mina cantano sullo sfondo del volo che unisce la tratta New York-Venezia un adolescente è pronto a tornare alle prese con i classici drammi di quell'età, fra problemi di cuore che paiono irrisolvibili ma ancora più difficili da superare se ad affrontarli è un arrampica muri in perenne lotta con ogni nemico pronto a soverchiare il globo (in ogni caso anche troppo infantile diventa la storiella con la bella Zendaya). Nuovo episodio ben calato (anche senza un collegamento preciso oltre a quello inerente alla figura del padre putativo Iron Man ahimè scomparso) nel MCU (l'omaggio fatto in principio agli eroi scomparsi è tuttavia e certamente opportuno) firmato nuovamente da Jon Watts, già autore del primo e precedente reboot (qui) di Spidey (un pelino migliore di questo a parer mio), ancora presente un Tom Holland ancor più sicuro delle proprie possibilità ma che ancora una volta viene privato del ruolo di protagonista dall'antagonista di turno ovvero Quentin "Jake Gyllenhaal" Beck. Quest'ultimo, nei (efficaci) panni di un supereroe proveniente da un'altra dimensione, replica quello che in precedenza era accaduto alla presenza di Michael Keaton, capace di enfatizzare lati oscuri e giustificazioni del senso di essere diventato un villain senza rimpianti, ma solo per necessità personali. Alla stessa maniera Beck denuncia una profondità di emozioni che appartengono anche al giovane Parker, ma declinate in un'età molto più adulta e distanti dalla voglia adolescenziale di volersi divertire come ogni suo coetaneo. Ironia e molti effetti speciali (notevoli soprattutto le sequenze lisergiche del film, autentico trip fatto di illusioni, sogni e cadute) in un viaggio itinerante fra Berlino, Praga, Venezia, Londra e Parigi completano una pellicola (un plus lo merita sicuramente per le due fantastiche sequenze post titoli di coda, e per la carinissima Marisa Tomei) che fa ben sperare per il continuo della serie dell'eroe creato da Stan Lee. Con l'augurio che non si voglia nuovamente pensare a un nuovo reboot ma che si prosegua lungo la strada maestra tracciata da Watts e soci. Voto: 7+

sabato 13 luglio 2019

The Greatest Showman (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/05/2019 Qui - Sapete bene della mia non predilezione per i film musical, eppure dopo il successo di La La Land (film che ho apprezzato tanto), successo che sembra aver giustamente avviato, dato che di questi tempi il pubblico forse ha di nuovo voglia di leggerezza e di perdersi in un mondo più o meno lontano dalla realtà di tutti i giorni, un nuovo interesse a Hollywood verso un genere che un tempo aveva innegabilmente reso gloriosa la mecca del cinema, sono piacevolmente e nuovamente rimasto sorpreso da un film musical, un film musical del 2017 davvero "energizzante". E questo film è The Greatest Showman, uno di quei musical che fanno venire voglia di alzarsi ed applaudire: performance straordinarie e una colonna sonora magnetica. The Greatest Showman infatti, che ci porta via dai giorni nostri con una narrazione a metà strada tra favola e romanzo dickensiano, dove protagonisti sono il rutilante mondo del circo, i freaks, i fenomeni da baraccone, ma soprattutto la voglia di riscatto e le sfide che valgono il sogno di una vita, anche se perfetto non è certamente, anzi, è un film davvero bello che attira lo spettatore e lo coinvolge specie grazie alla musica. Le musiche in un musical sono spesso punto di forza del film, qui, sorprendentemente, pur essendo apprezzabili e di buona fattura (anche di più), vengono superate per coinvolgimento dal contesto in cui la storia si svolge. E questo è il vero punto di forza di quest'opera, eccessiva e vorticosa che ti fa superare le due ore di spettacolo in un lampo. Siamo nell'America nell'Ottocento e il giovane Phineas Taylor Barnum, figlio di un umile sarto, stringe una forte amicizia con Charity, appartenente alla ricca famiglia per cui il padre lavora. Tuttavia il loro legame viene ostacolato per ragioni di carattere sociale e le cose non si mettono meglio per il ragazzo quando rimane orfano di padre. Senza perdersi di coraggio, convinto che la fortuna risieda tutta nella buona volontà e intraprendenza dell'uomo, dopo vari espedienti per tirare avanti, l'ormai adulto Phineas (Hugh Jackman) fugge a New York con Charity (Michelle Williams), si sposa e trova un lavoro. Le cose non vanno sempre bene e infatti, perso il lavoro per la solita imprevedibilità della sorte, Phineas deve fronteggiare ancora una volta le avversità, senza darsi per vinto e con un'incrollabile fiducia nelle possibilità dell'uomo.

domenica 19 maggio 2019

Spider-Man: Homecoming (2017)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/04/2018 Qui - È la rivisitazione del tema classico di Spider-Man ad opera di Michael Giacchino ad accompagnare il ritorno a casa dell'Uomo Ragno (un ritorno schietto, sincero, che vuole ridare lustro ad un eroe che forse sin troppo ne aveva perso a causa dei ben noti e gravosi problemi di licenza), e queste splendide note messe in fila con cosi tanto gusto e maestria dichiarano apertamente le intenzioni dei Marvel StudiosSpider-Man: Homecoming vuole essere un film unico, una storia mai raccontata prima, capace di divertire, appassionare, emozionare. C'è tutto in queste note, l'epicità, la freschezza giovanile, la coerenza storica di un personaggio che finalmente torna a casa per stupire, per prender davvero parte a quell'enorme progetto che è il MCU. E per farlo, in questa terza release del super eroe, la Marvel decide di spostare indietro le lancette dell'orologio, dopo la sua apparizione in Captain America: Civil WarTuttavia Homecoming non compie i voli pindarici di molti altri film Marvel, non si perde in spiegoni che ricostruiscano una certa continuity a uso e consumo dei più sprovveduti. Non fa nulla di questo, anche perché non pretende neanche di essere un tipico film sulle origini. Si prende infatti la briga di scorrere, anche grazie ad un cambio generazionale molto interessante, dall'inizio alla fine con invidiabile eleganza, complice un ritmo sostenuto e talvolta incalzante, in cui praticamente non si assiste ad alcun scivolone e in cui tutto ruota attorno a Spider-Man, alla sua adolescenza, lasciando che i comprimari facciano il loro lavoro, quando serve, ma senza ingombranti interferenze. Homecoming comincia così, con la sua filosofia da (classico) teen movie che presenta, fin dall'azzeccatissimo titolo, che sottintende sia al ritorno a casa Marvel dell'Uomo Ragno, sia alla settimana dell'Homecoming (ovvero il ritorno sui banchi scolastici dei giovani studenti americani), però alcuni risvolti etici e morali che lo rendono assimilabile a un vero e proprio racconto di formazione a sfondo supereroistico, ma senza tuttavia troppo giocare sui drammi adolescenziali, senza puntare troppo i riflettori sulle situazioni paradossali che proprio i teen movie sembrano tanto amare.